Scoppia la gioia a Gaza per l’annuncio dell’accordo. Ma il cessate il fuoco comincerà solo domenica e al momento continuano gli attacchi e le stragi nella Striscia di Gaza. Trump si attribuisce il merito dell’intesa, le cose si fanno complicate per Netanyahu
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"Gino" l'attivista antifà, ricercato da Budapest nel medesimo procedimento per il quale era stata detenuta Ilaria Salis, resta in prigione a Fresnes: non sarà consegnato finché non saranno fornite risposte dalla giustizia ungherese
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Dai social alle ordinanze dei prefetti una serie di gruppi sociali e di persone razzializzate sono definiti “pericolosi”, dando molto più potere nelle mani delle forze dell’ordine lasciandogli piena discrezionalità
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Nel suo rapporto annuale l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch scatta una fotografia dello stato di salute del diritto internazionale e umanitario a livello globale, con la puntuale analisi della situazione di oltre 100 Paesi. Il ritratto dell’Italia è impietoso: destano preoccupazione le crescenti discriminazioni e le restrizioni dei diritti civili e sociali. Dal “Ddl sicurezza” alla violazione dei diritti delle persone in movimento
https://www.osservatoriorepressione.info/il-world-report-2025-di-human-rights-watch-boccia-litalia/
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#accaddeoggi - Adrano (Catania) 17 gennaio 1951: La polizia spara sui manifestanti
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Uccisi in attesa della tregua. Raid israeliani uccidono 87 palestinesi. Il cessate il fuoco rischia di slittare a lunedì
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Duro documento degli esperti Onu sul ddl sicurezza. Gli «special rapporteurs» esprimono al governo «forte preoccupazione»
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Roma, 59 identificati dopo la protesta per Ramy
Sono 59 i manifestanti identificati dalle forze dell’ordine di Roma per la mobilitazione che si è tenuta lo scorso sabato nel quartiere San Lorenzo.
Tra le ipotesi di reato, a vario titolo, manifestazione non preavvisata, radunata sediziosa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, istigazione a disobbedire alle leggi e il getto pericoloso di cose, in concorso e con le modalità aggravate.
Le accuse più gravi restano quelle di resistenza e violenza a pubblico ufficiale che hanno pene draconiane, soprattutto se pluriaggravate. Prevedono fino a 15 anni di carcere, che con il ddl sicurezza aumenteranno.
L’informativa con nomi, cognomi e ipotesi criminose preparata dalle forze di polizia è stata trasmessa alla procura. Adesso i pm dovranno verificare come procedere e contro chi. A quel punto potrebbero essere richieste delle misure cautelari e saranno notificati gli avvisi di garanzia.
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Sono 59 i manifestanti identificati dalle forze dell’ordine di Roma per la mobilitazione che si è tenuta lo scorso sabato nel quartiere San Lorenzo.
Tra le ipotesi di reato, a vario titolo, manifestazione non preavvisata, radunata sediziosa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, istigazione a disobbedire alle leggi e il getto pericoloso di cose, in concorso e con le modalità aggravate.
Le accuse più gravi restano quelle di resistenza e violenza a pubblico ufficiale che hanno pene draconiane, soprattutto se pluriaggravate. Prevedono fino a 15 anni di carcere, che con il ddl sicurezza aumenteranno.
L’informativa con nomi, cognomi e ipotesi criminose preparata dalle forze di polizia è stata trasmessa alla procura. Adesso i pm dovranno verificare come procedere e contro chi. A quel punto potrebbero essere richieste delle misure cautelari e saranno notificati gli avvisi di garanzia.
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Forwarded from InfoAut
Ciao Franco! Un ricordo di Claudio Dionesalvi
Lunedì notte se n’è andato Franco Piperno. Calabrese, militante, dirigente politico dell’autonomia, fondatore di Potere Operaio, esule, docente di fisica e amante tanto di ciò che si muove in terra quanto di quel che resta fisso in cielo.
In diretta con il compagno Claudio Dionesalvi – un ricordo e qualche considerazione, alla luce della idee…
https://infoaut.org/bisogni/ciao-franco-un-ricordo-di-claudio-dionesalvi/
Lunedì notte se n’è andato Franco Piperno. Calabrese, militante, dirigente politico dell’autonomia, fondatore di Potere Operaio, esule, docente di fisica e amante tanto di ciò che si muove in terra quanto di quel che resta fisso in cielo.
