Forwarded from NO DDL SICUREZZA - Rete Nazionale “A pieno regime”
Diversi corpi, ma un’unica mente, quella che ambisce al cambiamento reale di questo Paese, e non solo.
Dopo questa due giorni, il lavoro nei territori diventa ancora più intenso. L’assemblea ha lanciato alcune scadenze che devono servire non solo a produrre mobilitazione, ma anche per potenziare e far diventare sempre più molecolari i processi organizzativi.
La prima scadenza proposta è quella del 17 gennaio: “100mila luci contro il buio del regime”. A Roma e nelle altre città ci battiamo per portare la mobilitazione popolare e la protesta senza restrizioni di luogo. Invitiamo tutte le forze politiche alle costruzioni di cordone di difesa e tutela di chi manifesta, già a partire da questa data. Laddove le questure negheranno permessi e agibilità lo annunciamo fin da subito che disobbediremo a qualsiasi divieto.
Il 3, 4 e 5 febbraio verrà fatta una carovana a Bruxelles. Una rappresentanza della Rete Nazionale No Ddl Sicurezza promuoverà un evento pubblico e una conferenza stampa dentro il Parlamento Europeo per portare la discussione ad un livello superiore: il pericolo di una nuova Ungheria in Europa è qualcosa che deve riguardare tutti.
Nel week-end di metà febbraio (14-15) lanciamo una scadenza in tutti i territori del Paese che avrà, tra i diversi temi, anche quello di contrastare le “zone rosse”.
Il 15 e 16 marzo saremo presenti all'assemblea transnazionale del Network Against Migrant Detention.
Il 28, 29, 29 marzo attraversiamo l’assemblea europea Reset-Rete per lo sciopero sociale eco-trasfemminista.
Infine ribadiamo quello che abbiamo sempre detto fin dall’inizio di questo percorso. Rilanciamo la mobilitazione a Roma nel giorno dell’approvazione del Ddl. Sarà una giornata di blocco e di assedio, a partire da una piazza comune, nella quale la molteplicità delle pratiche che porteremo stanno dentro la cornice di esercitare conflitto e ampliare il consenso. Quella giornata non sarà solo un punto di arrivo, ma anche il punto di partenza di un percorso che – qualora il Ddl venisse approvato – ha un obiettivo comune e preciso: continuare a fare disobbedienza, scioperi, occupazioni di case, blocchi delle grandi opere e iniziare ad immaginare insieme un nuovo percorso per la democrazia.
Dopo questa due giorni, il lavoro nei territori diventa ancora più intenso. L’assemblea ha lanciato alcune scadenze che devono servire non solo a produrre mobilitazione, ma anche per potenziare e far diventare sempre più molecolari i processi organizzativi.
La prima scadenza proposta è quella del 17 gennaio: “100mila luci contro il buio del regime”. A Roma e nelle altre città ci battiamo per portare la mobilitazione popolare e la protesta senza restrizioni di luogo. Invitiamo tutte le forze politiche alle costruzioni di cordone di difesa e tutela di chi manifesta, già a partire da questa data. Laddove le questure negheranno permessi e agibilità lo annunciamo fin da subito che disobbediremo a qualsiasi divieto.
Il 3, 4 e 5 febbraio verrà fatta una carovana a Bruxelles. Una rappresentanza della Rete Nazionale No Ddl Sicurezza promuoverà un evento pubblico e una conferenza stampa dentro il Parlamento Europeo per portare la discussione ad un livello superiore: il pericolo di una nuova Ungheria in Europa è qualcosa che deve riguardare tutti.
Nel week-end di metà febbraio (14-15) lanciamo una scadenza in tutti i territori del Paese che avrà, tra i diversi temi, anche quello di contrastare le “zone rosse”.
Il 15 e 16 marzo saremo presenti all'assemblea transnazionale del Network Against Migrant Detention.
Il 28, 29, 29 marzo attraversiamo l’assemblea europea Reset-Rete per lo sciopero sociale eco-trasfemminista.
