Apollo Infero (Suri-Soranus) il Dio solare nero che rivela il futuro.
Tra le divinità senza dubbio più sfuggenti e, in quanto tali, più suggestive del pantheon etrusco, figura Suri, numen dai molteplici aspetti, la cui complessità è comprovata dalle diverse identificazioni con divinità più note del mondo greco e romano. Il suo carattere ctonio, sotterraneo, è denunciato già dal nome. Come ha ampiamente dimostrato Giovanni Colonna, in uno dei suoi studi, la forma base, Sur, è traducibile come “il Nero”, mentre la forma derivata, Suri, sta a significare “quello del Nero” o “quello che è nel Nero”, dove “Nero” va interpretato in senso spaziale, in riferimento ad un luogo, che è ovviamente da identificare con l’Ade, l’Orcus dei Latini (L'abisso cosmico).
Il fatto che il dio fosse indicato in modo indiretto, con un giro di parole, stava ad indicare la sua innominabilità.
Anche in Grecia gli dei degli inferi, funesti e vendicatori, non venivano quasi mai chiamati con il loro nome, ma solo con epiteti, per non attirare troppo la loro attenzione con un’evocazione diretta. Quindi un dio terribilis, dell’oscurità, a cui venivano spesso offerti lingotti di piombo fuso, un metallo che, nonostante si presentasse di colore chiaro, era chiamato dai Latini plumbum nigrum. In onore di Suri, venivano eretti cippi in basalto o pietra vulcanica, di color nero, bluastro o verde cupo, recanti il segno di un fulmine, simbolo del potere del dio sugli elementi della natura
Allo stesso tipo di potere facevano riferimento le offerte di frecce e giavellotti, ritrovati nei santuari a lui dedicati. L’interpretatio greca come Apollo, attestata per Pyrgi da Eliano e ripetuta per l’omologo falisco del Pater Soranus del Monte Soratte da Virgilio e da iscrizioni votive latine, si fonda anche su questo tipo di offerte, evocanti ad occhi greci il dio arciere e punitore per eccellenza.
L’assimilazione di Suri, nero e funereo, ad Apollo, divinità solare e luminosa, deve essere stata determinata anche dalla tutela di entrambe le divinità sull’arte della divinazione, la cui massima espressione si era avuta in tutto il Mediterraneo attraverso l’oracolo di Delfi.
Le capacità oracolari di Suri, sono compravate dal ritrovamento, in connessione con il suo culto, di astragali e sortes, utilizzati per predire il futuro. E’ stata sottolineata anche l’assonanza con l’epiteto Sourios dell’Apollo di un oracolo licio, quello di Sura, celebre per l’ittiomanzia, che vie era praticata.
Il culto di Suri ha numerose attestazioni in Etruria. La più importante riguarda un sacello della cosiddetta Area sud del complesso sacrale di Pyrgi, porto di Caere, dove era venerato insieme a Cavtha, con cui formava una coppia infernale, corrispondente a quella classica di Ade e Persefone.
Altro su: https://www.ereticamente.net/2014/11/suri-lapollo-nero-degli-etruschi.html
Tra le divinità senza dubbio più sfuggenti e, in quanto tali, più suggestive del pantheon etrusco, figura Suri, numen dai molteplici aspetti, la cui complessità è comprovata dalle diverse identificazioni con divinità più note del mondo greco e romano. Il suo carattere ctonio, sotterraneo, è denunciato già dal nome. Come ha ampiamente dimostrato Giovanni Colonna, in uno dei suoi studi, la forma base, Sur, è traducibile come “il Nero”, mentre la forma derivata, Suri, sta a significare “quello del Nero” o “quello che è nel Nero”, dove “Nero” va interpretato in senso spaziale, in riferimento ad un luogo, che è ovviamente da identificare con l’Ade, l’Orcus dei Latini (L'abisso cosmico).
