Giovedì 13 giugno alle 18 a Largo Banchi Nuovi ospitiamo la libreria Tamu per presentare il libro di Giuseppe Campesi, Che cos'è la polizia?
Che cos'è la polizia? Come è nata e come si è imposta come meccanismo di prevenzione e controllo del crimine?
Perché, come suggerisce Waddington, la sua attività colpisce soprattutto i giovani, le classi povere e le minoranze etniche (in particolare quando questi tre fattori coincidono)?
Ne parliamo giovedì 13 giugno alle 18 a Largo Banchi Nuovi con l'autore Giuseppe Campesi, che in questo breve saggio uscito per DeriveApprodi Editore ripercorre le linee di tendenza e l’evoluzione dei modelli e delle pratiche di polizia nel mondo contemporaneo.
Saranno presenti, insieme all'autore, il comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo e alcune studentesse colpite dalla repressione per le mobilitazioni degli ultimi mesi.
Qui link all'evento: Che cos'è la polizia? Incontro con l'autore Giuseppe Campesi
Che cos'è la polizia? Come è nata e come si è imposta come meccanismo di prevenzione e controllo del crimine?
Perché, come suggerisce Waddington, la sua attività colpisce soprattutto i giovani, le classi povere e le minoranze etniche (in particolare quando questi tre fattori coincidono)?
Ne parliamo giovedì 13 giugno alle 18 a Largo Banchi Nuovi con l'autore Giuseppe Campesi, che in questo breve saggio uscito per DeriveApprodi Editore ripercorre le linee di tendenza e l’evoluzione dei modelli e delle pratiche di polizia nel mondo contemporaneo.
Saranno presenti, insieme all'autore, il comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo e alcune studentesse colpite dalla repressione per le mobilitazioni degli ultimi mesi.
Qui link all'evento: Che cos'è la polizia? Incontro con l'autore Giuseppe Campesi
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Venerdì a Zero81
presentiamo
La banda Hood
con l'autore Wu Ming 4
https://news.1rj.ru/str/zero81/1200
presentiamo
La banda Hood
con l'autore Wu Ming 4
https://news.1rj.ru/str/zero81/1200
Telegram
Zero81 ~ 💡📢📆✒️✊🏽🔥
🗓️VENERDÌ 14 GIUGNO
🕡ORE 18:30
📍Zero81- Largo Banchi Nuovi (NA)
📚Presenteremo il volume: La vera storia della banda Hood assieme all’autore Wu Ming 4.
🌿 La storia è ambientata in Inghilterra, per la precisione tra Yorkshire e Nottinghamshire, sul finire…
🕡ORE 18:30
📍Zero81- Largo Banchi Nuovi (NA)
📚Presenteremo il volume: La vera storia della banda Hood assieme all’autore Wu Ming 4.
🌿 La storia è ambientata in Inghilterra, per la precisione tra Yorkshire e Nottinghamshire, sul finire…
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Ilaria Salis è libera!
https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2024/06/14/ilaria-salis-e-libera-tolto-il-braccialetto-elettronico_40b3cf91-a53b-4b14-832e-1f566e8810c8.html
https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2024/06/14/ilaria-salis-e-libera-tolto-il-braccialetto-elettronico_40b3cf91-a53b-4b14-832e-1f566e8810c8.html
ANSA.it
Ilaria Salis è libera, tolto il braccialetto elettronico
Ilaria Salis è libera: la polizia ungherese ha appena lasciato il suo domicilio a Budapest dopo averle tolto il braccialetto elettronico. E' quanto ha appreso l'ANSA. (ANSA)
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Julian Assange è libero
https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2024/06/25/assange-patteggia-con-la-giustizia-usa-ed-e-libero-ha-lasciato-il-regno-unito_56003d47-9065-4b94-88c2-321bc37f0c93.html
https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2024/06/25/assange-patteggia-con-la-giustizia-usa-ed-e-libero-ha-lasciato-il-regno-unito_56003d47-9065-4b94-88c2-321bc37f0c93.html
ANSA.it
Assange patteggia con la giustizia Usa ed è libero, ha lasciato il Regno Unito
Dopo 5 anni in prigione il fondatore di Wikileaks potrà tornare in Australia. Prima l'udienza in un territorio americano del Pacifico (ANSA)
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STOP GENOCIDIO, STOP CENSURA
Oggi Piazza del Plebiscito è teatro del concerto di Radio Italia e noi dai palazzi di questa città vogliamo far passare un messaggio chiaro e netto: Stop genocidio e Stop Censura.
