LA NEBULOSA PELLICCIA DI VOLPE
Questa scultorea nube interstellare è formata da polvere cosmica e gas che interagisce con la luce energetica e i venti di giovani stelle calde. La forma, la tessitura particolare ed il colore hanno portato ad assegnare alla regione il nome curioso di Nebulosa Pelliccia di Volpe.
Il caratteristico bagliore blu sulla sinistra è polvere che riflette la luce della stella S Mon, l’astro brillante subito sotto il bordo superiore dell’immagine. Le regioni rossastre e oscure sono una combinazione di polvere cosmica ed emissione da idrogeno ionizzato. S Mon è parte di un giovane ammasso aperto di stelle, NGC 2264, localizzato a circa 2.500 anni luce di distanza in direzione della costellazione dell’Unicorno.
Crop dell'immagine originale fatta pochi giorni fa.
Newton 254/1200 + coma correttore Mark III
Asi 294 MC pro
Montatura EQ6 PRO mod Rowan
27 light in Ha con pose da 300"
16 Light con L-pro con pose da 180"
Fusione HA/RRGB
Guidonia Montecelio ( Rm)
😎🔭
Questa scultorea nube interstellare è formata da polvere cosmica e gas che interagisce con la luce energetica e i venti di giovani stelle calde. La forma, la tessitura particolare ed il colore hanno portato ad assegnare alla regione il nome curioso di Nebulosa Pelliccia di Volpe.
Il caratteristico bagliore blu sulla sinistra è polvere che riflette la luce della stella S Mon, l’astro brillante subito sotto il bordo superiore dell’immagine. Le regioni rossastre e oscure sono una combinazione di polvere cosmica ed emissione da idrogeno ionizzato. S Mon è parte di un giovane ammasso aperto di stelle, NGC 2264, localizzato a circa 2.500 anni luce di distanza in direzione della costellazione dell’Unicorno.
Crop dell'immagine originale fatta pochi giorni fa.
Newton 254/1200 + coma correttore Mark III
Asi 294 MC pro
Montatura EQ6 PRO mod Rowan
27 light in Ha con pose da 300"
16 Light con L-pro con pose da 180"
Fusione HA/RRGB
Guidonia Montecelio ( Rm)
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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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ANTIMONIO:
“Obscurum per obscurius, ignotum per ignotius”.
Il suo simbolo è Sb dal latino Stibium (bastone). I suoi cristalli naturali, infatti, presentano spesso questa forma.
Per questo motivo nel linguaggio simbolico iniziatico è l’asse centrale del bastone di Asclepio, sul quale si avvolge il o i serpenti.
La derivazione è certamente Copta (tardo egizia) dal nome attribuito al solfuro di antimonio di colore Rosso, attraverso l’evoluzione linguistica dal greco antico.
Il nome deriva infatti dal greco Anthos Ammon (fiore di Ammon).
Il fiore di Ammon è il fiore di loto, collegato alle acque ed ai rituali di purificazione, di rinascita e rigenerazione; ne era l’emblema.
L’antimonio infatti era già conosciuto ed utilizzato nell’antico Egitto nelle procedure di mummificazione e come componente per il trucco dell’ Occhio, per renderlo simile a quello di Orus.
È curioso che il suo oramai svelato utilizzo in “Alchimia”, per la realizzazione della “Pietra Filosofale”, che qualcuno definì “ Metafisica da laboratorio”; corrisponda ai giorni nostri, ad un notevole impiego in ambito tecnologico.
Sono infatti note le proprietà dell’Antimonio come semiconduttore per la realizzazione di DIOdi, che ricordo essere dispositivi che orientano- purificano e raddrizzano il segnale elettromagnetico.
Viene anche utilizzato nei sensori ad infrarossi.
È noto inoltre il suo impiego nell’effetto Hall e nelle memorie a cambiamento di fase ( PCM).
Tutte implicazioni ed impieghi tecnologici legati ai flussi di campo, o coefficiente di REDOX, in grado di polarizzare, orientare e favorire i legami nella materia.
′′ Riconosceremo la tecnologia dei semi di coscienza che avremo seminato.
Lo sviluppo della nostra tecnologia sarà direttamente proporzionale al livello di consapevolezza con cui l'abbiamo generata." (N. Haramein)
“Ponendo collettivamente la nostra attenzione verso nuove conoscenze sull'universo e sulle nuove tecnologie basate su quanto compreso, potremo piantare i semi della risonanza, che si propagheranno per generazioni”.
