#accaddeoggi - 22 dicembre 1988: L’assassinio di Chico Mendes
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22 dicembre 1988: L’assassinio di Chico Mendes
Il 22 dicembre 1988 Chico Mendes viene ucciso davanti alla porta di casa dai fazendeiros Alves da Silva, proprietari del seringal Cachoeira. Chico Mendes era un estrattore di caucciù fin …
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La patologica bulimia in materia di introduzione di nuove fattispecie penali continua a non trovare limiti, laddove le stesse vengono previste, come nel caso del cosiddetto disegno di legge sulla sicurezza, al solo fine di punire con pene rigorose i manifestanti, per di più giovanissimi e quasi mai violenti, che protestano per la tutela ambientale.
https://www.carlogiuliani.it/archives/homepage/9225
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Nella discussione al Senato sul decreto sicurezza, la cui approvazione definitiva presumibilmente avverrà appena riaperta l'attività Parlamentare dopo la pausa Natalizia e il voto della Legge di Bilancio, stanno emergendo ulteriori aspetti a dir poco preoccupanti dentro una critica generale al provvedimento in discussione ma in sostanza ricorrendo anche ad argomentazioni di stampo sicuritario
https://www.osservatoriorepressione.info/un-dibattito-parlamentare-allinsegna-del-sicuritarismo/
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Un dibattito parlamentare all’insegna del sicuritarismo «
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Forwarded from Liberi/e di lottare contro Stato di guerra e polizia
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LICENZIATI GLS DI NAPOLI IN SCIOPERO, LA POLIZIA LI ATTACCA: APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ IMMEDIATA
In questi giorni è nuovamente esplosa la situazione in GLS: i licenziati da più di un mese dal gruppo Tavassi-Temi Spa
60 lavoratori sono stati licenziati su due piedi per aver denunciato il sistema di sfruttamento a cui erano sottoposti.
La Questura di Napoli, già dalla giornata di Mercoledì ha difeso l’attività dell’azienda con un tentativo di sgombero del presidio ai cancelli effettuato dalla celere.
Ecco il motivo per cui più di 60 lavoratori sono stati licenziati su due piedi a seguito di uno sciopero per dire basta a questo sistema di sfruttamento.
Mentre continuerà in questi giorni lo stato di agitazione e lo sciopero ad oltranza, mobilitiamoci per sostenere la lotta dei licenziati GLS.
Appuntamento per Lunedì 23 Dicembre dalle 9 fuori la sede GLS Napoli in via Ferrante Imparato, 501 IS 4 (area Ex ICMI)
https://www.instagram.com/p/DDw-01JIWTq/?igsh=MTFhNWpvcGMwZWRxdA==
In questi giorni è nuovamente esplosa la situazione in GLS: i licenziati da più di un mese dal gruppo Tavassi-Temi Spa
60 lavoratori sono stati licenziati su due piedi per aver denunciato il sistema di sfruttamento a cui erano sottoposti.
La Questura di Napoli, già dalla giornata di Mercoledì ha difeso l’attività dell’azienda con un tentativo di sgombero del presidio ai cancelli effettuato dalla celere.
Ecco il motivo per cui più di 60 lavoratori sono stati licenziati su due piedi a seguito di uno sciopero per dire basta a questo sistema di sfruttamento.
Mentre continuerà in questi giorni lo stato di agitazione e lo sciopero ad oltranza, mobilitiamoci per sostenere la lotta dei licenziati GLS.
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#accaddeoggi - 23 dicembre 1984: La strage di Natale
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23 dicembre 1984 – La strage di Natale
Il 23 Dicembre 1984 viene ricordato per la "Strage del rapido 904", anche detta "Strage di Natale". Verso le 19 di sera ci fu una violentissima esplosione. L'ordigno, collocato sul …
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Ancora sopravvive una filosofia occidentale che, nonostante i fallimenti di quest’ultimi cinquanta sessant’anni, si ripropone quotidianamente a testa alta, come se niente fosse
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Il Natale dei gatti neri «
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Più agenti e militari nelle classi. La scuola militarizzata di Valditara. Poliziotti, protocolli e concorsi
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Scuole di polizie «
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELLE SPESE LEGALI PER GINO
L'obiettivo della campagna è raccogliere fondi per pagare le spese legali, sostenere Gino in carcere e permettere alla famiglia di stargli vicino.
In continuità con la raccolta fondi per gli altri imputati italiani al processo di Budapest, l'associazione Brigate Volontarie per l'Emergenza ha messo a disposizione un conto dedicato per la gestione delle spese.
