Trattative Usa-Iran in Oman: buona la prima
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Trattative Usa-Iran in Oman: buona la prima
I negoziati tra la delegazione iraniana e quella americana a Muscat, Oman, sono stati "ottimi", ha detto Trump, il quale ha aggiunto: "Sembra che l'Iran
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Epstein Files: così Barak voleva cambiare la demografia di Israele https://share.google/02EMaUEIehOXPRMKY
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Epstein Files: così Barak voleva cambiare la demografia di Israele
Nei file Epstein il piano di Ehud Barak: un milione di russi per diluire la presenza palestinese e cambiare la demografia di Israele.
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IL MONDO BRUCIA E I NOSTRI MEDIA PARLANO DELLE OLIMPIADI...
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Netanyahu anticipa il suo viaggio negli Stati Uniti: non più il 29, come da invito di Trump, ma mercoledì prossimo. Di interesse quanto riporta il Timesofisrael sulla vicenda: “Il primo ministro ritiene che qualsiasi negoziato [con Teheran] debba ricomprendere delle restrizioni sui missili balistici e la fine del sostegno all’asse iraniano” [cioè di abbandonare i suoi alleati del Medio oriente ndr.], ha comunicato l’ufficio del primo ministro nella dichiarazione che annunciava l’incontro, esprimendo preoccupazione per l’andamento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran svolti finora”.
Nulla di sorprendente per quanti, come noi, erano consapevoli – ne abbiamo scritto – delle distanze tra Netanyahu e Trump, mentre per tanti, sia tra gli adulatori di Trump che tra i suoi critici, è difficile accettare che i due leader divergano, soprattutto in tema di Medio oriente.
Non una critica, ma un invito a osservare la realtà per quel che è, evitando erronee semplificazioni. Trump potrà anche risultare odioso – e certo offre materiale in tal senso – ma ad oggi è l’unico baluardo reale alla disastrosa avventura mediorientale incombente. Certo, sarebbe preferibile che alla Casa Bianca ci fosse un presidente più retto e meno ricattabile, ma la politica, diceva Andreotti, si fa con quel che c’è.
È alquanto ovvio che Netanyahu ha accorciato i tempi dell’incontro temendo che gli Stati Uniti raggiungessero un accordo, anche preliminare, con l’Iran prima della data prevista per la sua visita negli Stati Uniti. E un accordo riguardante il solo programma nucleare, che è l’unico tema dei negoziati in corso, avendo l’Iran rigettato la richiesta di trattare sul suo arsenale missilistico e sui rapporti con gli alleati regionali. Rigetto che l’amministrazione Trump ha accettato.
Ed è altrettanto ovvio che Netanyahu, e non solo lui, sia…
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Il mondo brucia e i nostri media parlano delle Olimpiadi...
Bizzarro, ma anche no, che mentre Israele prosegue nel suo espansionismo per realizzare la Grande Israele, che ha nel genocidio di Gaza il suo punto sorgivo e
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EPSTEIN FILES: L'ESOTERISMO AL POTERE
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Nei file Epstein c’è mezzo mondo: dal gotha delle Big tech ai veri padroni del mondo, la grande Finanza che tutto muove, dai vertici dell’intelligence israelo-americana ai politici e alle teste coronate occidentali, per non parlare degli arabi e altri, fino ai grandi cronisti e attori.
Non c’è il gotha ebraico americano, almeno per ora, e solo Ehud Barak per Israele, e qualcosina su Netanyahu, ché l’Agenzia per cui lavorava forse gli impediva di aver rapporto con questi, che certo non sono estranei alle pratiche delle élite che pure frequentavano.
La pedofilia ampiamente documentata, va di pari passo col sadismo, anche estremo (torture), oltre che alla ritualità e al cannibalismo. Su questi ultimi c’è querelle: non ci sarebbe riscontro che certe espressioni in codice dei Files si riferiscano al cannibalismo e se è vero che la parola “cannibale” è presente oltre cinquanta volte e “cannibalismo” sei, non ci sono riscontri che si riferiscano a tale pratica, almeno stando al sito di fact-checking Snopes. E quanto ai riti che comporterebbero sacrifici umani non ci sono prove, ma solo una testimonianza anonima.
