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“La Fuerza Armada Nacional Bolivariana informa il mondo intero che nella notte di oggi, 3 gennaio, il popolo venezuelano è stato oggetto della più criminale aggressione militare da parte del governo degli Stati Uniti d’America. Di fronte a questo attacco vile e codardo, che minaccia la pace e la stabilità della regione, eleviamo la denuncia più ferma alla comunità internazionale e a tutti gli organismi multilaterali affinché si condanni il governo statunitense per la flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, ha dichiarato il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López.

“La dignità non si negozia e la patria è un valore supremo. Ci hanno attaccato, ma non ci piegheremo. Uniti, soldati e popolo, formeremo un muro di resistenza indistruttibile” ha aggiunto in un videomessaggio in cui ha invitato a un fronte unito di resistenza di fronte a quella che ha definito “la peggiore aggressione mai vista contro il Venezuela”.

#nicolasmaduro #trump #venezuela #us
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In un post X Yair Lapid, ex premier israeliano e attualmente leader dell’opposizione in Israele, invita l’Iran a guardare cosa sta succedendo in queste ore in Venezuela, attaccata dagli Stati Uniti con raid aerei nella notte tra il 2 e 3 gennaio.

“Il regime iraniano dovrebbe prestare molta attenzione a ciò che sta accadendo in Venezuela” ha scritto l’ex premier di Israele su X.

Lapid è stato tra i più accessi sostenitori della guerra di Netanyahu contro l’Iran che a giugno scorso ha ucciso almeno 606 persone e ferito 5.332 persone in Iran.

Lapid da tempo spinge per una nuova operazione contro l’Iran, oggetto anche del recente incontro tra Netanyahu e Trump in Florida durante il quale il presidente degli Stati Uniti i ha minacciato l'Iran che gli USA potrebbero effettuare ulteriori attacchi militari se il Paese tentasse di ricostituire il suo programma nucleare.


#venezuela #iran #mossad #israel #us
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Ha subito fatto discutere il primo colpo del calciomercato invernale in Serie A: si tratta del centrocampista israeliano 26enne Manor Solomon, ufficializzato venerdì 2 gennaio dalla Fiorentina.

Pochi giorni dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, con l’inizio dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, Solomon aveva dichiarato pubblicamente il proprio sostegno all’IDF, dicendo che “Israele ha il diritto di difendersi”. Nei giorni successivi, aveva ricondiviso nelle sue storie su Instagram la notizia della distruzione di un ospedale a Gaza, incolpando Hamas e scrivendo “Uccidere la propria gente e dare la colpa a Israele”.

In un post successivo aveva condiviso una grafica di sostegno a Israele, con la scritta “Dov’erano i vostri occhi il 7 ottobre?”.

In seguito, il calciatore non si è più espresso sull’argomento, ma i suoi post hanno continuato a circolare online.

https://it.insideover.com/politica/dal-sostegno-allidf-alla-serie-a-la-fiorentina-acquista-solomon.html

#israel
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La guerra in Sudan non si combatte soltanto con le armi ma anche con gli algoritmi e la manipolazione sistematica dello spazio informativo.

È questa la conclusione a cui conduce l’inchiesta condotta dal giornalista investigativo e accademico Marc Owen Jones, che ha ricostruito una vasta operazione di disinformazione digitale a sostegno delle Rapid Support Forces (RSF) in oltre 80.000 tweet, pubblicati da poco più di 21.000 account.

Tra 18.700 e 19.500 account presentano forti indicatori di comportamento automatizzato, pari a circa l’89–93% di tutti gli account attivi su questi hashtag.

L’analisi di Jones parte dal novembre 2025, pochissimi giorni dopo il massacro e la presa di El-Fasher, evidenziando che una serie di hashtag legati al Sudan ha iniziato a comparire ripetutamente tra le tendenze di X in Sudan e in diversi Paesi del Medio Oriente.

Insieme, promuovono una narrazione sorprendentemente coerente.

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“Governeremo il Paese”, dice Donald Trump del Venezuela parlando a Mar-a-Lago dopo il raid che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, non indicato come presidente dello Stato sudamericano ma come capo di un’organizzazione di “narco-terroristi”, il Cartello dei Soli.

Dopo l’attacco delle forze speciali e i raid missilistici e aerei, Trump ha rifiutato l’idea di una transizione interna al regime venezuelano, dove resta la vicepresidente socialista Delcy Rodriguez con i ministri chiave, Vladimir Padrino Lopez (Difesa) e Diosdado Cabello (Interno) ma ha chiesto una “giusta transizione” oltre il governo socialista come premessa a una duratura “partnership” tra Venezuela e Stati Uniti, che renderà gli abitanti del Paese “ricchi, indipendenti e sicuri”.

https://it.insideover.com/politica/governeremo-il-venezuela-trump-minaccia-caracas-e-chiede-la-fine-del-regime.html

#nicolasmaduro #trump #venezuela #us
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“Il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”.

Così in una nota di Palazzo Chigi uscita sabato 3 gennaio dopo i raid Usa in Venezuela che hanno portato alla cattura e trasferimento a New York di Maduro.

Mentre la capa della diplomazia UE Kaja Kallas e il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez hanno chiesto "moderazione", senza discutere della legititmità dell'azione USA e dichiarando che i principi del diritto internazionale vanno rispettati, l'Italia ha fatto un passo oltre risultando l'unico big UE a appoggiare l'azione di Trump che, peraltro, è stata dichiarata illegittima anche dal Segretario Generale ONU Antonio Guterres.

#giorgiameloni #venezuela #us #maduro
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Almeno 40 persone sono state uccise nell'attacco statunitense al Venezuela avvenuto il 3 gennaio, tra cui militari e civili, secondo un alto funzionario venezuelano che ha parlato al New York Times in condizione di anonimato.

Subito dopo l'attacco USA, hanno iniziato a emergere i dettagli della morte di una donna di 80 anni di nome Rosa Gonzalez, a Catia La Mar, una zona costiera a basso reddito appena a ovest dell'aeroporto di Caracas. Lì, un attacco aereo ha colpito un complesso residenziale di tre piani e abbattuto un muro esterno nelle prime ore di sabato, mentre le forze statunitensi attaccavano la città.

Un'altra donna è rimasta gravemente ferita dall'attacco, che ha distrutto diversi appartamenti, ed è in condizioni critiche.

Trump ha affermato che gli Stati Uniti ora intendono "gestire" il Venezuela finché non verrà insediato un governo accettabile per gli Stati Uniti e garantire che le aziende americane abbiano accesso al petrolio venezuelano.
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Il 3 gennaio 2026, a Gaza, si è tenuta tra le rovine dell’ospedale Al-Shifa, una cerimonia di laurea in medicina che ha coinvolto 230 nuovi medici provenienti da diverse università del territorio, in particolare dall’Università Islamica e dall’Università di Al-Azhar.

Si tratta della seconda cerimonia di laurea a Gaza in pochi giorni: il 25 dicembre erano stati proclamati 168 nuovi medici.

Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 94% degli ospedali della Striscia di Gaza è stato danneggiato o distrutto, mettendo sotto enorme pressione le poche strutture ancora parzialmente operative e interrompendo servizi essenziali.

Il rapporto evidenzia inoltre che gli ospedali Al-Shifa e Al-Ahli di Gaza City hanno operato quasi al 300% della loro capacità, curando casi di traumi complessi in un contesto di grave carenza di medicinali e forniture e un forte sovraffollamento e un afflusso costante di pazienti.

#gazagenocide #palestine
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