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L’anno che si sta chiudendo, il 2025, è un anno che rimarrà nella storia e, soprattutto, nella memoria e nella coscienza di tutti noi.

È stato l’ennesimo anno di guerra in Europa, quello del conflitto sanguinoso tra Russia e Ucraina. E dei vari tentativi di finirla.

É stato il secondo anno consecutivo del genocidio di Gaza, dove, nonostante una cosiddetta tregua, decine di migliaia di bambini, donne e anziani continuano a essere uccisi dalle bombe israeliane.

In questo 2025 si è registrato anche un record terribile: più di 300 giornalisti uccisi, a Gaza. Non era mai successo nella storia.

Il 2025, però, è stato anche il nostro anno, l’anno di InsideOver, che tutte queste cose ha cercato di raccontarle con passione, lealtà, professionalità e tenacia.

Con l’inizio del nuovo anno noi ci saremo.

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Mark Goldfeder, direttore del National Jewish Advocacy Center (NJAC), ha dichiarato su X di aver inviato una segnalazione ad Amazon e ad altre piattaforme per chiedere l’applicazione di sanzioni contro Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.

L’obiettivo è impedire che Albanese riceva i proventi del suo libro “Quando il mondo dorme”, distribuito anche da Amazon.

Secondo Goldfeder, la richiesta si basa sul fatto che Francesca Albanese è stata designata come “Specially Designated National” (SDN) dall’OFAC nel luglio 2025.

Scrive Goldfeder: “Oggi abbiamo inviato un avviso ad Amazon e ad altri in merito a potenziali violazioni delle sanzioni connesse al libro. Ai sensi della legge federale, la proprietà e gli interessi dei cittadini appositamente designati sono bloccati e non possono essere trasferiti o pagati senza specifica autorizzazione”.

#francescaalbanese
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Il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha dichiarato in un'intervista ad Al Jazeera di essere in possesso di informazioni secondo cui il Somaliland ha accettato di accogliere la popolazione deportata di Gaza in cambio del riconoscimento israeliano.

Il presidente somalo ha confermato ad Al Jazeera che, secondo le loro informazioni, il Somaliland ha accettato tre condizioni israeliane in cambio del riconoscimento: "il reinsediamento dei palestinesi, l'istituzione di una base militare israeliana sulla costa del Golfo di Aden e l'adesione del Somaliland agli Accordi di Abramo”.

Il presidente somalo ha aggiunto di avere "informazioni di intelligence secondo cui Israele era presente a un certo livello in Somaliland", considerando che "il riconoscimento israeliano del Somaliland non è altro che una normalizzazione di ciò che stava accadendo in segreto."
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Zohran Mamdani ha prestato giuramento come sindaco di New York City, diventando il primo musulmano e la persona più giovane da generazioni a prestare giuramento nella città più grande degli Stati Uniti.

Poco dopo la mezzanotte di giovedì 31 dicembre, Mamdani ha prestato giuramento in una storica stazione della metropolitana dismessa di Manhattan posando la mano su un Corano mentre pronunciava il suo giuramento.

Oltre ad essere il sindaco più giovane della città dal 1892, il primo musulmano, è anche il primo nato in Africa.

Mamdani è nato a Kampala in Uganda da genitori di origine indiana, cresciuto tra Africa e Stati Uniti, è naturalizzato statunitense. Motivo per cui il giovane sindaco di New York non potrà mai aspirare alla Casa Bianca.
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Media is too big
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128 giornalisti e operatori dei media, tra cui 10 donne, sono state uccise nel 2025, secondo la lista definitiva pubblicata il 31 dicembre dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ).

Il dato più drammatico arriva dal Medio Oriente e dal Mondo Arabo: 74 morti, oltre la metà del totale.

56 erano giornalisti palestinesi, uccisi mentre raccontavano il genocidio in corso a Gaza.

Lo Yemen si classifica al secondo posto con 13 morti, seguito dall'Ucraina con otto. Il Sudan ha riportato sei morti, India e Perù quattro; altri Paesi, tra cui Filippine, Messico, Perù e Pakistan, hanno perso tre giornalisti ciascuno.

A Gaza, non si tratta di una serie di episodi isolati ma di uno schema che parla di testimoni messi a tacere.

#gazagenocide #israel #idf #journalistsarenoteatarget #anasalsharif
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La Sudan Doctors Network ha annunciato mercoledì 31 dicembre che oltre 40 ospedali e 244 centri sanitari hanno ripreso a fornire servizi nello Stato di Khartoum, dopo che la guerra civile ha distrutto 120 ospedali e 288 strutture sanitarie.

Durante il primo anno del conflitto, il settore sanitario di Khartoum ha subito danni gravissimi: circa il 70% degli ospedali è stato completamente o parzialmente messo fuori servizio a causa di bombardamenti, saccheggi e della mancanza di forniture mediche essenziali.

Secondo la rete di medici, oltre 120 ospedali sono stati saccheggiati, riducendo drasticamente la capacità di rispondere alle crescenti esigenze sanitarie e causando ritardi nelle cure.

Inoltre molte strutture, denuncia la rete di medici, sono state occupate e convertite in basi militari dalle RSF, una pratica che la Sudan Doctors Network definisce “una palese violazione della sacralità delle istituzioni mediche e del diritto dei civili ad accedere alle cure”.

#alleyesonsudan
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Nel corso della conferenza stampa seguita ai colloqui con Volodymyr Zelensky, a Mar-a-Lago, Donald Trump ha risposto a una domanda in un modo che negli USA ha destato polemiche.

Quando gli è stato chiesto che cosa pensasse dei volontari americani caduti combattendo in Ucraina, il presidente Usa ha risposto: “Ovviamente, è una vergogna. Sono morti in un altro Paese, per un altro Paese. Prossima domanda”.

I media russi si sono accorti subito del “potenziale” di questa risposta e ne hanno prontamente approfittato.

Quelli americani si sono alternati tra la perplessità e lo sdegno. Il Daily Beast, per fare un solo esempio, ha definito la risposta di Trump “da far cadere la mascella (noi diremmo “da far cadere le braccia”) alle famiglie dei caduti”.

https://it.insideover.com/guerra/gli-americani-che-combattono-in-ucraina-e-che-trump-definisce-una-vergogna-ecco-le-loro-storie.html

#ucraina #usa #russia
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