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“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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Luogo dove il raggio di ILU dovrebbe colpire.
Energy Mind
Grev Kafi, from "The mistery of Life"
Dragon of the Deep Rainbow Sky
Forwarded from La Via verso le Stelle
"Dio arriva nel vento, non lo si vede. La sua presenza abita la notte. Egli crea ciò che sta in alto come ciò che è in basso."
(Tavoletta del Cairo)
Voglio farvi un cenno sullo Zohar, per non allontanarmi troppo da alcuni temi già toccati. Secondo il Libro dello Splendore, il Creatore é fonte di luce (piacere), il Creatore lo intendo come Logos (quindi il Brahma dei precedenti posts, no Brahman... é una mia comparazione, questo non é presente nello scritto che sto analizzando !). I kabbalisti assumono tale nome da “Lekabel” (ricevere luce dal Creatore).

L’incorporeo Creatore può essere percepito solo col cuore (inteso come fulcro delle umane sensazioni), ma per cominciarlo a percepire, si deve espandere un piccolo punto (desiderio spirituale ed altruistico) presente in esso, che farà, mano a mano scomparire il desiderio egoistico. Finché l’uomo non ci sarà riuscito, continuerà a rinascere, e di questo (secondo lo Zohar) la Torah ed i profeti parlano. Il metodo per correggere la natura umana si chiama Qabbalah/Kabbalah.

L’uomo deve arrivare al desiderio di ascendere, così il Creatore ha concepito la creazione come gradini che discendono da Lui. I livelli sono le 10 Sefirot, che sono come schermi o veli. Per salire, di volta in volta, di gradino, dobbiamo acquisire le qualità di tale livello. Di fatto peró esistono solo 5 livelli, poiché Chesed/Geburah/Tiphereth/Netzach/Hod/Yesod vengono uniti in ZA, quindi abbiamo: Kether, Chokmah, Binah, ZA, Malkuth. Queste a loro volta hanno 5 sotto-livelli, ed ogni sotto-livello ne ha altri 5... per un totale di 125 livelli.

Per arrivare a percepire lo stato del mondo di Ein-Sof, dobbiamo raggiungere uno stato di perfezione, trasformando gradualmente le nostre qualità interiori. Questi mondi (Olam, da Haalamah: occultamento) celano ed attenuano la luce del Creatore, consentendoci di percepirla. Kether rappresenta il desiderio del Creatore di donarci il piacere, Chokmah é il piacere stesso, Binah passa il piacere a ZA, questa accetta il piacere e lo passa a Malkuth che lo riceve. Binah é composta da due parti, GAR o AVI (superiore) che respinge la luce, ZAT o YESHSUT (inferiore) la passa a ZA per volontà del Creatore.

Quando si parla di ZON, si intende una ricezione generica da parte di ZA e Malkuth. Malkuth richiede (in base alla correzione del rapporto tra egoismo ed altruismo) questa luce attraverso la catena su citata. L’essenza di Malkuth é desiderio di godere di luce, ma questa varia la sua caratteristica da “piaceri del mondo” (qualora predomini l’egoismo) a luce più “spirituale” (correggendo le qualità).

Se Malkuth fosse in grado di restituire piacere al Creatore, allo stesso modo in cui Lui ce ne sta donando, l’uomo ascenderebbe spiritualmente ad un “mondo superiore”. Il piacere respinto lo chiamiamo “luce che ritorna”, mentre quello che arriva “luce diretta”. É nel piacere respinto, dunque, che l’uomo può percepire la luce del Creatore e la Suprema Coscienza.

I cinque tipi di luce diretta, invece, si chiamano: Yechida, Haya, Neshama, Ruach, Nefesh. La riflessione completa del piacere é Rosh (testa), la ricezione parziale (in base alle qualità) é Toch (interiorità), i desideri inappagati sono Sof (fine). Le parti della struttura del corpo spirituale (Partzuf) vengono chiamate con i nomi riferiti al nostro corpo fisico (da non confondere però): Rosh (testa) é formata da Galgata/cranio, Eynaim/occhi, Awznaim/orecchie, Hotem/naso, Peh/bocca; il corpo (Guf) va da Peh a Tabur/ombelico; gli arti da Tabur alle dita dei piedi.

