LA PROFEZIA DI CELESTINO James Redfield IL LIBRO HA ISPIRATO LA NEWAGE... CELESTINO NON E UN PERSONAGGIO MA UN LUOGO IMMAGIANRIO.
1 scopriamo di viver in un mondo misterioso, ricco di improvvise coincidenze e incontri sincronistici che sembrano predestinati.
2 quando prenderemo coscienza di questo mistero, creeremo una visione del mondo nuova e ridefiniremo l'universo come sacro e pieno di energia
3 ci renderemo conto che ogni cosa è generata da una energia divina che tutti
cominciano a percepire e a comprendere.
4 in questa prospettiva, vedremo che gli esseri umani si sono sempre sentiti disconnessi da questa fonte sacra ed hanno soddisfatto il loro bisogno di energia prevaricando gli altri. Questa competizione è la causa di ogni conflitto.
5 La soluzione è ristabilire un contatto col divino, una trasformazione mistica che ci colma di energia e di amore infiniti, affina la percezione della bellezza e ci eleva a una consapevolezza spirituale superiore
6 Forti di questa consapevolezza possiamo superare il dramma del controllo e scoprire la verità. Tutti gli uomini devono contribuire a far evolvere l'umanità verso questa nuova dimensione.
7 Se perseguiremo questo scopo, l'intuito ci indicherà la via da percorrere e farà in modo che un flusso di coincidenze ci rivelino qual'è la nostra missione.
8 Quando un numero sufficiente di persone sarà nel flusso dell'evoluzione, trasmettendo sempre energia agli altri creeremo una nuova cultura in cui i nostri corpi vibreranno a livelli sempre più elevati di energia e di percezione.
9 E' così che partecipiamo all'evoluzione dal big bang al fine ultimo dell'esistenza. Infatti facendo vibrare i corpi a un livello sempre maggiore di energia, varcheremo le soglie di un paradiso che potremo finalmente vedere.
Non guardare con gli occhi della mente, ma con quelli dell'anima. Poiché la vita che verrà è già davanti a noi in attesa di svelarci la natura del mondo. Guarda con attenzione. Trova gli occhi per vedere.
1 scopriamo di viver in un mondo misterioso, ricco di improvvise coincidenze e incontri sincronistici che sembrano predestinati.
2 quando prenderemo coscienza di questo mistero, creeremo una visione del mondo nuova e ridefiniremo l'universo come sacro e pieno di energia
3 ci renderemo conto che ogni cosa è generata da una energia divina che tutti
cominciano a percepire e a comprendere.
4 in questa prospettiva, vedremo che gli esseri umani si sono sempre sentiti disconnessi da questa fonte sacra ed hanno soddisfatto il loro bisogno di energia prevaricando gli altri. Questa competizione è la causa di ogni conflitto.
5 La soluzione è ristabilire un contatto col divino, una trasformazione mistica che ci colma di energia e di amore infiniti, affina la percezione della bellezza e ci eleva a una consapevolezza spirituale superiore
6 Forti di questa consapevolezza possiamo superare il dramma del controllo e scoprire la verità. Tutti gli uomini devono contribuire a far evolvere l'umanità verso questa nuova dimensione.
7 Se perseguiremo questo scopo, l'intuito ci indicherà la via da percorrere e farà in modo che un flusso di coincidenze ci rivelino qual'è la nostra missione.
8 Quando un numero sufficiente di persone sarà nel flusso dell'evoluzione, trasmettendo sempre energia agli altri creeremo una nuova cultura in cui i nostri corpi vibreranno a livelli sempre più elevati di energia e di percezione.
9 E' così che partecipiamo all'evoluzione dal big bang al fine ultimo dell'esistenza. Infatti facendo vibrare i corpi a un livello sempre maggiore di energia, varcheremo le soglie di un paradiso che potremo finalmente vedere.
Non guardare con gli occhi della mente, ma con quelli dell'anima. Poiché la vita che verrà è già davanti a noi in attesa di svelarci la natura del mondo. Guarda con attenzione. Trova gli occhi per vedere.
https://www.google.com/amp/s/vidofnir14.com/2016/07/23/sole-di-dio/amp/
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Ringrazio Emanuele per avermi permesso di condividere questa immagine presa da Splendor Solis.
