https://it.wikipedia.org/wiki/Mag_Mell
Il Mag Mell ("la pianura della gioia") è, nella mitologia irlandese, un mitico reame accessibile tramite la morte o la gloria. È chiamato in molti altri modi: la Terra della Giovinezza (Tír na nÓg), la Terra dei Viventi, la Terra Multicolore, la Terra Promessa.
Il Mag Mell è un paradiso di felicità, visto come un'isola nel lontano Ovest o, alternativamente, come un regno sul fondo dell'oceano. Come isola è stato visitato da diversi eroi e monaci irlandesi. Nel Mag Mell malattia e morte non esistono, è un luogo di giovinezza e bellezza eterna, dove musica, forza, vita e tutti i piaceri esistono contemporaneamente. La felicità non cessa mai e nessuno desidera cibo o acqua.
Le leggende affermano che il suo sovrano è Tethra, il re dei Fomori (anche dell'oltremondo), o, più frequentemente, Manannan mac Lir.
Il Mag Mell è noto soprattutto per il mito di Oisín e Niamh.
Oisín aveva bisogno di una guida per raggiungere il Mag Mell, che fu Niamh. Insieme raggiunsero questo regno incantato, dove trascorsero un certo tempo, finché la nostalgia non spinse Oisín a tornare alla madrepatria. Fu però sconvolto nell'apprendere che, mentre con Niamh aveva trascorso un solo anno nel Mag Mell, in Irlanda ne erano trascorsi ben cento. Oisín raggiunse l'Irlanda in groppa al magico cavallo di Niamh, ma lei lo avvertì di non toccare il suolo, altrimenti il peso degli anni gli sarebbe piombato addosso in un solo istante. Ma Oisín non sentì il consiglio e, in un solo momento, si mutò in un vecchio. Riuscì comunque a raccontare a San Patrizio la sua storia, e a venir benedetto prima della morte. Questo racconto ha diversi altri paralleli nel mondo, a cominciare dalla storia giapponese di Urashima Tarō.
Il Mag Mell ("la pianura della gioia") è, nella mitologia irlandese, un mitico reame accessibile tramite la morte o la gloria. È chiamato in molti altri modi: la Terra della Giovinezza (Tír na nÓg), la Terra dei Viventi, la Terra Multicolore, la Terra Promessa.
Il Mag Mell è un paradiso di felicità, visto come un'isola nel lontano Ovest o, alternativamente, come un regno sul fondo dell'oceano. Come isola è stato visitato da diversi eroi e monaci irlandesi. Nel Mag Mell malattia e morte non esistono, è un luogo di giovinezza e bellezza eterna, dove musica, forza, vita e tutti i piaceri esistono contemporaneamente. La felicità non cessa mai e nessuno desidera cibo o acqua.
Le leggende affermano che il suo sovrano è Tethra, il re dei Fomori (anche dell'oltremondo), o, più frequentemente, Manannan mac Lir.
Il Mag Mell è noto soprattutto per il mito di Oisín e Niamh.
Oisín aveva bisogno di una guida per raggiungere il Mag Mell, che fu Niamh. Insieme raggiunsero questo regno incantato, dove trascorsero un certo tempo, finché la nostalgia non spinse Oisín a tornare alla madrepatria. Fu però sconvolto nell'apprendere che, mentre con Niamh aveva trascorso un solo anno nel Mag Mell, in Irlanda ne erano trascorsi ben cento. Oisín raggiunse l'Irlanda in groppa al magico cavallo di Niamh, ma lei lo avvertì di non toccare il suolo, altrimenti il peso degli anni gli sarebbe piombato addosso in un solo istante. Ma Oisín non sentì il consiglio e, in un solo momento, si mutò in un vecchio. Riuscì comunque a raccontare a San Patrizio la sua storia, e a venir benedetto prima della morte. Questo racconto ha diversi altri paralleli nel mondo, a cominciare dalla storia giapponese di Urashima Tarō.
Wikipedia
Mag Mell
luogo mitologico
👍1
https://it.wikipedia.org/wiki/Urashima_Tar%C5%8D
Parla di un pescatore che soccorre una tartaruga malmenata sulla spiaggia da dei bambini e viene ricompensato con una visita al Ryūgū-jō, il Palazzo del drago.
Trascorre tre giorni felici in questo regno subacqueo (Forse L'abzu sumero, agarthi, l'oltremondo???)