Infine ribadiamo quello che abbiamo sempre detto fin dall’inizio di questo percorso. Rilanciamo la mobilitazione a Roma nel giorno dell’approvazione del Ddl. Sarà una giornata di blocco e di assedio, a partire da una piazza comune, nella quale la molteplicità delle pratiche che porteremo stanno dentro la cornice di esercitare conflitto e ampliare il consenso. Quella giornata non sarà solo un punto di arrivo, ma anche il punto di partenza di un percorso che – qualora il Ddl venisse approvato – ha un obiettivo comune e preciso: continuare a fare disobbedienza, scioperi, occupazioni di case, blocchi delle grandi opere e iniziare ad immaginare insieme un nuovo percorso per la democrazia.
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Forwarded from InfoAut
Da Milano a Torino e in molte altre città italiane cortei chiedono giustizia per Ramy
Dopo la pubblicazione del video dell’inseguimento dei carabinieri nei confronti di Ramy che ne ha procurato la morte, la reazione da parte dei giovani di moltissime città italiane è stata quella di scendere in piazza per chiedere giustizia.
Questo evento drammatico porta con sé diversi livelli di riflessione e impone la necessità di agire ma…
https://infoaut.org/intersezionalita/da-milano-a-torino-e-in-molte-altre-citta-italiane-cortei-chiedono-giustizia-per-ramy/
Dopo la pubblicazione del video dell’inseguimento dei carabinieri nei confronti di Ramy che ne ha procurato la morte, la reazione da parte dei giovani di moltissime città italiane è stata quella di scendere in piazza per chiedere giustizia.
Questo evento drammatico porta con sé diversi livelli di riflessione e impone la necessità di agire ma…
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#accaddeoggi - Venosa (Potenza) 13 gennaio 1956: La polizia spara sui braccianti
https://www.osservatoriorepressione.info/4-febbraio-1956-venosa-potenza/
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Osservatorio Repressione
Venosa (Potenza) 13 gennaio 1956: La polizia spara sui braccianti
Venosa, durante uno sciopero a rovescio, un giovane bracciante, Rocco Girasole, viene ucciso dalla Polizia ed altri manifestanti vengono feriti. Siamo nella Lucania degli anni Cinquanta, dopo le lotte contadine …
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Genova, 18 gennaio: Corteo contro lo Stato di guerra e il DDL ex-1660 Concentramento alle 15 pza Fanti d'Italia (sotto Principe)
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L'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia numerose segnalazioni di bandi comunali in cui si precede l'aggiornamento delle liste di leva. Un ulteriore passo, per decretazione e con una martellante propaganda retorica militaristica alla guerra
https://www.osservatoriorepressione.info/obbligo-di-iscrizione-nelle-liste-di-leva-dei-comuni-a-quale-guerra-ci-stiamo-preparando/
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Musk, Zuckerberg e Bezos sono tre dei dieci uomini più ricchi del mondo. Si oppongono sempre più ferocemente a qualsiasi regolamentazione delle loro attività. Per questo cercano di far apparire come censura qualsiasi forma di controllo indipendente, quando il problema reale e urgente è il ruolo straordinariamente dannoso che i titani della tecnologia hanno nella definizione, a livello globale, di discorsi pubblici parziali basati sulla discriminazione
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Il vero obiettivo di Facebook «
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EXTINCTION REBELLION BLOCCA LA SEDE DELLA LEONARDO A BRESCIA
Circa quaranta persone legate ai gruppi “Extinction Rebellion” e “Palestina Libera” hanno bloccato l’ingresso della Leonardo s.p.a. a Brescia.
“Leonardo distrugge popoli e terre” è lo slogan riportato su uno degli striscioni. L’azione di oggi ha l’obiettivo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul legame tra crisi climatica e industria bellica, chiedendo la cessione dei rifornimenti militari a Israele, la riconversione della produzione della Leonardo e la fine del sostegno italiano al genocidio in corso in Palestina.
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Circa quaranta persone legate ai gruppi “Extinction Rebellion” e “Palestina Libera” hanno bloccato l’ingresso della Leonardo s.p.a. a Brescia.