La natura di Malkuth é egoista, può correggersi se riceve le qualità di Binah. Esiste una prima restrizione (detta Tzimtzum Aleph), essa vieta di ricevere piacere se non si aspira anche a dare piacere al Creatore. Ma vi é anche una seconda restrizione (Tzimtzum Bet), per cui anche Binah e ZA non possono ricevere luce in Atzilut, poiché Malkuth innalza apparentemente i propri desideri (egoistici) a Binah, questi desideri di ricevere dominano perciò tre Sefirot ed anche Binah e ZA cadono sotto il dominio di Malkuth che si é elevata, dunque, Kether e Chokmah si separano creando GE, attraverso una divisione (Parsa) ad ogni livello, affinché non vi sia danno per la mancanza di ricezione della luce.
Questo livello viene così privato della luce Neshama-Haya-Yechida, ricevendo solo Nefesh-Ruach (detta aria, si inserisce la lettera Yod nella parola Ohr/luce, diventando Avir). Tale stato é chiamato “piccolezza/Katnut”.

Le Sefirot vengono rappresentate con le seguenti lettere: Kether/Mem(M), Chokmah/Yod(I), Binah/Hey(H), ZA/Lamed(LO), Malkuth/Aleph(E)... lette dal basso verso l’alto (direzione per raggiungere il Creatore), si forma la parola ELOHIM/ELOKIM, ma in questo stato MI é separato da ELEH. Dopo la nascita di tutti i mondi, AHP (Binah+ZA+Malkuth) sono passate in GE del mondo inferiore. Tuttavia se l’uomo Malkuth eleva MAN (una preghiera) di ascesa spirituale, le Sefirot AHP si riattivano, così il Partzuf riacquista tutte le parti, Avir torna ad essere Ohr, tutte e 5 le luci riempiono il Partzuf, le lettere MI si uniscono ad ELEH, formando ELOKIM e lo stato di maturità (Gadlut).

In pratica abbiamo parte del Partzuf superiore che scende nel mondo inferiore stabilendo un contatto (la misericordia aggiunta alla creazione), affinché tutto quest’ultimo possa ascendere al mondo superiore (e così via): questo é il fine della seconda restrizione su citata, dunque tale restrizione non deve assumere aspetto negativo.

Ricapitolando: le cinque Sefirot hanno creato i 5 Partzufim nei vari mondi; in particolare nel mondo di Atzilut abbiamo AA (Arich Anpin: Kether), AVI (Aba + Ima: Chokmah + Binah) e ZON (Zeir Anpin + Nukva: ZA+Malkuth).

L’essenza dei 7 giorni della creazione é in ZON (che appunto ha 7 Sefirot all’interno), generati ed elevati (al loro stato finale nel corso dei 6mila anni) da AVI.

La cosa si complica, perché va detto che le 10 Sefirot, a loro volta sono composte da 10 sotto-Sefirot e Malkuth ascende verso Binah in ciascuna delle Sefirot.

Ci sono due stati di Nukva (detta appunto rosa): Katnut/piccolo (quando é composta solo da Kether, ed é riempita solo dalla luce Nefesh, e le altre 9 sono cadute dal mondo di Atzilut a Beria), e lo stato Gadlut/grande (quando tutte le Sefirot tornano in Atzilut); in questo stato ZA si chiama Israele (spiegheremo dopo il significato) e Nukva diviene l’assemblea di Israele (perché accumula tutta la luce di ZA e la passa alle anime dei mondi inferiori).

La luce respinta é detta anche “del giudizio” ed in base alla forza di riflessione di questa, l’uomo riceve le dieci Sefirot della luce diretta (di misericordia). L’assemblea di Israele dunque é composta da giudizio e misericordia.

Kether, rimasta in Atzilut é lo specchio d’acqua (di Re Salomone) che si poggia su 12 tori e con essi forma i 13 petali della rosa. Quando la luce di Nukva é completa, contiene la luce di saggezza ed ha origine dai 13 attributi della misericordia che rappresentano la correzione dell’assemblea nello stato di maturità/grandezza. Quando Malkuth ha ricevuto tutte e 5 le parti della luce di Hassadim (NRNHY: Nefesh/Rauch/Neshama/Haya/Yechida), riceve in esse, ossia nelle intenzioni corrette, la luce di Sagezza (Chokmah). Ciò che segue é il “grande” stato di Malkuth, che corrisponde alle parole della Torah “Che sia fatta luce”, con le quali Adamo vide il mondo da un capo all’altro (v. Talmud).

