Forwarded from Radio Onda D'Urto
NAPOLI: CENTINAIA IN PIAZZA CONTRO IL G7 DIFESA, IL DDL 1660 E PER LA PALESTINA. SCONTRI CON LA POLIZIA
A Napoli han preso il via sabato 19 ottobre 2024 i lavori del G7 dei ministri della Difesa. Nel capoluogo campano in centinaia – nonostante una fitta pioggia – stanno manifestando contro il G7, contro il ddl sulla cosiddetta “sicurezza” del governo Meloni e per la Palestina. Apre…
A Napoli han preso il via sabato 19 ottobre 2024 i lavori del G7 dei ministri della Difesa. Nel capoluogo campano in centinaia – nonostante una fitta pioggia – stanno manifestando contro il G7, contro il ddl sulla cosiddetta “sicurezza” del governo Meloni e per la Palestina. Apre…
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#accaddeoggi - Lamezia Terme, 20 ottobre 1974: i fascisti uccidono Adelchi Agrada
https://www.osservatoriorepressione.info/20-ottobre-1974-fascisti-uccidono-adelchi-agrada/
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Osservatorio Repressione
Lamezia Terme, 20 ottobre 1974: i fascisti uccidono Adelchi Agrada
Sergio Adelchi Argada, giovane operaio militante del ''Fronte Popolare Comunista Rivoluzionario Calabrese'' (FPCR) viene brutalmente ucciso dai fascisti. La mattina del 20 ottobre, di fronte al Comune di Lamezia, ci …
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Le squadre di mobilitazione hanno una terribile reputazione in Ucraina per aver prelevato persone dagli autobus e dalle stazioni ferroviarie per portarle al centro di arruolamento. Così, per coloro che vogliono evitare la leva i trasporti pubblici sono diventati off limits, come i ristoranti, i supermercati e le gite del fine settimana al parco. E qualcuno usa i figli come "scudo", pur di evitare la coscrizione
https://www.osservatoriorepressione.info/ucraina-ronde-caccia-dei-disertori/
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Osservatorio Repressione
Ucraina: Ronde a caccia dei disertori
Le squadre di mobilitazione hanno una terribile reputazione in Ucraina per aver prelevato persone dagli autobus e dalle stazioni ferroviarie per portarle al centro di arruolamento. Così, per coloro che vogliono evitare la leva i trasporti pubblici sono diventati…
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Nel discorso di inaugurazione del nuovo anno giudiziario il Procuratore di Perugia salta indietro di cinquant’anni e ci riporta alla strategia della tensione
https://www.osservatoriorepressione.info/cospito-seppellito-vivo-al-41bis-cantone-pericolo-numero-uno/
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Osservatorio Repressione
Cospito è seppellito vivo al 41bis, ma per Cantone è il pericolo numero uno
Nel discorso di inaugurazione del nuovo anno giudiziario il Procuratore di Perugia salta indietro di cinquant’anni e ci riporta alla strategia della tensione
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Per trasformare le persone in vigliacche, ignave, codarde, è funzionale spaventarle
https://www.osservatoriorepressione.info/fahrenheit-1660-decreto-della-fenice/
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Osservatorio Repressione
Fahrenheit 1660. Il decreto della fenice «
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
IMMIGRAZIONE: IL GOVERNO APRE LO SCONTRO CON LA MAGISTRATURA
Inizia una settimana bollente per il Governo Meloni. Dopo lo scontro – a parole – dell’Esecutivo contro la Magistratura si passa ai fatti: è previsto per le 18 di oggi il Consiglio dei Ministri, indetto con l’unico obiettivo di creare un decreto legge ad hoc che scavalchi la decisione del Tribunale di Roma di…
Inizia una settimana bollente per il Governo Meloni. Dopo lo scontro – a parole – dell’Esecutivo contro la Magistratura si passa ai fatti: è previsto per le 18 di oggi il Consiglio dei Ministri, indetto con l’unico obiettivo di creare un decreto legge ad hoc che scavalchi la decisione del Tribunale di Roma di…
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VERONA: CENTINAIA DI PERSONE DAVANTI ALLA STAZIONE DI PORTA NUOVA “PER NON DIMENTICARE MOUSSA”
Centinaia di persone si sono ritrovate nel piazzale davanti alla stazione Porta Nuova di Verona nel pomeriggio di questo 21 ottobre 2024, quando alle 18 si sono date appuntamento “per non dimenticare Moussa”, il cittadino maliano ventiseienne freddato all’alba di domenica 20 ottobre da un colpo di pistola al petto da un agente…
Centinaia di persone si sono ritrovate nel piazzale davanti alla stazione Porta Nuova di Verona nel pomeriggio di questo 21 ottobre 2024, quando alle 18 si sono date appuntamento “per non dimenticare Moussa”, il cittadino maliano ventiseienne freddato all’alba di domenica 20 ottobre da un colpo di pistola al petto da un agente…
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Nella mattina di domenica 20 ottobre, alcuni attivisti di Ribellione Animale e di altri movimenti antispecisti sono scesi in piazza e hanno fatto sentire la loro voce di protesta contro lo sfruttamento degli animali non umani nei circhi. La manifestazione si è tenuta a Roma, in Piazza dei Santi Apostoli, non lontano dalla sede del Ministero della Cultura.