Per donare puoi effettuare un versamento tramite PayPal all'indirizzo https://paypal.me/brigatevolontarie?country.x=IT&locale.x=it_IT o un bonifico con le seguenti coordinate
c/c bancario presso Credit Agricole intestato a
Brigate Volontarie per l’Emergenza OdV
IBAN
BIC/SWIFT CRPPIT2PXXX
In entrambi i casi specifica nella causale "Free Gino"
Diffondi i canali di controinformazione sui social:
https://www.instagram.com/free_gino_libero/
https://www.instagram.com/liberez_gino/
t.me/freeallantifas
https://freeallantifas.noblogs.org/
L'obiettivo della campagna è raccogliere fondi per pagare le spese legali, sostenere Gino in carcere e permettere alla famiglia di stargli vicino.
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In entrambi i casi specifica nella causale "Free Gino"
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Una grande schedatura di massa e una minaccia alla libertà della ricerca si cela dietro il ddl sicurezza?
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Una grande schedatura di massa «
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2024 da incubo per i detenuti in Italia. Record di suicidi, sovraffollamento, violazione dei diritti. Il report di Antigone
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Un 2024 da incubo per i detenuti nelle carceri italiane «
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#accaddeoggi - Roma, 26 dicembre 1977: Agguato fascista a redattore di radio città futura
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Roma, 26 dicembre 1977: Agguato fascista a redattore di radio città futura «
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#accaddeoggi - 27 Dicembre 2008: Operazione Piombo Fuso
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27 Dicembre 2008: Operazione Piombo Fuso
E' la mezzanote del 27 dicembre 2008 quando i primi F-16 israeliani cominciano a bombardare la striscia di Gaza. Scatta l'operazione "Piombo Fuso". Non appena scaduta la tregua di sei …
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Nordio: "la giustizia si fa con la forza". Dopo le polemiche per il calendario della Penitenziaria, il ministro ci tiene a diffondere un’idea di punizioni inflessibili e di severità. Tutto questo mentre in celle invivibili si tocca il numero record di suicidi
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La concezione autoritaria del diritto «
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In 72 ore quattro neonati palestinesi sono morti congelati nelle tende di Gaza. Avevano meno di un mese di vita. Unrwa: nella Striscia muore un bambino ogni ora. I raid israeliani uccidono cinque giornalisti, una scrittrice e cinque operatori sanitari: il genocidio è anche sociale
https://www.osservatoriorepressione.info/gaza-quattro-neonati-morti-congelati-strage-di-giornalisti/
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Catanesi solidali con il popolo curdo srotolano striscione di 15 metri dalla ruota panoramica per denunciare i bombardamenti del governo turco ai danni del popolo curdo nella Siria del Nord.
Nella mattinata di oggi, 27 dicembre, alcuni attivisti del Comitato catanesi solidali con il popolo curdo hanno bloccato temporaneamente le attività del Christmas Town di Catania, srotolando uno striscione di 15 metri dalla ruota panoramica. Lo striscione riportava la scritta “Difendiamo il Rojava, fermiamo la Turchia”, facendo riferimento al tentativo in corso, da parte dell’esercito turco, di invadere i territori a Nord della Siria, abitati prevalentemente dal popolo curdo.
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Nella mattinata di oggi, 27 dicembre, alcuni attivisti del Comitato catanesi solidali con il popolo curdo hanno bloccato temporaneamente le attività del Christmas Town di Catania, srotolando uno striscione di 15 metri dalla ruota panoramica. Lo striscione riportava la scritta “Difendiamo il Rojava, fermiamo la Turchia”, facendo riferimento al tentativo in corso, da parte dell’esercito turco, di invadere i territori a Nord della Siria, abitati prevalentemente dal popolo curdo.
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“Trenitalia invita il personale a non rilasciare dichiarazioni sull’omicidio di Moussa Diarra". La denuncia del comitato verità e giustizia
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Verona: Omicidio Moussa Diarra, trenitalia invita all’omertà «
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Dossier sulle donne prigioniere politiche in Iran.pdf
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Dossier di approfondimento sulla situazione delle donne curde attualmente prigioniere politiche in Iran, con particolare attenzione ai casi di Verishe Moradi, Pakshan Azizi e Zeinab Jalalian, condannate a morte.
Le tre attiviste, come molte altre, sono accusate in varie forme di ribellione contro lo stato, accuse spesso supportate da confessioni estorte sotto tortura.
Questi casi emblematici mettono in risalto non solo la condizione di oppressione di genere imposta dallo stato iraniano, ma anche l'aggravamento di questa oppressione quando la vittima è un'attivista politica o sociale e appartiene ad una minoranza etnica, religiosa o linguistica.
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Le tre attiviste, come molte altre, sono accusate in varie forme di ribellione contro lo stato, accuse spesso supportate da confessioni estorte sotto tortura.
Questi casi emblematici mettono in risalto non solo la condizione di oppressione di genere imposta dallo stato iraniano, ma anche l'aggravamento di questa oppressione quando la vittima è un'attivista politica o sociale e appartiene ad una minoranza etnica, religiosa o linguistica.
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