Prima delle trasgressioni delle generazioni del Diluvio e della Torre di Babele, le Hassadim erano in Yesod di ZA, quindi Malkuth riceveva le luci di Hassadim da Yesod e non da Binah (come invece ora). Yesod di ZA (compiute le correzioni/circoncisioni) é definita come “sigillo del patto col Creatore” e queste luci vengono chiamate “i semi”; avviene quello che é definito “Zivug”, da cui Malkuth riceve luce. Yesod fa da schermo e crea la “luce che ritorna” attraverso le restrizioni (rappresentate dalle 5 foglie rigide della rosa, ossia Chesed/Geburah/Tiphereth/Netzach/Hod), mentre passa le luci di Hassadim a Nukva.
Inizialmente Malkuth era uguale a ZA (in altezza), ma in tal modo non riusciva a ricevere la luce, quindi il Creatore le disse “Va e riduci te stessa”, in modo che, non potendo ricevere luce autonomamente a causa delle proprietà egoistiche, riducendosi, avrebbe potuto accettare le proprietà di ZA, correggere se stessa, per poi essere in grado di ricevere luce in autonomia.

Malkuth dunque può ricevere luce di livello NHY/Ibur/embrione (Nefesh) da Yesod di ZA, HGT/VAK/allattare (Rauch) da Tiphereth di ZA, ed HBD/GAR/cervello (Neshama) da Daat di ZA.

Come detto all’inizio, AHP di Malkuth raggiunge la correzione quando si riunisce a GE del suo livello, dunque, ascendendo, si troverà a livello degli occhi, dicesi NE, perciò sarà pronta ad ascendere in AVI e ricevere la luce Haya (la luce costante di questo livello é il “primo tempio”). Ascendendo, essa ha eguagliato le qualità di Colui che é superiore, ricevendo Haya, Malkuth viene chiamata la Terra della Vita Eterna.

NHY (Netzach/Hod/Yesod) sono i figli (Mosé, Arrone, Giuseppe) di ZA, mentre HGT (Chesed/Geburah/Tiphereth) di ZA sono i Patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe), Malkuth corrisponde a Re Davide. NHY sono chiamate anche “i profeti”, inizialmente embrioni con luce Nefesh, crescono ricevendo da Ima la luce Ruach, quindi uguagliano HGT e con queste compongono il Partzuf; in seguito raggiungono lo stato Galdut: HGT diventano HBD (Chokmah/Binah/Daat) con luce Neshema, NHY diventano HGT ed entrano le nuove NHY... tale Partzuf diventa il primo grande stato (Gadol), ed in seguito, attraverso un’ulteriore crescita, la luce Haya entra in HBD e si raggiunge la seconda maturità (Gadlut Bet): i padri sono entrati nel pensiero divino, ZA ascende in AVI (Aba-Chokmah + Ima-Binah sono i genitori), dunque comincia il concepimento di ZA come embrione spirituale.

Malkuth si stacca da ZA quando in quest’ultima entra Haya, perciò Malkuth diventa un Partzuf indipendente: “Terra Santa”... cosa succede tra Nukva/Malkuth e ZA, l’ho spiegato precedentemente e l’evoluzione é sempre la medesima.

Vorrei dare un cenno anche alla parola MA, di cui in precedenti posts ho esposto alcuni significati (spesso si trova, occultamente, anche in Cattedrali e Chiese): rappresenta il limite inferiore del cielo, mentre MI il limite superiore.

Come detto, le lettere MI si uniscono ad ELEH e formano “Elohim” [MI + ELEH significa “chi (sono) questi ?”]. Cielo e Terra rappresentano i 7 giorni della creazione: ZON del mondo di Atzilut.

Barah (segnifica “creato” e deriva da Beria) viene usato al posto di Atzil (“emanare”) poiché la nascita di ZON avviene per mezzo di Binah che fuoriesce e discende dal suo livello Rosh (testa) di AA, dando vita (Barah, creando) a ZON. In Rosh di AA resta solo con Kether e Chokmah; Malkuth sta sotto gli occhi ed é l’apertura degli occhi. Dunque quando Malkuth si apre, la luce di Chokmah passa attraverso e si diffonde verso tutti i Partzufim (parti del corpo spirituale) del mondo di Atzilut (mondo dell’emanazione). Gli occhi, appunto, devono essere sollevati verso il luogo dal quale dipendono.

La parola Barah significa Bar (oltre), cioè al di fuori di Atzilut. Come detto, Binah possiede una parte chiamata ZAT che riceve la luce e la passa a ZON, come una madre con i propri figli. Se Binah esce da Rosh e cade dentro Guf (corpo), la parte GAR/AVI di Binah non soffre per mancanza di luce da Chokmah, é come se non avesse mai lasciato la testa. Tuttavia ZAT/YESHSUT di Binah, sente la mancanza di luce (in Guf riceve solo Ruach-Nefesh)... di conseguenza abbiamo due divisioni (Parsaot, pl. di Parsa): una situata nel petto di AA ed uno tra il mondo di Atzilut (mondo dell’emanazione) e Briah (mondo della creazione)...