Alla fine, però, viene sopraffatto dalla nostalgia di casa e chiede alla regina Otohime il permesso di farvi ritorno. Lei acconsente e gli dona una scatola tempestata di gioielli, raccomandandogli però di non aprirla mai, per nessuna ragione. Giunto a casa, scopre che nel mondo reale sono trascorsi oltre trecento anni e quindi nessuno può ricordarsi di lui.
Caduto in depressione, si reca sulla spiaggia e si ricorda della scatola ingioiellata. La apre e fuoriesce una nuvola bianca. Così invecchia e muore, poiché la scatola conteneva la sua età reale.
Parla di un pescatore che soccorre una tartaruga malmenata sulla spiaggia da dei bambini e viene ricompensato con una visita al Ryūgū-jō, il Palazzo del drago.
Trascorre tre giorni felici in questo regno subacqueo (Forse L'abzu sumero, agarthi, l'oltremondo???)
Alla fine, però, viene sopraffatto dalla nostalgia di casa e chiede alla regina Otohime il permesso di farvi ritorno. Lei acconsente e gli dona una scatola tempestata di gioielli, raccomandandogli però di non aprirla mai, per nessuna ragione. Giunto a casa, scopre che nel mondo reale sono trascorsi oltre trecento anni e quindi nessuno può ricordarsi di lui.
Caduto in depressione, si reca sulla spiaggia e si ricorda della scatola ingioiellata. La apre e fuoriesce una nuvola bianca. Così invecchia e muore, poiché la scatola conteneva la sua età reale.
Wikipedia
Urashima Tarō
leggenda giapponese
👍1
leggende orientali – IL PESCATORE TARO URASHIMA
https://www.ilbazardimari.net/leggende-orientali-il-pescatore-taro-urashima/
Stupenda a dir poco🤯🤩
https://www.ilbazardimari.net/leggende-orientali-il-pescatore-taro-urashima/
Stupenda a dir poco🤯🤩
❤2👍1🔥1
https://it.wikipedia.org/wiki/Mito_di_Theuth
Il mito di Theuth (o mito di Thamus) è presente nel Fedro di Platone. Sul finire del dialogo, Platone affronta il problema del discorso scritto e, più precisamente, della differenza che intercorre tra conoscenza e sapienza. Appare interessante notare che, nonostante l'autore approdi a un giudizio negativo sulla scrittura, il filosofo delle Idee abbia sempre utilizzato la forma scritta (contrariamente all'antico maestro Socrate) per veicolare le sue tesi filosofiche.
Socrate racconta che Theuth, l'ingegnosa divinità egizia, si recò presso re Thamus, allora sovrano dell'Egitto, per sottoporgli le proprie invenzioni, consigliandogli di diffonderle presso il suo popolo, che ne avrebbe tratto grande giovamento. Le svariate arti che la divinità proponeva al re ricevevano molti commenti da parte di quest'ultimo, che o lodava o criticava le stesse. Quando Theuth propose a Thamus l'arte della scrittura, la divinità si espresse con queste parole:
«Questa conoscenza, o re, renderà gli egiziani più sapienti e più capaci di ricordare, perché con essa si è ritrovato il farmaco della memoria e della sapienza»
(Platone, Fedro (dialogo))
La risposta del re non tardò ad arrivare:
«O ingegnosissimo Theuth, c'è chi è capace di creare le arti e chi è invece capace di giudicare quale danno o quale vantaggio ne ricaveranno coloro che le adopereranno. Ora tu, essendo padre della scrittura, per affetto hai detto proprio il contrario di quello che essa vale. Infatti, la scoperta della scrittura avrà per effetto di produrre la dimenticanza nelle anime di coloro che la impareranno, perché fidandosi della scrittura si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da se medesimi: dunque, tu hai trovato non il farmaco della memoria, del richiamare alla memoria. Della sapienza, poi, tu procuri ai tuoi discepoli l'apparenza e non la verità: infatti essi, divenendo per mezzo tuo uditori di molte cose senza insegnamento, crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre come accade per lo più, in realtà, non le sapranno; e sarà ben difficile discorrere con essi, perché sono diventati portatori di opinioni invece che sapienti.»
