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“Spazzatura occidentale immorale e corrotta”, simbolo del “decadimento morale occidentale”: questa le definizione che la Cina ha rivolto a OnlyFans, annunciandone il definitivo ban sul territorio cinese il 21 luglio.

La piattaforma britannica con oltre 305 milioni di utenti nel mondo, dove migliaia di “creators” vendono contenuti espliciti a sfondo sessuale, è finita nel mirino del gigante asiatico negli ultimi tempi, dopo che lo scorso novembre ne era stata autorizzata l’entrata ufficiale sul mercato.

Onlyfans era approdata in Cina lo scorso 29 novembre 2024, salvo poi essere vietata già nel mese di dicembre, continuando però a essere utilizzata – ricorrendo al VPN – fino a luglio 2025. Ora l’accesso alla piattaforma sarà impossibile, ma anche monitorato e dunque, vietato.

https://it.insideover.com/politica/la-cina-banna-onlyfans-spazzatura-occidentale-immorale-e-corrotta-e-non-ha-tutti-i-torti.html
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Fino a qualche anno fa, quando era un Paese in via di sviluppo senza troppe ambizioni globali, nessuno faceva caso alle enormi contraddizioni della politica estera dell’India. Oggi la situazione è ben diversa e il gigante asiatico è finito sotto i riflettori dell’opinione pubblica mondiale.
Cina e Russia si chiedono se il governo indiano continuerà a stare al loro fianco all’interno dei Brics, mentre Washington ha bisogno di Delhi per contrastare l’ascesa di Pechino nell’Asia-Pacifico.

Per l’India, il momento di scegliere su quale strada incamminarsi è arrivato.

🌏 Anche questa settimana su InsideAsia, @fede0fede ci porta nel cuore del continente asiatico.

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“Israele è un presidio di legalità”.

Con queste parole, pronunciate nella solenne cornice della Camera dei Deputati, Matteo Salvini ha ricevuto il Premio Italia-Israele 2025.

A conferirgli la targa alcune delle più influenti organizzazioni filo-israeliane sulla piazza, tra cui l’Istituto Milton Friedman, l’Unione delle Associazioni Italia-Israele, il Maccabi World Union, l’Israel Defense and Security Forum (organizzazione composta da ex militari dell’IDF, molto vicina all’estrema destra israeliana e ai coloni della Cisgiordania occupata) e l’Alleanza per Israele.

Il ministro dei Trasporti viene sommerso di elogi dall’ambasciatore israeliano in Italia per “il coraggio di assumere posizioni pubbliche coraggiose e spesso di rottura”.

https://it.insideover.com/politica/il-premio-a-salvini-consacra-labbraccio-tra-sovranismo-italico-e-lobby-israeliane.html

#salvini #israel #netanyahu #lobby
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🎥 Da ottobre 2025 ad aprile 2026
la Masterclass in video reportage e documentario giornalistico di @marcellobrecciaroli, inviato di PresaDiretta su Rai3, per la Newsroom Academy ti offre gli strumenti per trasformare le tue idee in una proposta concreta da presentare a redazioni, produttori o festival, in un percorso didattico pensato proprio per chi vuole iniziare un percorso professionale.

Il weekend dell’8 e 9 novembre incontrerai Matteo Delbò, regista e documentarista pluripremiato.
Negli ultimi anni Delbó concentra il suo lavoro in Palestina, soprattutto a Gaza. Tra i suoi lavori più noti, il pluripremiato documentario “Erasmus in Gaza”.

🗓️ 108 ore distribuite in 9 weekend

💰Pagamento anche a rate

📍 In presenza a Roma o in modalità da remoto

Se vuoi altre info scrivici a info@insideover.com o chiamaci al 351 4080530

https://it.insideover.com/course-landing/masterclass-di-specializzazione-in-video-reportage-e-documentario-giornalistico-2
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Media is too big
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Israele ha un problema.
E non è solo Netanyahu.
Lo storico israeliano Ilan Pappé lo ha detto chiaramente:
la maggioranza degli israeliani – quelli che non si oppongono al genocidio – è il prodotto di una società indottrinata dalla culla alla tomba.
La disumanizzazione dei palestinesi fa parte del DNA israeliano
e richiederebbe una rieducazione complessa…
che non è affatto certo possa funzionare.

I video dei bambini uccisi deliberatamente,
di chi muore di fame,
dei giovani amputati…
non provocano reazioni.
Mostrare questa sofferenza, nella migliore delle ipotesi,
non smuove nulla.
È una società in parte anestetizzata,
in parte inferocita.