Barah (creó) Eleh (AHP), creó senza testa per la mancanza di Rosh di Atzilut. ZAT di Binah aspetta di ricevere la luce di Chokmah, é detta MI, ossia (come già detto) il confine massimo del cielo. Abbiamo, dunque, ZAT di Binah come firmamento, ZA come cielo e Malkuth come terra.
Tutto ciò che esiste sotto YESHSUT e riceve luce da esso, perciò le preghiere/MAN determinano se questo é in grado di donare o meno.

MA é Malkuth nell’unione (scambio di luce/Zigvug) con ZA. Dunque solo se l’uomo che si trova sotto ZON innalza un MAN a questi, questi a loro volta la innalzeranno più in alto ed ascenderanno in YESHSUT per chiedere la luce di Chokmah. YESHSUT prosegue innalzando MAN ad AVI, i quali ascenderanno a Rosh di AA dove si trova tale luce. Dunque Binah comincia a ricevere la luce per ZON.

L’uomo che innalza tale MAN é un giusto, se non lo facesse sarebbe privo di anima, di fatti, tutto ciò accade perché l’uomo “ha chiesto”.

La luce di Chokmah, che discende, si chiama conoscenza o saggezza, é DAAT: ZON ascendente in YESHSUT + AVI stimolano uno Zigvug sulla luce di Chokmah, e questo é detto “conoscenza”, perciò la Torah dice: “E Adamo venne a conoscere sua moglie”.

Quando la luce discende in Nukva/Malkuth, essa é MA; mentre la luce che passa ai piani inferiori si chiama “delle cento benedizioni”. Mano a mano, Malkuth ascende in Binah e si trova sotto il Parsa del mondo di Atzilut, dove si vi é YESHSUT, riceve la luce Neshama, quindi raggiunge il primo stato di Gadlut, ma non riceverà la luce Haya (di Chokmah) finché si trova sotto il Parsa... da qui la necessità di un altro MAN.

La distruzione del Tempio é stata conseguenza della trasgressione di Israele (da Yashar=dritto ed El=Creatore, proprietà di colui che aspira ad ottenere equivalenza della forma col Creatore), perché non si volle innalzare MAN per lo Zigvug di ZON e, invece, si é preferito ricevere luce nelle forze impure (Elokim Acherim, gli altri Dei).

La proprietà del Creatore é la dazione, l’avvicinarsi a questa proprietà é operare “per il bene del Creatore”. L’accontentarsi della ricezione di luce dalle forze impure ha interrotto lo Zigvug, con la conseguente scomparsa delle cento benedizioni da Nukva e la distruzione del tempio. Allo stesso modo Israele é stata esiliata dalla sua terra, le 9 Sefirot di Nukva sono scese nelle forze impure (diventate desideri egoistici) e Nukva si trova ridotta sotto Yesod di ZA.

Il desiderio di chi esiste fisicamente nel nostro mondo, ma che esiste spiritualmente anche in quello di Briah, é il desiderio di godere di luce. In opposizione a questo, l’uomo ha un anti-desiderio, uno schermo che neutralizza il precedente; tale schermo é la conseguenza della percezione della luce spirituale. Per questo le nostre richieste/preghiere/MAN dovrebbero riguardare la concessione della forza per ascendere spiritualmente, per acquisire lo schermo (contrappeso) ed unirci con il Creatore.

Tra noi ed il Creatore vi sono i luoghi ed i Partzufim abbondantemente spiegati, ma questi possono ascendere, rispetto ai più bassi stati permanenti, di uno o due o tre livelli. Nel più infimo stato, il Partzuf ha solo GE senza AHP, e solo la luce Nefesh-Ruach. Ricevendo la luce della correzione dall’alto, si può correggere gradualmente l’AHP, dunque ricevere la luce Neshama, corretta la Sefira Binah. Correggendo ZA, si ascende di un altro livello e si otterrà la luce Haya. Infine, correggendo Malkuth, si salirà di un terzo livello, ricevendo la luce Yechida.

