Ultimamente si sta parlando dell'aumento smisurato di cinghiali e di lupi a Roma e nel lazio in generale, io ci vedo un messaggio.
Si sta delineando ciò che ci si prospetta, una netta divisione tra prede e predatori, i cinghiali sono le prede e i lupi i predatori e in mezzo ci siamo noi umani, le forze convergono verso di noi, e ci rivelano un fatto unico.
Si è creata una frattura tra deboli e forti, tra cacciatori e prede, tra luce e oscurità.
Gli antichi Lupi di Soranus, cioè i sacerdoti del Sole Nero SUR credevano che il loro Dio gli avesse consigliato di Vivere come Lupi, e dedicarsi ad attività dediche alla guerra e alla rapina.
Io credo che per guerra e rapina si intenda un modo di vivere selvaggio, libero dai limiti imposti dalla società che altro non fa che annebbiare le profonde facoltà dell'uomo, allora forse i più vicini alla verità sono coloro che più riteniamo lontani, sono coloro che non trovano posto in una mera vita ordinaria e ciclica ma cercano la spericolatezza dell'impossibile, essi vivono ai margini della società.
Il compito che ho avuto è stato quello di alzare lo sguardo dalle falsità dell'era attuale, dalle menzogne nelle quali cerchiamo riparo.
Io non sono nella luce, io sono colui dalla quale essa deriva, io sono l'oscurità della mia anima, e il silenzioso lamento dei miei desideri.
Si sta delineando ciò che ci si prospetta, una netta divisione tra prede e predatori, i cinghiali sono le prede e i lupi i predatori e in mezzo ci siamo noi umani, le forze convergono verso di noi, e ci rivelano un fatto unico.
Si è creata una frattura tra deboli e forti, tra cacciatori e prede, tra luce e oscurità.
Gli antichi Lupi di Soranus, cioè i sacerdoti del Sole Nero SUR credevano che il loro Dio gli avesse consigliato di Vivere come Lupi, e dedicarsi ad attività dediche alla guerra e alla rapina.
Io credo che per guerra e rapina si intenda un modo di vivere selvaggio, libero dai limiti imposti dalla società che altro non fa che annebbiare le profonde facoltà dell'uomo, allora forse i più vicini alla verità sono coloro che più riteniamo lontani, sono coloro che non trovano posto in una mera vita ordinaria e ciclica ma cercano la spericolatezza dell'impossibile, essi vivono ai margini della società.
Il compito che ho avuto è stato quello di alzare lo sguardo dalle falsità dell'era attuale, dalle menzogne nelle quali cerchiamo riparo.
Io non sono nella luce, io sono colui dalla quale essa deriva, io sono l'oscurità della mia anima, e il silenzioso lamento dei miei desideri.
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RA (Egyptian Sun God)
Talon Abraxas
Ra (Re) was the primary name of the sun god of Ancient Egypt. He was often considered to be the King of the Gods and thus the patron of the pharaoh and one of the central gods of the Egyptian pantheon. He was also described as the creator of everything.
Talon Abraxas
Ra (Re) was the primary name of the sun god of Ancient Egypt. He was often considered to be the King of the Gods and thus the patron of the pharaoh and one of the central gods of the Egyptian pantheon. He was also described as the creator of everything.
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Monte strano il Soratte, tempio del dio lupo Soranus per le popolazioni preromane, eremo e nascondiglio di Papa Silvestro I quando Costantino perseguitava i cristiani, bunker fascista prima e comando nazista poi, infine rifugio antiatomico destinato a ospitare tutto il governo italiano negli anni della guerra fredda.
Il Soratte già per i Falisci (popolo italico dell’Etruria meridionale) e gli Etruschi era un monte magico.
Cantata da Orazio, citata da Strabone, da Plinio il Vecchio, da Virgilio e dall’immancabile Dante, ma anche da Byron e Goethe, da tutti è stata raccontata come una montagna con qualcosa di speciale.
Ma per la geologia è solo un grande scoglio calcareo tra il tufo di Calcata e la roccia dell’Appenino.
Altro su: http://www.touringmagazine.it/articolo/5395/lazio-memorie-e-sorprese-del-sottosuolo
Il Soratte già per i Falisci (popolo italico dell’Etruria meridionale) e gli Etruschi era un monte magico.
Cantata da Orazio, citata da Strabone, da Plinio il Vecchio, da Virgilio e dall’immancabile Dante, ma anche da Byron e Goethe, da tutti è stata raccontata come una montagna con qualcosa di speciale.
Ma per la geologia è solo un grande scoglio calcareo tra il tufo di Calcata e la roccia dell’Appenino.
Altro su: http://www.touringmagazine.it/articolo/5395/lazio-memorie-e-sorprese-del-sottosuolo
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