È noto che i fact-checking servono a modellare la narrazione secondo i desiderata di chi li finanzia (cioè l’establishment che i Files di Epstein disvelano in parte) ché nessuno li legge ma sono solo menzionati da siti mainstraeam per smentire informazioni inopportune.
Quindi, nulla importando l’asserita assenza di prove (volevano dei video che immortalassero le pratiche o testimonianze dei presenti?), ci limiteremo ad osservare che sull’isola di St. James di Epstein c’era un tempio che, unico edificio oltre alla casa padronale, a qualcosa doveva pur servire…
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Epstein Files: l'esoterismo al potere
Nei file Epstein c'è mezzo mondo: dal gotha delle Big tech ai veri padroni del mondo, la grande Finanza che tutto muove, dai vertici dell'intelligence
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🇷🇺🇷🇺🇺🇸🇺🇸🇺🇦🇺🇦 MOSCA INIZIA A PERDERE LA PAZIENZA CON TRUMP
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I negoziati sulla guerra ucraina ristagnano. Il partito della guerra globale è riuscito, se non a fermare in via irreversibile, a frenare la spinta dell’amministrazione Trump per chiudere il conflitto.
Lo segnala anche il comportamento di Zelensky, il quale è terrorizzato all’idea di un accordo con Mosca perché la pace lo obbligherebbe a nuove elezioni nelle quali verrebbe spazzato via. Il presidente ucraino, infatti, ha dismesso i panni del pubblico guastatore, evitando gli isterici proclami incendiari che hanno caratterizzato i momenti di massima pressione di Washington.
A conferma dello stallo, l’intervista del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, al quale Putin ha affidato il compito di rendere pubblico il disappunto della Russia. Un vero e proprio sfogo quello di Lavrov, che ha ricordato le proposte di de-escalation avanzate da Trump a Putin ad Anchorage e accettate da quest’ultimo, ma ancora inevase.
Una critica alla quale ha aggiunto che “‘finora, in realtà è esattamente l’opposto’ si combatte una ‘guerra’ contro le petroliere in mare aperto”, si impongono dazi e sanzioni per imporre a Paesi alleati di Mosca di allontanarsene. Ciò perché “gli americani vogliono assumere il controllo di tutte le rotte per l’approvvigionamento energetico dei principali paesi del mondo e di tutti i continenti”.
“L’obiettivo degli Stati Uniti – dominare l’economia mondiale – viene raggiunto ricorrendo a un numero piuttosto elevato di misure coercitive, incompatibili con…
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Mosca inizia a perdere la pazienza con Trump
Lo segnala anche il comportamento di Zelensky, il quale è terrorizzato all'idea di un accordo con Mosca perché la pace lo obbligherebbe a nuove elezioni nelle
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🇷🇴🇷🇴🇷🇴 ROMANIA. IL CASO GEORGESCU: INGERENZA RUSSA O DELLA UE?
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Nel novembre del 2024 la Romania fu l’epicentro di uno dei più inattesi terremoti politici europei. Călin Georgescu, indipendente di area nazionalista ed euroscettica, accusato di sentimenti filorussi, aveva sorpreso tutti superando il 22% al primo turno delle presidenziali. Quel risultato, che lo portava al ballottaggio contro Elena Lasconi, convinta europeista, e davanti a figure istituzionali di primo piano come l’ex premier Marcel Ciolacu, cambiò di colpo il quadro politico romeno.
Il ribaltamento arrivò però due giorni prima del secondo turno, con i sondaggi che davano per certa la vittoria di Georgescu, quando, a dicembre del 2024, la Corte Costituzionale annullò l’intero processo elettorale.
