https://it.wikipedia.org/wiki/J%C4%81taka
I Jātaka (devanāgarī: जातक), o vite anteriori del Buddha (da jāti, vite anteriori) sono una raccolta di 547 storie di altrettante vite anteriori del Buddha storico contenute nella sezione Khuddaka Nikaya del Sutta Piṭaka del Canone pāli del Canone buddhista.
La versione attualmente conservata nel canone risale alla compilazione anonima singalese del V secolo intitolata Jātakaṭṭhavaṇṇanā che esplicitamente si rifà a una tradizione orale più antica, risalente alla recitazione avvenuta nel corso del primo concilio buddhista.
La conferma dell'antichità delle storie contenute nei Jātaka è sia diretta che indiretta: precedenti, infatti, la stesura attualmente conservata sono i bassorilievi di Sanchi del I secolo, che rappresentano i medesimi jātaka; così come le analoghe pitture murali nelle grotte di Ajanta del II secolo. Indirettamente, invece, la maggiore antichità del testo, rispetto alla stesura del V secolo, si evince dalla lingua e dal contenuto stesso dei jātaka, dall'ambientazione e dai dati sociali e politici intrinseci all'opera stessa, che la fanno datare al IV/V secolo a.C.
I jātaka non hanno alcun legame cronologico gli uni con gli altri e sono presentati in ordine di crescente lunghezza del testo. Il Buddha compare talora come personaggio principale, ma spesso come figura secondaria rispetto alla vicenda, o persino come semplice testimone. Le figure in cui rinasce sono di volta in volta umane, delle più disparate condizioni sociali, o animali.
Dèi, uomini e animali nei jātaka colloquiano in ambienti reali, principalmente nelle città lungo il Gange, ma in tempi indicativamente remoti senza ulteriori specificazioni (tipico l'incipit: "un tempo, quando a Benares governava Brahmadatta...").
Dopo una introduzione, in cui si specifica l'occasione in cui il Buddha narrò la storia, inizia il jātaka vero e proprio, per concludersi con la delucidazione di chi siano i personaggi nascosti dietro le varie figure letterarie (oltre al Buddha compaiono anche altri suoi discepoli o altre persone coeve).
Il linguaggio popolare, narrativo fresco e vivace, i ritratti degli animali e delle varie figure professionali, delineate con le caratteristiche loro proprie, resero la lettura e la recitazione dei jātaka una componente estremamente popolare del buddhismo, tanto da dare origine a numerosi apocrifi che continuarono a proliferare per secoli dopo la predicazione stessa del Buddha.
I valori morali di cui i jātaka si fanno portatori sono quelli del messaggio buddhista: la compassione, l'altruismo, la sincerità, divenendo una sorta di trasposizione pratica ed esemplare dell'insegnamento contenuto nel Nobile Ottuplice Sentiero, nonché una dimostrazione del funzionamento del karma attraverso le diverse rinascite che conducono il Buddha fino alla sua ultima rinascita come Gautama.
Ogni racconto inizia annotando l'occasione che ha spinto il suo racconto e si conclude con il Buddha che identifica le vite delle persone nella storia introduttiva con quelle delle persone del passato. C'è umorismo in queste storie e una notevole varietà. Il futuro Buddha potrebbe apparire in loro come un re, un emarginato, un dio, un elefante, ma, in qualsiasi forma, mostra qualche virtù che il racconto inculca in tal modo. ⚡️❤️♾
I Jātaka (devanāgarī: जातक), o vite anteriori del Buddha (da jāti, vite anteriori) sono una raccolta di 547 storie di altrettante vite anteriori del Buddha storico contenute nella sezione Khuddaka Nikaya del Sutta Piṭaka del Canone pāli del Canone buddhista.
La versione attualmente conservata nel canone risale alla compilazione anonima singalese del V secolo intitolata Jātakaṭṭhavaṇṇanā che esplicitamente si rifà a una tradizione orale più antica, risalente alla recitazione avvenuta nel corso del primo concilio buddhista.
La conferma dell'antichità delle storie contenute nei Jātaka è sia diretta che indiretta: precedenti, infatti, la stesura attualmente conservata sono i bassorilievi di Sanchi del I secolo, che rappresentano i medesimi jātaka; così come le analoghe pitture murali nelle grotte di Ajanta del II secolo. Indirettamente, invece, la maggiore antichità del testo, rispetto alla stesura del V secolo, si evince dalla lingua e dal contenuto stesso dei jātaka, dall'ambientazione e dai dati sociali e politici intrinseci all'opera stessa, che la fanno datare al IV/V secolo a.C.
I jātaka non hanno alcun legame cronologico gli uni con gli altri e sono presentati in ordine di crescente lunghezza del testo. Il Buddha compare talora come personaggio principale, ma spesso come figura secondaria rispetto alla vicenda, o persino come semplice testimone. Le figure in cui rinasce sono di volta in volta umane, delle più disparate condizioni sociali, o animali.
Dèi, uomini e animali nei jātaka colloquiano in ambienti reali, principalmente nelle città lungo il Gange, ma in tempi indicativamente remoti senza ulteriori specificazioni (tipico l'incipit: "un tempo, quando a Benares governava Brahmadatta...").
Dopo una introduzione, in cui si specifica l'occasione in cui il Buddha narrò la storia, inizia il jātaka vero e proprio, per concludersi con la delucidazione di chi siano i personaggi nascosti dietro le varie figure letterarie (oltre al Buddha compaiono anche altri suoi discepoli o altre persone coeve).
Il linguaggio popolare, narrativo fresco e vivace, i ritratti degli animali e delle varie figure professionali, delineate con le caratteristiche loro proprie, resero la lettura e la recitazione dei jātaka una componente estremamente popolare del buddhismo, tanto da dare origine a numerosi apocrifi che continuarono a proliferare per secoli dopo la predicazione stessa del Buddha.
I valori morali di cui i jātaka si fanno portatori sono quelli del messaggio buddhista: la compassione, l'altruismo, la sincerità, divenendo una sorta di trasposizione pratica ed esemplare dell'insegnamento contenuto nel Nobile Ottuplice Sentiero, nonché una dimostrazione del funzionamento del karma attraverso le diverse rinascite che conducono il Buddha fino alla sua ultima rinascita come Gautama.
Ogni racconto inizia annotando l'occasione che ha spinto il suo racconto e si conclude con il Buddha che identifica le vite delle persone nella storia introduttiva con quelle delle persone del passato. C'è umorismo in queste storie e una notevole varietà. Il futuro Buddha potrebbe apparire in loro come un re, un emarginato, un dio, un elefante, ma, in qualsiasi forma, mostra qualche virtù che il racconto inculca in tal modo. ⚡️❤️♾
Wikipedia
Jātaka
I Jātaka (devanāgarī: जातक), o vite anteriori del Buddha (da jāti, vite anteriori) sono una raccolta di 547 storie di altrettante vite anteriori del Buddha storico contenute nella sezione Khuddaka Nikaya del Sutta Piṭaka del Canone pāli del Canone buddista.
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"Se coesistessimo noi vi domineremmo, è una cosa inevitabile, e voi cerchereste di eliminarci, siamo tutti emanazioni della forza della vita che ci ha messi l'uno contro l'altro per vedere chi sopravvive... gioco molto crudele... la vita è crudeltà, la vita è sofferenza, approfittiamo dell'altro per poter sopravvivere"
Dal film "Il villaggio dei dannati" (Carpenter)
Dal film "Il villaggio dei dannati" (Carpenter)