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Ringrazio Emanuele per avermi permesso di condividere questa immagine presa da Splendor Solis.
Forwarded from ꧁𝔖antur 𝔗ula꧂
The same ideas are also reflected in the runes of the Nordic peoples. The essence of the runes is consistent with the guiding principle that all things possess an inherent active and creative power. The Black Sun is the force, the power of the “brooding God”, which gives rise to everything apparent, material and organic through its work. From its center the all-creating “broadcast” was translated via the twelve mediators {e.g., the twelve highest Germanic gods, the twelve supreme gods of Mount Olympus or the twelve knights of the Arthurian Saga) into the eternal wheel of life. It is all interwoven with the invisible divinity, which gives expression to things and events. It stands for everything illuminated by the golden sun and whispers of the divine growth of the invisible Central Sun.
Since we now find ourselves in the dark age of the Wolf (the Kali Yuga) and this divine power burns in only a few of us, we should be a visible symbol of the Black Sun, which will shine after the Ragnarok for men and gods.
Since we now find ourselves in the dark age of the Wolf (the Kali Yuga) and this divine power burns in only a few of us, we should be a visible symbol of the Black Sun, which will shine after the Ragnarok for men and gods.
Ora è venuta la potenza,
del sangue,
sulla vita e sulla morte,
e l’inquietudine vitale ci anima,
e il liquido sacro ci corrode.
Ora è venuto il destino,
il divenire,
la nostra fortuna è la nostra condanna,
e la notte vede sorgere l’alba,
del nostro ego e del nostro karma.
Ora è venuto l’infinito,
in retrogrado,
e tutto scorre nelle tenebre,
e tutto eclissa nel cosmo,
e ci conduciamo inermi,
tutti lì,
all’origine delle cose,
all’origine della fonte,
dove dobbiamo guarire
solenni e indegni,
perché ora, che è giunta la fine,
ora rinasce il nuovo Nero Sole.
di Brunilda Ternova [2008]
del sangue,
sulla vita e sulla morte,
e l’inquietudine vitale ci anima,
e il liquido sacro ci corrode.
Ora è venuto il destino,
il divenire,
la nostra fortuna è la nostra condanna,
e la notte vede sorgere l’alba,
del nostro ego e del nostro karma.
Ora è venuto l’infinito,
in retrogrado,
e tutto scorre nelle tenebre,
e tutto eclissa nel cosmo,
e ci conduciamo inermi,
tutti lì,
all’origine delle cose,
all’origine della fonte,
dove dobbiamo guarire
solenni e indegni,
perché ora, che è giunta la fine,
ora rinasce il nuovo Nero Sole.
di Brunilda Ternova [2008]
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Esercizi_spirituali
-Apprendere
-Eseguire
-Rivelazione
-Via di fuga
-Paradiso.
Il processo del risveglio pneumatico
-Apprendere
-Eseguire
-Rivelazione
-Via di fuga
-Paradiso.
Il processo del risveglio pneumatico
Wikipedia
Esercizi spirituali
opera di Ignazio di Loyola
l'angelo che predisse a Noé l'arrivo del diluvio universale.
«Poi disse l'Altissimo, parlò il Sacro e il Grande, e mandò Uriele dal figlio di Lamech, e gli disse: 2.〈Vai da Noé〉e digli nel mio nome "Nasconditi!" e rivelagli che la fine si sta avvicinando: che l'intera terra sarà distrutta, e un diluvio sta per scendere su tutta la terra, e distruggerà tutto ciò che vi è sopra.»
(Enoch 1917 R. H. Charles (1 Enoch 10:1 Libro degli Osservatori))
«Poi disse l'Altissimo, parlò il Sacro e il Grande, e mandò Uriele dal figlio di Lamech, e gli disse: 2.〈Vai da Noé〉e digli nel mio nome "Nasconditi!" e rivelagli che la fine si sta avvicinando: che l'intera terra sarà distrutta, e un diluvio sta per scendere su tutta la terra, e distruggerà tutto ciò che vi è sopra.»
