https://youtu.be/nehtayk6U6Y
Lettera n1 Rosacroce.
Per favore dedicatevi il tempo di questo video e ascoltate attentamente dentro voi stessi tali parole.
Fate in modo che il vostro cuore si possa aprire un varco verso il vostro essere, la libertà deriva dal cambiamento e dalla volontà che mettete per raggiungerla.
Lettera n1 Rosacroce.
Per favore dedicatevi il tempo di questo video e ascoltate attentamente dentro voi stessi tali parole.
Fate in modo che il vostro cuore si possa aprire un varco verso il vostro essere, la libertà deriva dal cambiamento e dalla volontà che mettete per raggiungerla.
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Lectorium Rosicrucianum - Lettera n°1
Prima lettera Rosacroce d'Oro - Lectorium Rosicrucianum
IL CIELO STELLATO CHE NON C'E' PIU'
A tal proposito si racconta una storia:
Nel 1994 un blackout a Los Angeles lasciò parte della città nell’oscurità più totale e moltissimi cittadini videro qualcosa nel cielo che li sorprese a tal punto da portare moltissimi a chiamare la polizia e vari osservatori astronomici. Avevano visto per la prima volta nel cielo la VIA LATTEA.
Credit: Thierry Cohen
A tal proposito si racconta una storia:
Nel 1994 un blackout a Los Angeles lasciò parte della città nell’oscurità più totale e moltissimi cittadini videro qualcosa nel cielo che li sorprese a tal punto da portare moltissimi a chiamare la polizia e vari osservatori astronomici. Avevano visto per la prima volta nel cielo la VIA LATTEA.
Credit: Thierry Cohen
LA NEBULOSA PELLICCIA DI VOLPE
Questa scultorea nube interstellare è formata da polvere cosmica e gas che interagisce con la luce energetica e i venti di giovani stelle calde. La forma, la tessitura particolare ed il colore hanno portato ad assegnare alla regione il nome curioso di Nebulosa Pelliccia di Volpe.
Il caratteristico bagliore blu sulla sinistra è polvere che riflette la luce della stella S Mon, l’astro brillante subito sotto il bordo superiore dell’immagine. Le regioni rossastre e oscure sono una combinazione di polvere cosmica ed emissione da idrogeno ionizzato. S Mon è parte di un giovane ammasso aperto di stelle, NGC 2264, localizzato a circa 2.500 anni luce di distanza in direzione della costellazione dell’Unicorno.
Crop dell'immagine originale fatta pochi giorni fa.
Newton 254/1200 + coma correttore Mark III
Asi 294 MC pro
Montatura EQ6 PRO mod Rowan
27 light in Ha con pose da 300"
16 Light con L-pro con pose da 180"
Fusione HA/RRGB
Guidonia Montecelio ( Rm)
😎🔭
Questa scultorea nube interstellare è formata da polvere cosmica e gas che interagisce con la luce energetica e i venti di giovani stelle calde. La forma, la tessitura particolare ed il colore hanno portato ad assegnare alla regione il nome curioso di Nebulosa Pelliccia di Volpe.
Il caratteristico bagliore blu sulla sinistra è polvere che riflette la luce della stella S Mon, l’astro brillante subito sotto il bordo superiore dell’immagine. Le regioni rossastre e oscure sono una combinazione di polvere cosmica ed emissione da idrogeno ionizzato. S Mon è parte di un giovane ammasso aperto di stelle, NGC 2264, localizzato a circa 2.500 anni luce di distanza in direzione della costellazione dell’Unicorno.
Crop dell'immagine originale fatta pochi giorni fa.
Newton 254/1200 + coma correttore Mark III
Asi 294 MC pro
Montatura EQ6 PRO mod Rowan
27 light in Ha con pose da 300"
16 Light con L-pro con pose da 180"
Fusione HA/RRGB
Guidonia Montecelio ( Rm)
😎🔭
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
Photo
ANTIMONIO:
“Obscurum per obscurius, ignotum per ignotius”.
Il suo simbolo è Sb dal latino Stibium (bastone). I suoi cristalli naturali, infatti, presentano spesso questa forma.
Per questo motivo nel linguaggio simbolico iniziatico è l’asse centrale del bastone di Asclepio, sul quale si avvolge il o i serpenti.
La derivazione è certamente Copta (tardo egizia) dal nome attribuito al solfuro di antimonio di colore Rosso, attraverso l’evoluzione linguistica dal greco antico.
Il nome deriva infatti dal greco Anthos Ammon (fiore di Ammon).
Il fiore di Ammon è il fiore di loto, collegato alle acque ed ai rituali di purificazione, di rinascita e rigenerazione; ne era l’emblema.
L’antimonio infatti era già conosciuto ed utilizzato nell’antico Egitto nelle procedure di mummificazione e come componente per il trucco dell’ Occhio, per renderlo simile a quello di Orus.
È curioso che il suo oramai svelato utilizzo in “Alchimia”, per la realizzazione della “Pietra Filosofale”, che qualcuno definì “ Metafisica da laboratorio”; corrisponda ai giorni nostri, ad un notevole impiego in ambito tecnologico.
