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a cura di Davide Malacaria
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🇮🇷🇮🇱 L'IDF VUOLE UN ACCORDO SU LIBANO E GAZA

🔸L'establishment dell'esercito di Tel Aviv ritiene esaurita la guerra.
🔸Ma Netanyahu resta una variabile impazzita

…“I funzionari militari sostengono che se la guerra continua ancora a lungo, sarà difficile ottenere molto di più di quanto è stato già realizzato e che una permanenza prolungata nei territori conquistati aumenta i rischi di subire ingenti perdite di truppe e altre complicazioni”.

Se abbiamo dato spazio a tali considerazioni non è certo per esaltare i successi di Israele, che a Gaza come in Libano sono dubbi mentre indubbi sono gli orrori che sta perpetrando, quanto per segnalare spiragli che alimentano tenui speranze…


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🇮🇱 UNWRA, ISRAELE LA METTE AL BANDO... IL TEMPO DEI MOSTRI

🔸Israele e gli Stati Uniti affermano che in Medio oriente stanno combattendo contro i mostri. Si sbagliano: non stanno combattendo mostri, sono loro i mostri

“Il genocidio durato un anno a Gaza è interamente una coproduzione occidentale. Gli Stati Uniti e l’Europa inviano armi, forniscono copertura diplomatica, orchestrano il supporto dei loro docili media […] e soffocano ogni dissenso interno. L’era moderna del diritto internazionale umanitario proclamata dall’Occidente, così come le istituzioni che ha creato per sostenerlo, stanno bruciando“.

“Gli attori che stanno disfacendo – settimana dopo settimana, mese dopo mese – le regole che hanno tenuto sotto controllo i pericoli di una terza guerra mondiale non sono i cosiddetti ‘terroristi’. Non sono Hamas, Hezbollah, al-Qaeda o lo Stato islamico. E nemmeno l’Iran, la Russia o la Cina. È l’Occidente. È Washington e i suoi alleati. Sono loro gli incendiari”…


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🇵🇸🇮🇱GAZA. AMOS GOLDBERG: DALLA LEGITTIMA DIFESA, IL GENOCIDIO

🔸Tutti i genocidi della storia moderna sono nati da una percezione niente affatto infondata di una minaccia esistenziale. Ma per la storia restano genocidi

“Sì, è un genocidio. – scriveva Golberg – Sebbene sia così difficile e doloroso ammetterlo e nonostante tutti gli sforzi per pensarla diversamente, dopo sei mesi di guerra brutale non è più possibile sfuggire a questa conclusione. La storia ebraica sarà ormai macchiata dal segno di Caino del ‘crimine dei crimini’, che non potrà essere più cancellato dalla sua fronte”.

“[…] Ci vorranno anni prima che il tribunale dell’Aja emetta il suo verdetto, ma non dovremmo guardare alla catastrofica realtà solo attraverso delle lenti legali. Ciò che sta accadendo a Gaza è un genocidio perché il livello e   il ritmo degli omicidi indiscriminati, della distruzione, delle deportazioni di massa, degli sfollamenti, della fame, delle esecuzioni, dell’eliminazione delle istituzioni culturali e religiose, dell’eliminazione delle élite (compresi gli omicidi dei giornalisti) oltre alla totale disumanizzazione dei palestinesi – creano un quadro complessivo di genocidio, di annichilimento intenzionale e consapevole dell’esistenza della popolazione palestinese di Gaza”…


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🇺🇦 🇺🇸 UCRAINA: LA RIGIDITÀ DI ZELENSKY E LE OSCURE AMBIGUITÀ USA

🔸Al di la delle dichiarazioni elettorali la posizione dell'amministrazione Usa è sempre la stessa: la guerra continua.

…il ministro della Difesa Loyd Austin su Foreign Affaires: anche se “nessuna singola capacità potrà cambiare la situazione” e “nessun singolo sistema d’arma potrà porre fine all’attacco di Putin”, è necessario che la guerra prosegua ad libitum.

Infatti, “Quanti pensano che la leadership americana abbia un costo, devono considerare anche il costo della ritirata americana. Di fronte all’aggressione, il costo dei principi è sempre irrisorio rispetto al costo della capitolazione”. Chiaramente, il costo da pagare per salvare i principi e la leadership americana è la vita degli ucraini (e magari domani degli europei). Inutile commentare…

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🇮🇷🇮🇱TEHERAN MINACCIA DI RISPONDERE A TEL AVIV, GLI USA ACCORRONO

🔸 Dopo aver minimizzato la portata del raid israeliano contro il suo territorio, l'Iran dichiara che risponderà.
🔸 Gli Usa minacciano Teheran e inviano i B-52...

