IL “Mascarpone”
C’è un grande dibattito in Italia se questo prodotto caseario debba essere considerato un formaggio oppure un latticino , tuttavia per la legge è considerato un formaggio ed io condivido questo pensiero
E’ un formaggio tipicamente lombardo del lodigiano, veniva prodotto anticamente nel periodo invernale quando gli allevatori avevano tante vacche avanti di lattazione e quindi il latte era poco e molto ricco in grassi e proteine!
Oggi si produce durante tutto l’anno ma non dal latte ma a partire da panne (di latte di vacca o bufala) che vengono acidificate e poi coagulate per trattamento acido-termico e successiva eliminazione del siero “spurgo”
Esistono due metodi di acidificazione:
1) Artigianale (con succo di limone)
2) Industriale (acidificazione con acido citrico, compone per il 3-4% il succo di limone naturale)
Il nome deriva da “Mascherpa” che significa crema di latte o ricotta , ha consistenza cremosa , adatta ad essere spalmata; il gusto è delicato di panna lievemente acida, ed il suo aroma ricorda il latte
E’ un formaggio molto grasso perché è fatto al 43% di grassi sul tal quale e circa 2% di proteine ma è meno grasso del burro! Comunque il suo consumo deve essere moderato perché è molto calorico
E’ molto delicato , va conservato in frigorifero e consumato velocemente, 24 ore dall’apertura (veniva consumato effettivamente nel periodo invernale)
Può essere consumato al naturale o utilizzato per preparare antipasti salati oppure ancora per preparare numerosi dolci italiani tra cui il più famoso senz’altro è il Tiramisu’
C’è un grande dibattito in Italia se questo prodotto caseario debba essere considerato un formaggio oppure un latticino , tuttavia per la legge è considerato un formaggio ed io condivido questo pensiero
E’ un formaggio tipicamente lombardo del lodigiano, veniva prodotto anticamente nel periodo invernale quando gli allevatori avevano tante vacche avanti di lattazione e quindi il latte era poco e molto ricco in grassi e proteine!
Oggi si produce durante tutto l’anno ma non dal latte ma a partire da panne (di latte di vacca o bufala) che vengono acidificate e poi coagulate per trattamento acido-termico e successiva eliminazione del siero “spurgo”
Esistono due metodi di acidificazione:
1) Artigianale (con succo di limone)
2) Industriale (acidificazione con acido citrico, compone per il 3-4% il succo di limone naturale)
Il nome deriva da “Mascherpa” che significa crema di latte o ricotta , ha consistenza cremosa , adatta ad essere spalmata; il gusto è delicato di panna lievemente acida, ed il suo aroma ricorda il latte
E’ un formaggio molto grasso perché è fatto al 43% di grassi sul tal quale e circa 2% di proteine ma è meno grasso del burro! Comunque il suo consumo deve essere moderato perché è molto calorico
E’ molto delicato , va conservato in frigorifero e consumato velocemente, 24 ore dall’apertura (veniva consumato effettivamente nel periodo invernale)
Può essere consumato al naturale o utilizzato per preparare antipasti salati oppure ancora per preparare numerosi dolci italiani tra cui il più famoso senz’altro è il Tiramisu’
COAGULANTI VEGETALI
Abbiamo visto come una delle scoperte più importanti dell’umanità è stata proprio quella di capire come il latte coagula e cosa lo fa diventare formaggio, fresco prima e stagionato poi.
Questo accadeva 7000 anni fa circa ma è solo con i Romani che si iniziano ad approfondire le tecniche di coagulazione del latte.
Già nel primo secolo A.C. i Romani scrivevano di cagli , coagulanti e tecniche di trasformazione casearia
Tutto ciò che fa coagulare il latte in Italia di origine diversa da quella animale va sotto il nome di “Coagulante” , in particolare i principali coagulanti vegetali sono :
1. Estratti del Cardo (fiore,
Toscana ed Abruzzo in Italia)
2. Estratti del timo
3. Estratti dei pinoli
4. Estratti del fico (lattice di rami
e foglie, nel sud Italia)
5. Estratti del Gallio (pianta che
da il nome al caglio animale)
6. Papaya
7. Etc.
I coagulanti vegetali trasmettono al formaggio caratteristiche organolettiche diverse al formaggio rispetto ai cagli animali!
