https://it.wikipedia.org/wiki/Proteo
«Così gli antichi Filosofi e i Poeti dissero l'Etere Anima del Mondo, Spirito, Fuoco purissimo, e Motore di tutte le cose, Giove, Proteo. Perché stimarono che tutti i corpi governi, lo nominarono Anima del Mondo e Spirito per la sottigliezza delle sue parti, che dai sensi conoscer non si possono; Fuoco per l'attività, Motore e Giove per la forza universale con cui muove tutte le cose; Proteo perché prende le figure tutte.»
(Giacinto Gimma, Della storia naturale delle gemme, delle pietre, e di tutti i minerali, vol. II, pag. 479, Firenze, stamperia di Felice Mosca, 1730)
«Così gli antichi Filosofi e i Poeti dissero l'Etere Anima del Mondo, Spirito, Fuoco purissimo, e Motore di tutte le cose, Giove, Proteo. Perché stimarono che tutti i corpi governi, lo nominarono Anima del Mondo e Spirito per la sottigliezza delle sue parti, che dai sensi conoscer non si possono; Fuoco per l'attività, Motore e Giove per la forza universale con cui muove tutte le cose; Proteo perché prende le figure tutte.»
(Giacinto Gimma, Della storia naturale delle gemme, delle pietre, e di tutti i minerali, vol. II, pag. 479, Firenze, stamperia di Felice Mosca, 1730)
Wikipedia
Proteo
divinità dell'antica Grecia
L'etere, l'essenza primordiale.
«La terra vera e propria, la terra pura si libra nel cielo limpido, dove son gli astri, in quella parte chiamata etere da coloro che sogliono discutere di queste questioni; ciò che confluisce continuamente nelle cavità terrestri non è che un suo sedimento. Noi che viviamo in queste fosse non ce ne accorgiamo e crediamo di essere alti sulla terra, come uno che stando in fondo al mare credesse di essere alla superficie e vedendo il sole e le altre stelle attraverso l'acqua, scambiasse il mare per il cielo.»
(Platone, Fedone, LVII)
«La terra vera e propria, la terra pura si libra nel cielo limpido, dove son gli astri, in quella parte chiamata etere da coloro che sogliono discutere di queste questioni; ciò che confluisce continuamente nelle cavità terrestri non è che un suo sedimento. Noi che viviamo in queste fosse non ce ne accorgiamo e crediamo di essere alti sulla terra, come uno che stando in fondo al mare credesse di essere alla superficie e vedendo il sole e le altre stelle attraverso l'acqua, scambiasse il mare per il cielo.»
(Platone, Fedone, LVII)
Forwarded from End of the World as We Know It
nature always wins in the end
IL GIURISTA CHE CERCÒ DI SALVARE I TEMPLARI DAL ROGO
Nel processo di eresia contro i Cavalieri Templari dell' Italia settentrionale, si distinse Rainaldo da Concorezzo, arcivescovo di Ravenna e giurista libero ed imparziale, il primo a rigettare nel diritto medioevale, la tortura come mezzo di indagine processuale. Fu il primo grande inquisitore a condannare la brutalità degli stessi inquisitori e rigettando le confessioni ottenute sotto tortura, assolse con formula piena i Cavalieri imputati.
Nel processo di eresia contro i Cavalieri Templari dell' Italia settentrionale, si distinse Rainaldo da Concorezzo, arcivescovo di Ravenna e giurista libero ed imparziale, il primo a rigettare nel diritto medioevale, la tortura come mezzo di indagine processuale. Fu il primo grande inquisitore a condannare la brutalità degli stessi inquisitori e rigettando le confessioni ottenute sotto tortura, assolse con formula piena i Cavalieri imputati.
Il potere del Demiurgo si regge su di una duplice menzogna, la quale viene stracciata come un panno consunto e lacero dal potere della Verità - che è conoscenza vivificante per coloro che ne sono beneficiati- proclamata in ogni angolo del suo regno. Questa duplice menzogna è sia nei confronti dell’uomo, al quale viene fatto credere che è il Demiurgo il suo solo artefice, ma lo è anche nei confronti delle Potenze, degli Angeli e degli Arconti che sono al servizio della sua Maestà e ai quali è stato proclamato che non vi è altro Dio all’infuori di lui. Ricorrente è nei testi gnostici l’individuazione della radice dell’errore – che è duplice – nelle passioni e nei desideri. Duplice in quanto è in primo luogo espressione della Sophia, la quale genera senza la controparte maschile. È il suo un errore dettato dalla passione nei confronti della Sorgente, assumendo così forma di una qualche lussuria metafisica della figlia nei confronti del Padre. Al contempo è l’errore del Demiurgo dettato dall’ignoranza e della superbia. Egli non solo si crede il solo Dio, ma si rende superbo nei confronti delle sue creazioni ed emanazioni.
"Il Sacro Femmineo Gnostico: Il Pensiero DI Norea - L’esegesi Dell’anima - La Sophia Di Gesu - Il Tuono Della Mente Perfetta - Protennoia Trimorfica"
"Il Sacro Femmineo Gnostico: Il Pensiero DI Norea - L’esegesi Dell’anima - La Sophia Di Gesu - Il Tuono Della Mente Perfetta - Protennoia Trimorfica"