E chi ha il coraggio di denunciare il genocidio in corso a Gaza e le violenze in Cisgiordania occupata
viene isolato, punito, zittito.

Ofer Cassif, deputato del partito comunista israeliano, è stato sospeso per due mesi
per aver accusato il governo Netanyahu di genocidio.
In breve: chi ha cuore e coraggio di parlare
viene ostracizzato in ogni modo.

#gazagenocide #israel
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Il 17 luglio, la band britannica Massive Attack ha annunciato sui social media la formazione di un'alleanza di musicisti che si oppone al genocidio in corso a Gaza e agli sforzi sistematici delle organizzazioni filo-israeliane per reprimere le voci critiche verso questo sterminio di massa.

All'Ethical Syndicate Palestine si sono uniti anche il musicista veterano Brian Eno, i Kneecap, i Fontaines DC e i Garbage.

Nella dichiarazione dei Massive Attack si legge: "Le scene a Gaza sono andate oltre ogni descrizione. Scriviamo come artisti che hanno scelto di usare le nostre piattaforme pubbliche per denunciare il genocidio in atto lì e il ruolo del governo britannico nel facilitarlo."
La band è stata oggetto di vari atti intimidatori, attraverso enti organizzati come UK Lawyers For Israel (UKLFI).

https://it.insideover.com/politica/la-musica-e-il-genocidio-lassociazione-per-la-palestina-di-massive-attack-brian-eno-fontaines-d-c-e-kneecap.html
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Almeno nove civili morti: è questo il bilancio provvisorio di una drammatica escalation tra Thailandia e Cambogia, dove nelle ultime ore si sono intensificati i combattimenti lungo il confine. L’esercito di Bangkok ha dichiarato giovedì 24 luglio di aver lanciato attacchi aerei su obiettivi terrestri in Cambogia. Il Ministero della Difesa cambogiano, dall’altro lato, ha affermato che l’esercito thailandese ha usato jet da guerra per sganciare bombe vicino all’antico tempio di Preah Vihear.

Stando a quanto riportato da diverse fonti internazionali, i raid dell’esercito thailandese sono stati condotti con aerei F‑16.
I bombardamenti hanno colpito anche aree civili, tra cui un quartiere residenziale e una stazione di servizio nella provincia thailandese di Si Sa Ket, provocando la morte di diverse persone. Anche un ospedale sarebbe stato danneggiato.

Il governo cambogiano ha risposto accusando la Thailandia di un'aggressione ingiustificata.

#cambodia #thailand #clashes #war
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Omar Fateh ha 35 anni, è musulmano, senatore socialista somalo-americano. È lui a sfidare il sindaco centrista per il controllo di Minneapolis. La sua è più di una battaglia locale: è uno scontro di potere contro l’establishment, che si gioca tra i palchi elettorali, i talk show e gli algoritmi dei social.

La newsletter InsideUsa di oggi, a cura di Francesca Salvatore, parte da lui, Omar, ma si sofferma su altri aspetti della politica, nazionale e internazionale, e della società statunitense.

Qualche esempio?

Israele chiede agli Stati Uniti sostegno per portare avanti un’operazione che, sempre più membri della comunità internazionale, definiscono come pulizia etnica.

Salvatore esplora poi il cuore del sistema finanziario made in Usa e mette in luce le nuove inquietanti verità su Jeffrey Epstein, il finanziere americano accusato di abusi su minori.

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“Nel 2023 sono stato brevemente nel Darién e ho colto l’enorme crisi umanitaria che sta attraversando la migrazione. Volevo raccontare la loro storia: così ho iniziato a pianificare la spedizione e a capire come girare un documentario completo.”

A parlare è Rasmus Krath, regista e avventuriero danese che da oltre venticinque anni esplora il mondo, raccogliendo storie e realizzando documentari. Negli ultimi anni ha concentrato il suo lavoro sui flussi migratori, con un progetto in particolare dedicato a una delle rotte più letali del nostro tempo: il Darién Gap.

Si tratta di una distesa di giungla selvaggia e inospitale, lunga circa cento chilometri, che separa la Colombia da Panama. Ogni anno viene attraversata da decine di migliaia di persone in fuga da Paesi come Venezuela, Haiti e Cuba, per cercare di raggiungere gli Stati Uniti.


https://it.insideover.com/migrazioni/rasmus-krath-cosi-tra-colombia-e-panama-ho-seguito-i-disperati-dal-darien-gap.html
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