La nuova luce entra dall’alto da Kether, l’ascesa spirituale può essere conseguenza di due fattori: studio/preghiera/meditazione o di giorni speciali (dall’alto: Shabbat, festività, lune nuove, ecc.). L’ascesa su spiegata non si limita a 3 livelli, ma può elevare l’uomo lungo tutti i 125 livelli sino al Creatore. Questo é il compito mentre si vive nel mondo fisico, al quale si é sottoposti fino al raggiungimento del traguardo, attraverso cicli di rinascite.

Il mio voleva essere un cenno dovuto, però mi rendo conto che breve non é stato. Conscio della complessità dell’argomento, vi invito a rileggere tale approfondimento più volte ed a far domande, se desideriate una miglior comprensione; perdonandomi, qualora in alcuni punti, avessi mancato di chiarezza. Tanto era dovuto, grazie per l’attenzione, il prossimo approfondimento sarà più semplice.
NB: mi sono limitato ad esporre quanto lo Zohar descrive (eccetto una piccola parentesi iniziale). Tali spiegazioni, sono da me condivise in buona parte, quando possono essere correlate ad altri insegnamenti (da me precedentemente esposti), a cui mi sento più affine, senza ulteriori esegesi.
L'ordine dei templari esiste ancora in forma segreta e, in tal caso, chi n'è il diretto e legittimo discendente?

Il 18 marzo 1314 bruciava sul rogo Jacques de Molay (1243-1314), ultimo Gran Maestro dei Poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, o, più semplicemente, cavalieri templari.

Il giorno dopo incominciava la leggenda.

Indipendentemente dalle ipotesi sulla presunta eterodossia dottrinale dei templari (sulla quale non voglio soffermarmi) e dalle supposizioni su dove gli ultimi templari, sfuggiti alla cattura, si fossero rifugiati (Portogallo, Scozia, Inghilterra, America, perfino Svizzera), la principale domanda sul quale ci s'interrogò nei secoli successivi fu: "L'ordine dei templari esiste ancora in forma segreta e, in tal caso, chi n'è il diretto e legittimo discendente?"

Alla domanda, com'è ovvio, non è facile dare una risposta e diverse formazioni furono considerate le candidate ideali, tra cui il Rosacrocianesimo del XVII secolo [teoria, sembra, confermata da una raccolta di documenti, recentemente scoperti ed appartenuti al massone John Byrom (1691-1763), con riferimenti a collegamenti tra templari e rosacrociani] o la Massoneria del XVIII secolo. Quest'ultima ipotesi, accreditata da scrittori molto popolari come gli inglesi Michael Baigent e Richard Leigh o l'americano John Robinson, è vista con un certo sospetto perfino nello stesso ambiente massonico contemporaneo, anche se non mancano le "prove" di una certa continuità tra le due organizzazioni, come l'arcinota cappella di Rosslyn, vicino ad Edimburgo, costruita da Sir William Sinclair nel 1446, ufficialmente in onore del suo avo templare, Guglielmo di Saint Clair, ma traboccante di riferimenti esoterici massonici ante litteram.

E quest'ipotesi del collegamento dell'Ordine Templare (o perlomeno degli ordini cavallereschi) con la Massoneria non è neppure farina del sacco dei citati scrittori contemporanei, visto che già ne parlarono il cavaliere Andrew Michael Ramsey, nel suo discorso del 1737 alla Grand Loge Provinciale D'Angleterre, e il barone Karl Gotthelf von Hund, creatore nel 1749 del rito massonico della Stretta Osservanza Templare e secondo il quale, Molay passò le consegne - in prigione - a Pierre D'Aumont, il quale, fuggito in Scozia, fu eletto Gran Maestro dell'Ordine il 24 giugno 1313 (il giorno di San Giovanni Battista, che ha una forte valenza simbolica per i massoni) e pose la sede dell'Ordine a Aberdeen, utilizzando come copertura un'organizzazione di massoni (in questo caso, inteso letteralmente come scalpellini) operativi.

La Carta di Larmenio

Un capitolo a parte merita la cosiddetta Carta di Larmenio, un documento redatto, apparentemente nel 1324, dal templare (rimasto a Cipro durante le persecuzioni) Jean-Marc Larmenius, che sarebbe stato segretamente nominato da Molay suo successore (una tesi in netto contrasto con l'investitura di D'Aumont sopra descritta) nel 1314 e che, proclamato Gran Maestro dell'Ordine dopo la morte di Molay, avrebbe riorganizzato i templari, dotando loro di una pergamena (per l'appunto la Carta di Larmenio, detta anche Carta Trasmissionis), sulla quale sono stati man mano scritti i nomi dei vari Gran Maestri segreti, successori di Molay e Larmenius.