Questo è ciò che affermano scienziati e fisici illuminati.
Ma torniamo all’Antimonio e parliamo di numeri significativi.
51 è il suo numero atomico sulla tavola periodica.
121,76 il suo peso atomico e la configurazione elettronica forma una stella a cinque punte di livello energetico 2,8,18,18,5.
Struttura cristallina: romboedrico
Ultima curiosità: la cristallizzazione dell’antimonio sottoposto a processo di fusione e raffreddamento in acqua ionizzata, dall'antimonite impura, presenta dei pattern che ricordano le foglie di palma o le spighe di grano, tutti simboli di rinascita e rigenerazione (Pasqua) naturali.
La spiga è inoltre legata al mito di Demetra nei misteri Eleusini.
Se invece viene sottoposto ad un campo di vorticità coerente, l’Antimonio fuso si solidifica con una caratteristica disposizione a stella spiraliforme o appunto “fiore di loto”.
Vedi foto: strutture cristalline di Antimonio
“Obscurum per obscurius, ignotum per ignotius”.
Il suo simbolo è Sb dal latino Stibium (bastone). I suoi cristalli naturali, infatti, presentano spesso questa forma.
Per questo motivo nel linguaggio simbolico iniziatico è l’asse centrale del bastone di Asclepio, sul quale si avvolge il o i serpenti.
La derivazione è certamente Copta (tardo egizia) dal nome attribuito al solfuro di antimonio di colore Rosso, attraverso l’evoluzione linguistica dal greco antico.
Il nome deriva infatti dal greco Anthos Ammon (fiore di Ammon).
Il fiore di Ammon è il fiore di loto, collegato alle acque ed ai rituali di purificazione, di rinascita e rigenerazione; ne era l’emblema.
L’antimonio infatti era già conosciuto ed utilizzato nell’antico Egitto nelle procedure di mummificazione e come componente per il trucco dell’ Occhio, per renderlo simile a quello di Orus.
È curioso che il suo oramai svelato utilizzo in “Alchimia”, per la realizzazione della “Pietra Filosofale”, che qualcuno definì “ Metafisica da laboratorio”; corrisponda ai giorni nostri, ad un notevole impiego in ambito tecnologico.
Sono infatti note le proprietà dell’Antimonio come semiconduttore per la realizzazione di DIOdi, che ricordo essere dispositivi che orientano- purificano e raddrizzano il segnale elettromagnetico.
Viene anche utilizzato nei sensori ad infrarossi.
È noto inoltre il suo impiego nell’effetto Hall e nelle memorie a cambiamento di fase ( PCM).
Tutte implicazioni ed impieghi tecnologici legati ai flussi di campo, o coefficiente di REDOX, in grado di polarizzare, orientare e favorire i legami nella materia.
′′ Riconosceremo la tecnologia dei semi di coscienza che avremo seminato.
Lo sviluppo della nostra tecnologia sarà direttamente proporzionale al livello di consapevolezza con cui l'abbiamo generata." (N. Haramein)
“Ponendo collettivamente la nostra attenzione verso nuove conoscenze sull'universo e sulle nuove tecnologie basate su quanto compreso, potremo piantare i semi della risonanza, che si propagheranno per generazioni”.
Questo è ciò che affermano scienziati e fisici illuminati.
Ma torniamo all’Antimonio e parliamo di numeri significativi.
51 è il suo numero atomico sulla tavola periodica.
121,76 il suo peso atomico e la configurazione elettronica forma una stella a cinque punte di livello energetico 2,8,18,18,5.
Struttura cristallina: romboedrico
Ultima curiosità: la cristallizzazione dell’antimonio sottoposto a processo di fusione e raffreddamento in acqua ionizzata, dall'antimonite impura, presenta dei pattern che ricordano le foglie di palma o le spighe di grano, tutti simboli di rinascita e rigenerazione (Pasqua) naturali.
La spiga è inoltre legata al mito di Demetra nei misteri Eleusini.
Se invece viene sottoposto ad un campo di vorticità coerente, l’Antimonio fuso si solidifica con una caratteristica disposizione a stella spiraliforme o appunto “fiore di loto”.
Vedi foto: strutture cristalline di Antimonio
🔻⬜ CONOSCI TE STESSO ⬜🔻
“Con sapienza e sperimentar di intelletto”.
“Colui che conosce il Tutto, se perde se stesso, perde il Tutto”.