Il fatto che il dio fosse indicato in modo indiretto, con un giro di parole, stava ad indicare la sua innominabilità.
Anche in Grecia gli dei degli inferi, funesti e vendicatori, non venivano quasi mai chiamati con il loro nome, ma solo con epiteti, per non attirare troppo la loro attenzione con un’evocazione diretta. Quindi un dio terribilis, dell’oscurità, a cui venivano spesso offerti lingotti di piombo fuso, un metallo che, nonostante si presentasse di colore chiaro, era chiamato dai Latini plumbum nigrum. In onore di Suri, venivano eretti cippi in basalto o pietra vulcanica, di color nero, bluastro o verde cupo, recanti il segno di un fulmine, simbolo del potere del dio sugli elementi della natura
Allo stesso tipo di potere facevano riferimento le offerte di frecce e giavellotti, ritrovati nei santuari a lui dedicati. L’interpretatio greca come Apollo, attestata per Pyrgi da Eliano e ripetuta per l’omologo falisco del Pater Soranus del Monte Soratte da Virgilio e da iscrizioni votive latine, si fonda anche su questo tipo di offerte, evocanti ad occhi greci il dio arciere e punitore per eccellenza.
L’assimilazione di Suri, nero e funereo, ad Apollo, divinità solare e luminosa, deve essere stata determinata anche dalla tutela di entrambe le divinità sull’arte della divinazione, la cui massima espressione si era avuta in tutto il Mediterraneo attraverso l’oracolo di Delfi.
Le capacità oracolari di Suri, sono compravate dal ritrovamento, in connessione con il suo culto, di astragali e sortes, utilizzati per predire il futuro. E’ stata sottolineata anche l’assonanza con l’epiteto Sourios dell’Apollo di un oracolo licio, quello di Sura, celebre per l’ittiomanzia, che vie era praticata.
Il culto di Suri ha numerose attestazioni in Etruria. La più importante riguarda un sacello della cosiddetta Area sud del complesso sacrale di Pyrgi, porto di Caere, dove era venerato insieme a Cavtha, con cui formava una coppia infernale, corrispondente a quella classica di Ade e Persefone.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Necromanteion_dell%27Acheronte
Il Necromanteion, o Nekromanteion (in greco antico: Νεκρομαντεῖον), era un tempio di necromanzia dell'antica Grecia dedicato ad Ade e Persefone. Secondo la tradizione, si trovava sulle rive dell'Acheronte in Epiro, vicino all'antica città di Efira. Questo sito era ritenuto dai devoti come la porta da cui si accedeva al regno dei morti. Il sito si trovava nel punto in cui si incontravano i fiumi Acheronte, Flegetonte e Cocito: la gente credeva che i flussi portassero nell'aldilà. Il significato dei nomi dei fiumi è stato interpretato come "priva di gioia", "carboni ardenti" e "lamento".
Il Necromanteion, o Nekromanteion (in greco antico: Νεκρομαντεῖον), era un tempio di necromanzia dell'antica Grecia dedicato ad Ade e Persefone. Secondo la tradizione, si trovava sulle rive dell'Acheronte in Epiro, vicino all'antica città di Efira. Questo sito era ritenuto dai devoti come la porta da cui si accedeva al regno dei morti. Il sito si trovava nel punto in cui si incontravano i fiumi Acheronte, Flegetonte e Cocito: la gente credeva che i flussi portassero nell'aldilà. Il significato dei nomi dei fiumi è stato interpretato come "priva di gioia", "carboni ardenti" e "lamento".