L’irrigidimento iraniano sembra, però, anzitutto l’esito di un braccio di ferro interno tra l’ala più dura, i Guardiani della rivoluzione, e quella moderata che fa riferimento al presidente Masoud Pezeshkian, il quale cerca comunque di trovare una via di uscita dichiarando che un eventuale cessate il fuoco a Gaza attutirebbe la risposta iraniana.

Tentativo che non sembra destinato a un esito positivo, dal momento che la tregua nella Striscia non sembra all’orizzonte, come ha dichiarato dal capo del Mossad David Barnea (di questi giorni, le rivelazioni di come Netanyahu abbia inquinato le acque per far fallire i negoziati pregressi…).


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Forwarded from InsideOver (Luigi)
🇺🇸TRUMP: FERMERÒ TUTTE LE GUERRE

"Noi, che americani non siamo, aspettiamo con ansia che la superpotenza torni a spendere le sue capacità per regolare le crisi e non per fomentarle, per interrompere i massacri e non per incentivarli, per elaborare soluzioni politiche originali in un mondo che, lo voglia la Casa Bianca o no, lentamente ma inesorabilmente cambia..."


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https://it.insideover.com/politica/la-promessa-piu-impegnativa-di-trump-torno-alla-casa-bianca-per-fermare-tutte-le-guerre.html
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🇺🇸 VINCE TRUMP, LA GUERRA MONDIALE È RIMANDATA

🔸 La vittoria netta del tycoon rilancia prospettive di pace.
🔸 Difficile dire se riuscirà a mantenere le promesse ma, a differenza del 2016, non è più solo.

…il fatto che Trump abbia promesso di chiudere la guerra ucraina e abbia detto a Netanyahu di chiudere il conflitto mediorientale prima del suo insediamento sono parole, e forse hanno ragione i tanti che dicono che non cambierà nulla, ma almeno si può sperare in un cambiamento, cosa che la vittoria di Kamala non permetteva, anzi.

La sua vittoria avrebbe, infatti, avuto come esito di ingaggiare in maniera più aggressiva l’America nei conflitti globali e di aprirne di nuovi, nulla importando i rischi di una guerra nucleare, come dimostrano le insistenze dei falchi Usa e ucraini per ottenere un placet a Kiev per bombardare il territorio russo in profondità con i missili americani…


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https://www.piccolenote.it/mondo/vince-trump-la-guerra-mondiale-e-rimandata
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🇺🇸 VINCE TRUMP, LA GUERRA MONDIALE È RIMANDATA

🔸 La vittoria netta del tycoon rilancia prospettive di pace.
🔸 Difficile dire se riuscirà a mantenere le promesse ma, a differenza del 2016, non è più solo.

…il fatto che Trump abbia promesso di chiudere la guerra ucraina e abbia detto a Netanyahu di chiudere il conflitto mediorientale prima del suo insediamento sono parole, e forse hanno ragione i tanti che dicono che non cambierà nulla, ma almeno si può sperare in un cambiamento, cosa che la vittoria di Kamala non permetteva, anzi.

La sua vittoria avrebbe, infatti, avuto come esito di ingaggiare in maniera più aggressiva l’America nei conflitti globali e di aprirne di nuovi, nulla importando i rischi di una guerra nucleare, come dimostrano le insistenze dei falchi Usa e ucraini per ottenere un placet a Kiev per bombardare il territorio russo in profondità con i missili americani…


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🇮🇱 IL SOGNO DI NETANYAHU: ISRAELE COME POTENZA GLOBALE

🔸 Netanyahu ha rilanciato un sogno antico di parte della leadership israeliana, quello di fare del Paese una potenza globale. Questa la prospettiva insita nell'idea di rimodellare il Medio oriente

…venendo meno il supporto americano, come sapeva in anticipo Netanyahu, [Gallant] poteva essere liquidato, eliminando così un pericoloso competitor. Certo, la mossa era un’aperta sfida all’esercito, che in Israele ha un carattere sacro, sia per i laici, per i quali ha la missione di preservare l’esistenza di Israele, sia e ancor più per gli ultra-religiosi, per i quali Tsahal è partecipe della missione salvifica del Dio degli eserciti (banalizziamo concetti che in ambito ebraico sono più complessi, ma è per intendersi).

