Sento scorrere in me la forza di interi universi, come se realtà parallele si scontrassero per fondersi in una unica entità altra, io sono il frutto di un mondo alla rovina e sono il seme di un mondo che deve nascere, sono la luce del sole ma sono anche l'oscurità della notte, sono folle e senza alcun limite, sono io l'amministratore di me stesso, sono il prodotto mal riuscito di questa società, sono il cadavere rinato di ere passate, sono la verità celata nel silenzio
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Mi ha colpito, alla voce "scetticismo" su wikipedia inglese, il riferimento al dio azteco Teotl. Secondo tale J. Maffie l'elitè sacerdotale, entro lo spettro di una filosofia panenteista(non panteista), concepiva Teotl come una forza caotica e incomprensibile, essenza "universale" ma al tempo stesso proteiforme, mutevole, sottostante ai fenomeni, non legato causalisticamente ad essi, ed anzi proprio questa sua natura recalcitrante la rende totalmente incomprensibile alla mente umana: è anche il dio delle maschere, dell'immagine, "delle sfaccettature in cui si manifesta". Questa concezione è molto somigliante alla definizione di Leopardi sul tema delle sostanze inconoscibili: " La materia in universale, ha in se per natura una o più forze sue proprie, che l'agitano e muovono in diversissime guise continuamente. Le quali forze noi possiamo congetturare ed anco denominare dai loro effetti, ma non conoscere in sé, né scoprir la natura loro" (Frammento apocrifo di Stratone di Lampsaco)... ma direi si possono vedere ulteriori piani di lettura oltre a questa prospettiva gnoseologica (ad esempio la si potrebbe interpretare quasi come un principio inconscio che si epifanizza attraverso le varie mutevoli immagini)
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“Se non sappiamo immaginarci diversi da come siamo e assumere questo secondo io, non possiamo imporci una disciplina, nonostante che ne possiamo accettare una da altri.
La virtù attiva, in quanto distinta dall’accettazione passiva della regola vigente, è perciò teatrale, consapevolmente drammatica, la capacità di indossare una maschera. È la condizione di una vita strenua, piena.”
William Butler Yates
La virtù attiva, in quanto distinta dall’accettazione passiva della regola vigente, è perciò teatrale, consapevolmente drammatica, la capacità di indossare una maschera. È la condizione di una vita strenua, piena.”
William Butler Yates
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