“Io sono la luce che si diffonde su tutti. Io sono il Tutto. Il Tutto esce da me e il Tutto ritorna in me. Tagliate del legno: io sono lì. Sollevate la pietra, li mi troverete.
Guardatevi dentro e mi udirete; specchiatevi in una sorgente di smeraldo e mi vedrete”.
Se chi avrà la presunzione di guidarvi vi separerà e vi farà sentire sbagliati o inferiori dicendovi:
« “ Si, il Regno è nei cieli”, allora gli uccelli del cielo saranno in vantaggio. Se vi dirà che è nel mare, allora i pesci saranno in vantaggio.
Ma il regno è ovunque. Il Regno è dentro voi e fuori di voi. Quando voi vi conoscerete, allora sarete consci e saprete che siete voi i figli del padre/madre vivente, perché siete nel regno e voi stessi lo siete.
Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nelle privazioni da voi stessi procurate e sarete voi stessi privazione”.
(Dal vangelo di Tommaso didimo Giuda) considerato apocrifo.
“Con sapienza e sperimentar di intelletto”.
“Colui che conosce il Tutto, se perde se stesso, perde il Tutto”.
“Io sono la luce che si diffonde su tutti. Io sono il Tutto. Il Tutto esce da me e il Tutto ritorna in me. Tagliate del legno: io sono lì. Sollevate la pietra, li mi troverete.
Guardatevi dentro e mi udirete; specchiatevi in una sorgente di smeraldo e mi vedrete”.
Se chi avrà la presunzione di guidarvi vi separerà e vi farà sentire sbagliati o inferiori dicendovi:
« “ Si, il Regno è nei cieli”, allora gli uccelli del cielo saranno in vantaggio. Se vi dirà che è nel mare, allora i pesci saranno in vantaggio.
Ma il regno è ovunque. Il Regno è dentro voi e fuori di voi. Quando voi vi conoscerete, allora sarete consci e saprete che siete voi i figli del padre/madre vivente, perché siete nel regno e voi stessi lo siete.
Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nelle privazioni da voi stessi procurate e sarete voi stessi privazione”.
(Dal vangelo di Tommaso didimo Giuda) considerato apocrifo.
🔥QUANDO SEMBRANO PREVALERE TEMPI DI OSCURITÀ, TIENI ALTA LA TUA FIAMMA!🔥
Quando qualcuno ti insulta, ti riduce a un oggetto, ti incasella e svilisce persona a categoria.
Quando ti offre un consiglio non richiesto,
quando ti incolpa per la sua sofferenza,
quando non ti ascolta, e parla continuamente di sè,
quando ti paragona agli altri, non ti rispetta,
quando ignora, contraddice, giudica o ridicolizza i tuoi pensieri e le tue emozioni, la tua vita e la tua esperienza.
Quando poi ti accorgi che anche tu, stai precipitando; e ti stai comportando esattamente nello stesso modo.
Fermati...
Respira... e soffia sulla fiamma!
Sappi che si tratta del suo dolore, non del tuo.
Sappi che sta facendo il solo sogno che può fare, finché non si sveglierà.
Sappi che non vuole comprendere, conosce solo la sua immaginazione.
Forse gli è difficile amare se stesso.
Forse ha bisogno di cercare il suo valore all’esterno.
Forse è disconnesso dal suo respiro, dal corpo, dalla sua preziosa vitalità, dalla sua vera vocazione.
Forse vive in un mondo dualistico di bene e male, giusto e sbagliato, bianco o nero, successo e fallimento.
Forse ha dimenticato la semplice gioia di essere se stessi, nel bene e nel male.
Forse puoi capirlo.
Forse sei stato dov’è stato lui. Conosci quel sentiero, a volte ci passi ancora; anche tu che ne hai fatta di strada in tua compagnia.
Non cercare di cambiarlo, ora.
Potrebbe non cambiare mai. A volte non basta una vita.
Non cercare di correggerlo. Non sta chiedendo di essere corretto.
Più tu forzi, più lui reagirà.
Non rimanere impigliato e schiacciato dalla sua rete di infelicità.
Osserva con chiarezza, magari sii compassionevole, ma non forzare.
Va bene se è sconvolto. Davvero.
Dagli lo spazio di essere sconvolto.
Va bene se si sente deluso da te.
Dagli lo spazio di sentirsi deluso.
Va bene se ti giudica.
Fa’ spazio anche per i suoi giudizi. Magari ti aiuteranno lungo quella via, la tua via.
E fa’ spazio per ciò che pensi e senti tu!