Nel nostro paese la stampa mainstream nasconde sotto al tappeto le atrocità commesse dall'IDF e continua a giustificare le loro azioni inumane come "guerra al terrorismo" e anche oggi Radio Italia, una delle emittenti piu ascoltate nel nostro paese, ha provato a nascondere il tema, come se non parlandone potessimo sentirci meno a disagio con noi stessɜ e meno responsabili. Non sarà cancellare un'artista dalla propria scaletta, derubricando questo a mero equivoco, che permetterà a voi di essere a posto con la vostra coscienza. Per questo oggi abbiamo fatto parlare i palazzi di questa città con uno slogan chiaro e deciso: Stop al genocidio, Stop alla Censura.
Con la Palestina nel cuore.
Free palestine
Oggi Piazza del Plebiscito è teatro del concerto di Radio Italia e noi dai palazzi di questa città vogliamo far passare un messaggio chiaro e netto: Stop genocidio e Stop Censura.
Nel nostro paese la stampa mainstream nasconde sotto al tappeto le atrocità commesse dall'IDF e continua a giustificare le loro azioni inumane come "guerra al terrorismo" e anche oggi Radio Italia, una delle emittenti piu ascoltate nel nostro paese, ha provato a nascondere il tema, come se non parlandone potessimo sentirci meno a disagio con noi stessɜ e meno responsabili. Non sarà cancellare un'artista dalla propria scaletta, derubricando questo a mero equivoco, che permetterà a voi di essere a posto con la vostra coscienza. Per questo oggi abbiamo fatto parlare i palazzi di questa città con uno slogan chiaro e deciso: Stop al genocidio, Stop alla Censura.
Con la Palestina nel cuore.
Free palestine
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📌Oggi h.18 a Zero81
🟢Sensoristica e strumenti per le lotte climatiche: 1° tavolo di lavoro per lo sviluppo di un progetto di monitoraggio dell'inquinamento dell'aria a Napoli
🟢Sensoristica e strumenti per le lotte climatiche: 1° tavolo di lavoro per lo sviluppo di un progetto di monitoraggio dell'inquinamento dell'aria a Napoli
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Diffondiamo
URGENTE
LA POLIZIA È A CASA DI DIVERSI COMPAGNI/E DEL SICOBAS, DI ISKRA E DISOCCUPATI TRADUCENDOLI IN QUESTURA PER FOTO IDENTIFICATIVE ED APPLICAZIONE DI MISURE DI RESTRIZIONE.
Alle 6 di stamani la polizia è andata a casa di 4 compagn per notificare l'applicazione dell'obbligo di firma e contestare vari reati per la manifestazione in solidarietà al popolo palestinese del 13.02 di quest'anno fuori le sedi della RAI di Napoli.
Ancora una volta la repressione attacca chi si oppone al genocidio di un intero popolo per mano dell'entità sionista, chi lotta contro l'escalation bellica , il carovita , la disoccupazione.
Rispediamo al mittente ogni accusa rivendicando ogni azione compiuta, consapevoli di perseguire l'interesse collettivo e mai quello personale. Tutt Liber!
CI VEDIAMO FUORI LA QUESTURA DI VIA MEDINA!