Wikipedia
Necromanteion dell'Acheronte
Il Necromanteion, o Nekromanteion (in greco antico: Νεκρομαντεῖον?), era un tempio di necromanzia dell'antica Grecia dedicato ad Ade e Persefone. Secondo la tradizione, si trovava sulle rive dell'Acheronte in Epiro, vicino all'antica città di Efira. Questo…
"Esiste una quinta dimensione, oltre a quelle conosciute dall'uomo, è a metà strada fra la luce e l'ombra, fra la scienza e la superstizione, nell' uomo, fra il baratro delle sue paure e la sommità delle sue conoscenze: è la dimensione dell'immaginazione, è la zona che si trova ai confini della realtà"
Il prologo finale del film Zwilight zone(1983)
Il prologo finale del film Zwilight zone(1983)
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https://en.wikipedia.org/wiki/Catha_(mythology)
Catha (Cavatha, Cavtha, Cath, Cautha e Kavtha) è una divinità lunare o solare etrusca femminile, che può anche essere collegata al parto e ha una connessione con il mondo sotterraneo. Catha è anche la dea del santuario meridionale di Pyrgi , in Italia Viene spesso vista con il dio etrusco Śuri con il quale condivide un culto. Catha è anche spesso accoppiata con il dio etrusco Fufluns , che è la controparte del dio greco Dioniso , e Pacha, la controparte del dio romano Bacco. Inoltre, a Pyrgi, Catha è legata al dio Aplu, la controparte del dio greco Apollo. Aplu potrebbe anche aver preso alcune delle caratteristiche di Catha quando fu introdotto nella religione etrusca . Giovanni Colonna ha suggerito che Catha sia collegata alla greca Persefone poiché collega la consorte di Catha, Suri, a Dis Pater nella mitologia romana.
Una dea Infera
Catha (Cavatha, Cavtha, Cath, Cautha e Kavtha) è una divinità lunare o solare etrusca femminile, che può anche essere collegata al parto e ha una connessione con il mondo sotterraneo. Catha è anche la dea del santuario meridionale di Pyrgi , in Italia Viene spesso vista con il dio etrusco Śuri con il quale condivide un culto. Catha è anche spesso accoppiata con il dio etrusco Fufluns , che è la controparte del dio greco Dioniso , e Pacha, la controparte del dio romano Bacco. Inoltre, a Pyrgi, Catha è legata al dio Aplu, la controparte del dio greco Apollo. Aplu potrebbe anche aver preso alcune delle caratteristiche di Catha quando fu introdotto nella religione etrusca . Giovanni Colonna ha suggerito che Catha sia collegata alla greca Persefone poiché collega la consorte di Catha, Suri, a Dis Pater nella mitologia romana.
Una dea Infera
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https://youtu.be/pOS3KKuJQ2s
𝚄𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒ù 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚘𝚜𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚞𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚍𝚒 𝚝𝚎𝚖𝚊𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚒𝚙𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚎𝚝𝚠𝚘𝚛𝚔 𝙰𝚡𝚒𝚜 𝙼𝚞𝚗𝚍𝚒 (𝚏𝚘𝚕𝚔𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚘𝚜𝚌𝚞𝚛𝚘, 𝚖𝚒𝚝𝚒 𝚛𝚒𝚝𝚒 𝚎 