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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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(Tratto dal libro "Il Vangelo di Giuda e il Caino Gnostico")

SCENA I – DIALOGHI DI GESÙ CON I DISCEPOLI. : LA PREGHIERA DEL RINGRAZIAMENTO O DELL'EUCARESTIA

Un giorno era con i suoi discepoli in Giudea, e li trovò seduti insieme in modo pio e rispettoso. Nell'avvicinarsi ai suoi discepoli, seduti insieme e intenti ad offrire una preghiera di ringraziamento del pane, Lui rise. I discepoli gli dissero: “Maestro perché ridi della nostra preghiera di ringraziamento? Abbiamo fatto ciò che è giusto”! Rispose loro:”Non sto ridendo di voi. Non state facendo ciò a causa della vostra volontà , ma perché è così che il vostro Dio vuole essere elogiato ” E loro dissero: “Maestro, tu sei (…) il figlio del nostro dio”. Gesù rispose loro : “Come mi conoscete? In verità vi dico che nessuna generazione della gente che è fra voi mi conoscerà ”.

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Note:

(27) Gesù insegna ai discepoli cosa avviene dopo la morte. Egli si manifesta a loro non con le sembianza di uomo adulto a loro conosciuto, ma in quelle di bambino. Il bambino immaginario gnostico rappresenta l’Essere Reale, la reale natura spirituale non più imbrigliata nel corpo fisico, e non più mediata dai corpi intermedi.

(28) Volontà intesa come atto consapevole e privo di costrizione.

(29) Gesù, in modo apparentemente casuale ed improvviso, introduce un tema assai caro allo gnosticismo storico. Questo è rappresentato dall'esistenza di un Dio apparente e conosciuto agli Uomini, ma che non è l’unico e vero Dio. Il momento in cui avviene questa rivelazioni è emblematico, ed è quello del pasto. Gli apostoli ringraziano Dio che ha concesso loro il cibo per nutrirsi, ritengono che questo avvenga per un atto di loro volontà, ma Gesù in modo ironico e brutale svela che non è la loro volontà, ma il volere del loro Dio che porta loro a ringraziarlo. Come i discepoli si alimentano del pane, così il loro Dio si alimenta delle loro preghiere. Nella tradizione barbelognostica questo dio è il Demiurgo, che si identifica nel Dio veterotestamentario. Il quale si contrappone al Dio del Pleroma, di assoluta bontà, narrato da Gesù e riportato nel Nuovo Testamento.

(30) Nello gnosticismo la conoscenza è la GNOSI. Non si tratta quindi di un livello dialettico, intellettuale, discorsivo, ma bensì di una comprensione profonda che è veicolo e forma di redenzione. Questo tipo di conoscenza profonda porta ad essere cosa unica fra il soggetto che conosce e l’oggetto che deve essere conosciuto
«L'uomo ha due anime: una è dalla Prima Mente e partecipa anche del potere del Demiurgo, l'altra è stata immessa dalla rivoluzione dei cieli ed in questa penetra l'anima che vede Dio. Stando così le cose, l'anima che è discesa dentro di noi dalle sfere (lett.: «mondi») segue il corso delle rivoluzioni delle sfere, ma quella presente in noi come mente dalla Mente è superiore alla mozione che opera il divenire, ed è da essa che proviene la liberazione dell'heimarméne e l'ascesa agli Dei Intelligibili» (Iamblic., "De myst." VIII, 6).
“Avete scoperto il principio voi che vi interessate della fine? Infatti nel luogo ove è il principio, là sarà pure la fine. Beato colui che sarà presente nel principio! Costui conoscerà la fine e non gusterà la morte» (Vangelo di Tomaso)
Forwarded from macs
La tua Anima proviene da un mondo lontano, al di fuori di questa gabbia.
La tua Anima è bloccata dentro una trappola energetica, prende l'energia della tua anima. (Corpo umano)
Il creatore è Yaldabaoth, o l'arrogante "Grande Arconte"... o come preferisci chiamarlo.
Quando si muore non si raggiunge la liberazione dell'anima dalla gabbia, ma si ripete all'infinito.
Per spezzare le catene e tornare al vero mondo devi effettuare due cose fondamentali nella tua vita.
La prima, perdere l'EGO "Messo nella gabbia da Yaldabaoth"
La seconda, prendere coscienza, quando muori ti ritrovi in un tunnel infinito di luce, e li devi avere coscienza per salvarti.
«Vedi, o figlio, attraverso quanti corpi [elementi?], quanti ordini di demoni, quante concatenazioni e rivoluzioni di stelle, dobbiamo aprirci il cammino per affrettarci verso l'unico e solo Dio» (C.H. IV, )
«Avendo una volta vagabondato nei labirinti delle malvagità,
la misera [Anima] non trova la via di uscita…
Essa cerca di sfuggire all’amaro caos,
e non sa come potrà liberarsene».
(Salmo naasseno, Hippol. V, 10, 2).
«In quel mondo [di tenebre] ho dimorato migliaia di miriadi di anni e nessuno sapeva che io ero quaggiù… Per anni ed anni, per generazioni e generazioni io ero là ed essi non sapevano che io dimoravo nel loro mondo» (G 153 s.) (3).
"La scintilla divina dell'uomo è l'amore."
Tale può ricordarci di essere estranei a questo mondo di Odio, di male.
Tale ci ricorda chi siamo.
L'amore è eterno e non è composto di Materia.
E' inconoscibile completamente
La falsa luce, manipolata dall'arroganza e dall'inganno
"La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli e immagini. Non la si può afferrare in altro modo"
Nessuno nasconde un oggetto prezioso in un recipiente di grande valore, ma spesso tesori incalcolabili sono posti in un recipiente del valore di un asse [moneta romana di scarsissimo valore]. Così è per l'anima: essa è un oggetto prezioso ed è venuta a trovarsi in un corpo spregevole.
«Ciò che libera è la conoscenza di quello che eravamo, di ciò che siamo diventati; di dove eravamo, dove siamo stati gettati; verso dove ci affrettiamo, da dove siamo redenti; che cosa è nascita, che cosa è rinascita» (Exc. Theod. 78, 2).

Tutto il resto oscilla fra impedimento e distrazione. Quanto di noi riteniamo speciale, individuale, particolare e peculiare invero rientra nel novero dell'accaduto e di quanto accadrà a miliardi di altri nostri simili in tutti i tempi e in tutte le ere. Possiamo ritenerci unici perchè abbiamo sofferto per un'ingiustizia ricevuta? perchè abbiamo subito un lutto? perchè un nostro sogno si è infranto e realizzato? per un traguardo negato o conseguito? Tutto ciò rientra nella dinamica delle cose di questo mondo, e come tali sono soggetto all'azione del tempo e della casualità. Pesi, misure e regole a cui tutto e tutti soggiaciamo in un gioco/giogo di burattini e burattinai, di ciechi e di inconsapevoli.

Ecco quindi la Gnosi in forma della rimembranza di cosa eravamo prima di essere, in quella dimensione veramente unica ed immutabile.
La conoscenza nasce dallo stupore.

-- Socrate --