∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ – Telegram
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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Creatore: @Onniscienza ⚡️⚫️⚡️
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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The Fall of the Damned - Peter Paul Rubens, c.1620.
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https://youtu.be/1QT9s2NLgZ8
buone feste a tutti
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Ultimamente si sta parlando dell'aumento smisurato di cinghiali e di lupi a Roma e nel lazio in generale, io ci vedo un messaggio.
Si sta delineando ciò che ci si prospetta, una netta divisione tra prede e predatori, i cinghiali sono le prede e i lupi i predatori e in mezzo ci siamo noi umani, le forze convergono verso di noi, e ci rivelano un fatto unico.
Si è creata una frattura tra deboli e forti, tra cacciatori e prede, tra luce e oscurità.
Gli antichi Lupi di Soranus, cioè i sacerdoti del Sole Nero SUR credevano che il loro Dio gli avesse consigliato di Vivere come Lupi, e dedicarsi ad attività dediche alla guerra e alla rapina.
Io credo che per guerra e rapina si intenda un modo di vivere selvaggio, libero dai limiti imposti dalla società che altro non fa che annebbiare le profonde facoltà dell'uomo, allora forse i più vicini alla verità sono coloro che più riteniamo lontani, sono coloro che non trovano posto in una mera vita ordinaria e ciclica ma cercano la spericolatezza dell'impossibile, essi vivono ai margini della società.
Il compito che ho avuto è stato quello di alzare lo sguardo dalle falsità dell'era attuale, dalle menzogne nelle quali cerchiamo riparo.
Io non sono nella luce, io sono colui dalla quale essa deriva, io sono l'oscurità della mia anima, e il silenzioso lamento dei miei desideri.
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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RA (Egyptian Sun God)
Talon Abraxas

Ra (Re) was the primary name of the sun god of Ancient Egypt. He was often considered to be the King of the Gods and thus the patron of the pharaoh and one of the central gods of the Egyptian pantheon. He was also described as the creator of everything.
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Rome. 🕚🌪
This vortex is a small breath of wind compared to what is happening behind the scenes, we must remain firm in ourselves and advance without fear in the maze of darkness that lies ahead
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Schönbrunn Palace
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Monte strano il Soratte, tempio del dio lupo Soranus per le popolazioni preromane, eremo e nascondiglio di Papa Silvestro I quando Costantino perseguitava i cristiani, bunker fascista prima e comando nazista poi, infine rifugio antiatomico destinato a ospitare tutto il governo italiano negli anni della guerra fredda.
Il Soratte già per i Falisci (popolo italico dell’Etruria meridionale) e gli Etruschi era un monte magico.
Cantata da Orazio, citata da Strabone, da Plinio il Vecchio, da Virgilio e dall’immancabile Dante, ma anche da Byron e Goethe, da tutti è stata raccontata come una montagna con qualcosa di speciale.
Ma per la geologia è solo un grande scoglio calcareo tra il tufo di Calcata e la roccia dell’Appenino.

Altro su: http://www.touringmagazine.it/articolo/5395/lazio-memorie-e-sorprese-del-sottosuolo
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“Perché lo scetticismo possa filosoficamente sorreggersi non c’è bisogno che la portata del «niente è vero» sia universale. Sesto Empirico aveva fatto notare che le espressioni di dubbio o negazione degli scettici «non le si profferiscano da noi generalmente per ogni fatta cosa, ma per le oscure e le dommaticamente ricercate», ossia per quelle che appartengono al campo della speculazione filosofica. Basta dunque perché lo scetticismo si regga che il suo «niente è vero» si riferisca alle affermazioni e alle costruzioni della filosofia, alle quali in realtà soltanto si riferisce, come prova il fatto che quella proposizione è dagli scettici opposta appunto alle costruzioni filosofiche e non all’uomo comune e alla sua credenza pratica nell’esistenza fenomenica”
G. Rensi- Lineamenti di filosofia scettica(1919)
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Il vero terrore metafisico, che le menti mediocri non considerano, si deve fondare sull'idea che le tenebre della morte non siano un accidente temporaneo della mente ma qualcosa di permanente, anzi il presentimento di una legge precosmica ab eterno stabilita. Ciò che fanno quasi tutti i filosofi e teologi è assuefarsi nella credenza di poter rendere impotente questa idea di morte ontologica, secunda. Al contrario si dovrebbe pensare l'altrove stesso con paura mortale, attraverso il nerissimo presentimento di un' irrealtà nullificante incombente al contempo assolutamente, densamente, reale, che si preannuncia alla mente come una rivelazione agghiacciante e non come semplice timore reverenziale, semplice stupore o velata malinconia. L'abisso non è l'abisso d'amore dei teologi, non c'è alcun rapporto creatore- creatura, nessun rapporto interpersonale, al contrario, è un eco irriflesso nel vuoto anonimo, domina la paura, lo sottolineo, dell'elemento riflesso relativamente all' assoluto cieco, impersonale Maelstrom le cui sovraimmense distese si estendono senza coordinate per fagocitarlo vivo nell'oblio, in un non luogo in cui ogni cosa non è mai stata. Il destino assurdo a cui giunge la coscienza nel suo essere cosciente è quello di precipitare nella nera incoscienza, da non confondersi con l'idea di subcosncio psicologico pulsionale. Se si vuole dare una tinta di misticismo in tutto ciò non vedo problemi, ma il baratro della ragione, la nube di questa non conoscenza, le sovraluminose tenebre- che non solo sono sovra intellettuali ma in un qualche modo "negazione" della razionalità salita e al contempo discesa al suo massimo grado, capace di contemplare l'assurdo al di là del fenomeno - è una verticalità discensiva, vertiginosa, in un certo senso. Ciò che si contempla non è un nihil privativum, ma è il non essere sussistente, l'essere del non essere, l'urgrund, come fondo senza fondo e non causa(dell'essere) incausata e fondamento degli enti, di qui la rottura, scissione traumatica e l'inconoscibilità, il vuoto tra i due piani ontologici e gnoseologici, il dualismo metafisico