Il mondo «è una violenza deviata, trasfigurata, che appare come grazia, arte, armonia, evanescente tessuto dell’astrazione».
Il mondo, e con esso l’uomo, è fatalmente malato, in disconnessione totale con l’Origine, ignaro della sua origine divina e della Sorgente a cui dovrà fare, prima o poi, ritorno; e ciò da sempre, ovvero dalla sua Caduta nel mondo del divenire e della materia, all’inizio della Storia. Come scrive Guénon, di fatto «l’uomo, allontanato dal suo centro originario, si trovava rinchiuso, a partire da quel momento, nella sfera temporale; non poteva più raggiungere il punto unico dal quale tutte le cose sono contemplate nel loro aspetto eterno» .
Avendo perso il suo stato di purezza e di lucentezza originario, l’uomo ha conseguentemente perduto anche quello che tutte le tradizioni chiamano lo «stato primordiale», l’accesso al «Paradiso terrestre», il «senso dell’eternità»: in una sola parola, il Centro.
Apollo sorge e annulla questa distanza, per chi accetti di farsi colpire dalla sua freccia e sappia intendere l’Armonia cosmica insita nelle sette note ansimate dalla sua lira, facendo nascere nell’intimo abissale analogicamente correlato alla «tana» in cui si svolge l’incubatio esteriore - la capacità profetica, la mantikḗ(mantica)
Il mondo, e con esso l’uomo, è fatalmente malato, in disconnessione totale con l’Origine, ignaro della sua origine divina e della Sorgente a cui dovrà fare, prima o poi, ritorno; e ciò da sempre, ovvero dalla sua Caduta nel mondo del divenire e della materia, all’inizio della Storia. Come scrive Guénon, di fatto «l’uomo, allontanato dal suo centro originario, si trovava rinchiuso, a partire da quel momento, nella sfera temporale; non poteva più raggiungere il punto unico dal quale tutte le cose sono contemplate nel loro aspetto eterno» .
Avendo perso il suo stato di purezza e di lucentezza originario, l’uomo ha conseguentemente perduto anche quello che tutte le tradizioni chiamano lo «stato primordiale», l’accesso al «Paradiso terrestre», il «senso dell’eternità»: in una sola parola, il Centro.
Apollo sorge e annulla questa distanza, per chi accetti di farsi colpire dalla sua freccia e sappia intendere l’Armonia cosmica insita nelle sette note ansimate dalla sua lira, facendo nascere nell’intimo abissale analogicamente correlato alla «tana» in cui si svolge l’incubatio esteriore - la capacità profetica, la mantikḗ(mantica)
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Quest’ultima (mantica) nasce dalla manía, ovvero da una condizione di trance che consente di trascendere i limiti dell’ego e della coscienza ordinaria, strutturata spaziotemporalmente, aprire un varco ed entrare in contatto con
l’Assoluto invisibile metaspaziotemporale, quel nucleo metafisico in cui passato, presente e futuro sono agglutinati in un eterno «adesso», il nûn di Parmenide, e da questa postazione riverberare visioni e parole che squarciano la trama del tempo e dello spazio.
In questo modo si attua la coincidentia oppositorum tra basso e alto, tana e Polo, abissalità e assialità, grotta e omphalós, oscurità e luce, lupo e cigno,
arco e lira; e con l’annientamento di tutte le dicotomie opposte, l’adepto ha finalmente accesso alla dimensione polare e primigenia di cui Apollo è teofania, venendo iniziato alla sapienza obliqua di cui il nume iperboreo è messaggero e annunziatore (ἄγγελος). Un angelo che sorge dall’Abisso ma che, per tale via abissale, conduce al Polo assiale della manifestazione cosmica, laddove tutte le opposizioni e i contrarî si annullano, nella luce ultra boreale dell’Origine
l’Assoluto invisibile metaspaziotemporale, quel nucleo metafisico in cui passato, presente e futuro sono agglutinati in un eterno «adesso», il nûn di Parmenide, e da questa postazione riverberare visioni e parole che squarciano la trama del tempo e dello spazio.
