Bitcoin Hub – Telegram
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Forwarded from Valerio Dalla Costa
🍺 BIRRA E BITCOIN A BRESCIA

Il Bierhaus accetta ufficialmente pagamenti in Bitcoin 🎉🎉

La storica pizzeria-birreria bresciana, attiva da oltre trent’anni e ispirata alla tradizione bavarese, il Bierhaus compie una scelta chiara e coerente con il suo spirito indipendente e pionieristico.

Da oggi puoi pagare pizze, cucina, panini, carne alla griglia e birre tedesche autentiche — inclusa la più antica birra monasteriale al mondo, prodotta dal 1050 — in modo immediato con Bitcoin, grazie ai pagamenti istantanei su Lightning Network.

Niente intermediari bancari, costi ridotti e massima semplicità: basta inquadrare il QR code con il tuo wallet sullo smartphone e confermare il pagamento.

Dal 1050 delle birre monasteriali al Bitcoin nel 2026: tradizione e innovazione possono crescere insieme.

Vai, siediti, gusta… e paga in satoshi.
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Forwarded from Isola Bitcoin
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Sto lavorando con impegno per offrirvi un prodotto di alta qualità audio e video. 🎥 🎙️
Ogni dettaglio viene curato con attenzione per garantirvi un'esperienza degna di nota. 🔧💡

Le dirette saranno condivise qui su Isola ma trasmesse tramite il canale YouTube di Antipatico Podcast. 📡📺

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Forwarded from Isola Bitcoin
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Forwarded from Jacopo Graziuso
Forwarded from Jacopo Graziuso
Bitcoin come bene sociale: riservatezza consapevole, non segretezza.

Quando si osserva Bitcoin al di fuori delle semplificazioni, emerge un punto spesso trascurato: non è progettato per garantire segretezza. Non nasconde le transazioni, non oscura i flussi di valore, non promette invisibilità. Il suo funzionamento è esplicito, verificabile, fondato su regole pubbliche. Proprio per questo, ridurlo a uno strumento di occultamento significa fraintenderne la natura.

Bitcoin può essere compreso come bene sociale nella misura in cui introduce un’infrastruttura che separa il valore dal controllo diretto sull’identità. Non chiede chi sei per permetterti di partecipare, ma pretende che le regole siano rispettate da tutti allo stesso modo. Questa caratteristica non elimina il potere, ma ne riduce l’arbitrarietà. La fiducia non viene delegata a un’autorità centrale, bensì ancorata alla verificabilità delle regole.

In questo contesto, la riservatezza non è un automatismo. È una possibilità. Dipende da come l’individuo si relaziona all’infrastruttura, dal livello di conoscenza e dalla consapevolezza dei limiti. Bitcoin non protegge chi lo usa in modo inconsapevole, né assolve comportamenti opachi. Offre uno spazio in cui l’autodeterminazione informativa può esistere, ma non la impone.

La differenza con la segretezza è netta. La segretezza mira a sottrarre informazioni per creare asimmetrie di potere. La riservatezza, invece, tutela la dignità dell’individuo permettendogli di scegliere cosa rendere pubblico e cosa no, entro un sistema di regole uguali per tutti. Bitcoin, in questo senso, non è un rifugio dall’ordine sociale, ma una diversa forma di ordine: più esplicita, meno discrezionale.

Proprio per questo, può essere piegato a fini diversi. Può essere integrato in logiche di controllo, monitoraggio o pressione normativa, così come può essere utilizzato per ridurre dipendenze arbitrarie e rafforzare l’autonomia economica. La tecnologia non decide quale strada verrà percorsa. Fornisce un’infrastruttura; la direzione è una scelta collettiva e individuale.

Accettare Bitcoin “a 360 gradi” significa riconoscerne anche le ambiguità. Non idealizzarlo, non demonizzarlo. Comprendere che non sostituisce il giudizio umano, ma lo rende più esposto. In un sistema trasparente, la responsabilità non può essere nascosta.

La riservatezza è una scelta.
La libertà comincia quando la si assume.
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Forwarded from Jacopo Graziuso
Forwarded from Jacopo Graziuso
Il trilemma di Bitcoin: un vincolo strutturale, non un difetto.

Tempo di lettura: 1-2 minuti

Esiste una convinzione diffusa, tanto semplice quanto fuorviante: che Bitcoin “fallisca” su alcuni fronti perché non è stato progettato abbastanza bene.
Che la sua architettura presenti dei limiti evitabili.
Che il cosiddetto trilemma rappresenti una classifica di merito, in cui qualcuno vince e qualcuno perde.

Questa impostazione è errata alla radice.

Il trilemma, nel caso di Bitcoin, non è un giudizio di valore né una graduatoria tecnologica. È un vincolo strutturale: descrive l’impossibilità logica di massimizzare simultaneamente tre dimensioni fondamentali all’interno di un sistema di consenso distribuito.

Nel caso specifico di Bitcoin, tali dimensioni assumono un significato preciso e non intercambiabile:
1. la sicurezza del consenso e del ledger, intesa come resistenza alla riscrittura, all’attacco coordinato e alla censura;
2. la distribuzione del potere di verifica, ovvero la possibilità, per una pluralità ampia di attori indipendenti, di controllare e far rispettare le regole del sistema;
3. la scalabilità on-chain, intesa come capacità del layer base di assorbire grandi volumi di transazioni direttamente in catena.

Da queste proprietà fondamentali discendono caratteristiche spesso citate come obiettivi autonomi (immutabilità, trasparenza, affidabilità) che in realtà sono proprietà derivate, non perseguibili separatamente dalle prime.

Bitcoin non "subisce" il trilemma.
Lo accetta consapevolmente.

L’architettura del protocollo mostra una scelta chiara: massimizzare sicurezza e distribuzione del potere di verifica, accettando una scalabilità on-chain limitata. Non per incapacità tecnica, ma per coerenza istituzionale. Aumentare simultaneamente throughput e accessibilità alla verifica richiederebbe compromessi che inciderebbero proprio su ciò che rende il sistema credibile nel tempo.

Il punto centrale non è cosa Bitcoin non fa.
È perché sceglie di non farlo.

Comprendere il trilemma significa smettere di leggere Bitcoin come un prodotto da ottimizzare e iniziare a leggerlo come un'istituzione tecnica che opera entro vincoli non negoziabili.

Ne discutiamo su Salento Bitcoin.
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MISTY BREEZ
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📥 11.02.2026
👤 Final Step Bitcoin
🕒 25:51

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📹 E-residency per nomadi Bitcoin. Palau ?
👤 #Massimo_(Max)_Musumeci

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