∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ – Telegram
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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« Analoga a Ogigia/Siria è la patria dello stesso Odisseo, Itaca, nel cui nome sarebbe insita l’idea del “centro” (dall’ebraico tōk = “al centro di”, tāwĭk = “il centro”), e che è sede dell’Antro delle Ninfe, riproduzione micoscopica del cosmo, dotato delle canoniche porte solstiziali, di cui l’una, verso Borea (ianua inferni), è per gli uomini, l’altra, verso Noto (ianua coeli), è per gli dei, e non la varcano i primi. Nel più profondo della sua cavità, l’antro appare come un’altra versione della sede di Kronos-Saturno. All’interno di esso fanno mostra di sé “crateri e anfore di pietra, dove le api serbano il miele”. Strano materiale per queste stoviglie, che sembra rimandare a tempi preceramici.
In essi è serbato del miele, che Porfirio, citando una fonte orfica, riconnette a Kronos addormentato: “In Orfeo, poi, Kronos è insidiato col miele da Zeus: [questi] infatti, pieno di miele, diventa ebbro e, ottenebrato come da vino, si addormenta”. Il miele era il cibo degli dei fin dall’età delle pietra, e precedette sia l’ambrosia che il vino, portato da Dioniso, tanto che il verbo usato per l’espressione “placare gli dei” è μειλίσσω, derivante da μέλι, “miele”, così come dalla stessa parola deriva μέλος, la melodia che blandisce gli dei. La beatitudine degli dei è oggettivata nel miele, che induce in Kronos il κῶμα, la messa tra parentesi del fluire temporale. Il miele “ha la capacità di purificare e conservare: infatti molte cose si mantengono incorrotte col miele e le vecchie ferite si purgano col miele. È dolce al gusto, e raccolto nei fiori dalle api, le quali avviene nascano dai buoi”. Stranissima notizia, questa delle api che nascerebbero dai buoi (tori). L’enigma è forse risolto dallo stesso Porfirio:
“Gli antichi erano soliti chiamare api anche le sacerdotesse di Demetra, preposte come dee terrene alle iniziazioni, e la stessa Kore, Mellita. E ape chiamavano la Luna, quale protettrice della generazione, anche perché per altro aspetto la Luna è Toro, e l’esaltazione della Luna avviene [nel] Toro, e, in più, le api nascono dai buoi. E nate da buoi [chiamavano] le anime giunte nella generazione, e ladro di buoi il dio che ode nel secreto il divenire“.
“Mielose”, “dolci come miele” erano in particolare le divinità infere (che Orfeo, da parte sua, blandisce col melos); miele doveva essere offerto anche ad Arianna, Signora del Labirinto, edificio immagine degli inferi con al centro il sole nascente, il Minotauro. Secondo Graves, i termini greci legati all’apicoltura sono di origine cretese (kerinthos = apicoltura; kerion = setaccio da miele; kerinos = cereo), e avendo essi in comune il radicale ker- rimandano all’idea del “destino”, della “triste sorte”, del “fato”. Modificandosi definitivamente in Keres, le dee del fato, Ker “deve essere stata la dea ape cretese, una dea della Morte nella Vita. Parimenti la dea tebana in forma di sfinge è detta da Eschilo (I sette contro Tebe, 777) ‘Ker che rapisce gli uomini’”. Il Dioniso finnico, Lemminkäinen, che era stato fatto a pezzi e annegato, venne riportato in vita da sua madre (una sorta di Demetra) grazie a un miele prodigioso procuratole da un’ape nelle Pleiadi, facenti parte, come noto, della costellazione del Toro. Il Kalevala, nel Runot XV (si tratta dei versi 507 - 524), dice che l’ape, superate le Pleiadi, giunse nei magazzini del Creatore (questo, almeno, il termine adottato dal traduttore Paolo Emilio Pavolini), dove in quantità sono stipate anfore e pentole d’oro e d’argento, nelle quali bolle il miele che, una volta pronto, stilla all’esterno sotto forma di balsamo e unguento. »
- Andrea Casella, "La Macchina del Tempo. Saggio sulla Cosmoteologia Arcaica", Axis Mundi Edizioni 2023, cap. XV
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https://youtu.be/Irz9PNHqt-Y

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“La morte è la nostra eterna compagna.
È sempre alla nostra sinistra, a un passo di distanza.

Ti è sempre stata ad osservare.

Ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà. Come ci si può sentire tanto importanti quando sappiamo che la morte ci da la caccia?
La cosa da fare quando sei impaziente, è voltarti a sinistra e chiedere consiglio alla tua morte.
Ti sbarazzi di un’enorme quantità di meschinità se la tua morte ti fa un gesto, o se ne cogli una breve visione, o se soltanto hai la sensazione che la tua compagna è lì che ti sorveglia.
La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo. Ogni volta che senti che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se è vero; la tua morte ti dirà che hai torto; che nulla conta veramente al di fuori del suo tocco.

La tua morte ti dirà: “Non ti ho ancora toccato”.

Devi chiedere consiglio alla morte e sbarazzarti delle maledette meschinerie proprie degli uomini che vivono come se la morte non dovesse mai toccarli.”

Carlos Castaneda
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Silver surf
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Distant from all
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cometa leonard
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🪐 Traduzione integrale del celebre articolo dell’orientalista Morris Jastrow Jr. sulla cosmoteologia assiro-babilonese, finora inedito in italiano, pubblicato sul «Revue d’Assyriologie et d’Archeólogie Orientale» nel 1910.

https://axismundi.blog/2023/02/03/samas-sole-e-saturno/

« Sembra quindi che l’associazione del sole con Saturno sia stata portata al punto da utilizzare anche il termine che indica un’immagine del sole dovuta alle condizioni atmosferiche per rappresentare Saturno. Naturalmente un “finto-sole” o parhelion non può trovarsi al di sopra o al di sotto della luna o essere visto in prossimità di essa. Il termine si riferiva a una “finta luna” e il fenomeno di una seconda luna è stato spiegato come dovuto alla presenza o al riflesso di Saturno vicino o in prossimità della luna. Mi azzardo a pensare che in questa ingenua spiegazione di un fenomeno atmosferico che sembra abbastanza semplice per l’astronomo moderno, ci sia un suggerimento sull’origine e sul significato di questa interessante associazione del sole con Saturno, che ha portato all’uso diffuso dei segni di Šamaš (An-UT e Amna) per rappresentare Saturno. Per quanto possa sembrarci strano, il pianeta Saturno sembra essere stato considerato come “il sole della notte” corrispondente a Šamaš come “il sole del giorno” e la causa della luce che la notte fornisce. »
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Stelle Cadenti
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Rappresentazione dell'Ascensione di Gesù Cristo, esposta al Museo Arocena, Messico
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José Gutiérrez Solana ~ Death
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