“Qui non abbiamo niente, viviamo come persone morte.”
“I coloni sono entrati nel mio giardino, hanno fatto scoppiare la mia macchina e incendiato la mia casa.”
“Siamo disposti a mangiare la terra pur di poter tornare nella nostra casa a Jenin”.
Con queste parole si raccontano gli abitanti della Cisgiordania Occupata, vittime di una violenza passata sotto traccia nel reportage di Lidia Ginestra Giuffrida e Stefano Stranges.
Attaccati dai coloni israeliani, abbandonati dall’Autorità Palestinese, che invece di proteggerli avvalla i soprusi e gli attacchi ai villaggi dove vivono.
Quando, lo scorso gennaio, l’esercito israeliano ha assediato i campi profughi di Jenin e Nur Shams, non lontano da Ramallah, l’autorità Palestinese gli ha spianato la strada.
https://it.insideover.com/reportage/guerra/reportage-cisgiordania-insideover.html
#westbankunderattack #israel #idf
“I coloni sono entrati nel mio giardino, hanno fatto scoppiare la mia macchina e incendiato la mia casa.”
“Siamo disposti a mangiare la terra pur di poter tornare nella nostra casa a Jenin”.
Con queste parole si raccontano gli abitanti della Cisgiordania Occupata, vittime di una violenza passata sotto traccia nel reportage di Lidia Ginestra Giuffrida e Stefano Stranges.
Attaccati dai coloni israeliani, abbandonati dall’Autorità Palestinese, che invece di proteggerli avvalla i soprusi e gli attacchi ai villaggi dove vivono.
Quando, lo scorso gennaio, l’esercito israeliano ha assediato i campi profughi di Jenin e Nur Shams, non lontano da Ramallah, l’autorità Palestinese gli ha spianato la strada.
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Attacco al Venezuela: i raid Usa contro Caracas https://share.google/fLVP1Vzx18hLUyeXh
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Attacco al Venezuela: i raid Usa contro Caracas
Esplosioni a Caracas, attacco al Venezuela: gli Usa alzano il tiro e il livello dello scontro colpendo la capitale di Maduro
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Che le rivolte in Iran fossero “sostenute” dal Mossad era evidente viste anche le dichiarazioni del Mossad stesso che incitava il popolo iraniano a scendere per le strade, ma il post dell’ex capo della Cia ed ex Segretario di Stato USA Mike Pompeo è la ciliegina sulla torta che mancava nel quadro delle rivolte che stanno infiammando l’Iran da alcuni giorni e che hanno provocato almeno 9 morti.
“Il regime iraniano è nei guai. L'arrivo di mercenari è la sua ultima speranza. Rivolte in decine di città e i Basij sotto assedio: Mashed, Teheran, Zahedan. Prossima tappa: Baluchistan. 47 anni di questo regime; POTUS 47. Coincidenza? Buon anno a tutti gli iraniani in piazza. E anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano al loro fianco…@realDonaldTrump @SecRubio @CIADirector”
#CIA #iran #mossad #us
“Il regime iraniano è nei guai. L'arrivo di mercenari è la sua ultima speranza. Rivolte in decine di città e i Basij sotto assedio: Mashed, Teheran, Zahedan. Prossima tappa: Baluchistan. 47 anni di questo regime; POTUS 47. Coincidenza? Buon anno a tutti gli iraniani in piazza. E anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano al loro fianco…@realDonaldTrump @SecRubio @CIADirector”
#CIA #iran #mossad #us
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Ucraina. La querelle sull'attacco a Putin e il nuovo ruolo di Budanov - InsideOver https://share.google/JiaEPjoP4DowILMJA
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Ucraina. La querelle sull'attacco a Putin e il nuovo ruolo di Budanov - InsideOver
a CIA ha potenziato una campagna di attacchi contro gli impianti petroliferi e le petroliere russe per ostacolare Putin
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Con un post su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha annunciato la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie in un'operazione avvenuta nella notte di Caracas, capitale del Paese sudamericano.
Nella notte tra il 2 e 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela con un attacco aereo presso la Base Aerea La Carlota, la principale della capitale, che custodisce parte delle difese aeree del Paese latinoamericano, e nel complesso militare di Fort Tiuna.
Maduro formalmente è un ricercato negli Stati Uniti come narcotrafficante e ha una taglia di 50 milioni di dollari.
Secondo il Dipartimento di Stato USA “Maduro ha contribuito a gestire e a guidare il Cartello dei Soli, un'organizzazione venezuelana dedita al narcotraffico composta da alti funzionari venezuelani”.
#nicolasmaduro #trump #venezuela #us
Nella notte tra il 2 e 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela con un attacco aereo presso la Base Aerea La Carlota, la principale della capitale, che custodisce parte delle difese aeree del Paese latinoamericano, e nel complesso militare di Fort Tiuna.
Maduro formalmente è un ricercato negli Stati Uniti come narcotrafficante e ha una taglia di 50 milioni di dollari.
Secondo il Dipartimento di Stato USA “Maduro ha contribuito a gestire e a guidare il Cartello dei Soli, un'organizzazione venezuelana dedita al narcotraffico composta da alti funzionari venezuelani”.
#nicolasmaduro #trump #venezuela #us
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La mossa di Zelensky: Budanov al posto di Jermak https://share.google/OFsUly7t1OuMXEmlN
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La mossa di Zelensky: Budanov al posto di Jermak
Nominando l'ex capo del Gur Budanov suo capo di gabinetto, Zelensky neutralizza un possibile futuro rivale politico.
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I governi di Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Giappone, Norvegia, Svezia, Svizzera e Regno Unito hanno condannato il blocco imposto alle organizzazioni umanitarie da parte di Israele chiedendo che la misura venga ritirata.
L’Italia non ha aderito.
Dal 1° gennaio 2026, Israele ha revocato i permessi operativi a 37 organizzazioni umanitarie attive a Gaza e in Cisgiordania, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, Caritas, Azione contro la Fame, Norwegian Refugee Council (NRC), AVSI.
In risposta, i dieci Paesi sopra citati hanno firmato un appello congiunto chiedendo la revoca del provvedimento ed esprimendo “serie preoccupazione per un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria” nei territori palestinesi.
L’Italia non ha aderito.
Dal 1° gennaio 2026, Israele ha revocato i permessi operativi a 37 organizzazioni umanitarie attive a Gaza e in Cisgiordania, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, Caritas, Azione contro la Fame, Norwegian Refugee Council (NRC), AVSI.
In risposta, i dieci Paesi sopra citati hanno firmato un appello congiunto chiedendo la revoca del provvedimento ed esprimendo “serie preoccupazione per un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria” nei territori palestinesi.
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