https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tur%C4%ABya
La Māṇḍūkya Upaniṣad definisce la turiya così come segue:
«Il quarto stato non è quello che è conscio dell'oggetto né quello che è conscio del soggetto, né quello che è conscio di entrambi, né la semplice coscienza, né la massa completamente senziente, né quella completamente all'oscuro. È invisibile, trascendente, la sola essenza della coscienza di sé, il completamento del mondo.»
La Māṇḍūkya Upaniṣad definisce la turiya così come segue:
«Il quarto stato non è quello che è conscio dell'oggetto né quello che è conscio del soggetto, né quello che è conscio di entrambi, né la semplice coscienza, né la massa completamente senziente, né quella completamente all'oscuro. È invisibile, trascendente, la sola essenza della coscienza di sé, il completamento del mondo.»
Wikipedia
Turīya
Nella filosofia induista, col termine turīya o caturtha si indica uno stato di coscienza pura o l'esperienza della verità ultima. Questo è un quarto stato della coscienza che, allo stesso tempo, è sottostante e trascende i tre stati comuni di coscienza:
Forwarded from Abraxas - Gnosi & Esoterismo
Quando i diversi si chiamavano Catari
https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/quando-i-diversi-si-chiamavano-catari-51197
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San Francesco - Rivista della Basilica di San Francesco di Assisi
Quando i diversi si chiamavano Catari
Un docufilm sul massacro degli eretici
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https://youtu.be/G0dbq-zdghc
Diretta live da parte di Axis Mundi inerente ai miti di midgard
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I MITI DI MIDGARD: incontro con Fabrizio Bandini
- I boschi sacri e l’albero cosmico. Un saggio sulla tradizione germanica e nordica;
- Gli anelli del potere. Uno studio sull’opera di J.R.R. Tolkien, sull’Edda antica e sulle saghe germaniche;
- Il bianco, il rosso e il nero: tre colori simbolici. Un saggio…
- Gli anelli del potere. Uno studio sull’opera di J.R.R. Tolkien, sull’Edda antica e sulle saghe germaniche;
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<< Abbiamo già ricordato come, secondo gli induisti, alla fine dei tempi Viśnu si ripresenterà all’umanità, brandendo una spada di fuoco e dando avvio a un vero e proprio Giudizio Universale, alla stessa maniera di Apollo nei Libri Sibillini. Anche i nordici, da parte loro, tramandavano che la Fine dei Tempi (Ragnarǫk, letteralmente «crepuscolo degli dèi») sarebbe avvenuta col fuoco, portato da Surtr — omologo, anche etimologicamente, al Saturno aureo (ovvero primigenio) oltre che funzionalmente all’Apollo distruttore — il cui nome presenta inoltre un’assonanza decisiva con la duplice qualificazione latina di Sator («Seminatore») e Soter («Salvatore»). Surtr si presenta, nella tradizione nordica, come la scintilla di «Fuoco primordiale dell’Essere» che, intrappolata ab origine (ovvero in illo tempore, nel momento aurorale della creazione demiurgica del cosmo) e poi progressivamente in maniera sempre maggiore dall’avanzare del «Ghiaccio cosmico» (vale a dire dal meccanismo cronico del flusso del divenire che, per mezzo della plasmazione demiurgica, congela le forme ed in esse lo «spirito luciferino») attende il rivolgimento delle ère per potersi infine liberare e ritornare al suo stato originario. Si deve d’altra parte notare come, nel Gylfaginning eddico, Surtr sia rappresentato speculare al Saturno/Kronos greco-romano esiliato nel Tartaro o sull’Isola degli Immortali, nonché funzionalmente paragonabile da una parte al Cherubino, «angelo bruciante» o «di fuoco», che secondo la tradizione cristiana fa la guardia al Paradiso Terrestre impugnando una spada infuocata e, dall’altra, agli Avatāra orientali che giungeranno infine, quando gli astri torneranno nuovamente nella posizione originaria dell’età aurea, a porre fine alla manifestazione cosmica, e con essa alla Grande Illusione: «Ma prima d’ogni cosa vi fu quel mondo, a mezzogiorno, che si chiama Muspell; esso è chiaro e sereno, la regione è fiammeggiante e ardente, impervia a chi è straniero e non vi è nato. Colui che ha nome Surtr là risiede, al confine di quella terra e ne è il custode; brandisce una spada fiammeggiante e alla fine dei tempi verrà e porterà rovina e vincerà tutti gli dèi e brucerà col suo fuoco tutto il mondo». >>
— Marco Maculotti, “L'Angelo dell'Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l'Apocalisse”, Axis Mundi Edizioni 2022, cap. II §11
[Alex Grey, “Void Clear Light”, 1982]
— Marco Maculotti, “L'Angelo dell'Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l'Apocalisse”, Axis Mundi Edizioni 2022, cap. II §11
[Alex Grey, “Void Clear Light”, 1982]
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