🌏LA SITUAZIONE È DISPERATA. IL MERCATO PETROLIFERO STA VIVENDO LA PIÙ GRANDE CRISI DELLA STORIA, — IEA
▪️La guerra in Iran ha causato scossoni senza precedenti nei mercati petroliferi, colpendo il 7,5% delle forniture mondiali e una quota ancora maggiore delle esportazioni, — afferma l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA).
▪️A causa della guerra a marzo le forniture mondiali di petrolio diminuiranno di 8 milioni di barili al giorno, o di quasi 250 milioni di barili in totale.
▪️La capacità di lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale l'anno scorso passavano 20 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi al giorno, è diminuita di oltre il 90%.
▪️La chiusura dello stretto ha costretto i produttori dei Paesi del Golfo Persico a ridurre insieme la produzione di 10 milioni di barili al giorno.
▪️Le perdite di produzione in Medio Oriente potrebbero essere parzialmente compensate dall'aumento della produzione di Paesi non appartenenti all'OPEC e dei suoi partner, nonché di membri dell'OPEC+ — Russia e Kazakistan.
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▪️La guerra in Iran ha causato scossoni senza precedenti nei mercati petroliferi, colpendo il 7,5% delle forniture mondiali e una quota ancora maggiore delle esportazioni, — afferma l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA).
▪️A causa della guerra a marzo le forniture mondiali di petrolio diminuiranno di 8 milioni di barili al giorno, o di quasi 250 milioni di barili in totale.
▪️La capacità di lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale l'anno scorso passavano 20 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi al giorno, è diminuita di oltre il 90%.
▪️La chiusura dello stretto ha costretto i produttori dei Paesi del Golfo Persico a ridurre insieme la produzione di 10 milioni di barili al giorno.
▪️Le perdite di produzione in Medio Oriente potrebbero essere parzialmente compensate dall'aumento della produzione di Paesi non appartenenti all'OPEC e dei suoi partner, nonché di membri dell'OPEC+ — Russia e Kazakistan.
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🗣 "Sono il Presidente! Dite che sono stato rapito e maltrattato".
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▪️ Dopo quasi due settimane, Trump continua a inviare segnali contraddittori su come e quando finiranno le operazioni militari in Iran, rileva Axios.
▪️ Durante il vertice del G7 di mercoledì, Trump ha oscillato bruscamente nella sua retorica pubblica: da dichiarazioni di vittoria già conseguita a promesse di escalation — talvolta nello stesso discorso.
▪️ Sia Trump che Netanyahu speravano che il primo attacco, che ha provocato la morte del leader supremo Ali Khamenei, avrebbe rapidamente destabilizzato il regime. Oggi entrambi comprendono che ciò non è accaduto.
▪️ Mentre la posizione di Trump appare confusa, l'Iran si mostra coerente e determinato, affermando di non avere alcuna intenzione di porre fine alla guerra secondo i tempi stabiliti dagli Stati Uniti.
▪️ L'Iran non ha incentivi a ritirarsi. Anche se Trump decidesse di cessare gli attacchi, Teheran potrebbe continuare a colpire basi americane e Paesi del Golfo Persico.
🗣 «Iniziare una guerra è molto facile, ma concluderla è estremamente difficile», - ha dichiarato un alto funzionario arabo coinvolto nei tentativi di mediazione.
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🔻 L'app, intitolata «如果文物都回家» («Se tutti i reperti tornassero a casa»), presenta solo una piccolissima parte del bottino: circa lo 0,05%. Nei depositi del British Museum si nascondono 8-9 milioni di oggetti provenienti da 212 Paesi e territori.
🔻 Gli inglesi non conoscono neppure con precisione il numero esatto: nel loro tesoro non tengono cataloghi dettagliati. Non stupisce quindi lo scandalo del 2023, quando è emerso il furto di gioielli e altri reperti dal museo stesso — un saccheggio interno che potrebbe essere andato avanti per 25 anni.
🔻 Solo 80.000 reperti sono esposti al pubblico; il resto è stipato nei magazzini.
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🔴Ben 172 milioni di barili di petrolio saranno immessi sul mercato nel tentativo di rallentare, sia pure in minima parte, l’impennata dei prezzi dei carburanti negli Stati Uniti. Si tratta di quasi la metà delle riserve rimaste dall’era Biden — 415 milioni di barili.