𝚟𝚒𝚜𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚖𝚘𝚗𝚍𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚊𝚗𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚌𝚒𝚟𝚒𝚕𝚝à, 𝚗𝚊𝚛𝚛𝚊𝚝𝚒𝚟𝚊 𝚏𝚘𝚕𝚔- 𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚖𝚒𝚌-𝚑𝚘𝚛𝚛𝚘𝚛) 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚝𝚛𝚊𝚝𝚝𝚊𝚝𝚒 𝚊𝚗𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚎𝚖𝚒 𝚙𝚒ù 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚘𝚗𝚊𝚕𝚒 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚒𝚕 𝚟𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚘 𝚗𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚐𝚒𝚞𝚗𝚐𝚕𝚊 𝚒𝚗𝚍𝚘𝚗𝚎𝚜𝚒𝚊𝚗𝚊 𝚜𝚞𝚕𝚕𝚎 𝚝𝚛𝚊𝚌𝚌𝚎 𝚍𝚎𝚒 𝚖𝚎𝚐𝚊𝚕𝚒𝚝𝚒 "𝚡𝚎𝚗𝚘𝚖𝚘𝚛𝚏𝚒" 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝙱𝚊𝚍𝚊 𝚅𝚊𝚕𝚕𝚎𝚢, 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚒𝚜𝚘𝚕𝚊 𝚍𝚎𝚕 𝚂𝚞𝚕𝚊𝚠𝚎𝚜𝚒, 𝚎 𝚕𝚊 𝚛𝚎𝚍𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚍𝚒 𝚛𝚊𝚌𝚌𝚘𝚗𝚝𝚒 𝚍𝚒 𝚙𝚛𝚘𝚜𝚜𝚒𝚖𝚊 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚎. 𝙸𝚗𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚎 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚖𝚎𝚗𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚞𝚘𝚟𝚘 𝚕𝚊𝚟𝚘𝚛𝚘 "𝙻'𝙰𝚗𝚐𝚎𝚕𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕'𝙰𝚋𝚒𝚜𝚜𝚘" 𝚒𝚗𝚝𝚘𝚛𝚗𝚘 𝚊𝚕 𝟺𝟻' 𝚎 𝚍𝚒 "𝙲𝚊𝚛𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚜𝚟𝚎𝚕𝚊𝚝𝚊" 𝚜𝚞𝚕 𝚏𝚒𝚗𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚙𝚞𝚗𝚝𝚊𝚝𝚊. 𝙰 𝚌𝚑𝚒𝚞𝚍𝚎𝚛𝚎, 𝚕'𝚎𝚜𝚒𝚋𝚒𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚊𝚕 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚘 𝚍𝚒 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚒 𝚎 𝚛𝚒𝚟𝚒𝚜𝚝𝚎 𝚌𝚊𝚛𝚝𝚊𝚌𝚎𝚎 𝚌𝚞𝚒 𝚊𝚋𝚋𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚕𝚊𝚋𝚘𝚛𝚊𝚝𝚘.
𝚄𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒ù 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚘𝚜𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚞𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚍𝚒 𝚝𝚎𝚖𝚊𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚒𝚙𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚎𝚝𝚠𝚘𝚛𝚔 𝙰𝚡𝚒𝚜 𝙼𝚞𝚗𝚍𝚒 (𝚏𝚘𝚕𝚔𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚘𝚜𝚌𝚞𝚛𝚘, 𝚖𝚒𝚝𝚒 𝚛𝚒𝚝𝚒 𝚎 𝚟𝚒𝚜𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚖𝚘𝚗𝚍𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚊𝚗𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚌𝚒𝚟𝚒𝚕𝚝à, 𝚗𝚊𝚛𝚛𝚊𝚝𝚒𝚟𝚊 𝚏𝚘𝚕𝚔- 𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚖𝚒𝚌-𝚑𝚘𝚛𝚛𝚘𝚛) 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚝𝚛𝚊𝚝𝚝𝚊𝚝𝚒 𝚊𝚗𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚎𝚖𝚒 𝚙𝚒ù 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚘𝚗𝚊𝚕𝚒 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚒𝚕 𝚟𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚘 𝚗𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚐𝚒𝚞𝚗𝚐𝚕𝚊 𝚒𝚗𝚍𝚘𝚗𝚎𝚜𝚒𝚊𝚗𝚊 𝚜𝚞𝚕𝚕𝚎 𝚝𝚛𝚊𝚌𝚌𝚎 𝚍𝚎𝚒 𝚖𝚎𝚐𝚊𝚕𝚒𝚝𝚒 "𝚡𝚎𝚗𝚘𝚖𝚘𝚛𝚏𝚒" 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝙱𝚊𝚍𝚊 𝚅𝚊𝚕𝚕𝚎𝚢, 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚒𝚜𝚘𝚕𝚊 𝚍𝚎𝚕 𝚂𝚞𝚕𝚊𝚠𝚎𝚜𝚒, 𝚎 𝚕𝚊 𝚛𝚎𝚍𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚍𝚒 𝚛𝚊𝚌𝚌𝚘𝚗𝚝𝚒 𝚍𝚒 𝚙𝚛𝚘𝚜𝚜𝚒𝚖𝚊 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚎. 