📢 DIFFONDIAMO 📢
da Rete Set / Resta Abitante
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da Rete Set / Resta Abitante
⚠️ A fine giugno 2024, a Napoli, abbiamo raggiunto quota 10.760 annunci Airbnb! ⚠️
💰 Di questi, l’80% circa è concentrato nel centro storico della città, che coincide con l’area Unesco. Il 66,5% è costituito da interi appartamenti convertiti in b&b. Il 63% è gestito da grandi multiproprietari, che controllano centinaia di appartamenti e continuano a arricchirsi insieme a agenzie intermediarie e turistiche e piattaforme digitali.
📈 Mentre continuavamo a chiedere all’amministrazione Manfredi di porre urgentemente un freno a questa speculazione, solo da marzo a giugno di quest’anno, 9 case al giorno venivano trasformate in b&b.
🏠 Intanto, la disecomomia turistica sta sottraendo case all* abitanti, determinando un vertiginoso aumento degli affitti al centro storico e in tutti i quartieri della città, producendo lavoro nero e precario, mercificando lo spazio pubblico, la costa, le spiagge e il mare.
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L'attacco all'università da parte del governo di destra: all'orizzonte il ritorno ad un'ulteriore precarizzazione dei contatti di ricerca, ridefinizione della governance e tagli lineari ai fondi per le università.
Nei prossimi mesi sarà necessario ritornare a lottare nei luoghi del sapere.
https://www.roars.it/doppio-colpo-alluniversita/
Nei prossimi mesi sarà necessario ritornare a lottare nei luoghi del sapere.
https://www.roars.it/doppio-colpo-alluniversita/
ROARS
Doppio colpo all’università
Dopo la guerra all'autonomia del sapere scatenata dalle destre nelle settimane scorse, il governo passa alle vie di fatto: con un decreto che aumenta la precarizzazione e una legge delega che ridisegna la governance Un doppio colpo all’università. Una riforma…
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Un messaggio di saluto e di rilancio a* nostr* compagn*, amic*, alleat*, prima della pausa estiva di Zero81
Dopo settimane movimentate, con le pulizie e i vari lavori di ieri le attività di Zero81 sono sospese per la pausa estiva.
Ma il lavoro collettivo non si ferma ancora: in questi giorni, al riparo dal clima torrido della città, proveremo a tracciare un bilancio delle esperienze svolte insieme quest'anno, a partire dallo spazio e dal quartiere, assieme alle altre realtà e laboratori che lo abitano e animano, nei percorsi collettivi come Reclaim the Tech, nei percorsi politici e sociali della città. Ma soprattutto a definire prospettive, percorsi di lavoro e modalità organizzative per l'anno venturo.
A settembre abbiamo già in programma diverse attività e iniziative, e anche un po' di novità sulla gestione dello spazio e nelle connessioni con la città e il territorio.
Tutte le iniziative si fondano come sempre non solo sullo sforzo militante ma sulla partecipazione attiva delle persone che attraversano lo spazio e cooperano per realizzare le iniziative. Da settembre sarà importante aiutare ancora di più la maturazione e il rinnovamento dei meccanismi di partecipazione attiva e di organizzazione, basati su autonomia e interdipendenza.
Sono stati anni complicati, dove la stessa esistenza delle esperienze e degli spazi collettivi è stata messa in discussione. Oggi viviamo un tempo in cui è particolarmente difficile collocare un proprio agire e definire un proprio modo di vivere e trasformare la città, l'attività politica, le relazioni sociali, la cooperazione tra realtà diverse.
Zero81 è stato anche in questi anni un laboratorio di ricerca e sperimentazione politica, di formazione collettiva, di elaborazione di strumenti critici, di pratiche collettive e anche di socialità e relazioni umane diverse.
Il tentativo di sottrarre spazi alla mercificazione e alla barbarie, alla normalizzazione della violenza, per destinarli alla produzione collettiva di saperi, alla socialità e alle e pratiche di resistenza e solidarietà ha trovato nuova linfa.