Il 17° Gran Maestro dell'elenco dopo Larmenius (e 41° dalla fondazione dell'Ordine) è stato il principe Filippo II, duca d'Orleans e reggente del trono del re Luigi XV, il primo dopo Molay che poté ristabilire ufficialmente l'ordine nel 1705, dotandolo di statuti (Statuts des chevaliers de l'ordre du temple) e dandogli il diritto di aggiungere il titolo di "sovrano" nella propria dicitura, legittimando quindi pubblicamente l'esistenza del templarismo. Guarda caso, secondo diversi esperti (basandosi sugli inchiostri utilizzati), la redazione della Carta di Larmenio risalirebbe proprio al periodo del Duca d'Orleans.
Eppure, solo 87 anni dopo, in piena Rivoluzione Francese, pareva che la linea si fosse definitivamente interrotta con la morte nel 1792 dell'ultimo dei gran Maestri della lista, il duca Louis Hercule-Timoléon de Cossé-Brissac, ucciso a Versailles dai giacobini, senza aver nominato il suo successore. Ma, nel 1804, Claude-Mathieu Radix de Chevillon, un templare dell'Ordine oramai anziano e malato, reggente a suo dire durante la Rivoluzione del titolo di Gran Maestro (che in ogni modo non aveva intenzione di coprire personalmente), avrebbe incontrato alcuni amici con l'intento di conferire loro i poteri, trasmessigli dal Duca di Cossé-Brissac, poco prima della morte.

Il gruppo era formato dal dottor Philippe Ledru (secondo alcune fonti, medico personale del Duca di Cossé-Brissac), il notaio De Courchamp, Bernard Raymond Fabré-Palaprat (vedi sotto) e Prosper Charpentier De Saintot: erano tutti fratelli nella loggia massonica dei Chevaliers de la Croix (Cavalieri della Croce), una loggia che però dissentiva sul comune pensiero massonico dell'epoca che il templarismo (o meglio il neo-templarismo) dovesse essere subordinato alla massoneria. Chevillon nominò quindi Ledru Tenente-Generale per l'Africa, De Saintot Tenente Generale per l'Asia, De Courchamp Grande Precettore e Fabré-Palaprat nuovo Gran Maestro dell'Ordine.

Tuttavia, su questa storia esistono almeno altre due versioni alternative: nel primo Ledru sarebbe venuto in possesso della Carta di Larmenio e dei documenti di Filippo d'Orleans attraverso una vendita all'asta dei beni del defunto Duca di Cossé-Brissac; nel secondo i documenti sarebbero stati trovati dai Cavalieri della Croce in un cassetto di un mobile del duca.

Antico e Sovrano Ordine Militare del Tempio di Gerusalemme

L'Antico e Sovrano Ordine Militare del Tempio di Gerusalemme fu dunque ricostituito il 4 novembre 1804 da Bernard Raymond Fabré-Palaprat [un ex seminarista, avventuriero e medico (o forse chiropratico) nato nel 1773 a Cordes (nella regione francese del Tarn)] e soci: era un'istituzione neo-cavalleresca e soprattutto non-massonica.

Quest'ultimo particolare attirò l'attenzione e l'approvazione del neo-imperatore Napoleone Bonaparte, che vide in quest'atto un'alternativa al templarismo legato alla massoneria anti-monarchica e che quindi favorì la diffusione dell'Ordine in tutto l'Impero. L'imperatore fece perfino celebrare dal clero parigino una solenne cerimonia di riabilitazione di Jacques de Molay nel 1808.

Il graduale allontanamento dei neo-templari dalla massoneria fu concretizzato nel 1811, quando l'Ordine si dissociò ufficialmente dal Grande Oriente di Francia, e, nel contempo, pose l'accento sull'aspetto cattolico (venivano respinte le domande di adesioni di protestanti) dei propri intenti. Fabré-Palaprat probabilmente temendo che l'Ordine sarebbe stato, alla fine, fagocitato dalla Chiesa Cattolica, pensò quindi di sviluppare una sua chiesa autonoma con una propria dottrina.