“Leonardo distrugge popoli e terre” è lo slogan riportato su uno degli striscioni. L’azione di oggi ha l’obiettivo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul legame tra crisi climatica e industria bellica, chiedendo la cessione dei rifornimenti militari a Israele, la riconversione della produzione della Leonardo e la fine del sostegno italiano al genocidio in corso in Palestina.
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Continua la propaganda militarista e sicuritaria della destra all’interno delle scuole. Il reclutamento di nuovi poliziotti si cerca negli istituti scolastici. L’annuncio del capo della polizia Vittorio Pisani: nelle superiori c’è un «bacino delle vocazioni». E annuncia l’avvio di «percorsi formativi». Per la segretaria della Flc Cgil l’obiettivo è sostituire il lavoro dei docenti sull’educazione civica con soggetti esterni
https://www.osservatoriorepressione.info/la-polizia-recluta-gli-studenti-in-classe/
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Le zone rosse sono un ostacolo non solo per l’integrazione, ma anche e soprattutto per il senso comune di sicurezza.
https://www.osservatoriorepressione.info/la-milano-di-ramy-e-quella-delle-zone-rosse/
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Intervento di Salvatore Palidda all’interno della serie podcast “Dialoghi abolizionisti”.
https://www.spreaker.com/episode/salvatore-palidda--63134655
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Osservatorio Repressione
EXTINCTION REBELLION BLOCCA LA SEDE DELLA LEONARDO A BRESCIA Circa quaranta persone legate ai gruppi “Extinction Rebellion” e “Palestina Libera” hanno bloccato l’ingresso della Leonardo s.p.a. a Brescia. “Leonardo distrugge popoli e terre” è lo slogan riportato…
23 gli/le attivist fermati e portati alla questura di Brescia, in via Botticelli.
Chi può accorra al presidio spontaneo che si sta formando in solidarietà
Chi può accorra al presidio spontaneo che si sta formando in solidarietà
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L’art. 31 del ddl Sicurezza. Università e servizi segreti vanno a braccetto: Orwell è servito
https://www.osservatoriorepressione.info/la-morbosa-attenzione-degli-apparati-repressivi-verso-il-mondo-della-conoscenza/
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La morbosa attenzione degli apparati repressivi verso il mondo della conoscenza
L’art. 31 del ddl Sicurezza. Università e servizi segreti vanno a braccetto: Orwell è servito di Federico Giusti Stando a quanto abbiamo letto le università italiane, protagoniste di proteste e …
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Sono almeno 60 le persone identificate dalle forze di polizia che avrebbero preso parte alle manifestazioni di Roma e Bologna per chiedere giustizia per Ramy.
Centinaia di giovani e giovanissimi hanno partecipato con rabbia sabato 11 gennaio alle iniziative di piazza in programma non solo a Roma e Bologna, pure a Brescia e Milano, quest’ultima la città da dove proveniva Ramy Elgaml, giovane 19enne del quartiere Corvetto morto sul colpo la notte del 24 novembre 2024 dopo lo speronamento volontario della gazzella dei carabinieri contro lo scooter su cui viaggiava Ramy.
Le immagini diffuse sui social rispetto alla verità – fino a quel momento insabbiata dalle forze dell’ordine – sull’omicidio di Ramy e il ferimento di Fares hanno provocato lo sdegno e il risentimento di centinaia di giovani che hanno partecipato alle manifestazioni prima di giovedì 9 gennaio a Torino e Milano, poi di sabato, resistendo alle cariche di polizia a Roma e agli scontri di piazza a Bologna.
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Centinaia di giovani e giovanissimi hanno partecipato con rabbia sabato 11 gennaio alle iniziative di piazza in programma non solo a Roma e Bologna, pure a Brescia e Milano, quest’ultima la città da dove proveniva Ramy Elgaml, giovane 19enne del quartiere Corvetto morto sul colpo la notte del 24 novembre 2024 dopo lo speronamento volontario della gazzella dei carabinieri contro lo scooter su cui viaggiava Ramy.
Le immagini diffuse sui social rispetto alla verità – fino a quel momento insabbiata dalle forze dell’ordine – sull’omicidio di Ramy e il ferimento di Fares hanno provocato lo sdegno e il risentimento di centinaia di giovani che hanno partecipato alle manifestazioni prima di giovedì 9 gennaio a Torino e Milano, poi di sabato, resistendo alle cariche di polizia a Roma e agli scontri di piazza a Bologna.