𝙸𝚗𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚎 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚖𝚎𝚗𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚞𝚘𝚟𝚘 𝚕𝚊𝚟𝚘𝚛𝚘 "𝙻'𝙰𝚗𝚐𝚎𝚕𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕'𝙰𝚋𝚒𝚜𝚜𝚘" 𝚒𝚗𝚝𝚘𝚛𝚗𝚘 𝚊𝚕 𝟺𝟻' 𝚎 𝚍𝚒 "𝙲𝚊𝚛𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚜𝚟𝚎𝚕𝚊𝚝𝚊" 𝚜𝚞𝚕 𝚏𝚒𝚗𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚙𝚞𝚗𝚝𝚊𝚝𝚊. 𝙰 𝚌𝚑𝚒𝚞𝚍𝚎𝚛𝚎, 𝚕'𝚎𝚜𝚒𝚋𝚒𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚊𝚕 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚘 𝚍𝚒 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚒 𝚎 𝚛𝚒𝚟𝚒𝚜𝚝𝚎 𝚌𝚊𝚛𝚝𝚊𝚌𝚎𝚎 𝚌𝚞𝚒 𝚊𝚋𝚋𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚕𝚊𝚋𝚘𝚛𝚊𝚝𝚘.
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ALMANACCO DEL MISTERO con Marco Maculotti: folklore oscuro, missing 411 e studi lovecraftiani
Andato in onda sul canale Twitch de @Il Fantasma del Web venerdì 17 giugno 2022 e poi ripubblicato su YouTube [ https://www.youtube.com/watch?v=oiyTC1SGjNY ]
𝚄𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒ù 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚘𝚜𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚘 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚞𝚝𝚎𝚛𝚎…
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https://it.wikipedia.org/wiki/Cabiri
I Cabiri erano un gruppo di enigmatiche divinità dell'oltretomba, probabilmente di origine frigia e protettori dei marinai che in seguito furono importati nel rito greco, dove corrispondevano a dei nani figli del dio Efesto, che forgiavano i metalli nella sua fucina di Lemno insieme alla madre Cabeiro.
Spesso erano anche identificati con i Cureti cretesi, i Dattili troiani ed i Coribanti frigi ma nella loro origine remota comunque, corrispondevano a divinità mistiche venerate o temute in varie parti del mondo antico e l'oscurità che incombe su di loro e le contraddizioni che si incontrano nei resoconti degli antichi stessi, hanno portato gli scrittori moderni a scrivere ognuno una propria teoria che spesso contrasta con le altre. È altresì incerta l'origine ed il significato del loro nome così come la loro reale origine o provenienza.
I Cabiri erano un gruppo di enigmatiche divinità dell'oltretomba, probabilmente di origine frigia e protettori dei marinai che in seguito furono importati nel rito greco, dove corrispondevano a dei nani figli del dio Efesto, che forgiavano i metalli nella sua fucina di Lemno insieme alla madre Cabeiro.
Spesso erano anche identificati con i Cureti cretesi, i Dattili troiani ed i Coribanti frigi ma nella loro origine remota comunque, corrispondevano a divinità mistiche venerate o temute in varie parti del mondo antico e l'oscurità che incombe su di loro e le contraddizioni che si incontrano nei resoconti degli antichi stessi, hanno portato gli scrittori moderni a scrivere ognuno una propria teoria che spesso contrasta con le altre. È altresì incerta l'origine ed il significato del loro nome così come la loro reale origine o provenienza.
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