Sfida ad alto rischio, ma che Netanyahu si sentiva di poter azzardare con successo, come sembra sia avvenuto almeno a stare alle reazioni iniziali. Durissime le opposizioni, ma non ancora in grado di portare veri pericoli al suo potere: le solite manifestazioni di piazza, che finora non hanno portato a nulla…


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🇺🇸 TRUMP VS KAMALA: LE GUERRE INFINITE O LA ROTTURA DELLO SCHEMA

🔸 Il mondo è impazzito, come denotano gli orrori di Gaza e la guerra ucraina. Kamala era la continuità di tutto ciò, Trump una possibile alternativa

Siamo il “partito del buon senso”, ha detto Trump nel suo primo discorso al mondo, evidenziando l’irragionevolezza dei suoi antagonisti, lo squilibrio di cui sopra. Discorso di grande interesse, non solo perché ha ribadito il suo impegno per la pace, parola che non si rinviene nel vocabolario dei liberal-neocon…


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🇺🇸 TRUMP E KAMALA: REALISMO E BUON SENSO VS IDEALISMO E FOLLIA

Di Davide Malacaria - Piccolenote.it

...ha avuto gioco facile Trump quando, nel suo primo discorso post vittoria, ha dichiarato che il suo è “il partito del buon senso”. Se citiamo tale intervento è perché appare significativo, soprattutto perché nel suo primo discorso al mondo Trump ha voluto ribadire di voler “porre fine alle guerre”.

Parole, certo, solo parole, che possono essere disattese sia per incapacità che per i tanti fattori ostativi che incontrerà se e quando tenterà di metterle in pratica. Resta che la sua antagonista non ha mai pronunciato parole simili, perché la parola “pace” e i suoi tanti sinonimi non appartengono al lessico dei suoi creatori e alle loro guerre infinite. Sempre in quel discorso, Trump ha legittimamente rivendicato come per lui abbiano votato americani di tutte le estrazioni e di tutte le etnie, rivelando come l’inclusività ostentata dai suoi antagonisti fosse una formula vuota.

A margine, un dettaglio di quel discorso più che significativo: nello sgranare le diverse comunità che lo hanno votato, ha elencato neri, ispanici, arabi e musulmani, dimenticando gli ebrei, come annota infastidito il Timesofisrael. Non un lapsus, impossibile per l’enormità della dimenticanza; né la registrazione del fatto che in effetti gli ebrei americani per il 79% hanno votato la sua avversaria…


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https://it.insideover.com/politica/trump-e-kamala-realismo-e-buon-senso-vs-idealismo-e-follia.html
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Forwarded from InsideOver (Luigi)
🇺🇸 TRUMP E KAMALA: REALISMO E BUON SENSO VS IDEALISMO E FOLLIA

Di Davide Malacaria - Piccolenote.it

...ha avuto gioco facile Trump quando, nel suo primo discorso post vittoria, ha dichiarato che il suo è “il partito del buon senso”. Se citiamo tale intervento è perché appare significativo, soprattutto perché nel suo primo discorso al mondo Trump ha voluto ribadire di voler “porre fine alle guerre”.

Parole, certo, solo parole, che possono essere disattese sia per incapacità che per i tanti fattori ostativi che incontrerà se e quando tenterà di metterle in pratica. Resta che la sua antagonista non ha mai pronunciato parole simili, perché la parola “pace” e i suoi tanti sinonimi non appartengono al lessico dei suoi creatori e alle loro guerre infinite. Sempre in quel discorso, Trump ha legittimamente rivendicato come per lui abbiano votato americani di tutte le estrazioni e di tutte le etnie, rivelando come l’inclusività ostentata dai suoi antagonisti fosse una formula vuota.

A margine, un dettaglio di quel discorso più che significativo: nello sgranare le diverse comunità che lo hanno votato, ha elencato neri, ispanici, arabi e musulmani, dimenticando gli ebrei, come annota infastidito il Timesofisrael. Non un lapsus, impossibile per l’enormità della dimenticanza; né la registrazione del fatto che in effetti gli ebrei americani per il 79% hanno votato la sua avversaria…


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🇵🇸🇺🇸🇮🇱 TRUMP, NETANYAHU E IL CONFLITTO MEDIORIENTALE

🔸 Al contrario di quanto si pensi, Trump e Netanyahu non sono legati a filo doppio, anzi

….“I libanesi americani hanno votato Trump perché ha promesso di riportare la pace in Libano e perché Biden ‘è rimasto a guardare l’uccisione di bambini a Gaza e in Libano'”. Così Nabih Berri, leader di Amal, l’ala politica di Hezbollah e presidente del parlamento libanese, figura autorevole incaricata dal movimento sciita di mediare per suo conto.