(Enoch 1917 R. H. Charles (1 Enoch 10:1 Libro degli Osservatori))
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Esercizi_spirituali -Apprendere -Eseguire -Rivelazione -Via di fuga -Paradiso. Il processo del risveglio pneumatico
esercizispirituali.pdf
391.8 KB
Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola. #PDF lingua: ITA
"Luogo di un’oscurità mistica in cui sboccerà la luce della rivelazione, contenitore di tesori, onfalo che conduce al cuore della terra, all’Ade, al motore occulto del mondo, la grotta costituisce uno dei principali elementi del lessico degli archetipi – nella stretta connessione tra occulto e palese – così da diventare uno degli elementi chiave di rappresentazione della parte finale del percorso ermetico e alchemico.
Ne osserviamo la raffigurazione in numerose tavole, a corredo dei trattati di alchimia, nei quali il monte può apparire in sezione per mostrare le interne attività del ricercatore, con storte e alambicchi; o può presentarsi denso di buio e mistero. A volte la grotta alchemica, sempre negli stessi manuali – dai più antichi trattati al Settecento -, si avvicina all’idea di miniera, anche se la sua natura magica del varco è inequivocabilmente sottolineata dalla presenza di minuscoli minatori, che portano al capo cappelli simili a quelli del dio Attis.
Oppure nella pittura stessa, in opere direttamente dedicate all’alchimia oppure velata dalla quinta naturalistica in dipinti tout court, La profonda cavità che diparte dalla parete rocciosa – come ne i Tre filosofi di Giorgione– è il punto in cui arde il mistero oscuro dell’energia primigenia, il varco a cui s’accede, ordinariamente attraverso diverso sette simbolici gradini di conoscenza, viaggiando nella purificazione dei metalli e della coscienza, gradini che in modo schematico, nella manualistica, rappresentano le sette fasi in cui è suddivisa la Grande opera, nel corso della quale avviene la trasformazione della materia vile in oro spirituale o quintessenza o pietra filosofale. La grotta diviene pertanto simbolo del luogo protetto in cui sono conservati le leggi dell’universo e, al tempo stesso, e una cavità in cui si distilla la sapienza estrema.
La spelonca, nell’ambito della pittura e nella letteratura alchemica ha una connotazione positiva, poiché essa equivale al ventre della grande madre nel quale evolvono, in una sorta di gravidanza chimico-geologica, i materiali preziosi, grazie ad un’azione che può essere accelerata dall’alchimista stesso.
La necessità di accedere nelle viscere della terra per strappare il segreto dell’intimo motore del mondo è testimoniata dalla lettura in chiave d’acrostico della parola vitriol – che indicherebbe un sale – e che, al contempo costituirebbe un invito all’alchimista, secondo le indicazioni di Basilio Valentino, di scendere nel cuore del pianeta per trovare la pietra filosofale. (“Visita Inferiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem”.
“Penetra nelle viscere della Terra e, percorrendo il retto sentiero, (o rettificando ndr) scoprirai la pietra che si cela ai tuoi occhi”). Il valore simbolico dell’oscura cavità aumenta grazie ad altri elementi mitici, relativamente alla figura di Ermete Trismegisto, presunto fondatore delle dottrine ermetiche che costituirono una base teorica per la pratica alchemica. L’opera fondamentale di Ermete Trismegisto, la celebre Tavola di Smeraldo, fu rinvenuta, secondo la tradizione, nelle mani della mummia di Hermes, in una grotta quasi impenetrabile, dove il corpo del maestro era stato nascosto dagli adepti.
Estremamente attenti alle stratificazioni polisemiche, alle sovrapposizioni e agli intrecci semantici, gli alchimisti cristiani non mancarono di sottolineare l’evidenza che si instaurava tra la grotta-stalla in cui è nato Cristo e l’incarnazione intesa quale effusione di energia divina, immagine che, grazie alla mediazione dei francescani – i quali espressero tra i massimi alchimisti della storia – portò a una netta identificazione di Cristo con il lapis philosopharum. E’ per questo che la rappresentazione della Natività assume, agli occhi dell’iniziato, profonde attinenze con la scoperta del segreto divino, costituito dal quinto elemento, l’energia invisibile sottesa al Creato.