Permettiti di sentirti triste, arrabbiato, in colpa, in dubbio. Non temere di sentirti vivo.
Lasciati attraversare da tutte queste preziose energie che chiamiamo emozioni, per alleggerirne il peso e la spinta che hanno sull’animo.
Non ti faranno alcun male, se permetterai loro di muoversi, di trasformarsi, di cambiarti.
Sì ... incontrerai molti guardiani in questo viaggio.
Va’ comunque per la tua strada, e permetti agli altri di andare per la loro.
Non hai bisogno di giustificare il tuo cammino, né di difenderlo.
Resta accanto a te stesso in questi tempi difficili.
Non lottare contro l’oscurità; è parte di te, ma non ha potere in ogni caso.
Tieni semplicemente alta la tua luce, alimenta e dai vigore alla tua fiamma.
E soprattutto non tener conto neanche di ciò che hai fin qui letto.
Se ti ci sei specchiato, ispirati, ma rielabora.
Trova la tua sola ed unica strada. Solo tu puoi essere maestro e guida di te stesso.
Tieni alta la tua fiamma ...
Quando qualcuno ti insulta, ti riduce a un oggetto, ti incasella e svilisce persona a categoria.
Quando ti offre un consiglio non richiesto,
quando ti incolpa per la sua sofferenza,
quando non ti ascolta, e parla continuamente di sè,
quando ti paragona agli altri, non ti rispetta,
quando ignora, contraddice, giudica o ridicolizza i tuoi pensieri e le tue emozioni, la tua vita e la tua esperienza.
Quando poi ti accorgi che anche tu, stai precipitando; e ti stai comportando esattamente nello stesso modo.
Fermati...
Respira... e soffia sulla fiamma!
Sappi che si tratta del suo dolore, non del tuo.
Sappi che sta facendo il solo sogno che può fare, finché non si sveglierà.
Sappi che non vuole comprendere, conosce solo la sua immaginazione.
Forse gli è difficile amare se stesso.
Forse ha bisogno di cercare il suo valore all’esterno.
Forse è disconnesso dal suo respiro, dal corpo, dalla sua preziosa vitalità, dalla sua vera vocazione.
Forse vive in un mondo dualistico di bene e male, giusto e sbagliato, bianco o nero, successo e fallimento.
Forse ha dimenticato la semplice gioia di essere se stessi, nel bene e nel male.
Forse puoi capirlo.
Forse sei stato dov’è stato lui. Conosci quel sentiero, a volte ci passi ancora; anche tu che ne hai fatta di strada in tua compagnia.
Non cercare di cambiarlo, ora.
Potrebbe non cambiare mai. A volte non basta una vita.
Non cercare di correggerlo. Non sta chiedendo di essere corretto.
Più tu forzi, più lui reagirà.
Non rimanere impigliato e schiacciato dalla sua rete di infelicità.
Osserva con chiarezza, magari sii compassionevole, ma non forzare.
Va bene se è sconvolto. Davvero.
Dagli lo spazio di essere sconvolto.
Va bene se si sente deluso da te.
Dagli lo spazio di sentirsi deluso.
Va bene se ti giudica.
Fa’ spazio anche per i suoi giudizi. Magari ti aiuteranno lungo quella via, la tua via.
E fa’ spazio per ciò che pensi e senti tu!
Permettiti di sentirti triste, arrabbiato, in colpa, in dubbio. Non temere di sentirti vivo.
Lasciati attraversare da tutte queste preziose energie che chiamiamo emozioni, per alleggerirne il peso e la spinta che hanno sull’animo.
Non ti faranno alcun male, se permetterai loro di muoversi, di trasformarsi, di cambiarti.
Sì ... incontrerai molti guardiani in questo viaggio.
Va’ comunque per la tua strada, e permetti agli altri di andare per la loro.
Non hai bisogno di giustificare il tuo cammino, né di difenderlo.
Resta accanto a te stesso in questi tempi difficili.
Non lottare contro l’oscurità; è parte di te, ma non ha potere in ogni caso.
Tieni semplicemente alta la tua luce, alimenta e dai vigore alla tua fiamma.
E soprattutto non tener conto neanche di ciò che hai fin qui letto.
Se ti ci sei specchiato, ispirati, ma rielabora.
Trova la tua sola ed unica strada. Solo tu puoi essere maestro e guida di te stesso.
Tieni alta la tua fiamma ...