E mentre in alcuni casi hanno un effetto neutro o negativo in altri casi i formaggi sono prodotti esclusivamente con cagli vegetali e questo come vedremo è la loro peculiarità da cui dipende anche il loro impiego culinario
Abbiamo visto come una delle scoperte più importanti dell’umanità è stata proprio quella di capire come il latte coagula e cosa lo fa diventare formaggio, fresco prima e stagionato poi.
Questo accadeva 7000 anni fa circa ma è solo con i Romani che si iniziano ad approfondire le tecniche di coagulazione del latte.
Già nel primo secolo A.C. i Romani scrivevano di cagli , coagulanti e tecniche di trasformazione casearia
Tutto ciò che fa coagulare il latte in Italia di origine diversa da quella animale va sotto il nome di “Coagulante” , in particolare i principali coagulanti vegetali sono :
1. Estratti del Cardo (fiore,
Toscana ed Abruzzo in Italia)
2. Estratti del timo
3. Estratti dei pinoli
4. Estratti del fico (lattice di rami
e foglie, nel sud Italia)
5. Estratti del Gallio (pianta che
da il nome al caglio animale)
6. Papaya
7. Etc.
I coagulanti vegetali trasmettono al formaggio caratteristiche organolettiche diverse al formaggio rispetto ai cagli animali!
E mentre in alcuni casi hanno un effetto neutro o negativo in altri casi i formaggi sono prodotti esclusivamente con cagli vegetali e questo come vedremo è la loro peculiarità da cui dipende anche il loro impiego culinario
“NOSTRANO VALTROMPIA DOP”
E’ un formaggio tradizionale della Valtrompia , una bellissima valle nel cuore delle alpi bresciane
Nella sua produzione il latte deve provenire per il 90% da vacche di razza Bruna Alpina!
Gli animali sono alimentati nel periodo invernale a fieno (prodotto nel fondo valle) mentre nel periodo estivo mangiano l’erba dei pascoli triumplini (prodotto in Alpeggio)
Il latte crudo talvolta anche di più mungiture (massimo 4 ) viene parzialmente scremato per affioramento della crema di latte, l’ultima munta può essere a latte intero; è permesso ,quando necessario, l’utilizzo del siero innesto naturale quando necessario, al latte viene aggiunto il caglio di vitello
Una volta che si è formata la cagliata questa viene rotta più volte fino ad ottenere particelle delle dimensioni di chicchi di riso, quindi viene aggiunto lo zafferano e si procede alla cottura della cagliata nella caldaia
Come accade per altri formaggi a pasta cotta viene utilizzata una caldaia di rame per coagulare il latte e cuocere il formaggio
Il formaggio Nostrano Valtrompia viene stagionato per almeno un anno prima della commercializzazione in una galleria di stagionatura una volta utilizzata come galleria per l’estrazione dei minerali ferrosi di cui è ricca la valle
La crosta è dura e untuosa perché durante la stagionatura viene trattata con olio di lino, terminata la stagionatura sullo scalzo viene impresso a fuoco il marchio “Nostrano Valtrompia”, i dati del produttore ed il lotto di produzione
Le forme di formaggio hanno diametro di 35-45 cm e altezza di 8-12 cm
Il peso varia da 8 a 18 Kg
La pasta gialla del formaggio presenta occhiatura medio piccola diffusa nella forma regolarmente
E’ un formaggio sapido spesso gli aromi vanno dal lattico-animale al floreale, cuoio, erbe di montagna , frutta secca e castagna
E’ un formaggio tradizionale della Valtrompia , una bellissima valle nel cuore delle alpi bresciane
Nella sua produzione il latte deve provenire per il 90% da vacche di razza Bruna Alpina!