In questo modo si attua la coincidentia oppositorum tra basso e alto, tana e Polo, abissalità e assialità, grotta e omphalós, oscurità e luce, lupo e cigno,
arco e lira; e con l’annientamento di tutte le dicotomie opposte, l’adepto ha finalmente accesso alla dimensione polare e primigenia di cui Apollo è teofania, venendo iniziato alla sapienza obliqua di cui il nume iperboreo è messaggero e annunziatore (ἄγγελος). Un angelo che sorge dall’Abisso ma che, per tale via abissale, conduce al Polo assiale della manifestazione cosmica, laddove tutte le opposizioni e i contrarî si annullano, nella luce ultra boreale dell’Origine
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Con queste premesse, Eraclito poté sentenziare che la Sibilla, posseduta da
Apollo nella sua funzione oracolare, «proferendo parole senza riso né ornamento né profumo, con la sua voce trapassa i millenni, attraverso il dio» il che equivale a dire che il «fuoco oracolare» concesso dal dio al l’adepto consente a quest’ultimo di ritornare, per il fugace lampo dell’esperienza mistica, a ritroso all’Origine di tutte le cose, al principio stesso del continuum spaziotemporale, cioè di Chrónos, ovvero al momento in cui quest’ultimo ancora non era, perché ancora contenuto in nuce nell’eterno e omnicompresivo Aión.
Ciò ha effettivamente molto di sciamanico, poiché lo
sciamano, mediante la pratica spirituale, ottiene quella che Eliade chiama l’«abolizione del tempo», retrocedendo all’illud tempus mitico, il «tempo del sogno» (Dreamtime) degli aborigeni australiani.
Apollo nella sua funzione oracolare, «proferendo parole senza riso né ornamento né profumo, con la sua voce trapassa i millenni, attraverso il dio» il che equivale a dire che il «fuoco oracolare» concesso dal dio al l’adepto consente a quest’ultimo di ritornare, per il fugace lampo dell’esperienza mistica, a ritroso all’Origine di tutte le cose, al principio stesso del continuum spaziotemporale, cioè di Chrónos, ovvero al momento in cui quest’ultimo ancora non era, perché ancora contenuto in nuce nell’eterno e omnicompresivo Aión.
Ciò ha effettivamente molto di sciamanico, poiché lo
sciamano, mediante la pratica spirituale, ottiene quella che Eliade chiama l’«abolizione del tempo», retrocedendo all’illud tempus mitico, il «tempo del sogno» (Dreamtime) degli aborigeni australiani.
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https://youtu.be/hDlRAK7XX9g
Quando la musica ti fa viaggiare nello spazio e ti fa visitare mondi lontani con il solo potere della melodia, allora non è più musica ma magia.
Quando la musica ti fa viaggiare nello spazio e ti fa visitare mondi lontani con il solo potere della melodia, allora non è più musica ma magia.
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Originals & KOBI - Flower Power
Originals teamed up with KOBI, and together they created this powerful and mysterious tune, one that's been successfully tested on dancefloors during the last spring and summer.
HOMmega is proud to present 'Flower Power' - an exciting collaboration between…
HOMmega is proud to present 'Flower Power' - an exciting collaboration between…
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Project OMEGA
Descrizione
Il gesuita e paleontologo Teilhard de Chardin aveva in un suo libro definito lo stadio ultimo dell'evoluzione umana, l'apice dello sviluppo della nostra specie, "punto omega"; Kenneth Ring, già noto per le sue indagini scientifiche nel campo delle esperienze di pre-morte, ha utilizzato questo stesso termine per intitolare il suo studio su due tipi di esperienze estreme, NDE e rapimenti UFO, all'apparenza molto diverse, ma con notevoli tratti comuni. Un argomento senza dubbio nuovo quello scelto da Ring e un terreno non ancora sondato da nessuno: condurre un'indagine, raccogliendo le più svariate testimonianze e prove, per scoprire a che tipo di cambiamenti interiori vanno incontro le persone che hanno vissuto esperienze di pre-morte o rapimenti da parte di alieni, quale sorta di modificazioni fisiche e spirituali subiscono per il restante corso della vita. Ma l'obiettivo del dottor Ring è anche dare un senso ultimo al numero impressionante di tali "viaggi" in "mondi alternativi" che dagli anni Sessanta si susseguono e che quasi raffigurano una sorta di sindrome collettiva. Secondo l'autore questi due tipi di esperienze, frutto di una crisi della nostra cultura, di "un'epoca disperata", provengono da una sorgente comune il cui intento è condurre l'umanità verso la verità, verso il "punto omega", e dare ad essa gli strumenti per la sua sopravvivenza.