Chiesa Gioannita dei Cristiani Primitivi

L'occasione gli si presentò nel 1814, quando egli venne in possesso (o trovò su una bancarella) di un manoscritto a sfondo gnostico, scritto in greco, denominato Levitikon (contenente una serie di dottrine religiose e dei rituali dei nove gradi dell'Ordine templare) e di un altro testo, denominato Evangelicon, una versione del Vangelo di San Giovanni - un probabile falso antico ma non troppo (del XV o, secondo altri, del XI secolo) - pesantemente modificato (senza i miracoli e la resurrezione: mancavano, infatti, i capitoli 20 e 21), con un inedito Gesù (iniziato in Egitto ai grandi misteri d'Osiride), che aveva conferito al suo discepolo favorito (Giovanni) la conoscenza divina o gnosi. Oltre a questo, Gesù era dipinto non certo come il figlio di Dio, ma come un semplice uomo, oltretutto figlio illegittimo di Maria!
La Chiesa cristiana "ufficiale" invece, fondata da Pietro e Paolo e dagli altri apostoli, non sarebbe quell'autentica, perché essi non avevano capito gli insegnamenti segreti di Gesù. Questi sarebbero poi stati conservati dai Patriarchi di Gerusalemme fino all'arrivo dei templari, i quali, in seguito, avrebbero assunto il ruolo di custodi dell'insegnamento segreto. Essi, infatti, imparando le dottrine attribuite a San Giovanni Apostolo, avrebbero rinunciato alla religione di San Pietro e Paolo, e sarebbero diventati gioanniti.

Sulla base, quindi, delle dottrine esposte nel Levitikon ed Evangelicon, Fabré-Palaprat fondò nel 1828 l'Église Johannites des Crétiens Primitif (Chiesa Gioannita dei Cristiani Primitivi). Per dare una successione apostolica valida alle consacrazioni, effettuate nella sua Chiesa, egli coinvolse un vescovo jureur (vale a dire, uno dei prelati che aveva giurato fedeltà alla Repubblica Francese), monsignor Guillaume Mauviel, vescovo di Cayes (in Haiti), che lo consacrò vescovo il 29 luglio 1810. A sua volta, Fabré-Palaprat consacrò Primate della Chiesa monsignor Jean Machault lo stesso giorno della sua investitura: fu infine Machault a consacrare il 20 febbraio 1831 il più famoso (all'epoca) aderente alla chiesa di Fabré-Palaprat, vale a dire l'ex sacerdote cattolico radicale dissidente (e sospeso a divinis) Ferdinand-François Châtel, fondatore della Chiesa Cattolica Francese.
Châtel non durò a lungo nella chiesa di Fabré-Palaprat, da cui fu espulso dopo un processo per "eresia", ma neanche la stessa chiesa gioannita se la passava bene: non sopravvisse, infatti, alla morte del proprio fondatore, avvenuta il 18 febbraio 1838, anche se ex membri del clero gioannita emigrarono in altre formazioni religiose eterodosse dell'epoca.

L'ordine templare dopo la morte di Fabré-Palaprat

Non tutti gli aderenti all'Antico e Sovrano Ordine Militare del Tempio di Gerusalemme presero sul serio le idee eterodosse di Fabré-Palaprat, e rimasero fermi nella loro fede cattolica: questa situazione portò ad una scissione nell'Ordine tra cattolici e seguaci di Fabré-Palaprat, che non fu ricomposta definitivamente neppure dopo la morte del fondatore, nonostante la mediazione del nuovo Gran Maestro, l'ammiraglio inglese Sir William Sidney-Smith. Dopo la morte di Sidney-Smith, i templari decisero di aprire le porte ai Cristiani di qualunque confessione, anche se la religione ufficiale rimase quella cattolica romana e la fedeltà alla Chiesa Cattolica fece sempre parte dei valori templari (assieme alla "tradizione" e all'"ordine").