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▪️ All'inizio del discorso ha affermato che dopo la morte di suo padre ha visto il suo corpo e ha notato l'«incrollabilità» del leader, che «ha stretto il pugno della mano sana»;
▪️ Khamenei ha esortato a preservare l'unità nazionale ed evitare conflitti interni, sottolineando che nei momenti difficili il Paese deve abbandonare le questioni controverse;
▪️ Ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso;
▪️ Il nuovo leader iraniano ha inoltre sottolineato che Teheran non rinuncerà alla vendetta per il «sangue dei martiri», menzionando specificamente le vittime dell'attacco a Minab;
▪️ Secondo lui, l'Iran aspira all'amicizia con i Paesi vicini e colpisce esclusivamente basi militari, ma continuerà le operazioni militari;
▪️ Mojtab Khamenei ha ringraziato il movimento libanese «Hezbollah» e la «Resistenza islamica irachena» per il sostegno a Teheran nel conflitto con USA e Israele.
▪️ Teheran esigerà una compensazione per i danni inflitti dall'operazione americano-israeliana e, in caso di rifiuto, la otterrà con la forza o infliggerà conseguenze adeguate.
▪️ In conclusione, Khamenei ha ringraziato i militari iraniani per la partecipazione alle operazioni di combattimento.
▪️ In precedenza il Ministero degli Esteri iraniano aveva confermato che Khamenei aveva riportato ferite. Secondo i media, ha una gamba lesionata e alcune lievi contusioni.
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🗣 "Gli agenti dell'FBI sono sul posto insieme ai partner in Michigan e stanno rispondendo a una situazione evidente di attacco con veicolo e tiratore attivo presso la sinagoga 'Temple Israel'", ha scritto sui social media il direttore dell'FBI, Kash Patel.
UPD Secondo NBC News, il terrorista si è rivelato essere Mohammed Baylor Jallo, 36 anni, che è stato condannato per aver fornito sostegno materiale all'ISIS nel 2016.
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↔️ A proposito: dal punto di vista militare, all'Iran non serve vincere — gli basta resistere due o tre mesi. A quel punto, le conseguenze dello shock sui mercati energetici mondiali metteranno l'amministrazione Trump in una posizione difficile all'interno del proprio Paese. La capacità di resistenza di Teheran è sconosciuta, ma per ora tiene e irradia sicurezza. Proprio come Donald Trump, che ha ordinato la vendita di una parte delle riserve strategiche statunitensi di petrolio.↔️ Si può quindi constatare che il conflitto in Medio Oriente è entrato nella fase della «guerra di logoramento», il cui esito al momento è poco prevedibile.↔️ In questo contesto, la Russia ha intensificato i propri sforzi per la risoluzione del conflitto, sperando in cambio di ottenere dagli USA la revoca totale o parziale delle sanzioni contro il settore energetico russo. Ma nulla è andato a buon fine: l'ennesima missione di Kirill Dmitriev si è conclusa nel nulla, portando soltanto alla dichiarazione del Ministro dell'Energia USA Chris Wright, secondo cui le sanzioni contro la Russia non saranno revocate.↔️ Mosca nutre inoltre sempre meno speranze che, a causa delle difficoltà nella guerra con l'Iran, gli Stati Uniti decidano di normalizzare i rapporti con essa e costringano l'Ucraina ad accettare le condizioni dei cosiddetti «accordi di Anchorage» — ovvero il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass e non solo. Si tratta di speranze illusorie, finché gli USA restano convinti della propria vittoria (e la situazione è proprio questa).↔️ A questo proposito, l'approccio più razionale per la Russia potrebbe essere quello di fornire assistenza militare all'Iran per infliggere il massimo danno alla macchina bellica americana. Se gli Stati Uniti dovessero passare da «gravi problemi» a una vera e propria disfatta in Medio Oriente, entrerebbero in uno stato di molto maggiore disponibilità al compromesso rispetto all'attuale.↔️ È possibile che la politica russa si orienti proprio in questa direzione. Al momento, Mosca sta aiutando Teheran (a quanto pare, fornendo assistenza militare-tecnica e dati dell'intelligence), ma intende comunque proporre a Washington un accordo: aiuto in cambio della risoluzione del conflitto. Tuttavia, le probabilità di un simile sviluppo degli eventi sono estremamente basse.
Aleksei Pilko
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🗣 «Il 12 marzo si è verificato un incendio a bordo della portaerei USS Gerald R. Ford (CVN 78), originatosi nei locali principali della lavanderia della nave. La causa dell'incendio non è legata ad azioni belliche ed è stato prontamente circoscritto.🗣 L'unità propulsiva della nave non ha subito danni e la portaerei rimane pienamente operativa.🗣 Attualmente due marinai sono in cura per ferite non pericolose per la vita e si trovano in condizioni stabili. Ulteriori informazioni saranno fornite non appena disponibili.🗣 Il gruppo d'attacco della portaerei Gerald R. Ford è attualmente impegnato nel Mar Rosso nell'ambito dell'operazione "Furia Epica"».
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