https://axismundi.blog/2017/05/30/il-significato-astronomico-delleta-delloro-astrea-e-la-caduta-di-fetonte/
Tutti i popoli del mondo hanno cantato di un mitico “primo tempo” di abbondanza, in cui gli dei camminavano sulla terra e tutte le cose erano in armonia. Il mito dell’Età dell’Oro ha affascinato i poeti dalla remota antichità fino ai tempi del Rinascimento. Sostanzialmente, lo si è creduto un tempo di prodigi materiali, in cui il benessere corporeo degli uomini era garantito dallo scorrere naturale ed infinito di latte e miele. Ma le cose stanno veramente come hanno cantato i poeti? Che cos’è stata, veramente, l’Età dell’Oro? Gli stessi poeti, d’altra parte, hanno conservato (consapevolmente o meno) alcuni indizi rivelatori del mistero, che rimandano, ancora una volta, alla volta celeste.
Tutti i popoli del mondo hanno cantato di un mitico “primo tempo” di abbondanza, in cui gli dei camminavano sulla terra e tutte le cose erano in armonia. Il mito dell’Età dell’Oro ha affascinato i poeti dalla remota antichità fino ai tempi del Rinascimento. Sostanzialmente, lo si è creduto un tempo di prodigi materiali, in cui il benessere corporeo degli uomini era garantito dallo scorrere naturale ed infinito di latte e miele. Ma le cose stanno veramente come hanno cantato i poeti? Che cos’è stata, veramente, l’Età dell’Oro? Gli stessi poeti, d’altra parte, hanno conservato (consapevolmente o meno) alcuni indizi rivelatori del mistero, che rimandano, ancora una volta, alla volta celeste.
𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈
Il significato astronomico dell’Età dell’Oro: Astrea e la “caduta” di Fetonte
di Andrea Casella copertina: Sidney Hall, rappresentazione della costellazione della Vergine, tratta da “Urania’s Mirror”, 1825) (segue da Simbolismo stellare e simbolismo solare)…
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https://link.springer.com/article/10.1007/s00004-015-0277-1
I recinti megalitici di Gobekli Tepe (Urfa, Turchia) sono le più antiche strutture sacre in pietra finora conosciute, risalenti al X millennio a.C. Viene analizzata la possibile presenza di obiettivi astronomici per queste strutture, e si scopre che potrebbero essere state orientate - o addirittura originariamente costruite - per celebrare e seguire successivamente l'apparizione di una nuova stella estremamente brillante nei cieli meridionali: Sirio.
I recinti megalitici di Gobekli Tepe (Urfa, Turchia) sono le più antiche strutture sacre in pietra finora conosciute, risalenti al X millennio a.C. Viene analizzata la possibile presenza di obiettivi astronomici per queste strutture, e si scopre che potrebbero essere state orientate - o addirittura originariamente costruite - per celebrare e seguire successivamente l'apparizione di una nuova stella estremamente brillante nei cieli meridionali: Sirio.
SpringerLink
Sirius and the project of the megalithic enclosures at Gobekli Tepe
Nexus Network Journal - The megalithic enclosures of Gobekli Tepe (Urfa, Turkey) are the most ancient stonebuilt sacred structures known so far, dating back to the 10th millennium BC. The possible...
The Searchers and Swansong by Rodrigo Alonzo
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https://youtu.be/p1mRurJyF5o
Capolavoro cosmico, una melodia trascendentale, celestiale..
We are one in all
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We are one in all
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Argus - We Are One [Original Mix]
https://www.beatport.com/track/we-are-one/9043053
https://www.beatport.com/label/altar-records-ca/43621
https://wallpaperscraft.com/download/tamagosho_sky_stars_telescope_night_window_102167/1920x1080#
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Una massa di pecore, su 8 miliardi che siamo buona parte vive nella più profonda ignoranza, pochi osano spingersi oltre i loro tempi.. Tutti quelli che in passato ci hanno provato in un verso o nell'altro sono finiti per essere soffocati, a volte soggiogati da idee e preconcetti prettamente umani et materialistici, che avvolgono le vastissime moltitudini della nostra specie e annebbiano le profonde e complesse facoltà mentali del singolo individuo rendendolo l'ennesimo esempio e prodotto della materia e della società.
Io credo che basterebbe chiudere gli occhi e immaginare di essere strappati con forza dal mondo, esserne scaraventati fuori, basterebbe osservarlo in silenzio orbitandogli attorno per comprenderne l'unicità.