L’azione era parte della Campagna “Ruggiti di libertà”, campagna di dissenso nata ed ispirata dalla Ribellione di Kimba, il leone prigioniero scappato dal circo lo scorso 11 novembre a Ladispoli. Attraverso il dissenso, il movimento Ribellione Animale vuole ottenere l’abolizione dell’utilizzo degli animali non umani nei circhi e la loro Liberazione.
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L’azione era parte della Campagna “Ruggiti di libertà”, campagna di dissenso nata ed ispirata dalla Ribellione di Kimba, il leone prigioniero scappato dal circo lo scorso 11 novembre a Ladispoli. Attraverso il dissenso, il movimento Ribellione Animale vuole ottenere l’abolizione dell’utilizzo degli animali non umani nei circhi e la loro Liberazione.
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#accaddeoggi - 22 ottobre 1972: i treni per Reggio Calabria
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Osservatorio Repressione
22 ottobre 1972: i treni per Reggio Calabria
Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta diversi movimenti di rivendicazione sociali esplosero nel sud Italia. Le organizzazioni di estrema destra risposero a questa ondata di …
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Il 22 ottobre 2009 moriva Stefano Cucchi.
I FATTI CERTI ci dicono che:
1) il 15 ottobre Stefano Cucchi viene arrestato dai carabinieri e portato in caserma doveviene brutalmente pestato;
2) il giorno dopo viene visto dal Magistrato della convalida, dal PM, dal difensore d'ufficio e dalle guardie, e dopo l'udienza viene portato in cella;
3) il 22 ottobre muore in detenzione ospedaliera quando ormai pesa 37 KG e secondo i periti del primo processo era "in grave carenza di cibo e liquidi". Quindi ben 7 giorni dopo. Questo significa che Stefano Cucchi è stato lasciato morire dopo una straziante agonia lunga sette maledettissimi giorni, da tutti quelli (guardie, giudici, medici, assistenti ecc,) che lo avevano in custodia, e che sono pagati dallo Stato italiano per garantire l'incolumità fisica di chi viene appunto affidato alla loro custodia.
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I FATTI CERTI ci dicono che:
1) il 15 ottobre Stefano Cucchi viene arrestato dai carabinieri e portato in caserma doveviene brutalmente pestato;
2) il giorno dopo viene visto dal Magistrato della convalida, dal PM, dal difensore d'ufficio e dalle guardie, e dopo l'udienza viene portato in cella;
3) il 22 ottobre muore in detenzione ospedaliera quando ormai pesa 37 KG e secondo i periti del primo processo era "in grave carenza di cibo e liquidi". Quindi ben 7 giorni dopo. Questo significa che Stefano Cucchi è stato lasciato morire dopo una straziante agonia lunga sette maledettissimi giorni, da tutti quelli (guardie, giudici, medici, assistenti ecc,) che lo avevano in custodia, e che sono pagati dallo Stato italiano per garantire l'incolumità fisica di chi viene appunto affidato alla loro custodia.
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Il nostro sito è in tilt dalla tarda serata di ieri, ci stiamo adoperando affinchè risolviamo al più presto questo inconveniente tecnico
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Il Consiglio d'Europa: "Razzismo dalle forze dell'ordine in Italia".
In Italia le forze dell'ordine fanno proliferazione razziale durante le attività di controllo, sorveglianza e indagine, soprattutto nei confronti della comunità rom e delle persone di origine africana, denuncia l'Ecri (l'organo anti-razzismo e intolleranza del Consiglio d'Europa) nell’ultimo rapporto.