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La documentata denuncia di Amnesty International nel report “Una prigione digitale” evidenzia i sistematici abusi delle forze dell’ordine di Belgrado che sorvegliano gli attivisti per reprimere il dissenso e controllare le manifestazioni della società civile. Hanno un ruolo anche aziende legate ad Israele. “Un rischio enorme per coloro che si battono per i diritti umani”
https://www.osservatoriorepressione.info/in-serbia-la-polizia-ha-installato-spyware-nei-cellulari-di-giornalisti-e-membri-delle-ong/
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Giulio Tonincelli fotografo e documentarista indipendente espone dal balcone della sua abitazione in via Vittorio Emanuele II a Salò (Brescia) una bandiera e striscione sulla Palestina e si ritrova polizia e carabinieri in casa per farli rimuovere
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Abusi in Questura a Brescia contro Extinction Rebellion: il ministro Piantedosi difende l’operato della Questura di Brescia. Gilberto Pagani, uno dei legali che segue gli attivisti e le attiviste: “quelle di Piantedosi sono affermazioni che confermano quanto stiamo dicendo: il richiamo alla “proporzionalità” evidenzia che questo criterio sia sfuggito, perché le donne fermate non erano certo delle criminali. Attiviste ancora sotto shock “.
https://www.osservatoriorepressione.info/abusi-in-questura-a-brescia-intervista-allavvocato-gilberto-pagani-attiviste-ancora-sotto-shock/
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In A.C.A.B., la serie prodotta dalla multinazionale americana Netflix la lotta No Tav viene mostrata in modo macchiettistico e violento, in linea oltretutto con la retorica giornalistica che abbiamo visto in questi anni. La rappresentazione equilibra forzatamente le violenze, suggerendo una simmetria tra le parti, con un ferito per parte, come se il peso reale della repressione fosse bilanciato. il divario è ben più marcato e lo dimostrano le inchieste giudiziarie che ci hanno colpito in questi anni, gli anni di carcere elargiti come se fossero noccioline, i nostri feriti e il territorio militarizzato come se fossimo in guerra.
https://www.osservatoriorepressione.info/a-c-a-b-la-val-susa-secondo-netflix-vs-la-realta-che-viviamo/
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Forwarded from DINAMOpress
DINAMOpress
Scudo penale e democrazia. Intervista a Giuseppe Campesi - DINAMOpress
Nell'intervista Giuseppe Campesi esamina comparativamente le forme di controllo giudiziario e disciplinare sulla polizia e denuncia l'incostituzionalità e pericolosità del c.d. "scudo penale" che il Governo vorrebbe aggiungere al già deprecabile decreto Sicurezza
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PROVOCAZIONE DEL DAP CONTRO I PRIGIONIERI DELLA SEZ. AS2 DI ALESSANDRIA
In una sezione di 7 celle, insieme a 4 prigionieri delle Br da più di 40 anni in carcere, da oltre 3 mesi è stato assegnato un noto, soprattutto al DAP, individuo che ha più volte insultato e minacciato gli altri prigionieri e che continua a creare un’oggettiva situazione di pericolo e incolumità, favorita dall’immobilismo da parte della direzione del carcere.
Il trattamento privilegiato a cui è sottoposto questo personaggio che gode della libertà di spostamento fino a sera inoltrata, usufruisce di innumerevoli videochiamate della durata superiore di gran lunga a quella consentita agli altri detenuti (h.2:30), che, nonostante il divieto assoluto in AS2, si sposta liberamente dalla sezione all’infermeria dove intrattiene rapporti con i detenuti comuni, che ha picchiato due agenti, deteneva in cella una chiavetta e un computer con accesso a internet, che mette in pericolo l’incolumità delle altre persone detenute nella sezione lascia pensare alla non casualità della sua assegnazione in questo carcere da parte del Dap.
Ricordiamo, che l’uso dei vari personaggi come provocatori non è una novità nella storia delle carceri italiane quale forma di pressione ed annientamento dei prigionieri politici.
Per la situazione intollerabile ed inaccettabile che è stata creata nella sezione di AS2, l’ incolumità dei 4 prigionieri delle Br e del prigioniero kurdo, attivista del partito HDP anche lui detenuto nella stessa sezione, non possiamo che ritenere responsabili il DAP e il Ministero.
Chiediamo al sottosegretario Delmastro, se anche questo è un modo, così come per chi è al 41 bis, utilizzato per “non fare respirare i detenuti politici” per il quale prova tanto godimento.
Parenti, amici, solidali dei prigionieri
16/01/2025
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In una sezione di 7 celle, insieme a 4 prigionieri delle Br da più di 40 anni in carcere, da oltre 3 mesi è stato assegnato un noto, soprattutto al DAP, individuo che ha più volte insultato e minacciato gli altri prigionieri e che continua a creare un’oggettiva situazione di pericolo e incolumità, favorita dall’immobilismo da parte della direzione del carcere.
Il trattamento privilegiato a cui è sottoposto questo personaggio che gode della libertà di spostamento fino a sera inoltrata, usufruisce di innumerevoli videochiamate della durata superiore di gran lunga a quella consentita agli altri detenuti (h.2:30), che, nonostante il divieto assoluto in AS2, si sposta liberamente dalla sezione all’infermeria dove intrattiene rapporti con i detenuti comuni, che ha picchiato due agenti, deteneva in cella una chiavetta e un computer con accesso a internet, che mette in pericolo l’incolumità delle altre persone detenute nella sezione lascia pensare alla non casualità della sua assegnazione in questo carcere da parte del Dap.