Descrizione
Il gesuita e paleontologo Teilhard de Chardin aveva in un suo libro definito lo stadio ultimo dell'evoluzione umana, l'apice dello sviluppo della nostra specie, "punto omega"; Kenneth Ring, già noto per le sue indagini scientifiche nel campo delle esperienze di pre-morte, ha utilizzato questo stesso termine per intitolare il suo studio su due tipi di esperienze estreme, NDE e rapimenti UFO, all'apparenza molto diverse, ma con notevoli tratti comuni. Un argomento senza dubbio nuovo quello scelto da Ring e un terreno non ancora sondato da nessuno: condurre un'indagine, raccogliendo le più svariate testimonianze e prove, per scoprire a che tipo di cambiamenti interiori vanno incontro le persone che hanno vissuto esperienze di pre-morte o rapimenti da parte di alieni, quale sorta di modificazioni fisiche e spirituali subiscono per il restante corso della vita. Ma l'obiettivo del dottor Ring è anche dare un senso ultimo al numero impressionante di tali "viaggi" in "mondi alternativi" che dagli anni Sessanta si susseguono e che quasi raffigurano una sorta di sindrome collettiva. Secondo l'autore questi due tipi di esperienze, frutto di una crisi della nostra cultura, di "un'epoca disperata", provengono da una sorgente comune il cui intento è condurre l'umanità verso la verità, verso il "punto omega", e dare ad essa gli strumenti per la sua sopravvivenza.
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Nel libro XII del Mahâbhârata Viśnu si manifesta sotto forma di una luce paragonabile a quella di
«mille soli» e viene detto che «penetrando in questa luce, i mortali istruiti nella Yoga [cioè negli «esercizî spirituali» simili a quelli svolti alacremente dagli iatromanti apollinei;] raggiungono la liberazione finale»
Nel medesimo libro si può leggere la storia di tre saggi che hanno praticato l’ascesi per mille anni (cioè la stessa età che la tradizione greca assegna agli Iperborei, simbolo numerico di pienezza e perfezione) in un paese localizzato a Settentrione del Monte Meru, con l’anelito di riuscire a vedere Nârâyâna, cioè Viśnu, nella sua forma reale: una voce proveniente dal cielo ingiunse loro di andare a Nord dell’Oceano di Latte, nell’Isola
Bianca chiamata Çveta-dvîpa. Una volta giunti in loco, essi fanno la conoscenza di «uomini bianchi come la luna» — in tutto e per tutto analoghi agli Iperborei dell’isola di Apollo e agli abitanti sovrumani del sovramenzionato «ottavo clima» della tradizione Sufi —, dei quali si dice: «Lo splendore di ciascuno di questi uomini assomigliava a quello proprio del Sole quando si avvicina il momento della dissoluzione dell’universo» .
Mircea Eliade stesso, riportando questa tradizione induista, ne sottolinea i parallelismi con quella apollinea dell’Isola Bianca posizionata all’estremo Settentrione, che si voglia chiamare Çveta-dvîpa o Iperborea, o ancora Leuké o Avalon
«mille soli» e viene detto che «penetrando in questa luce, i mortali istruiti nella Yoga [cioè negli «esercizî spirituali» simili a quelli svolti alacremente dagli iatromanti apollinei;] raggiungono la liberazione finale»
Nel medesimo libro si può leggere la storia di tre saggi che hanno praticato l’ascesi per mille anni (cioè la stessa età che la tradizione greca assegna agli Iperborei, simbolo numerico di pienezza e perfezione) in un paese localizzato a Settentrione del Monte Meru, con l’anelito di riuscire a vedere Nârâyâna, cioè Viśnu, nella sua forma reale: una voce proveniente dal cielo ingiunse loro di andare a Nord dell’Oceano di Latte, nell’Isola
Bianca chiamata Çveta-dvîpa. Una volta giunti in loco, essi fanno la conoscenza di «uomini bianchi come la luna» — in tutto e per tutto analoghi agli Iperborei dell’isola di Apollo e agli abitanti sovrumani del sovramenzionato «ottavo clima» della tradizione Sufi —, dei quali si dice: «Lo splendore di ciascuno di questi uomini assomigliava a quello proprio del Sole quando si avvicina il momento della dissoluzione dell’universo» .
Mircea Eliade stesso, riportando questa tradizione induista, ne sottolinea i parallelismi con quella apollinea dell’Isola Bianca posizionata all’estremo Settentrione, che si voglia chiamare Çveta-dvîpa o Iperborea, o ancora Leuké o Avalon
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