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Osservatorio Repressione
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OSSERVATORIO REPRESSIONE - Aps
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87 suicidi e 155 detenuti morti per altre cause nel 2024 nei penitenziari italiani. Nelle carceri può accadere qualsiasi cosa, ma per il governo e le sue estensioni non cambia e non cambierà nulla. Il 2024 sta frantumando tutti i record negativi del sistema penitenziario italiano

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È pericoloso credere che un’intelligenza artificiale si stia davvero occupando di noi, al di là che l’ologramma parlante sia quello di Gesù, Maometto, Bakunin o della buonanima di mia mamma

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L’esercito turco circonda Kobane e si prepara all’invasione. Le mani di Ankara sul Rojava. Al Julani: «Il Pkk non fa parte della nuova Siria»

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Dopo Christian Raimo anche il giornalista Giulio Cavalli e lo scrittore Nicola Lagioia sono stati querelati del ministro dell’Istruzione (e merito) Giuseppe Valditara

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11 gennaio 2025 al Cpa Firenze sud assemblea nazionale della Rete liberi/e di lottare – No al ddl 1660

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Intervista a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967, che a fine ottobre ha presentato all’Assemblea generale il suo ultimo lavoro. Riguarda la distruzione della popolazione civile in atto nella Striscia di Gaza ma anche in Cisgiordania e a Gerusalemme. “C’è un genocidio in corso, preparato dall’impunità che è stata garantita a Israele

https://www.osservatoriorepressione.info/genocidio-come-cancellazione-coloniale/

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Azione dimostrativa di Extiction Rebellion a Venezia, al mercato di Mestre: alcune persone stanno suonando campanacci per attirare l'attenzione sul coinvolgimento nelle guerre in Ucraina e a Gaza dell'azienda italiana Leonardo, la quale è attiva nella zona con lo stabilimento di Venezia Tessera. "Nella nostra città si produce guerra" si legge su uno striscione esposto.
La protesta si inserisce nella mobilitazione cittadina contro l'industria bellica, avviata ieri dal Collettivo Sumud.

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Settimana di mobilitazioni quella dal 21 al 28 dicembre in Abruzzo e Marche.

CONTRO GENOCIDIO GUERRA E REPRESSIONE

21 DICEMBRE ORE 18:00: BENEFIT PER TIZIANO circolo pescatori San Benedetto del Tronto.

27 DICEMBRE ORE 14:30: PRESIDIO SEDE DI LEONARDO via Enrico Mattei 21, Chieti

22 DICEMBRE ORE 18:00: PRESENTAZIONE FANZINE "IL BASSO", Casa del popolo Giulianova

•CORTEO 28 DICEMBRE TERAMO, ORE 16:00: concentramento largo Madonna delle grazie.

PARTECIPA, DIFFONDI, LOTTA.


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Osservatorio Repressione
Azione dimostrativa di Extiction Rebellion a Venezia, al mercato di Mestre: alcune persone stanno suonando campanacci per attirare l'attenzione sul coinvolgimento nelle guerre in Ucraina e a Gaza dell'azienda italiana Leonardo, la quale è attiva nella zona…
Aggiornamento dalla manifestazione pacifica presso il mercato di Mestre, Venezia, di questa mattina: agenti della Digos hanno trasferito in Questura uno degli attivisti e trattenuto in stato di fermo per oltre un'ora tutte le persone coinvolte, requisendo loro i documenti di identità. La persona trasferita in Questura è stata denunciata per violazione di un foglio di via dal Comune di Venezia in scadenza tra 10 giorni.

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Rinviata la decisione del tribunale francese sulla richiesta di estradizione per Gino

L'udienza di oggi si è conclusa con un rinvio, il tribunale non ha ancora preso una decisione sull'estradizione.
Purtroppo hanno negato i domiciliari a Gino, motivando il diniego con il pericolo di fuga.

Nel prossimo mese sarà ancora più importante intensificare le azioni di solidarietà e lotta. Appuntamento oggi alle ore 19 davanti al consolato francese di Milano!

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Violenza impressionante contro l’ultimo ospedale del nord. Il dialogo prosegue ma si incaglia sui prigionieri palestinesi. In Libano Israele continua a radere al suolo case e strade, in Siria caccia gli abitanti di Quneitra

https://www.osservatoriorepressione.info/la-notte-degli-orrori-al-kamal-adwan-di-gaza/

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Chiesti in totale 88 anni di carcere per 28 compagne e compagni del centro sociale Askatasuna. Le accuse mosse dalla pm Pedrotta sostengono che all’interno del centro sociale operi un’associazione a delinquere. Inizialmente, l’accusa era stata definita come "sovversiva", ma è stata successivamente modificata in "associazione a delinquere".

https://www.osservatoriorepressione.info/torino-maxi-processo-contro-askatasuna-i-pm-chiedono-88-anni-di-carcere-per-28-attivistie/