Gli animali sono alimentati nel periodo invernale a fieno (prodotto nel fondo valle) mentre nel periodo estivo mangiano l’erba dei pascoli triumplini (prodotto in Alpeggio)
Il latte crudo talvolta anche di più mungiture (massimo 4 ) viene parzialmente scremato per affioramento della crema di latte, l’ultima munta può essere a latte intero; è permesso ,quando necessario, l’utilizzo del siero innesto naturale quando necessario, al latte viene aggiunto il caglio di vitello
Una volta che si è formata la cagliata questa viene rotta più volte fino ad ottenere particelle delle dimensioni di chicchi di riso, quindi viene aggiunto lo zafferano e si procede alla cottura della cagliata nella caldaia
Come accade per altri formaggi a pasta cotta viene utilizzata una caldaia di rame per coagulare il latte e cuocere il formaggio
Il formaggio Nostrano Valtrompia viene stagionato per almeno un anno prima della commercializzazione in una galleria di stagionatura una volta utilizzata come galleria per l’estrazione dei minerali ferrosi di cui è ricca la valle
La crosta è dura e untuosa perché durante la stagionatura viene trattata con olio di lino, terminata la stagionatura sullo scalzo viene impresso a fuoco il marchio “Nostrano Valtrompia”, i dati del produttore ed il lotto di produzione
Le forme di formaggio hanno diametro di 35-45 cm e altezza di 8-12 cm
Il peso varia da 8 a 18 Kg
La pasta gialla del formaggio presenta occhiatura medio piccola diffusa nella forma regolarmente
E’ un formaggio sapido spesso gli aromi vanno dal lattico-animale al floreale, cuoio, erbe di montagna , frutta secca e castagna
Una mio articolo uscito sul blog AGRITALYVOX 👋😊
https://agritalyvox.altervista.org/agritalyvox-i-tesori-ditalia/
https://agritalyvox.altervista.org/agritalyvox-i-tesori-ditalia/
“Il Formaggio nell’arte”
La Valtrompia è una valle stretta a nord della città di Brescia dove si contano numerose stalle spesso piccole con 10-30 bovine in lattazione dove gli allevatori sono anche casari e trasformano il loro latte in Nostrano Valtrompia DOP, formaggella di Collio, burro ed altre delizie!
La valle limitrofa a nord è la Valle del Caffaro dove origina un altro grande formaggio alpino che è il Bagoss
Per trasmettervi la bellezza di questi luoghi meglio di una fotografia sono senz’altro le pitture di Eugenio Busi, pittore contemporaneo che in maniera unica riesce a trasmettere l’essenza di questi luoghi, la luce, le atmosfere familiari della gente di montagna ed anche il formaggio chiaramente
Personalmente adoro la pittura e l’abbinamento col formaggio è sicuramente molto interessante, ma anche inaspettato
La Valtrompia è una valle stretta a nord della città di Brescia dove si contano numerose stalle spesso piccole con 10-30 bovine in lattazione dove gli allevatori sono anche casari e trasformano il loro latte in Nostrano Valtrompia DOP, formaggella di Collio, burro ed altre delizie!
La valle limitrofa a nord è la Valle del Caffaro dove origina un altro grande formaggio alpino che è il Bagoss
Per trasmettervi la bellezza di questi luoghi meglio di una fotografia sono senz’altro le pitture di Eugenio Busi, pittore contemporaneo che in maniera unica riesce a trasmettere l’essenza di questi luoghi, la luce, le atmosfere familiari della gente di montagna ed anche il formaggio chiaramente
Personalmente adoro la pittura e l’abbinamento col formaggio è sicuramente molto interessante, ma anche inaspettato
Valtellina Casera DOP
Prende il nome dall’omonima Valle che si estende a nord del lago di Como , la sua esposizione è diversa dal solito perché è orientata est-ovest, questo comporta una grande variabilità botanica e florale che si trasmette al latte
La tecnica di produzione è simile a quella degl’altri formaggi alpini stagionati, con latte vaccino crudo di due o più mungiture parzialmente scremato per affioramento
Viene prodotto (con altri nomi) fin dal 1500 dopo Cristo , attualmente si produce nella sola provincia di Sondrio, viene marchiato a fuoco solo a partire dal settantesimo giorno di maturazione
Va ricordato che furono i Celti , una antica popolazione ad allevare per la prima volta le bovine sull’arco alpino.