Speriamo di continuare questo percorso in forme e modalità nuove, incontrando altr*, formando altri legami di solidarietà, mantenendo vivo lo spirito e lo stile di resistenza e invenzione che abbiamo coltivato in questi anni.
Buona estate, soprattutto a chi in vacanza non ci può andare, a chi è costrett* a lavorare, a chi è privato della libertà, a chi lotta per la propria vita, terra, comunità e per un mondo diverso.
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Un'altra ferita aperta nella periferia napoletana. Il boato del crollo, le sirene e i riflettori riaccendono l'attenzione su un'ingiustizia perpetua che riguarda le condizioni di vita di centinaia di migliaia di persone.
Solidarietà all* abitanti di Scampia. Lottare per un'altra città non è solo giusto, è necessario.
Scampia, crolla ballatoio della Vela: due morti e 13 feriti, sette sono bambini - la Repubblica
https://napoli.repubblica.it/cronaca/2024/07/22/news/napoli_crolla_ballatoio_a_scampia_vittime-423409130/
Solidarietà all* abitanti di Scampia. Lottare per un'altra città non è solo giusto, è necessario.
Scampia, crolla ballatoio della Vela: due morti e 13 feriti, sette sono bambini - la Repubblica
https://napoli.repubblica.it/cronaca/2024/07/22/news/napoli_crolla_ballatoio_a_scampia_vittime-423409130/
la Repubblica
Scampia, crolla ballatoio della Vela: due morti e 12 feriti, sette sono bambini. Grave una ragazza. “Un boato fortissimo, è stato…
Choc nel quartiere che sta cercando di scrollarsi di dosso il marchio di “Gomorra”. Sgomberate 800 persone
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Sul Manifesto la storia di Maysoon Majidi, attivista curda chiusa in carcere in Calabria con accuse assurde, dopo essere fuggita in Europa per cercare la salvezza e la libertà. Maysoon sta affrontando una dura prova con un processo farlocco e ancor di più dopo essere entrata in sciopero della fame. Attorno alla sua vicenda, la solidarietà delle reti antirazziste. Il 18 settembre la prossima udienza.
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Il messaggio da Largo Banchi Nuovi è chiaro: Il tuo B&B ➡️ il mio sfratto!
🏘 In Città nel mese di luglio abbiamo superato la soglia di 10.000 annunci sulla piattaforma airbnb, é il momento di mettere un freno al caro affitti, alle locazioni brevi e alla conversione degli alloggi in case vacanze, è il momento di
sostenere tutti la Raccolta firme della Campagna Resta Abitante per difendere il diritto all’abitare
✏️Prossimo appuntamento DOVE FIRMARE, sabato 27 luglio, ore 10.00-13.00
📍 piazza Dante
PUNTI FISSI DI RACCOLTA:
📅 lun, mer, ven, ore 10.30-16.30
📅 mar, gio, ore 18.30-23.30
📍 Comunità Slowfood del centro storico, presso la Taverna a Santa Chiara, via Santa Chiara 6
📅 lun-sab, ore 10.00-14.00 e 16.00-20.00
📍 libreria Tamu, via Santa Chiara 10
📅 lun-ven, ore 10.00-13.00 e 16.00-19.30
📅 sab, ore 10.00-13.00
📍 Officina Flegrea, via Santa Maria la Nova 24
⬇️ Punti della piattaforma nei commenti ⬇️
🏘 In Città nel mese di luglio abbiamo superato la soglia di 10.000 annunci sulla piattaforma airbnb, é il momento di mettere un freno al caro affitti, alle locazioni brevi e alla conversione degli alloggi in case vacanze, è il momento di
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✏️Prossimo appuntamento DOVE FIRMARE, sabato 27 luglio, ore 10.00-13.00
📍 piazza Dante
PUNTI FISSI DI RACCOLTA:
📅 lun, mer, ven, ore 10.30-16.30
📅 mar, gio, ore 18.30-23.30
📍 Comunità Slowfood del centro storico, presso la Taverna a Santa Chiara, via Santa Chiara 6
📅 lun-sab, ore 10.00-14.00 e 16.00-20.00
📍 libreria Tamu, via Santa Chiara 10
📅 lun-ven, ore 10.00-13.00 e 16.00-19.30
📅 sab, ore 10.00-13.00
📍 Officina Flegrea, via Santa Maria la Nova 24
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📣 Finalmente è possibile firmare online a sostegno del referendum per abrogare l’autonomia differenziata!