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Intervista a Rihan Loqo, portavoce di Kongra Star sulle violenze dei gruppi finanziati da Ankara nel nord est della Siria: «Per Erdogan i curdi sono il primo ostacolo. Chiunque non prenda le distanze dal regime precedente, aprirà la strada a nuovi conflitti. Questo pericolo esiste se guardiamo alle politiche di Ha’yat Tahrir al Sham»

https://www.osservatoriorepressione.info/la-turchia-in-kurdistan-stupri-saccheggi-e-raid/

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LA MINACCIA CONTRO KOBANE PERDURA NONOSTANTE IL CESSATE IL FUOCO

In evidenza

📌 Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, continuano gli scontri presso la diga di Tishreen e il ponte di Qereqozak;

📌 I media della SNA affermano che è in atto una mobilitazione finalizzata ad attaccare Kobane; le istituzioni politiche e militari dell’Amministrazione Autonoma del Nord e dell’Est Siria (NES) chiedono supporto internazionale contro la minaccia turca;

📌La diga di Tishreen è inutilizzabile: a 2 milioni di persone è impossibile l'approvvigionamento idrico;

📌 Aumentano le restrizioni imposte da HTS nella città di Aleppo, con nuove regole di segregazione di genere negli ascensori e obbligo di coprirsi il capo per le donne che si recano in tribunale;

📌 DAANES e la Coalizione dell’Opposizione Siriana confermano rispettivamente di non aver ancora incontrato il leader di HTS al-Jawlani per negoziati.
Nonostante l’estensione del cessate il fuoco, continuano gli scontri e SNA e Turchia minacciano un’offensiva contro la città curda di Kobane
● Conclusosi un primo cessate il fuoco durato quattro giorni e dichiarato attorno alla diga di Tishreen e al ponte Qereqozak, ieri gli Stati Uniti hanno esteso una nuova tregua fino alla fine della settimana;
● Malgrado questo, sia ieri sera che stamattina si sono verificati scontri in entrambe le località. L'SDF ha dichiarato che le milizie SNA hanno lanciato nuovi attacchi via terra supportati da droni turchi, respinti poi dal Consiglio Militare di Manbij;
● In una conferenza stampa, il politico curdo siriano Salih Muslim ha affermato: “La Turchia non accetta [il cessate il fuoco], e così nemmeno quei gruppi [SNA]. E’ per questo che vi sono occasionali scontri come accaduto, ad esempio, ieri notte.” Ha poi aggiunto: “Gli abitanti di Kobane sono allarmati dalla situazione, non sanno cosa accadrà. I droni volano tutto il giorno sulle loro teste. È una situazione molto critica”;
● Il Comandante in Capo delle SDF, Mazloum Abdi, ha proposto pubblicamente l’istituzione di “una zona demilitarizzata nella città di Kobane, con la ridistribuzione delle forze di sicurezza sotto supervisione e presenza americana”, con l'obiettivo di “affrontare le minacce alla sicurezza della Turchia e assicurare una stabilità a lungo termine.”;
● Due senatori statunitensi hanno annunciato che, qualora la Turchia non dovesse immediatamente accettare un cessate il fuoco, acconsentendo alla creazione di una zona demilitarizzata nella NES, “presenteranno in settimana una legislazione bipartisan per imporre sanzioni”;
● Durante tutto l’arco della giornata sono stati segnalati bombardamenti della SNA lungo la linea di contatto con il tratto autostradale M4 occupato dai turchi; la centrale elettrica di Tel Tamir è fuori servizio;

● Le SDF hanno dichiarato di aver abbattuto, ieri notte, un altro drone turco;
● Un drone turco ha colpito un’auto nel villaggio di Hosan, Ayn Issa;

● I media affiliati alla SNA continuano a sostenere che un attacco a Kobane è imminente; le SDF riferiscono che “lo stato turco sta mobilitando un gran numero di truppe e mercenari lungo il confine, equipaggiandoli con armi pesanti”. Negli ultimi giorni, i residenti di Kobane hanno protestato in massa contro questo assedio, e numerosi organi politici della NES, tra cui il Consiglio Democratico Siriano e il Consiglio del Cantone dell’Eufrate della DAANES, hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche richiedendo supporto internazionale;

● Ahmed Amer, un civile di Kobane, ha detto al Rojava Information Center: “Le persone sono spaventatissime, chiedono continuamente se gli americani si sono ritirati o se hanno raggiunto un accordo con i turchi. Una volta sfollati, dove andremo? Ovunque si possono sentire queste domande. Alcune famiglie sono pronte a qualsiasi emergenza, altre dicono che non andranno da nessuna parte, perché questa è la loro terra. Nei mercati non c’è quasi nessuno. Le persone sono stressate, alcuni commercianti non portano con loro le merci per paura degli attacchi. Tutto il mondo deve capire che la Turchia
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