La conseguenza di un tale atto sarebbe l'incredibile e primordiale comprensione della causa della nostra breve esistenza in questa biglia colorata.
Io credo che basterebbe chiudere gli occhi e immaginare di essere strappati con forza dal mondo, esserne scaraventati fuori, basterebbe osservarlo in silenzio orbitandogli attorno per comprenderne l'unicità.
La conseguenza di un tale atto sarebbe l'incredibile e primordiale comprensione della causa della nostra breve esistenza in questa biglia colorata.
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A Poggio Rota il tramonto eliaco di Sirio, cioè l’ultimo giorno di visibilità della stella durante l’anno, avveniva, e poteva essere osservato attraverso la fenditura, di prima sera intorno alla terza decade di Aprile (calendario giuliano) nel 2300 a.C. con il Sole che era tramontato nell’intercapedine tra il monolito M2 e quello M3 e che aveva ormai raggiunto un azimut pari a 283° 18’ e una depressione sotto l’orizzonte astronomico locale pari a -6° 04’. I fenomeni eliaci sono parte integrante della ritmicità del cielo, di conseguenza molte antiche culture, presso le quali l'osservazione astronomica fu molto praticata, li inclusero nella lista dei fenomeni celesti ritenuti importanti e come tali, degni di attenta e continua osservazione, soprattutto a causa della loro elevata risoluzione temporale.
Lo studio archeoastronomico del sito ha messo in evidenza che gli esponenti di tale Cultura presenti in zona ebbero l'esigenza di determinare, ogni anno, con precisione la data del solstizio d'inverno, e di stabilire almeno due direzioni stellari significative: la prima è quella diretta verso il polo nord celeste e la seconda era connessa con il tramonto della brillante stella Sirio, che nel III millennio a.C., andava a tramontare molto vicino al punto di tramonto del Sole solstiziale invernale.
La presenza anche del tramonto di Sirio, sia ordinario che eliaco, apre tutta una serie di interessanti possibilità, sulla modalità con cui si misurava il tempo presso la Cultura del Rinaldone. Tutto ciò fa di Poggio Rota un sito di grande importanza in quanto rappresenta il primo caso noto di luogo di osservazione astronomica prodotto dal questa Cultura, analogamente a quanto avvenne presso tutte le culture neolitiche stanziate sul territorio europeo. Recentemente è stata scoperta anche una vasca scavata sul monolito orientale, questo è un fatto molto importante che testimonia ulteriormente l'importanza archeologica di Poggio Rota e che si inquadra molto bene con i risultati dello studio archeoastronomico. Normalmente nei siti neolitici ed eneolitici astronomicamente significativi sono presenti vasche scavate nella roccia la cui funzione non è ancora ben nota, ma ormai sappiamo che presso quelle culture esisteva un stretta connessione simbolica tra l'acqua ed il cielo.
Si conclude dunque l'ipotesi che Poggio Rota fu utilizzato per un lungo periodo nei confronti della stella Sirio e della sua apparizione nei cieli di quei popoli che erano a tutti gli effetti i progenitori degli etruschi.
https://sites.google.com/site/gruppomisteroamiata/archeologia/siti-storico-artistici/poggio-rota-un-sito-archeologico-astronomicamente-significativo
Lo studio archeoastronomico del sito ha messo in evidenza che gli esponenti di tale Cultura presenti in zona ebbero l'esigenza di determinare, ogni anno, con precisione la data del solstizio d'inverno, e di stabilire almeno due direzioni stellari significative: la prima è quella diretta verso il polo nord celeste e la seconda era connessa con il tramonto della brillante stella Sirio, che nel III millennio a.C., andava a tramontare molto vicino al punto di tramonto del Sole solstiziale invernale.
La presenza anche del tramonto di Sirio, sia ordinario che eliaco, apre tutta una serie di interessanti possibilità, sulla modalità con cui si misurava il tempo presso la Cultura del Rinaldone. Tutto ciò fa di Poggio Rota un sito di grande importanza in quanto rappresenta il primo caso noto di luogo di osservazione astronomica prodotto dal questa Cultura, analogamente a quanto avvenne presso tutte le culture neolitiche stanziate sul territorio europeo. Recentemente è stata scoperta anche una vasca scavata sul monolito orientale, questo è un fatto molto importante che testimonia ulteriormente l'importanza archeologica di Poggio Rota e che si inquadra molto bene con i risultati dello studio archeoastronomico. Normalmente nei siti neolitici ed eneolitici astronomicamente significativi sono presenti vasche scavate nella roccia la cui funzione non è ancora ben nota, ma ormai sappiamo che presso quelle culture esisteva un stretta connessione simbolica tra l'acqua ed il cielo.