1️⃣ Apri il link: https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500020 e accedi con lo SPID, la CIE o la CNS
2️⃣ Scorri l’elenco delle iniziative e clicca su “Contro l’autonomia differenziata. Una firma per l’Italia unita, libera, giusta” (il numero dell’iniziativa è 500020)
3️⃣ Premi su sostieni iniziativa, clicca su continua e nuovamente su sostieni iniziativa
1️⃣ Apri il link: https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500020 e accedi con lo SPID, la CIE o la CNS
2️⃣ Scorri l’elenco delle iniziative e clicca su “Contro l’autonomia differenziata. Una firma per l’Italia unita, libera, giusta” (il numero dell’iniziativa è 500020)
3️⃣ Premi su sostieni iniziativa, clicca su continua e nuovamente su sostieni iniziativa
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Forwarded from RECLAIM THE TECH
Geert Lovink (INC) ispirato dal dialogo con Reclaim the Tech:
The world is eager for alternatives that scale up—but why are so many so clueless about how to roll them out? Why is hype, sell-out and betrayal the only available option? Reuse and Repair should indeed be thought of together with the third R: Refuse. The new sign of social class struggle, is a gesture, the right not to be summarized—as in the case of AI. Many agree that alt-tech movements from now on have to refuse to be neutralized, crushed and silenced. But this also implies refusing to give up, refusing to be fragmented and refusing to be reduced to the logic of fashion. Reclaim the Tech, the Italian name for the movement under discussion here is mobilizing techno-social forces in society that refuse to be taken over by Big Tech as an ever-alienating, ever-regressive force.[5]
Reclaim is indeed the fourth R. What does it imply to reclaim? At the time, the UK 1990s movement ‘Reclaim the Streets’ aimed to retake the street as a free public space, against police repression and surveillance, but also the car as the dominant mode of transportation in cities. This, in turn, built on a 1977 feminist protest called ‘Reclaim the Night’ against patriarchal violence. To reclaim means to take back lost territory. What does this mean for the ‘tech’ context? The answer can be simple: program or be programmed (as Douglas Rushkoff’s booklet is called). We are not talking about programming as in coding, but as programming as in political assembly, the program of a movement or a party. No need to know Javanoscript for that. What’s needed is a program for multiple and diverse commonalities.
Reclaim the Tech goes further by claiming “We are Tech”. This means that tech is no longer some passing phenomenon, enforced upon us. Tech is inside us, we carry it close to our skin (and in some medical cases even underneath). It is intimate, like the ‘femtech’ menstruation apps, as described by Morgane Billuart in her book Cycles.[6] In the case of social media platforms, tech has shaped our mental wellbeing. We will learn to live with it and mobilize Care as a general principle and do a collective effort to transform the poison into a cure, the pharmakon Bernard Stiegler so often spoke about.