I giudici motivarono la decisione con documenti appena declassificati dal Consiglio Supremo di Difesa Nazionale, secondo i quali la sua affermazione dipendeva da una possibile interferenza russa realizzata con attacchi informatici e soprattutto con una sospetta mobilitazione su TikTok di circa venticinquemila account a lui favorevoli.
In poche ore tale ricostruzione divenne la chiave di lettura dominante di quanto accaduto e trasformò la Romania in un presunto laboratorio della disinformazione russa. La stampa occidentale riprese la narrativa con grande enfasi, descrivendo il Paese come il nuovo fronte dell’espansionismo del Cremlino. La Ue accolse con gaudio la decisione e, successivamente, si peritò di aprire un’inchiesta su Tik Tok a conferma dell’asserita ingerenza russa.
Col passare dei mesi è emerso però un quadro molto diverso. Già allora numerosi osservatori avevano segnalato come i presunti elementi di prova fossero fragili, legati più a…
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Romania. Il caso Georgescu: ingerenza russa o della Ue?
Nel novembre del 2024 la Romania fu l’epicentro di uno dei più inattesi terremoti politici europei. Călin Georgescu, indipendente di area nazionalista ed
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NETANYAHU-TRUMP: PER ORA L'IMPERATORE RESISTE E NEGOZIA CON L'IRAN
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Netanyahu, per una volta, va a vuoto. Si era precipitato a Washington, anticipando la visita fissata per fine febbraio, nella speranza di interrompere i negoziati con l’Iran o, in alternativa, di convincere l’amministrazione Trump a mettere sul tavolo, oltre al nucleare, anche la rescissione dei rapporti tra Teheran e i suoi alleati regionali, ma soprattutto il programma missilistico iraniano.
Una richiesta, quest’ultima, che avrebbe fatto collassare le trattative, dal momento che Teheran non può negoziare sui missili perché, priva della deterrenza, sarebbe facile preda di Israele, che da decenni persegue l’annientamento dell’antagonista regionale.
L’incontro avrebbe dovuto durare due ore, ma si è prolungato fino a tre, particolare che dimostra una divergenza accesa, peraltro rivelata dallo stesso presidente americano, il quale ha rivelato di “aver insistito affinché i negoziati con l’Iran proseguano”, particolare che evidenzia l’insistenza opposta dei fautori della guerra.
Insomma, non è andata come sperava Netanyahu, nonostante…
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Netanyahu-Trump: per ora l'Imperatore resiste e negozia con l'Iran
Netanyahu, per una volta, va a vuoto. Si era precipitato a Washington, anticipando la visita fissata per fine febbraio, nella speranza di interrompere i
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🇷🇺🇷🇺🇺🇸🇺🇸🇺🇦🇺🇦 UCRAINA: DOPO L'INTEMERATA DI LAVROV, RIPRENDONO I NEGOZIATI
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L’intervista di Sergej Lavrov ha avuto effetto: dopo che il ministro degli Esteri russo ha esternato l’insoddisfazione del suo Paese per lo stallo dei negoziati sull’Ucraina, e tanto altro, le trattative si sono riavviate: oggi il Cremlino ha annunciato che il 17 e 18 febbraio i delegati di Russia, Ucraina e Stati Uniti si incontreranno a Ginevra (e non ad Abu Dhabi, sede dell’incontro pregresso).
A guidare la delegazione russa non sarà più il direttore dell’intelligence militare Igor Kostyukov, come nel precedente incontro, ma Vladimir Medinsky, il consigliere di Putin. Un cambiamento interessante.
Se è possibile che dopo l’attentato contro il suo vice, avvenuto mentre si svolgevano i negoziati di Abu Dhabi, si sia chiesto a Kostyukov una presenza più assidua in patria per rafforzarne la sicurezza, la ragione del cambio di guardia potrebbe anche essere un’altra, cioè che Putin abbia voluto inviare un segnale agli americani inviando il suo uomo di fiducia.
Non sfugge, infatti, che l’intemerata di Lavrov sia stata coordinata con Putin: lo zar ha lasciato al ministro degli Esteri il compito di esternare agli States la sua insoddisfazione per aver modo poi di riallacciare il filo del dialogo tramite il suo consigliere personale, avendo però messo in chiaro i punti di attrito tra le due potenze.