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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[...] Oggi voglio presentarvi un gioiellino pitagorico la cui prima descrizione -anche se sotto il velo delle allusioni e degli enigmi- si trova nel Teeteto di Platone: la spirale di Teodoro di Cirene.
Il motivo per cui voglio presentarvi questa costruzione trova la sua ragione nel fatto che recentemente è stata scoperta una proprietà inaspettata di questa spirale che ricorda alquanto il risultato riportato da Tabit sul prodotto dei numeri naturali e π. Prima di poter presentare la costruzione di Teodoro, dobbiamo peró fare una breve parentesi relativa ai numeri irrazionali algebrici.
Oggi, chiunque abbia conoscenze elementari di matematica conosce i numeri «irrazionali», questi sono i numeri che non possono essere scritti sotto forma di frazione a/b dove a e b sono numeri naturali. I numeri irrazionali si dividono in due grandi categorie: i numeri irrazionali algebrici e quelli trascendenti. I primi possono essere scritti come soluzione di equazioni agebriche e di essi fanno parte tutti i radicali dei numeri naturali come √2, √3, ∛2, etc.; dei secondi fanno parte quei numeri non ottenibili come soluzioni di equazioni polinomiali π, ℯ, etc... .
I Pitagorici davano una enorme -e apparentemente inspiegabile- importanza ai numeri irrazionali, tanto che l'apocrifa vulgata vorrebbe Ippaso da Metaponto come vittima di un naufragio o addirittura di un omicidio per aver infranto il segreto attorno a tali numeri.
Più prosaicamente sappiamo che i Pitagorici consideravano i numeri irrazionali quale parte di un insegnamento vincolato alla «Disciplina dell'Arcano», ovvero riservato ai soli iniziati perché relativo a dei numeri «esoterici», quindi non manifesti e occulti, di cui i numeri naturali costituiscono l'espressione «exoterica» e visibile.
Per capire a fondo questa visione di cose dobbiamo distaccarci dal modo usuale che abbiamo di rappresentare i numeri su un'unica retta, che è la retta reale. Tale rappresentazione lineare, cartesiana, pur essendo incredibilmente utile per la nostra Geometria Analitica, non è l'unica possibile e certamente non era utilizzata all'epoca dei Pitagorici. Questi avevano una concezione più geometrica che algebrica dei numeri e possiamo dire che per essi un numero era identificato da una lunghezza concretamente rappresentabile. Il mistero che avvolge i numeri irrazionali conosciuti dai pitagorici dell'epoca deriva dal processo della loro costruzione.
L'Uno 1 è per i Pitagorici l'Origine e il Padre di tutti i Numeri. Da questo deriva il Due 2, che possiamo ottenere attraverso un prolungamento con una linea orizzontale (Fig.1). Ora, se ci muoviamo di una nuova unità, ma verticalmente invece che orizzontalmente, ovvero nell'interiorità delle cose invece che nella loro esteriorità, nell'essenza della realtà invece che nell'apparenza, otteniamo un nuovo numero, relazionato con il numero 2, che identificheremo come √2. Questo Numero, che appare essere come un «gemello» occulto del nostro numero 2, è «incommensurabile», ovvero non rapportabile a nessun altro numero naturale, e appare dunque essere di un'altra «specie» di numeri. [... continua...]
estratto da "La spirale di Teodoro, i numeri irrazionali e pi greca" (Solis)
in Mathesis, volume 3
https://www.amazon.it/dp/B08Y4LK7JW
Il motivo per cui voglio presentarvi questa costruzione trova la sua ragione nel fatto che recentemente è stata scoperta una proprietà inaspettata di questa spirale che ricorda alquanto il risultato riportato da Tabit sul prodotto dei numeri naturali e π. Prima di poter presentare la costruzione di Teodoro, dobbiamo peró fare una breve parentesi relativa ai numeri irrazionali algebrici.
Oggi, chiunque abbia conoscenze elementari di matematica conosce i numeri «irrazionali», questi sono i numeri che non possono essere scritti sotto forma di frazione a/b dove a e b sono numeri naturali. I numeri irrazionali si dividono in due grandi categorie: i numeri irrazionali algebrici e quelli trascendenti. I primi possono essere scritti come soluzione di equazioni agebriche e di essi fanno parte tutti i radicali dei numeri naturali come √2, √3, ∛2, etc.; dei secondi fanno parte quei numeri non ottenibili come soluzioni di equazioni polinomiali π, ℯ, etc... .