(Platone, Fedro 274c - 275b, trad. it. Giovanni Reale)
Il mito di Theuth (o mito di Thamus) è presente nel Fedro di Platone. Sul finire del dialogo, Platone affronta il problema del discorso scritto e, più precisamente, della differenza che intercorre tra conoscenza e sapienza. Appare interessante notare che, nonostante l'autore approdi a un giudizio negativo sulla scrittura, il filosofo delle Idee abbia sempre utilizzato la forma scritta (contrariamente all'antico maestro Socrate) per veicolare le sue tesi filosofiche.
Socrate racconta che Theuth, l'ingegnosa divinità egizia, si recò presso re Thamus, allora sovrano dell'Egitto, per sottoporgli le proprie invenzioni, consigliandogli di diffonderle presso il suo popolo, che ne avrebbe tratto grande giovamento. Le svariate arti che la divinità proponeva al re ricevevano molti commenti da parte di quest'ultimo, che o lodava o criticava le stesse. Quando Theuth propose a Thamus l'arte della scrittura, la divinità si espresse con queste parole:
«Questa conoscenza, o re, renderà gli egiziani più sapienti e più capaci di ricordare, perché con essa si è ritrovato il farmaco della memoria e della sapienza»
(Platone, Fedro (dialogo))
La risposta del re non tardò ad arrivare:
«O ingegnosissimo Theuth, c'è chi è capace di creare le arti e chi è invece capace di giudicare quale danno o quale vantaggio ne ricaveranno coloro che le adopereranno. Ora tu, essendo padre della scrittura, per affetto hai detto proprio il contrario di quello che essa vale. Infatti, la scoperta della scrittura avrà per effetto di produrre la dimenticanza nelle anime di coloro che la impareranno, perché fidandosi della scrittura si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da se medesimi: dunque, tu hai trovato non il farmaco della memoria, del richiamare alla memoria. Della sapienza, poi, tu procuri ai tuoi discepoli l'apparenza e non la verità: infatti essi, divenendo per mezzo tuo uditori di molte cose senza insegnamento, crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre come accade per lo più, in realtà, non le sapranno; e sarà ben difficile discorrere con essi, perché sono diventati portatori di opinioni invece che sapienti.»
(Platone, Fedro 274c - 275b, trad. it. Giovanni Reale)
❤1👍1
https://storia-controstoria.org/temi/ss-graal-rahn/
Il mito del Graal fu un punto centrale nell’esoterica dell’Ordine nero delle SS. La leggenda medievale nata in Francia e sviluppatasi anche in Germania grazie alle opere del trovatore Wolfram von Eschenbach affascinava il gerarca nazista Heinrich Himmler, intento a tessere il mito di un grande passato germanico. Una cerchia di eletti in seno all’Ordine Nero delle SS, la sua creatura, rappresentava i cavalieri del Graal. Per loro il nazista acquistò il tenebroso castello di Wewelsburg, nella cui cripta si svolgevano riti misteriosi. E forse proprio quelle stanze sotterranee erano destinate ad accogliere il Graal. Un giorno Heinrich Himmler s’imbatté nel libro di un autore squattrinato e appassionato cercatore della preziosa reliquia: Otto Rahn…
Continua nel sito....
Il mito del Graal fu un punto centrale nell’esoterica dell’Ordine nero delle SS. La leggenda medievale nata in Francia e sviluppatasi anche in Germania grazie alle opere del trovatore Wolfram von Eschenbach affascinava il gerarca nazista Heinrich Himmler, intento a tessere il mito di un grande passato germanico. Una cerchia di eletti in seno all’Ordine Nero delle SS, la sua creatura, rappresentava i cavalieri del Graal. Per loro il nazista acquistò il tenebroso castello di Wewelsburg, nella cui cripta si svolgevano riti misteriosi. E forse proprio quelle stanze sotterranee erano destinate ad accogliere il Graal. Un giorno Heinrich Himmler s’imbatté nel libro di un autore squattrinato e appassionato cercatore della preziosa reliquia: Otto Rahn…
Continua nel sito....
Storia ...... Controstoria
L’ordine nero delle SS e il Graal: l’enigma di Otto Rahn - Storia ...... Controstoria
Il mito del Graal fu un punto centrale nell’esoterica dell’Ordine nero delle SS. La leggenda medievale nata in Francia e sviluppatasi anche in Germania grazie alle opere del trovatore Wolfram von Eschenbach affascinava il gerarca nazista Heinrich Himmler…
❤1
Forwarded from 𓂀
La tigre ruggisce sempre, il
che indica che non ha paura di nessuno. Lui è sempre senza paura. Non avere paura è Liberazione e godere di
quello stato è Devozione. Assenza di paura significa non avere paura di nessuno e di niente. Questo è il vero stato di
"divinità", in cui si vive per sempre.
