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Canale ufficiale del sito https://www.remocontro.it/ la virtù del dubbio, a cura di Ennio Remondino, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra.

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L’attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela, con la cattura del presidente dMaduro, è stato definito illegale da molti esperti e media. L’amministrazione Trump rigetta questa accusa, rifacendosi a una lunga tradizione americana di politica estera. Dal punto di vista del diritto internazionale, ma anche per la legge americana le giustificazioni del governo di Trump sono deboli,denuncia il Post
https://www.remocontro.it/2026/01/04/lamerica-fuorilegge-di-trump/
Chi governerà il Venezuela americano? A ventisei anni dalla cattura del panamense Noriega, gli Usa hanno prelevato dal proprio letto e incarcerato negli Usa Maduro e la moglie Cilia Flores. Intanto in casa squadracce anti immigrazione imperversano con i metodi dei regimi totalitari del 20esimo secolo. Mentre nella Germania Merz con un certo passato, ‘ci si rimette gli anfibi ai piedi in preparazione della guerra’. Partite dagli uffici-reclutamento le prime lettere d’invito per i diciottenni di arruolarsi nelle forze armate almeno per sei mesi. Per ora è un invito.
https://www.remocontro.it/2026/01/05/regressioni-democratiche-america-golpe-e-germania-merz/
Da quando gli Stati Uniti hanno catturato Maduro, Donald Trump e la sua amministrazione hanno minacciato vari altri paesi dicendo che potrebbero essere i prossimi a subire un intervento militare. Le principali minacce sono state rivolte alla Groenlandia, a Cuba e alla Colombia. Tutte le volte in cui gli Stati Uniti hanno deposto un governo dell'America Latina. Maduro come Noriega catturati il 3 gennaio.
https://www.remocontro.it/2026/01/05/padroni-del-mondo-cuba-e-colombia-sino-alla-groenlandia/
Mentre l’Iran è scosso da manifestazioni che hanno già causato almeno sedici morti e un’impennata di arresti, la Guida suprema, Ali Khamenei, ha riconosciuto la validità delle proteste, ma ha invocato il pugno di ferro contro chi è accusato di voler destabilizzare il sistema. Mentre il presidente Pezeshkian accusa: «I problemi da noi li hanno portati gli Stati uniti»
https://www.remocontro.it/2026/01/05/iran-proteste-per-i-disagi-legittime-ma-linea-dura-contro-i-ribelli/
Il blitz Usa in Venezuela richiama antiche dottrine strategiche (la Dottrina Monroe) rivedute e corrette, ma va interpretato nella congiuntura geopolitica contemporanea. Il sospetto è che dietro questa scelta ci possa essere un’architettura diplomatica segreta molto più vasta. Un piano di spartizione tripolare del pianeta tra Trump, Putin e Xi Jinping. In questo caso, s’intravedono previsioni fosche per alcuni Paesi latino-americani, come la Colombia. E altrettanto cupe per l’Ucraina, la Groenlandia e Taiwan.
https://www.remocontro.it/2026/01/06/dopo-il-venezuela-tocca-a-groenlandia-e-colombia/
'Tanti muscoli e poco cervello nel disordine di Trump'. Titolo-sintesi del severo giudizio di chi sulle cosa internazionali può dire senza timori. Michele Valensise, diplomatico di lungo corso sino al vertice di segretario generale della Farnesina. E successiva carriera privata: vice presidente Astaldi e presidente Tim tra le altre cose. Una analisi sull’UffPost che pesa, precisa e severa.
https://www.remocontro.it/2026/01/06/tanti-muscoli-e-poco-cervello-nel-disordine-di-trump/
Il rimpasto di governo, avviato da Zelensky dopo l'esplosione dello scandalo corruzione, segna uno dei passaggi più controversi e contestati: l'ultima testa a cadere è stata quella del potente capo dei servizi di sicurezza, Vasyl Malyuk, che ha coordinato alcune delle operazioni più eclatanti contro la Russia dall'inizio della guerra. Il Venezuela distoglie e assieme ammonisce, mentre l’Europe tenta di dire la sua col vertice della Befana a Parigi
https://www.remocontro.it/2026/01/06/ucraina-zelensky-silura-il-capo-dei-servizi-segreti/
Il blitz americano in Venezuela, per catturare il Presidente Maduro, ha scatenato uno tsunami di reazioni. Quasi nessuno pensava che Trump potesse arrivare a tanto, ma ora le aspettative sono  traumaticamente mutate. E diversi Paesi che si trovano sulla lista dei ‘cattivi’ già cominciano ad andare preventivamente al contrattacco. Come la Colombia. Che da subito rischia una crisi finanziaria.
https://www.remocontro.it/2026/01/07/colombia-la-guerra-di-trump-sara-finanziaria/
Sette paesi firmano un documento a tutela della sovranità danese, poi correggono il tiro, e qualcuno titola «L’Unione a passi indietro verso il baratro». E già la cronaca dice tutto. A Parigi, la prima ministra danese Mette Frederiksen era seduta di fronte ai due inviati di Trump, Witkoff e il genero del presidente Kushner. Accenni di critica sul Venezuela mentre chiedevano al minaccioso alleato di incaricarsi della difesa dell’Ucraina. Sulla Groenlandia solo morbidi accenni.