I Pitagorici davano una enorme -e apparentemente inspiegabile- importanza ai numeri irrazionali, tanto che l'apocrifa vulgata vorrebbe Ippaso da Metaponto come vittima di un naufragio o addirittura di un omicidio per aver infranto il segreto attorno a tali numeri.
Più prosaicamente sappiamo che i Pitagorici consideravano i numeri irrazionali quale parte di un insegnamento vincolato alla «Disciplina dell'Arcano», ovvero riservato ai soli iniziati perché relativo a dei numeri «esoterici», quindi non manifesti e occulti, di cui i numeri naturali costituiscono l'espressione «exoterica» e visibile.
Per capire a fondo questa visione di cose dobbiamo distaccarci dal modo usuale che abbiamo di rappresentare i numeri su un'unica retta, che è la retta reale. Tale rappresentazione lineare, cartesiana, pur essendo incredibilmente utile per la nostra Geometria Analitica, non è l'unica possibile e certamente non era utilizzata all'epoca dei Pitagorici. Questi avevano una concezione più geometrica che algebrica dei numeri e possiamo dire che per essi un numero era identificato da una lunghezza concretamente rappresentabile. Il mistero che avvolge i numeri irrazionali conosciuti dai pitagorici dell'epoca deriva dal processo della loro costruzione.
L'Uno 1 è per i Pitagorici l'Origine e il Padre di tutti i Numeri. Da questo deriva il Due 2, che possiamo ottenere attraverso un prolungamento con una linea orizzontale (Fig.1). Ora, se ci muoviamo di una nuova unità, ma verticalmente invece che orizzontalmente, ovvero nell'interiorità delle cose invece che nella loro esteriorità, nell'essenza della realtà invece che nell'apparenza, otteniamo un nuovo numero, relazionato con il numero 2, che identificheremo come √2. Questo Numero, che appare essere come un «gemello» occulto del nostro numero 2, è «incommensurabile», ovvero non rapportabile a nessun altro numero naturale, e appare dunque essere di un'altra «specie» di numeri. [... continua...]
estratto da "La spirale di Teodoro, i numeri irrazionali e pi greca" (Solis)
in Mathesis, volume 3
https://www.amazon.it/dp/B08Y4LK7JW
Amazon
Mathesis volume 3: Rivista di metafisica del numero, aritmetica sacra e geometria iniziatica
Mathesis è una rivista di esoterismo matematico. Essa raccoglie articoli di metafisica del numero, aritmetica sacra e geometria iniziatica. In questo numero i lettori troveranno i seguenti articoli: l'evoluzione dei sistemi meccanici e dei sistemi organici…
Forwarded from 𓂀
Zhao Xiang Zi andò a caccia nelle Montagne Centrali con un seguito di centomila
uomini. Incendiò le foreste dando fuoco al sottobosco e fece divampare le fiamme per
centinaia di miglia.
Un giorno vide una figura umana uscire da un dirupo e muoversi fra le fiamme, salendo e scendendo con il fumo e le scintille. Tutti pensarono che si trattasse di un demone. Quando il fuoco si spense, l’uomo uscì camminando tranquillamente come se nulla fosse.
Zhao Xiang Zi se ne meravigliò grandemente. Fece fermare l’uomo e lo esaminò
attentamente. Aveva la forma, il colore e le sette aperture nella testa di un essere umano,
respirava e parlava come un essere umano.
Zhao Xiang Zi lo interrogò: “Qual’è il segreto
del tuo vivere nella roccia e attraversare le fiamme?”
“Cosa sono queste cose che chiami roccia e fiamme?”
“Quella cosa da cui sei uscito poco fa è una roccia e ciò che hai attraversato sono fiamme.”
“Non so nulla di tutto ciò.”
Quando il duca Wen di Wei venne a conoscenza di questa storia, chiese a Zi Xia, il
discepolo di Confucio: “Che genere di uomo era quello?”
“Secondo le parole del maestro che ho udite, l’uomo che realizza l’armonia si identifica
totalmente con tutte le cose e nulla può ostacolarlo o ferirlo. Può allora penetrare nel
metallo o nella pietra e camminare nell’acqua e nel fuoco.”
“Perché non lo fai tu stesso?” chiese il duca.
“Perché non sono ancora in grado di liberarmi della mente e di disfarmi della conoscenza.
Ma posso dirti tutto quello che vuoi a questo proposito.”
“E perché non lo fa il tuo maestro?”