Coloro che sono vere incarnazioni di Dio conoscono questa
Devozione. -siddharameshwar
che indica che non ha paura di nessuno. Lui è sempre senza paura. Non avere paura è Liberazione e godere di
quello stato è Devozione. Assenza di paura significa non avere paura di nessuno e di niente. Questo è il vero stato di
"divinità", in cui si vive per sempre.
Coloro che sono vere incarnazioni di Dio conoscono questa
Devozione. -siddharameshwar
❤4🔥1
https://www.google.com/amp/s/tech.everyeye.it/amp/notizie/scoperta-straordinaria-turchia-resti-culto-particolare-rinvenuti-grotta-586797.html
Scoperta interessante in Turchia
Scoperta interessante in Turchia
Everyeye Tech
Scoperta straordinaria in Turchia: resti di un culto "particolare" rinvenuti in una grotta
Probabilmente, circa 3000 anni fa, esisteva un culto delle fertilità maggiormente concentrato in Turchia: lo dimostra un nuovo scavo.
❤1👍1
🦢 Quale connessione nell'antica Grecia legava il culto iperboreo di Apollo, il simbolismo del cigno e degli uccelli migratori, i Misteri di Eleusi e lo sciamanesimo tracio ed eurasiatico? Estratto del terzo capitolo de L'Angelo dell'Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l'Apocalisse (AXIS mundi Edizioni, 2022).
🌐https://axismundi.blog/2022/05/15/il-simbolismo-del-cigno-la-tracia-iperborea-e-la-connessione-eleusina/
<< Philippe Walter, analizzando il ruolo mitico e simbolico del cigno e di altri uccelli migratòrî funzionalmente omologhi ad esso, sottolinea come sia necessario rammentare che «il cigno viene spesso assimilato all’oca (selvatica) o alla gru, animali migratori. Ora, ogni migrazione presuppone dei cicli temporali, perché l’uccello migratore appare e scompare in stagioni precise dell’anno. Queste andate e ritorni […] tra il mondo umano e l’Aldilà costruiscono quindi il ritmo cosmico del mito». Il cigno è, com’è noto, il volatile apollineo per eccellenza, che il dio utilizza periodicamente come cavalcatura per recarsi “in volo” alla terra sacra iperborea. In più era considerato in tutta l’ecumene indoeuropea (vedica, irano-avestica, germanica, celtica, slava ecc.) imāgo della purezza aurorale delle origini: nella tradizione induista gli «uomini trascendenti» del Satya-Yuga — l’età aurea dei primordi il cui nome è traducibile come «Età della Verità», «Età della Pienezza», «Età dell’Essere» ed «Età della Purezza» (tutti concetti veicolati dal radicale *SAT che è rintracciabile anche nella tradizione latina del Saturnus dell’Età dell’Oro) — sono denominati Hamsa, letteralmente «cigni», «oche» o «anatre selvatiche». >>
🌐https://axismundi.blog/2022/05/15/il-simbolismo-del-cigno-la-tracia-iperborea-e-la-connessione-eleusina/
<< Philippe Walter, analizzando il ruolo mitico e simbolico del cigno e di altri uccelli migratòrî funzionalmente omologhi ad esso, sottolinea come sia necessario rammentare che «il cigno viene spesso assimilato all’oca (selvatica) o alla gru, animali migratori. Ora, ogni migrazione presuppone dei cicli temporali, perché l’uccello migratore appare e scompare in stagioni precise dell’anno. Queste andate e ritorni […] tra il mondo umano e l’Aldilà costruiscono quindi il ritmo cosmico del mito». Il cigno è, com’è noto, il volatile apollineo per eccellenza, che il dio utilizza periodicamente come cavalcatura per recarsi “in volo” alla terra sacra iperborea. In più era considerato in tutta l’ecumene indoeuropea (vedica, irano-avestica, germanica, celtica, slava ecc.) imāgo della purezza aurorale delle origini: nella tradizione induista gli «uomini trascendenti» del Satya-Yuga — l’età aurea dei primordi il cui nome è traducibile come «Età della Verità», «Età della Pienezza», «Età dell’Essere» ed «Età della Purezza» (tutti concetti veicolati dal radicale *SAT che è rintracciabile anche nella tradizione latina del Saturnus dell’Età dell’Oro) — sono denominati Hamsa, letteralmente «cigni», «oche» o «anatre selvatiche». >>
𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈
Il simbolismo del Cigno, la «Tracia iperborea» e la connessione eleusina
Quale connessione nell’antica Grecia legava il culto iperboreo di Apollo, il simbolismo del cigno e degli uccelli migratori, i Misteri di Eleusi e lo sciamanesimo tracio ed eurasiatico? Estra…
❤1👍1
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Buraq
Burāq (o Burak; in arabo: براق 'lampo'), secondo la tradizione islamica, è un destriero mistico venuto dal paradiso islamico, destinato alla cavalcatura dei vari profeti, specie di Maometto; soggetto iconografico frequente nell'arte islamica, col passare del tempo questa creatura ha assunto – nelle raffigurazioni – la foggia di un cavallo alato dalla testa di donna e la coda da pavone.
