Un po' di racconti e riflessioni a caldo sulle rivolte in seguito all'omicidio di Nahel in Francia
[...] "Sarebbe semplice banalizzare il peso di queste notti parlando di un “nuovo 2005”, o peggio, etichettandole come l’ennesima “rivolta delle banlieues”. Senza ombra di dubbio, i protagonisti delle proteste sono i giovani razzializzati che abitano le periferie, ma la geografia di questa esplosione di rabbia, così come la sua dinamica d’innesco, appaiono profondamente mutate rispetto a 18 anni fa3. Durante la quarta notte di scontri, quella del venerdì, le vie dello shopping del primo arrondissement parigino sono state invase, fino a notte fonda, da centinaia di ragazzi e ragazze incontenibili, che hanno svuotato le vetrine delle varie multinazionali della moda. Stessa dinamica a Marsiglia, dove due notti di mobilitazione hanno mandato in tilt la prefettura, sicura che le proteste si sarebbero svolte soltanto nei remoti Quartiers nord. La fallimentare gestione dell’ordine pubblico muove da un pregiudizio tanto errato, quanto sintomatico della postura delle autorità rispetto alle periferie: la convinzione che le zone centrali delle città francesi, irraggiungibili da parte di coloro che vivono relegati ai margini della vita urbana, sarebbero state, come nel 2005, risparmiate dai rivoltosi. Il risultato? Migliaia di agenti che fanno la spola fra i centri e i quartieri periferici, non riuscendo a (in)seguire i manifestanti.
Da giorni, le élites politiche e i media generalisti non fanno altro che riproporre, a reti unificate, il mantra, asettico e razzista, “dell’abbandono genitoriale”, che sarebbe all’origine delle “violenze”. Il tutto viene ridotto a uno sfogo irrazionale, un delirio autodistruttivo perpetrato da barbari incapaci di autodeterminarsi, poiché “intossicati” da social network e videogiochi. Le soluzioni immaginate da Macron e dai suoi ministri: tagliare l’accesso a Snapchat e sanzionare finanziariamente le famiglie incapaci di “tenere i loro figli”. Proposte rivoltanti, frutto del connubio esplicito, e inquietante, fra le destre neoliberali e quelle estreme.
Nonostante questi tentativi di diversione, le immagini di quelle sere restano ben impresse nella memoria collettiva. A cosa abbiamo assistito? È possibile parlare di rivolta dei banlieusards, invece che di rivolta delle banlieue? Forse. Ciò che è certo, è che chi, per decenni, è stato coscientemente messo ai margini del corpo della nazione, per qualche notte, ha potuto rivendicare il diritto al proprio spazio, affermare la propria esistenza, in un paese disposto ad uccidere pur di non fare i conti con il suo passato."
https://gliasinirivista.org/le-notti-di-nahel-istantanee-dalla-rivolta-francese/?fbclid=IwAR21J3bEx2BTWQiIxbmNpq8LWVs_fZrsstpG_anxEsVW2LpjwtRDBDucgkg
[...] "Sarebbe semplice banalizzare il peso di queste notti parlando di un “nuovo 2005”, o peggio, etichettandole come l’ennesima “rivolta delle banlieues”. Senza ombra di dubbio, i protagonisti delle proteste sono i giovani razzializzati che abitano le periferie, ma la geografia di questa esplosione di rabbia, così come la sua dinamica d’innesco, appaiono profondamente mutate rispetto a 18 anni fa3. Durante la quarta notte di scontri, quella del venerdì, le vie dello shopping del primo arrondissement parigino sono state invase, fino a notte fonda, da centinaia di ragazzi e ragazze incontenibili, che hanno svuotato le vetrine delle varie multinazionali della moda. Stessa dinamica a Marsiglia, dove due notti di mobilitazione hanno mandato in tilt la prefettura, sicura che le proteste si sarebbero svolte soltanto nei remoti Quartiers nord. La fallimentare gestione dell’ordine pubblico muove da un pregiudizio tanto errato, quanto sintomatico della postura delle autorità rispetto alle periferie: la convinzione che le zone centrali delle città francesi, irraggiungibili da parte di coloro che vivono relegati ai margini della vita urbana, sarebbero state, come nel 2005, risparmiate dai rivoltosi. Il risultato? Migliaia di agenti che fanno la spola fra i centri e i quartieri periferici, non riuscendo a (in)seguire i manifestanti.
