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Il post di fuoco dell'amministratore delegato di Cloudflare, multata da Agcom per non aver bloccato i siti segnalati da #PiracyShield​
@ informatica
Ieri un organo quasi-giudiziario in Italia (l'Agcom, ndr) ha multato@cloudflareper 17 milioni di dollari per non essersi allineato al loro schema per censurare Internet. Lo schema, che persino l’UE ha definito preoccupante, ci richiedeva, entro soli 30 minuti dalla notifica, di censurare completamente da Internet qualsiasi sito ritenuto contro gli interessi di un’oscura cabala di élite mediatiche europee. Nessun controllo giudiziario. Nessun processo equo. Nessun ricorso. Nessuna trasparenza. Ci richiedeva di non solo rimuovere i clienti, ma anche di censurare il nostro risolutore DNS 1.1.1.1, il che rischiava di oscurare qualsiasi sito su Internet. E ci richiedeva di non solo censurare il contenuto in Italia, ma a livello globale. In altre parole, l’Italia insiste che un’oscura cabala mediatica europea dovrebbe poter dettare cosa è e non è consentito online.
Questo, ovviamente, è SCHIFOSO e persino prima della multa di ieri avevamo diverse sfide legali in corso contro lo schema sottostante. Noi, ovviamente, combatteremo ora la multa ingiusta. Non solo perché è sbagliata per noi, ma perché è sbagliata per i valori democratici.
Inoltre, stiamo considerando le seguenti azioni:
1. interrompere i milioni di dollari in servizi di cybersecurity pro bono che stiamo fornendo alle imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina;
2. interrompere i servizi di cybersecurity gratuiti di Cloudflare per qualsiasi utente con sede in Italia;
3. rimuovere tutti i server dalle città italiane;
4. e terminare tutti i piani per costruire un ufficio Cloudflare in Italia o effettuare qualsiasi investimento nel paese.
Gioca a giochi stupidi, vinci premi stupidi. Anche se ci sono cose che gestirei diversamente dall’attuale amministrazione statunitense, apprezzo JDVance per aver assunto un ruolo di leadership nel riconoscere che questo tipo di regolamentazione è una questione fondamentale di commercio sleale che minaccia anche i valori democratici. E in questo caso ElonMusk ha ragione: #FreeSpeech è critico e sotto attacco da parte di una cabala fuori tocco di policymaker europei molto disturbati.
Sarò a DC all’inizio della prossima settimana per discutere di questo con i funzionari dell’amministrazione statunitense e incontrerò il CIO a Losanna poco dopo per delineare il rischio per i Giochi Olimpici se #Cloudflare ritira la nostra protezione di cybersecurity.
Nel frattempo, rimaniamo felici di discutere di questo con i funzionari del governo italiano che, finora, si sono rifiutati di impegnarsi oltre l’emissione di multe. Crediamo che l’Italia, come tutti i paesi, abbia il diritto di regolamentare il contenuto sulle reti all’interno dei suoi confini. Ma devono farlo seguendo lo Stato di Diritto e i principi del Processo Equo. E l’Italia certamente non ha il diritto di regolamentare cosa è e non è consentito su Internet negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, in Cina, in Brasile, in India o ovunque al di fuori dei suoi confini.
QUESTA È UNA BATTAGLIA IMPORTANTE E VINCEREMO!!!
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un altro esempio di quanto sia folle tutto questo: l'ordinanza che ci multa nota che Cloudflare ha avuto poco meno di 8 milioni di dollari di fatturato in Italia nel 2024. Ma il piano consente "fino al 2% del RICAVI GLOBALI" per danni. L'utilizzo dei ricavi globali è un ulteriore esempio di eccesso extragiudiziale. #assurdo

https://x.com/eastdakota/status/2009654937303896492

Grazie a @forse_qualcuno per la segnalazione
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È disponibile il rapporto 2025 sulla fiducia e la sicurezza del social web

Pubblicato da IFTAS, questo rapporto si basa su sondaggi dettagliati e sul feedback della community, composto da moderatori volontari, amministratori e community manager del social web decentralizzato. Offre il quadro più completo finora sul panorama della fiducia e della sicurezza in progetti come Mastodon, GoToSocial, WordPress, PeerTube e altri.

https://about.iftas.org/2026/01/08/the-2025-social-web-trust-safety-report-is-here/
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Surveillance Watch – Una mappa che mostra le connessioni tra le aziende di sorveglianza

Le tecnologie di sorveglianza e gli spyware vengono utilizzati per prendere di mira e sopprimere giornalisti, dissidenti e difensori dei diritti umani in tutto il mondo. Surveillance Watch è un database interattivo che documenta le connessioni nascoste all'interno dell'opaco settore della sorveglianza. Fondata da sostenitori della privacy, la maggior parte dei quali è stata personalmente danneggiata dalle tecnologie di sorveglianza, la nostra missione è quella di far luce sulle aziende che traggono profitto da questo sfruttamento. Mappando l'intricata rete di aziende di sorveglianza, delle loro filiali, partner e finanziatori, speriamo di svelare i facilitatori che alimentano le diffuse violazioni dei diritti in questo settore, garantendo che non possano eludere la responsabilità per la loro complicità in questi abusi. Surveillance Watch è un'iniziativa promossa dalla comunità e ci affidiamo ai contributi di persone appassionate della tutela della privacy e dei diritti umani.

https://www.surveillancewatch.io/
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Open source in Europa: la Commissione lancia la consultazione per la sovranità digitale

La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da software extraeuropeo e rafforzare sicurezza e interoperabilità. Il focus è sul sostegno ai manutentori di progetti open source considerati infrastrutture critiche.

https://www.ilsoftware.it/open-source-in-europa-la-commissione-lancia-la-consultazione-per-la-sovranita-digitale/

Grazie a Filippo per la segnalazione
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Forwarded from Fedimedia Italia APS
Le multe non bastano a difendere i nostri diritti digitali
Serve andare oltre e rompere davvero il monopolio delle Big Tech.

Nella battaglia europea per la tutela dei diritti digitali, Ava Lee di People vs. Big Tech invita l’Europa a non farsi intimidire dalle minacce di Trump e dalle pressioni statunitensi.
👉 Intervista su Wired:
https://www.wired.it/article/multe-big-tech-ava-lee-intervista/

Gli Stati Uniti continuano a trattare l’UE come una nuova colonia digitale. È il momento di agire, ora.

Unisciti alla battaglia con noi:
https://fedimedia.it

Serve sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere i decisori politici verso tre obiettivi chiari:

rendere i nostri feed più sicuri e meno tossici

abolire la pubblicità basata sulla sorveglianza

porre fine al monopolio delle Big Tech

I diritti digitali non si difendono con le sole sanzioni.
Si difendono cambiando il sistema.
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