Stando al racconto fatto dallo stesso Maometto (e riportato come rivelazione nella XVII sūra: Al-Isra' «Il viaggio notturno»), lungo il suo viaggio il Profeta ebbe quale guida e compagno l'angelo Gabriele (in arabo Jibrīl); questi gli mostrò quanto avveniva nell'Inferno e nel Paradiso.
Secondo alcuni testi, Gabriele mise a disposizione del Profeta la cavalcatura di nome Burāq, abile a realizzare balzi giganteschi. Giunto nel più alto dei Cieli, il Profeta ebbe la possibilità di accostarsi ad Allah, che gli ordinò di compiere le preghiere canoniche giornaliere.
Burāq (o Burak; in arabo: براق 'lampo'), secondo la tradizione islamica, è un destriero mistico venuto dal paradiso islamico, destinato alla cavalcatura dei vari profeti, specie di Maometto; soggetto iconografico frequente nell'arte islamica, col passare del tempo questa creatura ha assunto – nelle raffigurazioni – la foggia di un cavallo alato dalla testa di donna e la coda da pavone.
Stando al racconto fatto dallo stesso Maometto (e riportato come rivelazione nella XVII sūra: Al-Isra' «Il viaggio notturno»), lungo il suo viaggio il Profeta ebbe quale guida e compagno l'angelo Gabriele (in arabo Jibrīl); questi gli mostrò quanto avveniva nell'Inferno e nel Paradiso.
Secondo alcuni testi, Gabriele mise a disposizione del Profeta la cavalcatura di nome Burāq, abile a realizzare balzi giganteschi. Giunto nel più alto dei Cieli, il Profeta ebbe la possibilità di accostarsi ad Allah, che gli ordinò di compiere le preghiere canoniche giornaliere.
Wikipedia
Buraq
Burāq (o Burak; in arabo براق? 'lampo' ), secondo la tradizione islamica, è un destriero mistico venuto dal paradiso islamico, destinato alla cavalcatura dei vari profeti, specie di Maometto. Soggetto iconografico frequente nell'arte islamica, col passare…
👍2
Forwarded from Camino al origen ✳️
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
❤2👍1
Forwarded from ∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ (∴ macs ✵)
Ciao sognatori nel deserto del tempo, vi ricordo che il canale possiede anche una chat dove si può discutere delle tematiche trattate. 🌟👁️👽
Per unirvi alla chat vi basta semplicemente premere sul seguente link e unirvi al gruppo, vi auguro una buona permanenza e spero sia di vostro gradimento.
• Link Chat:
https://news.1rj.ru/str/joinchat/Hi4UEk-uGHOFUkys6oB4ew
Per unirvi alla chat vi basta semplicemente premere sul seguente link e unirvi al gruppo, vi auguro una buona permanenza e spero sia di vostro gradimento.
• Link Chat:
https://news.1rj.ru/str/joinchat/Hi4UEk-uGHOFUkys6oB4ew
👍1
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ pinned «Ciao sognatori nel deserto del tempo, vi ricordo che il canale possiede anche una chat dove si può discutere delle tematiche trattate. 🌟👁️👽 Per unirvi alla chat vi basta semplicemente premere sul seguente link e unirvi al gruppo, vi auguro una buona permanenza…»