To make this happen techno-culture’s intent will have to be to sidestep both authentic nostalgia for the old and artificial longing for the new. Let’s overcome both retromania and ‘future addiction’ (as dictated by liberal donors) and start to get used to the idea of timeless tech. Reuse implies one-off assemblages of old tech that we use to create new styles and modes of expression. The aim is to prevent regression to a past that was—and still is—patriarchal, totalitarian, racist and violent. The past can be fully integrated into the future: hybridpunk, not cypherpunk. Forget the false romanticism for industrial ruins. Don’t be lured by right-wing libertarian honeypots. And remember, neoliberal tech-misery is real. This movement aims to overcome involuntary regression and stagnation—the decease of our time. The cultural problem of today is that one can dream up and prototype no matter how many solutions we want but we’re all running up against the thick corporate walls of technofeudalism. Instead of burnout and depression, let’s extend the degrees of freedom. Liberatory movements in culture must be celebrated. Collective weirdness and ecstasy should be passed on to new generations, time and again. This is a techno-cultural rite de passage. Go mad but do not follow the footsteps of your celeb, influencer or guru. Become, and overcome your heroes of the past (and their peculiar techno-extensions).
https://networkcultures.org/geert/2024/08/24/principles-of-perma-hybridity/
The world is eager for alternatives that scale up—but why are so many so clueless about how to roll them out? Why is hype, sell-out and betrayal the only available option? Reuse and Repair should indeed be thought of together with the third R: Refuse. The new sign of social class struggle, is a gesture, the right not to be summarized—as in the case of AI. Many agree that alt-tech movements from now on have to refuse to be neutralized, crushed and silenced. But this also implies refusing to give up, refusing to be fragmented and refusing to be reduced to the logic of fashion. Reclaim the Tech, the Italian name for the movement under discussion here is mobilizing techno-social forces in society that refuse to be taken over by Big Tech as an ever-alienating, ever-regressive force.[5]
Reclaim is indeed the fourth R. What does it imply to reclaim? At the time, the UK 1990s movement ‘Reclaim the Streets’ aimed to retake the street as a free public space, against police repression and surveillance, but also the car as the dominant mode of transportation in cities. This, in turn, built on a 1977 feminist protest called ‘Reclaim the Night’ against patriarchal violence. To reclaim means to take back lost territory. What does this mean for the ‘tech’ context? The answer can be simple: program or be programmed (as Douglas Rushkoff’s booklet is called). We are not talking about programming as in coding, but as programming as in political assembly, the program of a movement or a party. No need to know Javanoscript for that. What’s needed is a program for multiple and diverse commonalities.
Reclaim the Tech goes further by claiming “We are Tech”. This means that tech is no longer some passing phenomenon, enforced upon us. Tech is inside us, we carry it close to our skin (and in some medical cases even underneath). It is intimate, like the ‘femtech’ menstruation apps, as described by Morgane Billuart in her book Cycles.[6] In the case of social media platforms, tech has shaped our mental wellbeing. We will learn to live with it and mobilize Care as a general principle and do a collective effort to transform the poison into a cure, the pharmakon Bernard Stiegler so often spoke about.
To make this happen techno-culture’s intent will have to be to sidestep both authentic nostalgia for the old and artificial longing for the new. Let’s overcome both retromania and ‘future addiction’ (as dictated by liberal donors) and start to get used to the idea of timeless tech. Reuse implies one-off assemblages of old tech that we use to create new styles and modes of expression. The aim is to prevent regression to a past that was—and still is—patriarchal, totalitarian, racist and violent. The past can be fully integrated into the future: hybridpunk, not cypherpunk. Forget the false romanticism for industrial ruins. Don’t be lured by right-wing libertarian honeypots. And remember, neoliberal tech-misery is real. This movement aims to overcome involuntary regression and stagnation—the decease of our time. The cultural problem of today is that one can dream up and prototype no matter how many solutions we want but we’re all running up against the thick corporate walls of technofeudalism. Instead of burnout and depression, let’s extend the degrees of freedom. Liberatory movements in culture must be celebrated. Collective weirdness and ecstasy should be passed on to new generations, time and again. This is a techno-cultural rite de passage. Go mad but do not follow the footsteps of your celeb, influencer or guru. Become, and overcome your heroes of the past (and their peculiar techno-extensions).
https://networkcultures.org/geert/2024/08/24/principles-of-perma-hybridity/
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Geert
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