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Dopo le manifestazioni nel weekend in varie città italiane contro l'omicidio di Ramy da parte dei Carabinieri e che ha visto tensioni con le forze dell'ordine arriva l'accelerazione da parte della destra per l'approvazione definitiva del ddl sicurezza. Il capogruppo di FI Maurizio Gasparri ha annunciato che chiederà di “passare direttamente in Aula per la discussione”, superando così i lavori in commissione. La lega propone per il patrocinio gratuito per gli agenti indagati per abusi, torture, violenze e soprusi
https://www.osservatoriorepressione.info/ddl-sicurezza-la-destra-vuole-accelerare-lapprovazione-al-senato/
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BRESCIA: ABUSI IN QUESTURA. 23 PERSONE DENUNCIATE, ALCUNE ESPULSE DALLA CITTA’ E DONNE COSTRETTE SPOGLIARSI PER LA PERQUISIZIONE
Dopo oltre 7 ore di fermo in Questura, sono state rilasciate le 23 persone di Extinction Rebellion, Palestina Libera e Ultima Generazione che erano state fermate dopo la manifestazione alla Leonardo spa di Brescia.
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Dopo oltre 7 ore di fermo in Questura, sono state rilasciate le 23 persone di Extinction Rebellion, Palestina Libera e Ultima Generazione che erano state fermate dopo la manifestazione alla Leonardo spa di Brescia.
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Dopo oltre 7 ore di fermo in Questura a Brescia 23 attivisti di Extinction Rebellion, Palestina Libera e Ultima Generazione denunciate, alcune espulse dalla città e donne costrette spogliarsi per la perquisizione
https://www.osservatoriorepressione.info/brescia-abusi-in-questura/
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Non c’è stato alcun assalto alla sinagoga di Bologna. Come ha verificato la redazione di Facta, la frase “free Gaza” è stata scritta sul muro di un palazzo nella via parallela alla sinagoga
https://www.facta.news/articoli/assalto-sinagoga-bologna
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#accaddeoggi - 14 gennaio 1980: FPLP e l’arresto di Pifano
https://www.osservatoriorepressione.info/14-gennaio-1980-fplp-larresto-pifano/
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14 gennaio 1980: FPLP e l’arresto di Pifano
Il 7 Novembre 1979 Giorgio Baumgartner, militante di Autonomia Operaia nel collettivo Policlinico e medico della clinica ortopedica dell'Università di Roma, viene contattato telefonicamente da un esponente del Fronte Popolare …
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DDL sicurezza: il monito del Commissario europeo per i diritti umani
Il monito del Commissario Europeo per i diritti umani Michael O’Flaherty ai senatori: astenetevi dall’approvazione del ddl sicurezza. senza radicali modifiche, risulta in contrasto con la convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il comunicato della Giunta e dell'Osservatorio Carcere UCPI
https://www.camerepenali.it/cat/12854/ddl_sicurezza_il_monito_del_commissario_europeo_per_i_diritti_umani.html
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Il monito del Commissario Europeo per i diritti umani Michael O’Flaherty ai senatori: astenetevi dall’approvazione del ddl sicurezza. senza radicali modifiche, risulta in contrasto con la convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il comunicato della Giunta e dell'Osservatorio Carcere UCPI
https://www.camerepenali.it/cat/12854/ddl_sicurezza_il_monito_del_commissario_europeo_per_i_diritti_umani.html
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DDL sicurezza: il monito del Commissario europeo per i diritti umani
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Perché l’Italia razzista di giornalacci e politica non chiede scusa e ha messo alla gogna gli amici di Ramy. Di fronte al video che inchioda i carabinieri alle loro responsabilità giornalacci e giornaloni nostrani non hanno fatto una piega. Il complesso di superiorità bianco impedisce di fare mea culpa, dopo mesi di latrati contro l’islamizzazione.
https://www.osservatoriorepressione.info/il-giornalismo-che-giustifica-le-violenze-e-torture-di-polizia-e-alimenta-il-razzismo/
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