Si conclude dunque l'ipotesi che Poggio Rota fu utilizzato per un lungo periodo nei confronti della stella Sirio e della sua apparizione nei cieli di quei popoli che erano a tutti gli effetti i progenitori degli etruschi.
https://sites.google.com/site/gruppomisteroamiata/archeologia/siti-storico-artistici/poggio-rota-un-sito-archeologico-astronomicamente-significativo
Google
Gruppo Mistero Amiata - Poggio Rota: un sito archeologico astronomicamente significativo
di Adriano Gaspani
https://www.piramide-etrusca.it/articoli/salvatore-fosci-la-piramide-di-bomarzo-la-scoperta-della-mia-vita-3/
LA PIRAMIDE DI BOMARZO:
Dalle rilevazioni effettuate dal Prof. Adriano Gaspani sembrerebbe che la Piramide etrusca presenti un legame con due corpi celesti. Studi svolti dal Prof. ci dicono che il profilo della piramide corrisponde ad un semiparallelepipedo la cui sezione longitudinale è un triangolo rettangolo con gli angoli interni di 30°,60° e 90° ,il lato corrispondente alle scalinate, è inclinato di 30° rispetto al piano di calpestio e questo angolo corrisponde anche all’altezza angolare apparente del punto della sfera celeste.
Non tutti gli astri, però, compresi in questo intervallo di declinazione, possono essere stati quelli scelti dai creatori della Piramide. Gli astri di riferimento dovevano essere sufficientemente luminosi, si parla di stelle di prima magnitudine.
Solamente due stelle soddisfano i requisiti imposti dalla geometria e dall’orientamento del manufatto: Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore e Antares nello Scorpione. Queste due stelle , quindi, dovevano rivestire un significato ben preciso per la cultura di quel popolo, da qui e’ partito il professore per sviluppare i suoi calcoli e dare una datazione.
LA PIRAMIDE DI BOMARZO:
Dalle rilevazioni effettuate dal Prof. Adriano Gaspani sembrerebbe che la Piramide etrusca presenti un legame con due corpi celesti. Studi svolti dal Prof. ci dicono che il profilo della piramide corrisponde ad un semiparallelepipedo la cui sezione longitudinale è un triangolo rettangolo con gli angoli interni di 30°,60° e 90° ,il lato corrispondente alle scalinate, è inclinato di 30° rispetto al piano di calpestio e questo angolo corrisponde anche all’altezza angolare apparente del punto della sfera celeste.
Non tutti gli astri, però, compresi in questo intervallo di declinazione, possono essere stati quelli scelti dai creatori della Piramide. Gli astri di riferimento dovevano essere sufficientemente luminosi, si parla di stelle di prima magnitudine.
Solamente due stelle soddisfano i requisiti imposti dalla geometria e dall’orientamento del manufatto: Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore e Antares nello Scorpione. Queste due stelle , quindi, dovevano rivestire un significato ben preciso per la cultura di quel popolo, da qui e’ partito il professore per sviluppare i suoi calcoli e dare una datazione.
LA PIRAMIDE ETRUSCA DI BOMARZO
LA PIRAMIDE ETRUSCA, STUDI DI ARCHEOASTRONOMIA. - LA PIRAMIDE ETRUSCA DI BOMARZO
Sono stati proprio i racconti di suo nonno e suo padre che hanno aiutato Salvatore nella riscoperta dell’antica piramide, un luogo al quale è legata tutta l’essenza della sua vita.