Betlemme diviene pertanto il luogo in cui si manifesta questa trasformazione dell’energia divina nella straordinaria ampolla corporea di Cristo, al quale Maria ha dato la vita.
Filalete, in un test
Ne osserviamo la raffigurazione in numerose tavole, a corredo dei trattati di alchimia, nei quali il monte può apparire in sezione per mostrare le interne attività del ricercatore, con storte e alambicchi; o può presentarsi denso di buio e mistero. A volte la grotta alchemica, sempre negli stessi manuali – dai più antichi trattati al Settecento -, si avvicina all’idea di miniera, anche se la sua natura magica del varco è inequivocabilmente sottolineata dalla presenza di minuscoli minatori, che portano al capo cappelli simili a quelli del dio Attis.
Oppure nella pittura stessa, in opere direttamente dedicate all’alchimia oppure velata dalla quinta naturalistica in dipinti tout court, La profonda cavità che diparte dalla parete rocciosa – come ne i Tre filosofi di Giorgione– è il punto in cui arde il mistero oscuro dell’energia primigenia, il varco a cui s’accede, ordinariamente attraverso diverso sette simbolici gradini di conoscenza, viaggiando nella purificazione dei metalli e della coscienza, gradini che in modo schematico, nella manualistica, rappresentano le sette fasi in cui è suddivisa la Grande opera, nel corso della quale avviene la trasformazione della materia vile in oro spirituale o quintessenza o pietra filosofale. La grotta diviene pertanto simbolo del luogo protetto in cui sono conservati le leggi dell’universo e, al tempo stesso, e una cavità in cui si distilla la sapienza estrema.
La spelonca, nell’ambito della pittura e nella letteratura alchemica ha una connotazione positiva, poiché essa equivale al ventre della grande madre nel quale evolvono, in una sorta di gravidanza chimico-geologica, i materiali preziosi, grazie ad un’azione che può essere accelerata dall’alchimista stesso.
La necessità di accedere nelle viscere della terra per strappare il segreto dell’intimo motore del mondo è testimoniata dalla lettura in chiave d’acrostico della parola vitriol – che indicherebbe un sale – e che, al contempo costituirebbe un invito all’alchimista, secondo le indicazioni di Basilio Valentino, di scendere nel cuore del pianeta per trovare la pietra filosofale. (“Visita Inferiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem”.
“Penetra nelle viscere della Terra e, percorrendo il retto sentiero, (o rettificando ndr) scoprirai la pietra che si cela ai tuoi occhi”). Il valore simbolico dell’oscura cavità aumenta grazie ad altri elementi mitici, relativamente alla figura di Ermete Trismegisto, presunto fondatore delle dottrine ermetiche che costituirono una base teorica per la pratica alchemica. L’opera fondamentale di Ermete Trismegisto, la celebre Tavola di Smeraldo, fu rinvenuta, secondo la tradizione, nelle mani della mummia di Hermes, in una grotta quasi impenetrabile, dove il corpo del maestro era stato nascosto dagli adepti.
Estremamente attenti alle stratificazioni polisemiche, alle sovrapposizioni e agli intrecci semantici, gli alchimisti cristiani non mancarono di sottolineare l’evidenza che si instaurava tra la grotta-stalla in cui è nato Cristo e l’incarnazione intesa quale effusione di energia divina, immagine che, grazie alla mediazione dei francescani – i quali espressero tra i massimi alchimisti della storia – portò a una netta identificazione di Cristo con il lapis philosopharum. E’ per questo che la rappresentazione della Natività assume, agli occhi dell’iniziato, profonde attinenze con la scoperta del segreto divino, costituito dal quinto elemento, l’energia invisibile sottesa al Creato.
Betlemme diviene pertanto il luogo in cui si manifesta questa trasformazione dell’energia divina nella straordinaria ampolla corporea di Cristo, al quale Maria ha dato la vita.
Filalete, in un test