Da giorni, le élites politiche e i media generalisti non fanno altro che riproporre, a reti unificate, il mantra, asettico e razzista, “dell’abbandono genitoriale”, che sarebbe all’origine delle “violenze”. Il tutto viene ridotto a uno sfogo irrazionale, un delirio autodistruttivo perpetrato da barbari incapaci di autodeterminarsi, poiché “intossicati” da social network e videogiochi. Le soluzioni immaginate da Macron e dai suoi ministri: tagliare l’accesso a Snapchat e sanzionare finanziariamente le famiglie incapaci di “tenere i loro figli”. Proposte rivoltanti, frutto del connubio esplicito, e inquietante, fra le destre neoliberali e quelle estreme.
Nonostante questi tentativi di diversione, le immagini di quelle sere restano ben impresse nella memoria collettiva. A cosa abbiamo assistito? È possibile parlare di rivolta dei banlieusards, invece che di rivolta delle banlieue? Forse. Ciò che è certo, è che chi, per decenni, è stato coscientemente messo ai margini del corpo della nazione, per qualche notte, ha potuto rivendicare il diritto al proprio spazio, affermare la propria esistenza, in un paese disposto ad uccidere pur di non fare i conti con il suo passato."
https://gliasinirivista.org/le-notti-di-nahel-istantanee-dalla-rivolta-francese/?fbclid=IwAR21J3bEx2BTWQiIxbmNpq8LWVs_fZrsstpG_anxEsVW2LpjwtRDBDucgkg
Gli Asini - Rivista
Le notti di Nahel: istantanee dalla rivolta francese - Gli Asini - Rivista
7 luglio 2023 “That… is a miracle… and miracles, is the way things ought to be” Discorso di Cyrus, The Warriors, 1979 Tradurre in parole il caotico insieme di emozioni, che ci ha invasi dal 27 giugno in avanti, rappresenta uno sforzo complicato. Impossibile…
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🔎Si comunica che lo sportello a Larghi Banchi Nuovi, Zero81, questa settimana non aprirà di mercoledi, 12/07, ma di GIOVEDÌ, 13/07, sempre dalle ore 17:00 alle ore 20:00
analisi legge conversione del decreto lavoro.pdf
272.8 KB
COSA PREVEDE LA LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO LAVORO?
Una scheda sulla misura dell'assegno di inclusione, dopo l'abolizione del reddito di cittadinanza, a cura del comitato CI VUOLE UN REDDITO
Una scheda sulla misura dell'assegno di inclusione, dopo l'abolizione del reddito di cittadinanza, a cura del comitato CI VUOLE UN REDDITO
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Forwarded from RECLAIM THE TECH
Articolo molto interessante che spiega, con esempi storici, perchè la possibilità che le grandi piattaforme proprietarie si aprano ai protocolli del Fediverso possa essere, da un certo punto di vista, più una minaccia che un'opportunità per il futuro delle reti decentralizzate
https://framadrive.org/s/EFbremwRnygrNwj
originariamente postato in https://news.1rj.ru/str/LeAlternativeGruppoUfficiale/33
https://framadrive.org/s/EFbremwRnygrNwj
originariamente postato in https://news.1rj.ru/str/LeAlternativeGruppoUfficiale/33
Framadrive
COME UCCIDERE IL FEDIVERSO.pdf
Framadrive - Hébergez vos documents en ligne
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Forwarded from RECLAIM THE TECH
RECLAIM THE TECH LAB – 11/12 NOVEMBRE 2023
Ciao car*, come deciso nell’assemblea che ha concluso la prima edizione di RTT, la comunità del Festival si dà appuntamento in autunno 2023 per Reclaim The Tech Lab: una due giorni di discussioni, laboratori e lavori di preparazione della seconda edizione del Festival (prevista per la primavera del 2024). Aiutateci a costruire al meglio l’appuntamento rispondendo ad alcune brevi domande che abbiamo preparato in questo mini questionario online:
https://reclaimthetech.it/rtt-lab/
Grazie e a presto,
La squadra di RTT
Ciao car*, come deciso nell’assemblea che ha concluso la prima edizione di RTT, la comunità del Festival si dà appuntamento in autunno 2023 per Reclaim The Tech Lab: una due giorni di discussioni, laboratori e lavori di preparazione della seconda edizione del Festival (prevista per la primavera del 2024). Aiutateci a costruire al meglio l’appuntamento rispondendo ad alcune brevi domande che abbiamo preparato in questo mini questionario online:
https://reclaimthetech.it/rtt-lab/
Grazie e a presto,
La squadra di RTT
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Riportiamo alcune riflessioni da* compagn* di Bologna all'indomani dello sgombero dell'occupazione della ex caserma Masini. Si pongono alcune questioni legate ai beni comuni e alle esperienze di coprogettazione in essere, un'esperienza con diversi aspetti in comune con quanto avviene anche a Napoli.
https://municipiozero.it/fare-conflitto-progetto-a-bologna/
https://municipiozero.it/fare-conflitto-progetto-a-bologna/
Municipio zero
Fare conflitto/progetto a Bologna - Municipio zero
88 diviso 9 88 sono i mesi di reclusione complessivi, 9 le persone condannate per lo sgombero dall’ex-caserma Masini della prima esperienza di Làbas. Sommiamo qualche braccio e dita rotte […]
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Oggi a Napoli si scende in piazza in solidarietà con gli ex percettori del RDC in agitazione dopo la comunicazione via SMS della sospensione dell'erogazione.
Contro il governo che cancella il reddito di cittadinanza, per il reddito universale e per la dignità di tutt*!
Contro il governo che cancella il reddito di cittadinanza, per il reddito universale e per la dignità di tutt*!
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RIPORTIAMO IL COMUNICATO SUL CORTEO CONTRO LA CANCELLAZIONE DEL RDC
Giù le mani dal reddito, tagliate i fondi per la guerra, i vitalizi e l’evasione fiscale
Oggi un corteo spontaneo dei percettori del reddito di Cittadinanza insieme ai “Comitati per la difesa e l’estensione del Reddito” ed anche una folta presenza dei disoccupati 7 Novembre e di Scampia, hanno attraversato le strade di Napoli per protestare contro l’eliminazione del Reddito di Cittadinanza approvato lo scorso 1 Maggio dal Governo meloni ed annunciato nei giorni scorsi con un arido SMS che sta togliendo il sonno a centinaia di migliaia di famiglie a Napoli e nel resto d’Italia. Si è trattato dopo la manifestazione nazionale di Giugno scorso a Roma di un primo importante momento di risposta contro questo governo che ruba ai poveri per dare ai ricchi.
[CONTINUA NEI COMMENTI]
Giù le mani dal reddito, tagliate i fondi per la guerra, i vitalizi e l’evasione fiscale
Oggi un corteo spontaneo dei percettori del reddito di Cittadinanza insieme ai “Comitati per la difesa e l’estensione del Reddito” ed anche una folta presenza dei disoccupati 7 Novembre e di Scampia, hanno attraversato le strade di Napoli per protestare contro l’eliminazione del Reddito di Cittadinanza approvato lo scorso 1 Maggio dal Governo meloni ed annunciato nei giorni scorsi con un arido SMS che sta togliendo il sonno a centinaia di migliaia di famiglie a Napoli e nel resto d’Italia. Si è trattato dopo la manifestazione nazionale di Giugno scorso a Roma di un primo importante momento di risposta contro questo governo che ruba ai poveri per dare ai ricchi.