Ricordiamo, che l’uso dei vari personaggi come provocatori non è una novità nella storia delle carceri italiane quale forma di pressione ed annientamento dei prigionieri politici.
Per la situazione intollerabile ed inaccettabile che è stata creata nella sezione di AS2, l’ incolumità dei 4 prigionieri delle Br e del prigioniero kurdo, attivista del partito HDP anche lui detenuto nella stessa sezione, non possiamo che ritenere responsabili il DAP e il Ministero.
Chiediamo al sottosegretario Delmastro, se anche questo è un modo, così come per chi è al 41 bis, utilizzato per “non fare respirare i detenuti politici” per il quale prova tanto godimento.
Parenti, amici, solidali dei prigionieri
16/01/2025
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Ancora massacri turchi contro la popolazione del Nord e dell’Est della Siria. Almeno 10 morti civili nei raid turchi contro il presidio popolare sulla Diga di Tishreen, che garantisce l’acqua a milioni di persone nell’Amministrazione autonoma della Siria del nord-est
https://www.osservatoriorepressione.info/siria-bombardamenti-turchi-alla-diga-di-tishreen-decine-i-morti-e-feriti/
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#accaddeoggi - 18 gennaio 1951 La polizia spara e uccide a Comacchio (Ferrara) e Piana degli Albanesi (PA)
https://www.osservatoriorepressione.info/18-gennaio-1951-comacchio-ravenna-piana-degli-albanesi-pa-2/
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
LEONARD PELTIER: ULTIME ORE PER SPERARE NELLA GRAZIA
Ultime ore di speranza per Leonard Peltier, nativo americano e attivista dell’American Indian Movement, rinchiuso ingiustamente da 49 anni nel carcere di massima sicurezza Coleman 1 in Florida. La speranza è che Joe Biden firmi la grazia, prima che il 20 gennaio la guida del paese passi ufficialmente nella mani di…
Ultime ore di speranza per Leonard Peltier, nativo americano e attivista dell’American Indian Movement, rinchiuso ingiustamente da 49 anni nel carcere di massima sicurezza Coleman 1 in Florida. La speranza è che Joe Biden firmi la grazia, prima che il 20 gennaio la guida del paese passi ufficialmente nella mani di…
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Franco Piperno protagonista del “lungo Sessantotto” italiano si è spento lunedì 13 gennaio a Cosenza a 82 anni mentre la destra postfascista tenta di ribaltare gli anni Settanta nel loro contrario.
https://www.osservatoriorepressione.info/franco-piperno-una-biografia-del-novecento/
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Negli anni ‘70 settori degli apparati dello Stato hanno colto la lotta al terrorismo come occasione per criminalizzare ampi settori della cultura, dell’Università, della stessa magistratura. Lo dimostrano due inquietanti relazioni riservate del generale dalla Chiesa redatte nel 1979 e declassificate nel 2012.
https://www.osservatoriorepressione.info/le-brigate-rosse-i-fiancheggiatori-le-ossessioni-del-generale/
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BRESCIA: PRESIDIO DAVANTI ALLA QUESTURA CONTRO ABUSI IN DIVISA E REPRESSIONE: “L’INSICUREZZA SIETE VOI!”
Diverse centinaia di persone hanno partecipato al presidio davanti alla Questura di Brescia di via Botticelli indetto dal centro sociale Magazzino 47, associazione Diritti per Tutti, Collettivo Onda Studentesca, Cobas e Cub Brescia.
Obiettivo dell’iniziativa, puntare il dito contro le politiche repressive del governo Meloni e, soprattutto, contro gli abusi in divisa operati lunedì 13 gennaio dalla questura di Brescia contro attivisti, e soprattutto attiviste, di Extinction Rebellion, Ultima Generazione e Palestina Libera fermati/e a seguito del blocco pacifico dell’azienda bellica Leonardo spa. In quell’occasione, molte delle persone fermate, socializzate come donne, sono state infatti costrette a spogliarsi e a eseguire, nude, piegamenti sulle gambe.
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Diverse centinaia di persone hanno partecipato al presidio davanti alla Questura di Brescia di via Botticelli indetto dal centro sociale Magazzino 47, associazione Diritti per Tutti, Collettivo Onda Studentesca, Cobas e Cub Brescia.
Obiettivo dell’iniziativa, puntare il dito contro le politiche repressive del governo Meloni e, soprattutto, contro gli abusi in divisa operati lunedì 13 gennaio dalla questura di Brescia contro attivisti, e soprattutto attiviste, di Extinction Rebellion, Ultima Generazione e Palestina Libera fermati/e a seguito del blocco pacifico dell’azienda bellica Leonardo spa. In quell’occasione, molte delle persone fermate, socializzate come donne, sono state infatti costrette a spogliarsi e a eseguire, nude, piegamenti sulle gambe.
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