Vi ricordiamo che per fare la spesa potete compilare il modulo entro le 19 di oggi.
A domani dalle ore 17.30 alle 20.30 per il ritiro delle cassette presso il Bread&Roses o per la consegna
📝 Il modulo di prenotazione della spesa: https://forms.gle/ADEVS3z7iDb4mbxM9
Domani è sciopero generale per la Palestina. Appuntamento ore 9 Molo san Nicola. Scioperiamo anche dalla spesa che finanzia direttamente o indirettamente il genocidio.
Facciamo la spesa nei circuiti fuori dall'economia di guerra, presso gli spazi affiliati allo SPLAI: spazi liberati dall'apartheid israeliana, campagna promossa da BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento, sanzionamento)
A domani dalle ore 17.30 alle 20.30 per il ritiro delle cassette presso il Bread&Roses o per la consegna
📝 Il modulo di prenotazione della spesa: https://forms.gle/ADEVS3z7iDb4mbxM9
Domani è sciopero generale per la Palestina. Appuntamento ore 9 Molo san Nicola. Scioperiamo anche dalla spesa che finanzia direttamente o indirettamente il genocidio.
Facciamo la spesa nei circuiti fuori dall'economia di guerra, presso gli spazi affiliati allo SPLAI: spazi liberati dall'apartheid israeliana, campagna promossa da BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento, sanzionamento)
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03.10.2025 | Emporio Fuorimercato al B&Rs
La spesa dell'Emporio Fuorimercato al Bread&Roses
L'Emporio Fuorimercato è un emporio di comunità autogestito nato all'interno dello spazio di mutuo soccorso Bread&Roses. Alla gestione dell'emporio partecipano tutti i soggetti che compongono la filiera.
Sostiene…
L'Emporio Fuorimercato è un emporio di comunità autogestito nato all'interno dello spazio di mutuo soccorso Bread&Roses. Alla gestione dell'emporio partecipano tutti i soggetti che compongono la filiera.
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𝗟𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮, 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶.
Giovedì 25 settembre al B&Rs abbiamo incontrato e ascoltato lə compagnə della Convocatoria Ecologista Taranto Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, NO ALLA Discarica su un nuovo diritto a respirare, sul diritto al conflitto sociale per agire una trasformazione eco-sociale a partire dai territori che viviamo.
Un appuntamento arrivato tra la grande mobilitazione del 22 settembre, in occasione dello #sciopero generale indetto dai sindacati di base — e il 'weekend lungo' di sciopero del 3 ottobre e la marea a Roma del giorno dopo. Una mobilitazione che ha portato al blocco di porti, tangenziali, autostrade, stazioni ferroviarie e autoporti per pretendere la fine del genocidio in #Palestina, l’embargo totale verso Israele, a sostegno della resistenza del popolo palestinese. Una resistenza che aiuta noi a lottare, a liberarci collettivamente, a convergere nelle lotte sociali attive sui territori, come accade a #Taranto: contro la discarica al quartiere Paolo VI, per la difesa del fiume Tara, per la chiusura e la bonifica dell'ex-Ilva tramite l'attuazione del #PianoTaranto, un progetto nato dal basso grazie al lavoro congiunto tra operai, associazioni e solidali. #Lotte ecologiste per difendere quartieri, terre, ecosistemi da opere inutili e dannose.
Battaglie decoloniali che ribadiscono come tali opere vadano fermate, a Taranto e altrove. Battaglie che rappresentano un esempio importante per tutte le comunità diffuse nei sud che viviamo, in città come in campagna. Comunità che da anni difendono territori devastati dalla monocoltura dell’#acciaio, dell’#inquinamento e della #militarizzazione. Quelle comunità che, pur avendo tutto da perdere nelle condizioni di precarietà e sofferenza in cui si vive, continuiamo a stare dalla parte giusta della barricata e della storia.
Lə compagnə di Taranto hanno sottolineato come esiste un filo rosso che ci unisce tuttə: dagli espropri delle terre e degli ulivi — simboli centrali della resistenza palestinese — fino agli espropri dei territori del Salento, degli alberi del Tara, ai 1500 ettari sottratti dall’ex Ilva e ai 90 ettari sequestrati alla città dalla Marina Militare, circondati da un muraglione di sette metri per oltre tre chilometri, fino ad arrivare a progetti nocivi limitrofi ai quartieri popolari, come il progetto del sistema d’impianto di inerti a Paolo VI.
È stato un momento, fin dall'inizio dell'assemblea, per dare la nostra #solidarietà incondizionata a tuttə coloro che subiscono repressione, abuso di potere e arresti durante le mobilitazioni per difendere le nostre terre, fino alla Palestina. Liberə tuttə! Liberə Andre, Bak e Gui!
Giovedì 25 settembre al B&Rs abbiamo incontrato e ascoltato lə compagnə della Convocatoria Ecologista Taranto Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, NO ALLA Discarica su un nuovo diritto a respirare, sul diritto al conflitto sociale per agire una trasformazione eco-sociale a partire dai territori che viviamo.
Un appuntamento arrivato tra la grande mobilitazione del 22 settembre, in occasione dello #sciopero generale indetto dai sindacati di base — e il 'weekend lungo' di sciopero del 3 ottobre e la marea a Roma del giorno dopo. Una mobilitazione che ha portato al blocco di porti, tangenziali, autostrade, stazioni ferroviarie e autoporti per pretendere la fine del genocidio in #Palestina, l’embargo totale verso Israele, a sostegno della resistenza del popolo palestinese. Una resistenza che aiuta noi a lottare, a liberarci collettivamente, a convergere nelle lotte sociali attive sui territori, come accade a #Taranto: contro la discarica al quartiere Paolo VI, per la difesa del fiume Tara, per la chiusura e la bonifica dell'ex-Ilva tramite l'attuazione del #PianoTaranto, un progetto nato dal basso grazie al lavoro congiunto tra operai, associazioni e solidali. #Lotte ecologiste per difendere quartieri, terre, ecosistemi da opere inutili e dannose.
Battaglie decoloniali che ribadiscono come tali opere vadano fermate, a Taranto e altrove. Battaglie che rappresentano un esempio importante per tutte le comunità diffuse nei sud che viviamo, in città come in campagna. Comunità che da anni difendono territori devastati dalla monocoltura dell’#acciaio, dell’#inquinamento e della #militarizzazione. Quelle comunità che, pur avendo tutto da perdere nelle condizioni di precarietà e sofferenza in cui si vive, continuiamo a stare dalla parte giusta della barricata e della storia.
Lə compagnə di Taranto hanno sottolineato come esiste un filo rosso che ci unisce tuttə: dagli espropri delle terre e degli ulivi — simboli centrali della resistenza palestinese — fino agli espropri dei territori del Salento, degli alberi del Tara, ai 1500 ettari sottratti dall’ex Ilva e ai 90 ettari sequestrati alla città dalla Marina Militare, circondati da un muraglione di sette metri per oltre tre chilometri, fino ad arrivare a progetti nocivi limitrofi ai quartieri popolari, come il progetto del sistema d’impianto di inerti a Paolo VI.
È stato un momento, fin dall'inizio dell'assemblea, per dare la nostra #solidarietà incondizionata a tuttə coloro che subiscono repressione, abuso di potere e arresti durante le mobilitazioni per difendere le nostre terre, fino alla Palestina. Liberə tuttə! Liberə Andre, Bak e Gui!
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