Io ho cominciato a predicare alla gente la bellezza della religione e le conoscenze.
O gente, nata sulla Terra, infangata dall’alcoolismo, dal sonno e dall’ignoranza verso Dio! Smaltite la sbornia, scrollatevi dalla vostra cattiveria e svegliatevi dalla vostra stupidità!
Perché vi state dando alla morte quando vi è stato concesso di acquisire l’immortalità?
Apritevi, giratevi verso la vostra vera sostanza, voi, che siete persi e state scemando per colpa della vostra ignoranza!
Allontanatevi dalla strada tetra, iniziatevi all’immortalità e una volta per sempre respingete tutti i vizi!
Troverete il bene soltanto in Dio e mai altrove!
(Dall’appello d’Ermete agli egizi)
O gente, nata sulla Terra, infangata dall’alcoolismo, dal sonno e dall’ignoranza verso Dio! Smaltite la sbornia, scrollatevi dalla vostra cattiveria e svegliatevi dalla vostra stupidità!
Perché vi state dando alla morte quando vi è stato concesso di acquisire l’immortalità?
Apritevi, giratevi verso la vostra vera sostanza, voi, che siete persi e state scemando per colpa della vostra ignoranza!
Allontanatevi dalla strada tetra, iniziatevi all’immortalità e una volta per sempre respingete tutti i vizi!
Troverete il bene soltanto in Dio e mai altrove!
(Dall’appello d’Ermete agli egizi)
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.»
L'infinito. - Giacomo Leopardi.
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.»
L'infinito. - Giacomo Leopardi.
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Forwarded from La Via verso le Stelle
Io rendo omaggio a Te, che trascendi il dispiegamento dell'universo e insieme hai come corpo il tutto, a te che sei perpetua beatitudine e luce, a te, mio Sé, dalle potenze infinite.
A quella realtà in cui Tu sei Tu, io sono io, in cui Tu soltanto sei e io non sono, in cui io sono Te, in cui né Tu né io siamo, a quella io mi inchino.
Abhinavagupta
A quella realtà in cui Tu sei Tu, io sono io, in cui Tu soltanto sei e io non sono, in cui io sono Te, in cui né Tu né io siamo, a quella io mi inchino.
Abhinavagupta
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