Berri racconta anche che Trump, visitando un noto ristorante del Michigan, Stato dove la comunità araba è più forte e dove ha vinto, si è impegnato per scritto in tal senso su sollecitazione del proprietario del locale. Particolare folcloristico, certo, e forse limitato al momento elettorale, ma il fatto che Berri lo ricordi è degno di rilievo…


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🇮🇱 GLI SCONTRI DI AMSTERDAM

🔸 Tutto l’apparato propagandistico di Netanyahu pronto a sfruttare gli “incidenti” di Amsterdam.
🔸 Difficilmente vedremo ancora lo striscione della curva del PSG o le bandiere dei Celtic Glascow

Gli incidenti di Amsterdam tra arabi filo-palestinesi e i tifosi del Maccabi, la squadra israeliana che giocava con quella locale dell’Aiax, sono stati usati alla grande dalla macchina propagandistica di Netanyahu, pronta a denunciare addirittura un pogrom, parola che suona alquanto esagerata per l’esito dell’accaduto, dieci i feriti, nessuno grave.

Anche la trovata di Tel Aviv di annunciare l’invio degli aerei a recuperare i tifosi del Maccabi aveva lo scopo di montare l’accaduto a dismisura. Netanyahu in questo è un vero maestro (ha poi ritrattato, la trovata aveva raggiunto lo scopo, non era necessario dargli seguito). Inutile dire che le violenze vanno condannate, ma è anche inutile aggiungere che certa aggressività appartiene al mondo del calcio, dove la dialettica spesso si declina in mazzate.

Detto questo, è accertato che i tifosi del Maccabi, noti per le loro derive di ultra-destra e la loro inclinazione alla violenza – non per nulla si definiscono Fanatics – hanno fatto di tutto per infiammare gli animi dei cittadini arabi locali…


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🇺🇸LA VITTORIA DI TRUMP SCUOTE L'EUROPA

🔸 Scholz scioglie il governo, Mattarella vola in Cina, Starmer e Macron fanno fronte comune contro le avversità incombenti. La vittoria di Trump crea fermento in Europa

Il caso più eclatante è la Germania, con Scholz che, ancora troppo debole per dimissionare la sua bellicosa ministra degli Esteri Annalena Baerbock (la Nuland verde teutonica), ha però licenziato il suo ministro delle Finanze Christian Lindner, oltre che per manifesta incapacità anche perché gli aveva suggerito per l’ennesima volta di inviare i missili a lungo raggio Taurus all’Ucraina, fornitura alla quale il Cancelliere si è sempre opposto strenuamente e coraggiosamente.

Tale opposizione è forse l’unica cosa buona che ha fatto nel corso del suo mandato, oltre a quella di aver preso coscienza della sua totale inadeguatezza chiamando il Paese a nuove elezioni, nella speranza che emergano forze nuove, capaci di dialogare con la nuova amministrazione Usa e fermare la corsa verso il precipizio della sua nazione, avviata alla de-industrializzazione a causa della guerra ucraina.


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🇷🇺🇵🇸🇺🇸🇮🇱 LA RUSSIA SEMBRA ENTRATA NEL NEGOZIATO MEDIORIENTALE

🔸 La scorsa settimana il ministro degli Affari strategici Ron Dermer si è recato in segreto a Mosca per colloqui.
🔸 E il nuovo ministro della Difesa israeliano ha dichiarato che Israele ha vinto la guerra in Libano

…quel che importa sottolineare è che, secondo Katz, la guerra si è conclusa, una dichiarazione in linea con quanto comunicato agli Usa dall’alto Comando dell’esercito israeliano e che è sintetizzata in altro modo da Amos Harel su Haaretz, quando scrive che si è conclusa la missione principale dell’esercito, quella di “controllare e distruggere le infrastrutture terroristiche nella prima linea di villaggi fino a 5 chilometri dal confine”…

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🇵🇸🇮🇱🇺🇸LE PRIME MOSSE DI TRUMP NON PROMETTONO BENE PER IL MEDIO ORIENTE

🔸 I falchi Usa rischiano di essere ancora una presenza ingombrante per la prossima amministrazione.
🔸 Le prospettive per le guerre in Libano e Ucraina

…purtroppo sembra ripercorrere i fasti del passato, quando Trump imbarcò nel suo governo John Bolton nel tentativo di tenere a bada i falchi, nell’idea che potesse essere uno strumento di interlocuzione con tali ambiti e coprirgli le spalle allorquando azzardava mosse distensive.

Con Bolton non gli andò bene, dal momento che presto divenne una sorta di dominus della sua amministrazione, riuscendo in tal modo a vanificare tutte le aperture del presidente, da quella verso Putin a quella verso Kim Yong-un, da quella verso Xi Jinping alle timide mosse distensive tentate in Medio oriente (ritiro delle truppe da Iraq e Siria, annunciato e mai fatto; tentativi di appeasement con l’Iran, inceneriti dalla rescissione dell’accordo sul nucleare e dal successivo assassinio del generale Qassem Soleimani).

Vedremo se stavolta sarà diverso…


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