Mi ha colpito, alla voce "scetticismo" su wikipedia inglese, il riferimento al dio azteco Teotl. Secondo tale J. Maffie l'elitè sacerdotale, entro lo spettro di una filosofia panenteista(non panteista), concepiva Teotl come una forza caotica e incomprensibile, essenza "universale" ma al tempo stesso proteiforme, mutevole, sottostante ai fenomeni, non legato causalisticamente ad essi, ed anzi proprio questa sua natura recalcitrante la rende totalmente incomprensibile alla mente umana: è anche il dio delle maschere, dell'immagine, "delle sfaccettature in cui si manifesta". Questa concezione è molto somigliante alla definizione di Leopardi sul tema delle sostanze inconoscibili: " La materia in universale, ha in se per natura una o più forze sue proprie, che l'agitano e muovono in diversissime guise continuamente. Le quali forze noi possiamo congetturare ed anco denominare dai loro effetti, ma non conoscere in sé, né scoprir la natura loro" (Frammento apocrifo di Stratone di Lampsaco)... ma direi si possono vedere ulteriori piani di lettura oltre a questa prospettiva gnoseologica (ad esempio la si potrebbe interpretare quasi come un principio inconscio che si epifanizza attraverso le varie mutevoli immagini)
👍2👏2
“Se non sappiamo immaginarci diversi da come siamo e assumere questo secondo io, non possiamo imporci una disciplina, nonostante che ne possiamo accettare una da altri.
La virtù attiva, in quanto distinta dall’accettazione passiva della regola vigente, è perciò teatrale, consapevolmente drammatica, la capacità di indossare una maschera. È la condizione di una vita strenua, piena.”
William Butler Yates
La virtù attiva, in quanto distinta dall’accettazione passiva della regola vigente, è perciò teatrale, consapevolmente drammatica, la capacità di indossare una maschera. È la condizione di una vita strenua, piena.”
William Butler Yates
🔥3❤🔥2👍1
«Sempre caro mi è stato questo colle solitario e questa siepe, che copre alla mia vista una buona parte dell'orizzonte più lontano.
Ma mentre sto seduto e osservo, io immagino nella mia mente spazi interminati oltre la siepe, e silenzi sovrumani e profondissima quiete, tanto che per poco il mio animo non s'impaurisce.
E non appena odo il vento stormire tra le fronde di queste piante, paragono quell'infinito silenzio a questo frusciare: e mi viene in mente l'eterno, le ere già trascorse, e quella attuale e ancor viva, e il suo suono. Così il mio pensiero sprofonda in quest'immensità: e il naufragare in questo mare è dolce per me.»
L'infinito, Giacomo Leopardi.
Ma mentre sto seduto e osservo, io immagino nella mia mente spazi interminati oltre la siepe, e silenzi sovrumani e profondissima quiete, tanto che per poco il mio animo non s'impaurisce.
E non appena odo il vento stormire tra le fronde di queste piante, paragono quell'infinito silenzio a questo frusciare: e mi viene in mente l'eterno, le ere già trascorse, e quella attuale e ancor viva, e il suo suono. Così il mio pensiero sprofonda in quest'immensità: e il naufragare in questo mare è dolce per me.»
L'infinito, Giacomo Leopardi.
❤5