Il Consiglio d’Europa evidenzia che "le autorità non sembrano essere consapevoli della portata del problema e non hanno considerato l'esistenza della profilazione razziale come una forma di potenziale razzismo istituzionale", chiedendo quindi all'Italia uno studio completo e indipendente.
"Durante la sua visita in Italia, l'Ecri ha ricevuto molte testimonianze di profilazione razziale da parte delle forze dell'ordine, soprattutto sulla comunità rom e sulle persone di origine africana", si legge nel documento.
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In Italia le forze dell'ordine fanno proliferazione razziale durante le attività di controllo, sorveglianza e indagine, soprattutto nei confronti della comunità rom e delle persone di origine africana, denuncia l'Ecri (l'organo anti-razzismo e intolleranza del Consiglio d'Europa) nell’ultimo rapporto.
Il Consiglio d’Europa evidenzia che "le autorità non sembrano essere consapevoli della portata del problema e non hanno considerato l'esistenza della profilazione razziale come una forma di potenziale razzismo istituzionale", chiedendo quindi all'Italia uno studio completo e indipendente.
"Durante la sua visita in Italia, l'Ecri ha ricevuto molte testimonianze di profilazione razziale da parte delle forze dell'ordine, soprattutto sulla comunità rom e sulle persone di origine africana", si legge nel documento.
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Rapporto Ecri sull'Italia - Razzismo tra la polizia.pdf
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Il Consiglio d'Europa: "Razzismo dalle forze dell'ordine in Italia".
I rapporto delll'Ecri (l'organo anti-razzismo e intolleranza del Consiglio d'Europa) sull’Italia
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I rapporto delll'Ecri (l'organo anti-razzismo e intolleranza del Consiglio d'Europa) sull’Italia
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
ABUSI IN DIVISA: DIECI POLIZIOTTI INDAGATI PER LE VIOLENTE CARICHE CONTRO STUDENTI E STUDENTESSE DI PISA
Abusi in divisa. Sarebbero una decina i poliziotti indagati dalla procura di Pisa per leviolente cariche e le manganellate contro studenti e studentesse durante un corteo per la Palestina del 23 febbraio scorso nella città toscana. In quell’occasione almeno quattro giovanissimi erano stati fermati, due quelli bloccati e ammanettati a terra.…
Abusi in divisa. Sarebbero una decina i poliziotti indagati dalla procura di Pisa per leviolente cariche e le manganellate contro studenti e studentesse durante un corteo per la Palestina del 23 febbraio scorso nella città toscana. In quell’occasione almeno quattro giovanissimi erano stati fermati, due quelli bloccati e ammanettati a terra.…
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Mayson Majidi è libera!!!
Aggiornamenti a domani… sperando di riattivare anche il sito
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Purtroppo il nostro sito è hackerato. Speriamo di tornare presto online.... Per quel che possiamo continuamo su questo canale a fornire informazioni. Grazie
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Maysoon Majidi è libera, il processo continua
Nella serata di ieri (22 ottobre) Maysoon Majidi è stata liberata dopo nove interminabili ore di discussione.
LA LIBERTÀ è stata ottenuta seduta stante, in virtù della richiesta di scarcerazione presentata, già in precedenti udienze, dal legale. Chissà come la prenderanno al tribunale del Riesame di Catanzaro, che dopo quattro giorni ancora non si è pronunciato sulla richiesta di sospensione della custodia cautelare. È davvero un caso di scuola nella storia della procedura penale: la scarcerazione arriva dal tribunale competente in merito, prima ancora che si pronunci il Riesame. È l’ennesimo corto circuito, questa sì una vera «abnormità» di una giustizia capovolta. Pareva che i giudici a queste latitudini avessero timore di decidere.
Maysoon dovrà attendere il 27 novembre per la sentenza di primo grado, ma intanto per la prima volta può percorrere da libera i viali illuminati di Crotone.
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Nella serata di ieri (22 ottobre) Maysoon Majidi è stata liberata dopo nove interminabili ore di discussione.
LA LIBERTÀ è stata ottenuta seduta stante, in virtù della richiesta di scarcerazione presentata, già in precedenti udienze, dal legale. Chissà come la prenderanno al tribunale del Riesame di Catanzaro, che dopo quattro giorni ancora non si è pronunciato sulla richiesta di sospensione della custodia cautelare. È davvero un caso di scuola nella storia della procedura penale: la scarcerazione arriva dal tribunale competente in merito, prima ancora che si pronunci il Riesame. È l’ennesimo corto circuito, questa sì una vera «abnormità» di una giustizia capovolta. Pareva che i giudici a queste latitudini avessero timore di decidere.