Seguì un periodo di crisi profonda nell'Ordine: uno dopo l'altro i vari priorati chiusero o si misero in sonno (prendendo in prestito un termine massonico): rimasero attivi solo pochi priorati, tra i quali i templari belgi, che l'11 novembre 1894, organizzarono a Bruxelles la costituzione di una Segreteria Internazionale dei Templari, nonostante il dissenso di altre nazioni, come i templari inglesi, che perseguirono una strada autonoma. Sempre i templari belgi, il 1° ottobre 1933, costituirono a Lovanio il Gran Priorato del Belgio, ri-fondando il Magistero dell'Ordine, a Bruxelles, nello stesso anno, e affidandone la reggenza a Théodore Covias.
Dieci mesi dopo, l'8 agosto 1934, Emile-Isaac Clement Vanderberg diventò il nuovo Reggente: in piena seconda guerra mondiale, nel novembre del 1942, egli decise di affidare gli archivi dell'Ordine al conte Antonio Campelo Pinto de Sousa Fontes, Gran Priore del Portogallo. Alla fine del conflitto mondiale, accadde però l'imprevisto: il de Sousa Fontes si rifiutò di restituire gli archivi e, dopo la morte di Vanderberg in un incidente nel 1945, si proclamò Reggente, e poi Gran Maestro dell'Ordine (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem, OSMTJ), peggiorando la situazione con una nepotistica designazione del figlio Fernando Campelo Pinto Pereira de Sousa Fontes, a suo successore.
Queste decisioni di de Sousa Fontes provocarono una serie di scismi:
- Il 24 marzo 1956, il Reggente del Capitolo francese, Remy Guerardelle de Ribauville, trasmise i poteri al brasiliano Gabriel Inellas, che diede luogo al ramo cosiddetto "brasiliano", presente anche in Italia come Supremus Militaris Templi Hierosolymitani Ordo (Supremo Ordine Militare del Tempio di Gerusalemme).
- In Portogallo, nel frattempo, alla morte di de Sousa Fontes, gli successe, com'era prevedibile, il figlio, che si autoproclamò Reggente dell'Ordine, con il titolo di Principe reggente (ramo portoghese).
- Un gruppo che non accettò questo nepotismo della famiglia de Sousa Fontes, si riunì a Parigi, nel 1970, ed elesse Gran Maestro dell'Ordine il maresciallo e conte polacco Anton Zdrojewski (m.1988), che mantenne la sigla OSMTJ (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem).
- Nel 1995, la maggioranza dei templari, riuniti sotto la sigla OSMTH (Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani) e residenti in Austria, Francia, Italia, Finlandia, Inghilterra, Galles, Scozia e USA, decisero di disconoscere la reggenza di Fernando de Sousa Fontes e di organizzarsi autonomamente.
- Proliferano infine oggigiorno una babele di altre sigle templari minori.

Tutti questi gruppi, più diverse scissioni locali, hanno una presenza sul territorio italiano.

AMORC e neo-templari

Perfino l'AMORC (Antico e Mistico Ordine della Rosa e Croce) ha avuto una presenza passeggera nel templarismo. Infatti, come nel caso del martinismo, in cui l'AMORC aveva dato la possibilità agli adepti d'iscriversi all'Ordine Martinista Tradizionale dell'AMORC, così anche nel templarismo quest'ordine rosacrociano ha creato per i propri adepti l'ORT (Ordine Rinnovato del Tempio), che però è durato solo due anni (1971-1972). Dall'ORT è purtroppo derivata una scheggia impazzita: il famigerato Ordine del Tempio Solare, un culto apocalittico distruttivo, che ha visto il 4 e 5 ottobre 1994 un suicidio di massa (53 morti) dei propri adepti in Svizzera e Canada.

Infine, sempre d'origine AMORC, c'è da segnalare anche l'OSTI (Ordre Souverain du Temple Initiatique = Ordine Sovrano del Tempio Iniziatico), fondato dallo scrittore rosacrociano Raymond Bernard.

Ordini neo-Templari scozzesi

Uno sviluppo autonomo rispetto al filone discendente da Fabré-Palaprat é quello avvenuto in Scozia.
Il revival dell'ordine Templare in Scozia avvenne nel periodo giacobita nel 1745. In particolare in una lettera originale del III duca di Perth al conte di Airlie Lord Ogilvy, poco dopo la vittoria giacobita contro le truppe inglesi a Prestonpans, viene descritta una cerimonia segreta a Holyrood in cui il principe Charles Edward Stuart era stato eletto Gran Maestro dell'antica cavalleria del Tempio di Gerusalemme il 24 settembre 1745.
Ma il vero rifondatore della tradizione templare scozzese fu un incisore di sigilli, Alexander Deuchar, discendente da una famiglia simpatizzante giacobita.
Il nuovo Ordine iniziò formalmente nel 1805 quando fu consegnato uno statuto a Deuchar dal parte del Primo Grand Accampamento d'Irlanda, con il titolo di Accampamento di Edimburgo No. 31. In seguito questo divenne la Grande Assemblea dei Cavalieri Templari a Edimburgo.
Oggigiorno vi sono diverse organizzazioni templari in Scozia, sia in ambiente massonico che non massonico. Si possono citare:
- The Autonomous Grand Priory of Scotland;
- The Grand Priory of the Knights Templar in Scotland;
- The Grand Priory of the Scots;
- The Confederation of Scottish Knights Templar;
- The Ancient Scottish Military Order of Knights Templar;
- Militi Templi Scotia e
- The Prince Henry Sinclair Scottish Knight Templars.
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