Sono infatti note le proprietà dell’Antimonio come semiconduttore per la realizzazione di DIOdi, che ricordo essere dispositivi che orientano- purificano e raddrizzano il segnale elettromagnetico.
Viene anche utilizzato nei sensori ad infrarossi.
È noto inoltre il suo impiego nell’effetto Hall e nelle memorie a cambiamento di fase ( PCM).
Tutte implicazioni ed impieghi tecnologici legati ai flussi di campo, o coefficiente di REDOX, in grado di polarizzare, orientare e favorire i legami nella materia.
′′ Riconosceremo la tecnologia dei semi di coscienza che avremo seminato.
Lo sviluppo della nostra tecnologia sarà direttamente proporzionale al livello di consapevolezza con cui l'abbiamo generata." (N. Haramein)
“Ponendo collettivamente la nostra attenzione verso nuove conoscenze sull'universo e sulle nuove tecnologie basate su quanto compreso, potremo piantare i semi della risonanza, che si propagheranno per generazioni”.
Questo è ciò che affermano scienziati e fisici illuminati.
Ma torniamo all’Antimonio e parliamo di numeri significativi.
51 è il suo numero atomico sulla tavola periodica.
121,76 il suo peso atomico e la configurazione elettronica forma una stella a cinque punte di livello energetico 2,8,18,18,5.
Struttura cristallina: romboedrico
Ultima curiosità: la cristallizzazione dell’antimonio sottoposto a processo di fusione e raffreddamento in acqua ionizzata, dall'antimonite impura, presenta dei pattern che ricordano le foglie di palma o le spighe di grano, tutti simboli di rinascita e rigenerazione (Pasqua) naturali.
La spiga è inoltre legata al mito di Demetra nei misteri Eleusini.
Se invece viene sottoposto ad un campo di vorticità coerente, l’Antimonio fuso si solidifica con una caratteristica disposizione a stella spiraliforme o appunto “fiore di loto”.
Vedi foto: strutture cristalline di Antimonio
“Obscurum per obscurius, ignotum per ignotius”.
Il suo simbolo è Sb dal latino Stibium (bastone). I suoi cristalli naturali, infatti, presentano spesso questa forma.
Per questo motivo nel linguaggio simbolico iniziatico è l’asse centrale del bastone di Asclepio, sul quale si avvolge il o i serpenti.
La derivazione è certamente Copta (tardo egizia) dal nome attribuito al solfuro di antimonio di colore Rosso, attraverso l’evoluzione linguistica dal greco antico.
Il nome deriva infatti dal greco Anthos Ammon (fiore di Ammon).
Il fiore di Ammon è il fiore di loto, collegato alle acque ed ai rituali di purificazione, di rinascita e rigenerazione; ne era l’emblema.
L’antimonio infatti era già conosciuto ed utilizzato nell’antico Egitto nelle procedure di mummificazione e come componente per il trucco dell’ Occhio, per renderlo simile a quello di Orus.
È curioso che il suo oramai svelato utilizzo in “Alchimia”, per la realizzazione della “Pietra Filosofale”, che qualcuno definì “ Metafisica da laboratorio”; corrisponda ai giorni nostri, ad un notevole impiego in ambito tecnologico.
Sono infatti note le proprietà dell’Antimonio come semiconduttore per la realizzazione di DIOdi, che ricordo essere dispositivi che orientano- purificano e raddrizzano il segnale elettromagnetico.
Viene anche utilizzato nei sensori ad infrarossi.
È noto inoltre il suo impiego nell’effetto Hall e nelle memorie a cambiamento di fase ( PCM).
Tutte implicazioni ed impieghi tecnologici legati ai flussi di campo, o coefficiente di REDOX, in grado di polarizzare, orientare e favorire i legami nella materia.
′′ Riconosceremo la tecnologia dei semi di coscienza che avremo seminato.
Lo sviluppo della nostra tecnologia sarà direttamente proporzionale al livello di consapevolezza con cui l'abbiamo generata." (N. Haramein)
“Ponendo collettivamente la nostra attenzione verso nuove conoscenze sull'universo e sulle nuove tecnologie basate su quanto compreso, potremo piantare i semi della risonanza, che si propagheranno per generazioni”.
Questo è ciò che affermano scienziati e fisici illuminati.
Ma torniamo all’Antimonio e parliamo di numeri significativi.
51 è il suo numero atomico sulla tavola periodica.
121,76 il suo peso atomico e la configurazione elettronica forma una stella a cinque punte di livello energetico 2,8,18,18,5.
Struttura cristallina: romboedrico
Ultima curiosità: la cristallizzazione dell’antimonio sottoposto a processo di fusione e raffreddamento in acqua ionizzata, dall'antimonite impura, presenta dei pattern che ricordano le foglie di palma o le spighe di grano, tutti simboli di rinascita e rigenerazione (Pasqua) naturali.
La spiga è inoltre legata al mito di Demetra nei misteri Eleusini.
Se invece viene sottoposto ad un campo di vorticità coerente, l’Antimonio fuso si solidifica con una caratteristica disposizione a stella spiraliforme o appunto “fiore di loto”.
Vedi foto: strutture cristalline di Antimonio