Maysoon dovrà attendere il 27 novembre per la sentenza di primo grado, ma intanto per la prima volta può percorrere da libera i viali illuminati di Crotone.
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Rigettata la richiesta della sorveglianza speciale per Giacomo Baggio attivista di Ultima Generazione
E’ arrivata la sentenza con cui il Tribunale di Roma lunedì 21 ottobre, ha rigettato sorveglianza speciale per Giacomo Baggio, consulente legale e membro di Ultima Generazione, a seguito del processo svoltosi il 14 ottobre.
La richiesta, per un periodo di due anni, era stata avanzata dalla Questura di Roma sulla base della presunta “pericolosità sociale” di Giacomo.
Pericolosità che il Tribunale non riconosce, come riportato dal decreto con cui è stata comunicato il respingimento della richiesta che: “Il Tribunale ritiene che nel caso in esame manchino quegli elementi di fatto su cui deve necessariamente fondarsi il giudizio di pericolosità sociale. (…) Pare evidente che le condotte di Baggio sono espressione di appartenenza ad un movimento che persegue l’ideale di contrastare il disastro ambientale cercando di indurre il Governo ad adottare provvedimenti utili a tal fine.”
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E’ arrivata la sentenza con cui il Tribunale di Roma lunedì 21 ottobre, ha rigettato sorveglianza speciale per Giacomo Baggio, consulente legale e membro di Ultima Generazione, a seguito del processo svoltosi il 14 ottobre.
La richiesta, per un periodo di due anni, era stata avanzata dalla Questura di Roma sulla base della presunta “pericolosità sociale” di Giacomo.
Pericolosità che il Tribunale non riconosce, come riportato dal decreto con cui è stata comunicato il respingimento della richiesta che: “Il Tribunale ritiene che nel caso in esame manchino quegli elementi di fatto su cui deve necessariamente fondarsi il giudizio di pericolosità sociale. (…) Pare evidente che le condotte di Baggio sono espressione di appartenenza ad un movimento che persegue l’ideale di contrastare il disastro ambientale cercando di indurre il Governo ad adottare provvedimenti utili a tal fine.”
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
SPECIALE MOUSSA DIARRA, PER NON DIMENTICARLO
Radio Onda d’Urto ha realizzato uno speciale su Moussa Diarra, cittadino maliano ventiseienne ucciso dalla polizia ferroviaria domenica 20 ottobre a Verona. Il materiale utilizzato per lo speciale, è stato registrato lunedì 21 ottobre, durante il momento spontaneo di commemorazione che si è svolto nel luogo dove Moussa è stato ucciso, il…
Radio Onda d’Urto ha realizzato uno speciale su Moussa Diarra, cittadino maliano ventiseienne ucciso dalla polizia ferroviaria domenica 20 ottobre a Verona. Il materiale utilizzato per lo speciale, è stato registrato lunedì 21 ottobre, durante il momento spontaneo di commemorazione che si è svolto nel luogo dove Moussa è stato ucciso, il…
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Forwarded from Global Project
📍 VERONA
Verona: morire, a colpi di pistola, davanti a una stazione dei treni | Global Project
‼️ Verità e Giustizia per Moussa Diarra.
Le ricostruzioni che fin da subito hanno iniziato a circolare, anche a seguito di una nota congiunta della Procura e della Questura di Verona, stridono con le tante testimonianze di chi a vario titolo era entrato in contatto con il ragazzo.
Sono molti i lati oscuri di questa terribile vicenda e solo un’indagine indipendente potrà chiarire. Di chiaro c’è soltanto che Moussa non l’ha ucciso la morte ma un colpo di pistola sparato da un agente di polizia.
Verona: morire, a colpi di pistola, davanti a una stazione dei treni | Global Project
‼️ Verità e Giustizia per Moussa Diarra.
Le ricostruzioni che fin da subito hanno iniziato a circolare, anche a seguito di una nota congiunta della Procura e della Questura di Verona, stridono con le tante testimonianze di chi a vario titolo era entrato in contatto con il ragazzo.
Sono molti i lati oscuri di questa terribile vicenda e solo un’indagine indipendente potrà chiarire. Di chiaro c’è soltanto che Moussa non l’ha ucciso la morte ma un colpo di pistola sparato da un agente di polizia.
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