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DA: ‘Ccà Nisciun’ è fessa - SOS Aborto Napoli
Storie di diritti negati in una metropoli del Mezzogiorno. L’accesso all’aborto, che sappiamo bene essere un vero e proprio percorso ad ostacoli in Italia e con ulteriori disagi nel meridione, nel mese di agosto deve fare i conti con le ferie del personale medico non obiettore. Così può succedere di trascorrere un’intera mattinata ad ascoltare il “tu-tu-tu” del telefono senza che nessuno risponda dall’altra parte della cornetta per poi sentirsi dire, dopo ore di attesa: “mi dispiace siamo chiusi, riapriamo il 22 agosto”, con la stessa disinvoltura con cui risponderebbe un negozio di scarpe. Accade, di fatto, che il numero di persone in servizio non sia sufficiente a sostituire il personale in ferie e che non ci si pensi due volte ad esporre un bel cartello con la scritta “CHIUSI”. Si sceglie sostanzialmente di interdire l’accesso ad una prestazione sanitaria che nel nostro paese è garantita dalla legge n. 194 del 1978.
https://sosabortonapoli.com/2023/08/18/abortire-a-napoli-a-ferragosto/
Storie di diritti negati in una metropoli del Mezzogiorno. L’accesso all’aborto, che sappiamo bene essere un vero e proprio percorso ad ostacoli in Italia e con ulteriori disagi nel meridione, nel mese di agosto deve fare i conti con le ferie del personale medico non obiettore. Così può succedere di trascorrere un’intera mattinata ad ascoltare il “tu-tu-tu” del telefono senza che nessuno risponda dall’altra parte della cornetta per poi sentirsi dire, dopo ore di attesa: “mi dispiace siamo chiusi, riapriamo il 22 agosto”, con la stessa disinvoltura con cui risponderebbe un negozio di scarpe. Accade, di fatto, che il numero di persone in servizio non sia sufficiente a sostituire il personale in ferie e che non ci si pensi due volte ad esporre un bel cartello con la scritta “CHIUSI”. Si sceglie sostanzialmente di interdire l’accesso ad una prestazione sanitaria che nel nostro paese è garantita dalla legge n. 194 del 1978.
https://sosabortonapoli.com/2023/08/18/abortire-a-napoli-a-ferragosto/
Sosabortonapoli
Abortire a Napoli a Ferragosto
Storie di diritti negati in una metropoli del Mezzogiorno. Come ‘Ccà Nisciun’ è fessa, rete territoriale che si occupa di salute sessuale e riproduttiva e diritto all’aborto, siamo state contattate…
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Diverse centinaia di ex percettori di RDC, precar* e disoccupat*, si sono radunati in piazza Garibaldi e stanno ora sfilando sul Corso mandando in tilt il traffico cittadino, per protestare contro il taglio del RDC, per il salario minimo e per il diritto al reddito!
UPDATE
Il corteo devia verso San Giovanni a Teduccio apprestandosi a bloccare le corsie dell'autostrada.
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UPDATE
Il corteo devia verso San Giovanni a Teduccio apprestandosi a bloccare le corsie dell'autostrada.
AGGIORNAMENTI NEI COMMENTI
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Nei commenti link rassegna stampa delle altre manifestazioni a Cosenza e Palermo
https://napoli.repubblica.it/cronaca/2023/08/28/news/reddito_cittadinanza_protesta_napoli_roma_meloni-412534821/?ref=RHLF-BG-P6-S1-T1
https://napoli.repubblica.it/cronaca/2023/08/28/news/reddito_cittadinanza_protesta_napoli_roma_meloni-412534821/?ref=RHLF-BG-P6-S1-T1
la Repubblica
Protesta per il reddito a Napoli, forzano il blocco ed entrano in autostrada: tafferugli e scontri con la polizia
Crescono le tensioni in città, i manifestanti seduti in strada nel traffico del centro: “Dignità e lavoro”. Slogan contro Meloni. Poi scavalcano le recinzioni …
Rassegna stampa sulle proteste in piazza di ieri contro l'abolizione del reddito di cittadinanza
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