Al di là del particolare, e in attesa di quanto produrranno i negoziati, sembra…
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Ucraina: dopo l'intemerata di Lavrov, riprendono i negoziati
L'intervista di Sergej Lavrov ha avuto effetto: dopo che il ministro degli Esteri russo ha esternato l'insoddisfazione del suo Paese per lo stallo dei
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🇮🇷🇮🇷🇮🇷 SE ATTACCATO, L'IRAN COLPIRÀ OBIETTIVI USA IN TUTTO IL MEDIO ORIENTE
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L’attacco all’Iran incombe. I tamburi di guerra rullano su tutti i media come fosse un destino irrevocabile, senza alcun palpito per la devastazione che potrebbe abbattersi sul popolo iraniano, chiamato ad accogliere le bombe come una benedizione dal cielo e la destabilizzazione successiva, l’impoverimento e l’asservimento del loro Paese, come una liberazione dagli attuali ceppi cui li costringe un regime oppressivo.
Inutile discettare su tale stolida narrazione, che ripete pedissequamente quanto avvenuto per altre disastrose avventure belliche. Resta da vedere se tale destino sia così irrevocabile. Anzitutto chi prevedeva che la visita di Netanyahu negli Usa avrebbe dato il “la” all’attacco deve ricredersi.
Tra questi il pur intelligente Larry Johnson, ex analista della CIA, il quale non solo ammette con sollievo l’errore, ma aggiunge che, durante il burrascoso incontro, “Trump ha cercato di placare Bibi annunciando di aver ordinato alla Marina di PREPARARSI a schierare un altro gruppo d’attacco di portaerei nel Mar Arabico. La parola chiave è PREPARARSI… Prepararsi non è la stessa cosa di dare un ordine di schieramento”.
E qui si può notare una discrasia rispetto ad altri resoconti secondo i quali l’ordine sarebbe stato impartito, anche se in realtà tale notizia, a quanto abbiamo visto, proviene da fonti confidenziali; finora non abbiamo rinvenuto nulla di ufficiale…
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Se attaccato, l'Iran colpirà obiettivi Usa in tutto il Medio oriente
L'attacco all'Iran incombe. I tamburi di guerra rullano su tutti i media come fosse un destino irrevocabile, senza alcun palpito per la devastazione che
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🇮🇷🇮🇷🇮🇷🇷🇺🇷🇺🇺🇸🇺🇸🇺🇦🇺🇦 GINEVRA: VERTICI PARALLELI SULLA GUERRA UCRAINA E SULL'IRAN
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Giornata di interesse quella di domani. A Ginevra sono previsti due summit importanti: quello tra Stati Uniti e Iran e quello sulla guerra ucraina, mediato dagli States. La coincidenza temporale e geografica dei due vertici non è certo dettata dalla necessità di massimizzare gli spostamenti del team negoziale americano, presente in entrambi gli incontri, quanto dal fatto che le due criticità si richiamano a vicenda, due facce della stessa medaglia.
Infatti, come abbiamo accennato in altre note, in Ucraina e in Medio oriente si sta consumando un confronto asimmetrico Oriente-Occidente, con il conseguente incendio che sta divorando la linea di confine tra i due poli antagonisti.
Questa, la conseguenza della vittoria dei neoconservatori, che nel 2001 hanno preso nelle loro mani tutto il potere degli Stati Uniti e che, dopo aver resistito all’erosione dell’era Obama e di quella Maga, sono tornati ai posti di comando con Biden e, poco a poco ma inesorabilmente, anche con l’attuale presidenza Trump, ridotto sempre più in un angolo.