“Il mio maestro è capace di farlo, ma è anche capace di non farlo.”Questa risposta piacque molto al duca Wen. - Liezi, II
uomini. Incendiò le foreste dando fuoco al sottobosco e fece divampare le fiamme per
centinaia di miglia.
Un giorno vide una figura umana uscire da un dirupo e muoversi fra le fiamme, salendo e scendendo con il fumo e le scintille. Tutti pensarono che si trattasse di un demone. Quando il fuoco si spense, l’uomo uscì camminando tranquillamente come se nulla fosse.
Zhao Xiang Zi se ne meravigliò grandemente. Fece fermare l’uomo e lo esaminò
attentamente. Aveva la forma, il colore e le sette aperture nella testa di un essere umano,
respirava e parlava come un essere umano.
Zhao Xiang Zi lo interrogò: “Qual’è il segreto
del tuo vivere nella roccia e attraversare le fiamme?”
“Cosa sono queste cose che chiami roccia e fiamme?”
“Quella cosa da cui sei uscito poco fa è una roccia e ciò che hai attraversato sono fiamme.”
“Non so nulla di tutto ciò.”
Quando il duca Wen di Wei venne a conoscenza di questa storia, chiese a Zi Xia, il
discepolo di Confucio: “Che genere di uomo era quello?”
“Secondo le parole del maestro che ho udite, l’uomo che realizza l’armonia si identifica
totalmente con tutte le cose e nulla può ostacolarlo o ferirlo. Può allora penetrare nel
metallo o nella pietra e camminare nell’acqua e nel fuoco.”
“Perché non lo fai tu stesso?” chiese il duca.
“Perché non sono ancora in grado di liberarmi della mente e di disfarmi della conoscenza.
Ma posso dirti tutto quello che vuoi a questo proposito.”
“E perché non lo fa il tuo maestro?”
“Il mio maestro è capace di farlo, ma è anche capace di non farlo.”Questa risposta piacque molto al duca Wen. - Liezi, II
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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Chi siamo? Da dove veniamo? A scuola ci hanno insegnato che l'America è stata scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492. Ma poi, prove alla mano (dati archeologici), ci accorgiamo che in America ci sono andati tutti, prima di Colombo. Nel Gran Canyon del Colorado hanno trovato addirittura delle tombe egizie. Ovunque, in Brasile, le rocce sono piene di incisioni in lingua fenicia. Un manoscritto custodito nella biblioteca di Rio de Janeiro documenta il ritrovamento di un'antica città greca. Se andiamo in Messico, nel sito di Comalcalco (nella regione del Chiapas), sembra di essere a Ostia antica: è l'unica città dell'area Maya non edificata con pietre, ma con mattoni, secondo le tecniche edilizie romane. Mattoni con impressi i marchi dei fabbricanti, come usavano i costruttori romani (ci sono pure i loro nomi, infatti).
Sempre in Messico sono state trovate delle teste di terracotta prettamente romane. Monete romane sono state trovate ovunque, nel territorio americano. Addirittura, un capo indiano dell'importante tribù dei Nasi Forati, sconfitto nel 1878 dal neonato esercito degli Stati Uniti, prima di essere costretto a trasferirsi in una riserva, insieme al suo popolo, volle donare un omaggio al generale che l'aveva battuto sul campo: era il ciondolo che portava al collo, con - incastonata - una tavoletta in terracotta di origine sumera, scritta in caratteri cuneiformi. La sua tribù se l'era tramandata, di generazione in generazione, da millenni. Quella tavoletta - oggi esposta in un museo, in America - contiene una transazione commerciale: è la ricevuta d'acquisto di alcune capre, comprate per compiere un sacrificio propiziatorio alla vigilia di un lungo viaggio. L'uomo che in Mesopotamia aveva comprato quelle capre per propiziare la fortuna durante il viaggio, poi è finito dall'altra parte dell'Oceano.
In Bolivia, negli anni '80, è stato scoperto un grande vaso rituale in pietra, per libagioni e offerte votive, che al proprio interno ha iscrizioni in sumero: cuneiforme sumerico, come quello della tavoletta del navigatore. Gli esempi analoghi sono centinaia. Il Canada, ad esempio, è pieno di iscrizioni celtiche. Poi sappiamo - perché è documentato - di una flotta partita da Portovenere (La Spezia) nel 1442: una flotta di sette navi fiorentine, comandata dal nonno di Amerigo Vespucci. Il 4 luglio di quell'anno, la flotta arrivò all'estuario del fiume San Lorenzo, sulla costa atlantica del Canada, cinquant'anni prima del viaggio di Colombo. La famiglia Medici, fatta di grandi banchieri, dall'America importava l'oro. Ho trovato le prove di quel viaggio, e persino i nomi dei comandanti delle navi. La data di arrivo è stata tramandata, dai padri costituenti degli Stati Uniti: la festività del 4 Luglio non l'hanno creata a caso, ma in ricordo dell'arrivo delle navi fiorentine in America.