https://www.remocontro.it/2026/01/07/unione-degli-agguerriti-volonterosi-contro-trump-indietro-marsc/
Numeri elettorali da brivido prima ancora del voto: per un presidente della Repubblica da eleggere a maggioranza assoluta ben 11 candidati ufficiali, ma con 14 nomi sulle schede per tre esclusi dalla Corte costituzionale all’ultimo minuto, col vito il 18 gennaio e il certo ballottaggio e l’elezione l’otto febbraio. La presidenza portoghese, ora vedremo, dà i numeri anche politicamente.
https://www.remocontro.it/2026/01/07/portogallo-verso-affollate-e-confuse-elezioni-presidenziali/
OGGI IL NATALE ORTODOSSO - VIDEO
Il patriarca russo Kirill ha celebrato la liturgia ortodossa di Natale nella notte tra il 6 e il 7 gennaio nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. Putin ha partecipato alla liturgia natalizia nella cattedrale di San Giorgio nella regione di Mosca
https://www.remocontro.it/2026/01/07/oggi-il-natale-ortodosso-video/
Mentre tutti parlano di Groenlandia e Colombia dopo il Venezuela, la sorpresa potrebbe invece arrivare dall’Iran. Paese dove le rivolte popolari continuano, le vittime aumentano e la tensione è già alle stelle. Mentre serie minacce vengono rivolte da Trump agli ayatollah. Tuttavia, secondo diversi ‘rumors’, a intervenire militarmente potrebbe essere ancora una volta Israele.
https://www.remocontro.it/2026/01/08/iran-nel-caos-qualcuno-potrebbe-approfittarne/
Ancora niente cessate il fuoco ma ancora si litiga su chi dovrà controllarlo. Ironizza il manifesto. E i Volonterosi della parte d’Europa più schierata in campo, si vorrebbero poco credibili futuri arbitri, contro lo scontato No di Mosca e degli stessi Stati Uniti. E mentre la guerra continua ad ammazzare ucraini e russi l’Europa inciampa sulle sue contraddizioni interne, denuncia Francesco Di Tommaso.
https://www.remocontro.it/2026/01/08/ucraina-europa-iirresponsabile-gioco-delloca-sulla-guerra/
Continua lo scontro tra il nuovo governo islamista di al-Sharaa e le fazioni curde delle Syrian Democratic Forces. Teatro di pesanti combattimenti la città di Aleppo. Crisi molto delicata, specie per Trump che, anche se sostiene militarmente le SDF, ha da poco ‘sdoganato’ l’ex terrorista al-Sharaa, ricevendolo alla Casa Bianca.
https://www.remocontro.it/2026/01/09/polveriera-siria-sanguinosi-scontri-con-i-curdi/
Giovedì Israele ha bombardato vari punti della Striscia di Gaza: ha ucciso almeno 14 persone in cinque diversi attacchi. Gli israeliani hanno colpito la zona della città di Gaza e di Jabalia, nel nord della Striscia; di Deir al Balah, nella parte centrale; e di Khan Yunis, che si trova nella parte meridionale. Fonti mediche palestinesi hanno detto che fra i luoghi colpiti ci sono alcune tende e una scuola usate come rifugio dalle persone sfollate.
https://www.remocontro.it/2026/01/09/a-gaza-il-gelo-oltre-alle-bombe-di-israele/
La rivolta popolare, partita dai bazar di Teheran si è ormai estesa a più di 100 città, facendo almeno 45 morti, centinaia di feriti e causando migliaia di arresti. La Guida suprema, Alì Khamenei, ha  accusato gli Usa di essere dietro le sempre più turbolente manifestazioni e promette una feroce repressione. Ma ieri, nella capitale, la protesta è esplosa in tutta la sua violenza. E sullo sfondo si agita la figura di Reza Pahlavi, il figlio dell’ultimo Scià.
https://www.remocontro.it/2026/01/10/rivolta-in-iran-ora-spunta-il-figlio-dellultimo-scia/
Dalla dittatura alla democrazia, il compromesso della ‘democratura’. L’operazione USA del 3 gennaio ha prodotto per ora un cambio al vertice del governo chavista e non un ‘regime change’, che avrebbe voluto Trump. Un dittatore di meno ma un invasato di potere sul mondo in più. Proviamo a capire cosa vuole davvero Trump da questa transizione controllata da Washington, e di quanto dovrà accontentarsi, perché il successo dell’operazione militare nella sua mani difficilmente diventerà anche politico, analizza l’Ispi.
https://www.remocontro.it/2026/01/10/venezuela-da-maduro-trump-cambio-di-despota-e-forse-democratura/
L’Italia e il mondo. «Il dente andava tolto e quale occasione migliore di una conferenza stampa fiume?», Andrea Colombo severo sul manifesto, ma quasi con pietà. Per la prima volta Meloni critica in prima persona l’eventuale presa della Groenlandia da parte dell’amico Donald: «Continuo a non credere in un’opzione militare. Chiaramente non la condividerei». E Donald trema
https://www.remocontro.it/2026/01/10/trump-e-putin-tra-amnesie-e-distinguo-italiani/