E ora hanno un potere ancora più forte di quello acquisito nel golpe del 2001, dal momento che con la guerra ucraina hanno conquistato sempre più influenza anche in Europa, grazie al collasso economico-finanziario dei Paesi membri causato dal conflitto stesso, a una leadership per lo più consegnata alla loro religione e alle controfigure che hanno intronizzato sui più alti scranni della Ue: Ursula von der Leyen, Kaja Kallas e Roberta Metsola…
il summit sulla guerra ucraina, l’opera di sabotaggio è stata demandata ai Paesi europei: Regno Unito, Svezia, Francia, Germania e Olanda hanno reso pubblico un report che accusa la Russia di aver avvelenato il dissidente Alexei Navalny con il veleno della rana freccia, un batrace equatoriale.
Inutile commentare la comicità della trovata…
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Ginevra: vertici paralleli sulla guerra ucraina e sull'Iran
Giornata di interesse quella di domani. A Ginevra sono previsti due summit importanti: quello tra Stati Uniti e Iran e quello sulla guerra ucraina, mediato
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🇮🇱🇮🇱🇮🇱 ISRAELE: IL GOLIA ONNIPOTENTE FONDATO SULL'ECCEZIONALISMO
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Mentre nello stralunato Board of peace a trazione Trump si prospetta un irreale futuro luminoso per Gaza, la realtà parla di ben altro, con il cosiddetto cessate il fuoco violato quotidianamente da Israele, che ogni giorno stronca vite, con i palestinesi che continuano a patire, e morire, per le restrizioni imposte dai loro aguzzini e lo status della Striscia rimasto invariato dal giorno in cui la cosiddetta tregua è entrata in vigore.
Gaza è ancora divisa in due, con più della metà del territorio ancora sotto il dominio israeliano, e al famoso governo tecnocratico che dovrebbe amministrarla, annunciato da Trump e accolto con favore dalla popolazione locale, Tel Aviv impedisce di mettere piede nella Striscia.
Tutto ciò mentre continua, nel silenzio assordante dell’Occidente, il processo di annessione della Cisgiordania. Incessanti le incursioni delle bande di coloni – così simili agli squadristi fascisti – protette dai soldati dell’IDF, che anzi spesso partecipano attivamente alle violenze che scacciano dai loro terreni i legittimi proprietari. Inoltre, continuano a spuntare sempre nuovi insediamenti e, ultima trovata, il vero e proprio furto dell’intero territorio palestinese, dichiarato dalle autorità di Tel Aviv proprietà dello stato israeliano.
Non c’è freno al “Golia onnipotente” – per usare una precipua definizione di Taki Theodoracopulos su The American Conservative – che non può essere giudicato a motivo della sua natura di “eterna vittima”…
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Israele: il Golia onnipotente fondato sull'eccezionalismo
Mentre nello stralunato Board of peace a trazione Trump si prospetta un irreale futuro luminoso per Gaza, la realtà parla di ben altro, con il cosiddetto
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🇮🇷🇮🇷🇺🇸🇺🇸 IRAN - USA: A GINEVRA UN INCONTRO POSITIVO
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l secondo incontro tra Iran e Stati Uniti tenutosi a Ginevra è stato fruttuoso. Lo ha rivelato Abbas Araqchi che ha rappresentato Teheran nei colloqui. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri iraniano sono stati stabiliti dei principi base sui quali lavorare per raggiungere un accordo.
Il fatto che il primo a raccontare quanto avvenuto sia stato l’iraniano, con gli americani che hanno osservato un temporaneo silenzio, palesa le difficoltà in cui si deve barcamenare l’amministrazione Trump, che sta lavorando per un’intesa, ma deve guardarsi dall’ira di Israele e dei falchi statunitensi che si annidano in entrambi i partiti.
Di interesse notare che, mentre si svolgevano i negoziati, il senatore Lindsey Graham, che dei falchi è il portabandiera, era a Tel Aviv per coordinarsi con la leadership israeliana su come sabotarli…
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Iran - Usa: a Ginevra un incontro positivo
Il secondo incontro tra Iran e Stati Uniti tenutosi a Ginevra è stato fruttuoso. Lo ha rivelato Abbas Araqchi che ha rappresentato Teheran nei colloqui.
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