Di queste cose non troverete notizia, nei libri di storia. Tutto ciò che ci è stato insegnato è stato sempre finalizzato ad un solo obiettivo: il mantenimento dello status quo, il potere di chi comanda. Triste realtà: la storia la scrivono sempre i vincitori. E l'insegnamento della storia è sempre stato orientato a salvaguardare il potere di chi ha vinto. Quante bugie ci hanno raccontato, a partire dalla preistoria? Come ci sono state raccontate, le origini dell'umanità? Di recente è stato condannato lo Smithsonian Institute, una delle principali istituzioni culturali degli Stati Uniti, gestore di decine di musei: nel corso di decenni ha deliberatamente distrutto migliaia di reperti archeologici, perché "scomodi". Conosco l'ambiente dell'archeologia: ogni reperto non coerente con il paradigma dominante viene occultato, o sepolto negli scantinati dei musei. Non vogliono farci capire da dove veniamo, veramente.
Credit: Nicola Bizzi
Sempre in Messico sono state trovate delle teste di terracotta prettamente romane. Monete romane sono state trovate ovunque, nel territorio americano. Addirittura, un capo indiano dell'importante tribù dei Nasi Forati, sconfitto nel 1878 dal neonato esercito degli Stati Uniti, prima di essere costretto a trasferirsi in una riserva, insieme al suo popolo, volle donare un omaggio al generale che l'aveva battuto sul campo: era il ciondolo che portava al collo, con - incastonata - una tavoletta in terracotta di origine sumera, scritta in caratteri cuneiformi. La sua tribù se l'era tramandata, di generazione in generazione, da millenni. Quella tavoletta - oggi esposta in un museo, in America - contiene una transazione commerciale: è la ricevuta d'acquisto di alcune capre, comprate per compiere un sacrificio propiziatorio alla vigilia di un lungo viaggio. L'uomo che in Mesopotamia aveva comprato quelle capre per propiziare la fortuna durante il viaggio, poi è finito dall'altra parte dell'Oceano.
In Bolivia, negli anni '80, è stato scoperto un grande vaso rituale in pietra, per libagioni e offerte votive, che al proprio interno ha iscrizioni in sumero: cuneiforme sumerico, come quello della tavoletta del navigatore. Gli esempi analoghi sono centinaia. Il Canada, ad esempio, è pieno di iscrizioni celtiche. Poi sappiamo - perché è documentato - di una flotta partita da Portovenere (La Spezia) nel 1442: una flotta di sette navi fiorentine, comandata dal nonno di Amerigo Vespucci. Il 4 luglio di quell'anno, la flotta arrivò all'estuario del fiume San Lorenzo, sulla costa atlantica del Canada, cinquant'anni prima del viaggio di Colombo. La famiglia Medici, fatta di grandi banchieri, dall'America importava l'oro. Ho trovato le prove di quel viaggio, e persino i nomi dei comandanti delle navi. La data di arrivo è stata tramandata, dai padri costituenti degli Stati Uniti: la festività del 4 Luglio non l'hanno creata a caso, ma in ricordo dell'arrivo delle navi fiorentine in America.
Di queste cose non troverete notizia, nei libri di storia. Tutto ciò che ci è stato insegnato è stato sempre finalizzato ad un solo obiettivo: il mantenimento dello status quo, il potere di chi comanda. Triste realtà: la storia la scrivono sempre i vincitori. E l'insegnamento della storia è sempre stato orientato a salvaguardare il potere di chi ha vinto. Quante bugie ci hanno raccontato, a partire dalla preistoria? Come ci sono state raccontate, le origini dell'umanità? Di recente è stato condannato lo Smithsonian Institute, una delle principali istituzioni culturali degli Stati Uniti, gestore di decine di musei: nel corso di decenni ha deliberatamente distrutto migliaia di reperti archeologici, perché "scomodi". Conosco l'ambiente dell'archeologia: ogni reperto non coerente con il paradigma dominante viene occultato, o sepolto negli scantinati dei musei. Non vogliono farci capire da dove veniamo, veramente.
Credit: Nicola Bizzi