In Italia i formaggi vengono prodotti in caseifici privati oppure da coperative sociali di allevatori , ecco quest’ultima tipologia basata sulla condivisione degli spazi e degli strumenti di caseificazione tra allevatori ha originato in questa parte di Lombardia qui compaiono i primi caseifici sociali (coworking) che portarono alla nascita di una nuova economia e del formaggio Valtellina Casera
Questo formaggio è prodotto per essere consumato da degustazione o per preparare un famoso piatto locale i “Pizzoccheri Valtellinesi”, fatto con i seguenti ingredienti:
• Pizzoccheri (pasta simile a tagliatelle corte fatta di grano saraceno, priva di glutine)
• Patate
• Burro
• Formaggio (Valtellina Casera DOP)
• Verdura (Verze o bietole, erbe montane)
Prende il nome dall’omonima Valle che si estende a nord del lago di Como , la sua esposizione è diversa dal solito perché è orientata est-ovest, questo comporta una grande variabilità botanica e florale che si trasmette al latte
La tecnica di produzione è simile a quella degl’altri formaggi alpini stagionati, con latte vaccino crudo di due o più mungiture parzialmente scremato per affioramento
Viene prodotto (con altri nomi) fin dal 1500 dopo Cristo , attualmente si produce nella sola provincia di Sondrio, viene marchiato a fuoco solo a partire dal settantesimo giorno di maturazione
Va ricordato che furono i Celti , una antica popolazione ad allevare per la prima volta le bovine sull’arco alpino.
In Italia i formaggi vengono prodotti in caseifici privati oppure da coperative sociali di allevatori , ecco quest’ultima tipologia basata sulla condivisione degli spazi e degli strumenti di caseificazione tra allevatori ha originato in questa parte di Lombardia qui compaiono i primi caseifici sociali (coworking) che portarono alla nascita di una nuova economia e del formaggio Valtellina Casera
Questo formaggio è prodotto per essere consumato da degustazione o per preparare un famoso piatto locale i “Pizzoccheri Valtellinesi”, fatto con i seguenti ingredienti:
• Pizzoccheri (pasta simile a tagliatelle corte fatta di grano saraceno, priva di glutine)
• Patate
• Burro
• Formaggio (Valtellina Casera DOP)
• Verdura (Verze o bietole, erbe montane)
UNA QUESTIONE DI TEMPERATURA
“Quale rapporto unisce il formaggio al calore?”
“Perché solo mozzarella e provole filano ed altri formaggi no?”
Sappiamo che il latte contiene per circa l’1% minerali calcio, potassio, fosforo etc.
Quando si parla di formaggio made in Italy è interessante sapere che i formaggi i quali nella tecnologia di produzione sono sottoposti ad acidificazione, poi messi a bagno in acqua molto calda (90 gradi celsius) subiscono la demineralizzazione della cagliata
In altre parole il fosfato di calcio del latte in questo modo viene solubilizzato ed allontanato, solo in minima parte resta legato alle caseine
Ebbene questo abbinato alla temperatura fa filare la cagliata anche per più di un metro!
E’ il caso della mozzarella, provole, scamorze
Se invece il formaggio conserva tutti i suoi minerali nella tecnologia casearia, sottoponendolo al calore fonderà ( come la Fontina, Toma, Pecorino etc)
“Quale rapporto unisce il formaggio al calore?”
“Perché solo mozzarella e provole filano ed altri formaggi no?”
Sappiamo che il latte contiene per circa l’1% minerali calcio, potassio, fosforo etc.
Quando si parla di formaggio made in Italy è interessante sapere che i formaggi i quali nella tecnologia di produzione sono sottoposti ad acidificazione, poi messi a bagno in acqua molto calda (90 gradi celsius) subiscono la demineralizzazione della cagliata
In altre parole il fosfato di calcio del latte in questo modo viene solubilizzato ed allontanato, solo in minima parte resta legato alle caseine
Ebbene questo abbinato alla temperatura fa filare la cagliata anche per più di un metro!
E’ il caso della mozzarella, provole, scamorze
Se invece il formaggio conserva tutti i suoi minerali nella tecnologia casearia, sottoponendolo al calore fonderà ( come la Fontina, Toma, Pecorino etc)