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A sole 48 ore dall’incontro con il premier israeliano Netanyahu a Mar-a-Lago, Trump ha minacciato l’Iran di un intervento militare qualora le autorità iraniane reprimessero violentemente le proteste in corso nel Paese. In un post su Truth Social pubblicato venerdì 2 gennaio, Trump ha scritto: “Se l’Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America verranno in loro soccorso. Siamo carichi e pronti a partire”.

Immediata la risposta dell’Iran. Ali Larijani, Segretario Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha risposto alla minaccia di Trump con il seguente post. “Grazie alle dichiarazioni dei funzionari israeliani e di Trump, ciò che stava accadendo dietro le quinte è diventato chiaro"

https://it.insideover.com/politica/la-minaccia-di-trump-alliran-due-giorni-dopo-lincontro-con-netanyahu-il-pressing-di-tel-aviv-su-washington.html
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A sole 48 ore dall’incontro con il premier israeliano Netanyahu a Mar-a-Lago, Trump ha minacciato l’Iran di un intervento militare qualora le autorità iraniane reprimessero violentemente le proteste in corso nel Paese. In un post su Truth Social pubblicato venerdì 2 gennaio, Trump ha scritto: “Se l’Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America verranno in loro soccorso. Siamo carichi e pronti a partire”.

Immediata la risposta dell’Iran. Ali Larijani, Segretario Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha risposto alla minaccia di Trump con il seguente post. “Grazie alle dichiarazioni dei funzionari israeliani e di Trump, ciò che stava accadendo dietro le quinte è diventato chiaro".
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Dopo il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele, anche gli Emirati adottano, senza annunciarle, misure che implicitamente riconoscono il Paese africano.

Sulla piattaforma ufficiale dei visti, gli Emirati accettano passaporti e altri documenti di viaggio provenienti dal Somaliland, che è elencato tra gli stati africani ai quali gli Emirati concedono il visto.

Contemporaneamente gli Emirati hanno annunciato che ai cittadini della Somalia è vietato ottenere il visto.

Il riconoscimento del "Somaliland" da parte di Netanyahu si inserisce in un più ampio progetto regionale volto a ridisegnare le mappe di influenza nel Corno d'Africa e nel Mar Rosso.

Il 31 dicembre il presidente della Somalia, che ha fermamente rifiutato il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele, ha dichiarato ad Al Jazeera che il Somaliland ha accettato di accogliere i palestinesi deportati da Gaza in cambio della sua sovranità.
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Il ministro della "cultura" israeliano ha dichiarato apertamente che Gaza appartiene a Israele, descrivendo gli oltre due milioni di palestinesi che vi risiedono come semplici "ospiti" la cui presenza è tollerata solo temporaneamente da Israele.

Le dichiarazioni sono state rilasciate dal parlamentare del Likud Miki Zohar durante un'intervista radiofonica.

Zohar ha dichiarato di aver minacciato di tagliare i finanziamenti statali all'industria cinematografica israeliana dopo che il Premio Ophir è stato assegnato a "The Sea", un film che racconta la storia di un bambino palestinese della Cisgiordania occupata a cui le forze israeliane hanno impedito di raggiungere la costa.

Il ministro si è lamentato del fatto che il film dipinge Israele come uno stato di apartheid e mette i soldati israeliani in una luce negativa.

Zohar ha insistito sul fatto che sia la Cisgiordania occupata che Gaza sono territorio israeliano.
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In un’inchiesta pubblicata dal New York Times, emergono dettagli sconvolgenti su come la Cia, con l’apparente benedizione del presidente Donald Trump, abbia intensificato una campagna di attacchi di droni ucraini contro impianti petroliferi e petroliere russe. Questi sabotaggi sarebbero avvenuti proprio mentre l’amministrazione Trump stava negoziando la pace in Ucraina e cercando di ripristinare relazioni bilaterali con Mosca.

L’articolo del Times si basa su oltre 300 interviste con funzionari governativi, militari e di intelligence da vari Paesi, inclusi Stati Uniti, Ucraina e Russia.
Mentre Trump tentava di mediare un accordo di pace, la Cia ha messo in atto operazioni segrete per indebolire l’economia russa.

https://it.insideover.com/guerra/svelato-il-ruolo-della-cia-negli-attacchi-ucraini-al-petrolio-russo-linchiesta-del-new-york-times.html
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“Qui non abbiamo niente, viviamo come persone morte.”

“I coloni sono entrati nel mio giardino, hanno fatto scoppiare la mia macchina e incendiato la mia casa.”

“Siamo disposti a mangiare la terra pur di poter tornare nella nostra casa a Jenin”.

Con queste parole si raccontano gli abitanti della Cisgiordania Occupata, vittime di una violenza passata sotto traccia nel reportage di Lidia Ginestra Giuffrida e Stefano Stranges.

Attaccati dai coloni israeliani, abbandonati dall’Autorità Palestinese, che invece di proteggerli avvalla i soprusi e gli attacchi ai villaggi dove vivono.

Quando, lo scorso gennaio, l’esercito israeliano ha assediato i campi profughi di Jenin e Nur Shams, non lontano da Ramallah, l’autorità Palestinese gli ha spianato la strada.

https://it.insideover.com/reportage/guerra/reportage-cisgiordania-insideover.html

#westbankunderattack #israel #idf
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