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
https://www.piramide-etrusca.it/articoli/salvatore-fosci-la-piramide-di-bomarzo-la-scoperta-della-mia-vita-3/ LA PIRAMIDE DI BOMARZO: Dalle rilevazioni effettuate dal Prof. Adriano Gaspani sembrerebbe che la Piramide etrusca presenti un legame con due corpi…
Anche la piramide di bomarzo era utilizzata per l'osservazione della stella Sirio, nella descrizione notiamo una chiara somiglianza con un altro luogo sacro archeo astronomico di cui recentemente nel canale ho parlato, Gobekli Tepe, che ha una stele dove viene rappresentata la stella Sirio in mano ad un (si presume Sciamano) con sotto la costellazione dello scorpione come "accesso all'oltretomba". Una strana coincidenza a distanza di millenni popoli che non si conoscono possedevano una conoscenza in comune non da poco, rappresentata soprattutto in simboli e strutture piramidali / Pilastri
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Dagan (Rappresentato con gli Apkallu sumeri anche, presumo dunque che questo fosse un derivato del Dio Enki)
"Amma che creò tutte le creature viventi, diede al mondo Forma e Movimento. Dopo la creazione Amma si riposò, con la mano destra rivolta al cielo, la mano sinistra verso la Terra." Amma è il Dio dei Dogon, creatore degli umani e dei Nommo (Dei)
Altro nome è Baal-Hadad, Hadad è una divinità degli Aramei (o Siri). Dio del fulmine e delle tempeste, da questa sua caratteristica gli viene l'appellativo il tonante.
Nelle tavolette trovate a Ugarit (specie quelle del Ciclo di Baal) il nome hd (in genere vocalizzato come Haddu) s'incontra "normalizzato" come Hadad. Hadad è nella maggior parte dei casi chiamato col titolo di b‘l (in genere vocalizzato come Ba‘l), cioè 'Signore', oppure ‘lyn (‘Aliyan), che suggerisce il concetto dell'"essere alto", "supremo" (si veda in contesto antico israelitico il termine 'Elyon' o 'El', come pure ’l-h in ambito arabo preislamico).
Elyon è il Signore della Stella Sirio.
"Amma che creò tutte le creature viventi, diede al mondo Forma e Movimento. Dopo la creazione Amma si riposò, con la mano destra rivolta al cielo, la mano sinistra verso la Terra." Amma è il Dio dei Dogon, creatore degli umani e dei Nommo (Dei)
Altro nome è Baal-Hadad, Hadad è una divinità degli Aramei (o Siri). Dio del fulmine e delle tempeste, da questa sua caratteristica gli viene l'appellativo il tonante.
Nelle tavolette trovate a Ugarit (specie quelle del Ciclo di Baal) il nome hd (in genere vocalizzato come Haddu) s'incontra "normalizzato" come Hadad. Hadad è nella maggior parte dei casi chiamato col titolo di b‘l (in genere vocalizzato come Ba‘l), cioè 'Signore', oppure ‘lyn (‘Aliyan), che suggerisce il concetto dell'"essere alto", "supremo" (si veda in contesto antico israelitico il termine 'Elyon' o 'El', come pure ’l-h in ambito arabo preislamico).
Elyon è il Signore della Stella Sirio.
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O Sirio, di che indugian le notti!
Le penetri, le affondi,
e nei palpitanti petti
squarciando rifuggi
col tuo sidereo fulgore.
Risplendon i raggi
al di là degli abissi,
e fra saettanti bagliori
e l’infuriar delle plaghe
quel ponte tu ergi
a pilastro del mondo.
E al tremar delle travi,
al piover dei muri,
non stelle né soli
nella volta celeste,
ma un cupo vuotarsi.
Quanta la forza,
l’energica potenza
nel tuo lapideo vegliare!
E tacita, mesta,
clina e calpesta,
l’oscurità si contorce
al tuo orbitante marciare.
Tu,
dea di un tempio
scavato con la luce
notturna dell’infinito,
con il vuoto più
sordo del nulla;
Tu,
fuoco, sacro sacello
per Pizie dai torvi responsi;
la materia Tu solchi
con aliena sementa,
spargendo nel nero
la scintilla del Caos.
Le penetri, le affondi,
e nei palpitanti petti
squarciando rifuggi
col tuo sidereo fulgore.
Risplendon i raggi
al di là degli abissi,
e fra saettanti bagliori
e l’infuriar delle plaghe
quel ponte tu ergi
a pilastro del mondo.
E al tremar delle travi,
al piover dei muri,
non stelle né soli
nella volta celeste,
ma un cupo vuotarsi.
Quanta la forza,
l’energica potenza
nel tuo lapideo vegliare!
E tacita, mesta,
clina e calpesta,
l’oscurità si contorce
al tuo orbitante marciare.
Tu,
dea di un tempio
scavato con la luce
notturna dell’infinito,
con il vuoto più
sordo del nulla;
Tu,
fuoco, sacro sacello
per Pizie dai torvi responsi;
la materia Tu solchi
con aliena sementa,
spargendo nel nero
la scintilla del Caos.
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