Forwarded from Davide Sabatino - Gesti Diversi (Davide Sabatino)
Nel 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate
del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale.
Le principali potenze europee parlano di "leva volontaria",
e di prepararsi a sacrifici in caso di conflitto, "accettando di perdere i propri figli” come ha detto il capo di Stato maggiore delle Forze Armate francesi, il generale Fabien Mandon.
Ma allora che cosa significa diventare "costruttori di pace"?
È evidente cioè che non basti un volontarismo morale,
o degli appelli accorati alla cessazione del conflitto.
Diventare costruttori di pace significa coniugare
il livello della trasformazione personale, lavorare anzitutto
sulla propria guerra civile interiore, come la chiamava Jung,
con la contestazione radicale di un sistema di guerra.
La guerra cioè è il sistema interiore, sociale, economico
culturale e internazionale di una figura di umanità
che procede verso la catastrofe.
Questo evento, tenutosi a Novara il 25 ottobre
è perciò un piccolo segno, un piccolo seme,
di una esperienza che può farsi politica, cultura condivisa,
di una beatitudine che sgorga dalla Pace
come liberazione interiore e trasformazione del mondo.
Buona visione!
https://youtu.be/wkEmfhw1a4o?si=9m5JH0WBBn2brDey
del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale.
Le principali potenze europee parlano di "leva volontaria",
e di prepararsi a sacrifici in caso di conflitto, "accettando di perdere i propri figli” come ha detto il capo di Stato maggiore delle Forze Armate francesi, il generale Fabien Mandon.
Ma allora che cosa significa diventare "costruttori di pace"?
È evidente cioè che non basti un volontarismo morale,
o degli appelli accorati alla cessazione del conflitto.
Diventare costruttori di pace significa coniugare
il livello della trasformazione personale, lavorare anzitutto
sulla propria guerra civile interiore, come la chiamava Jung,
con la contestazione radicale di un sistema di guerra.
La guerra cioè è il sistema interiore, sociale, economico
culturale e internazionale di una figura di umanità
che procede verso la catastrofe.
Questo evento, tenutosi a Novara il 25 ottobre
è perciò un piccolo segno, un piccolo seme,
di una esperienza che può farsi politica, cultura condivisa,
di una beatitudine che sgorga dalla Pace
come liberazione interiore e trasformazione del mondo.
Buona visione!
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Il significato della parola “democrazia”
Andrea Balloni
In hoc signo vinces
Troppo spesso qui in Occidente si sente ripetere la parola democrazia e tutti i suoi derivati, sostantivi, aggettivi o avverbi che siano, e quando una cosa si ripete con troppa frequenza, allora si fa sospetta.
I nostri amici angloamericani ne sono quasi ossessionati: si parla di rischio per… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/22/il-significato-della-parola-democrazia/
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Andrea Balloni
In hoc signo vinces
Troppo spesso qui in Occidente si sente ripetere la parola democrazia e tutti i suoi derivati, sostantivi, aggettivi o avverbi che siano, e quando una cosa si ripete con troppa frequenza, allora si fa sospetta.
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IL CASO JACQUES BAUD. PERCHÉ L’UE È RIDICOLA ANCHE QUANDO È AUTORITARIA
Emanuele Maggio
L’omicidio civile di Jacques Baud, per mano dell’Unione Europea, preoccupa tutte le persone con un QI pari o superiore alla temperatura ambiente (in Celsius, non in Kelvin), di qualunque schieramento politico.
Sul pover’uomo, ex colonnello svizzero ed ex collaboratore Onu e Nato, si è abbattuta la Santa Inquisizione del debanking, che colpisce là dove… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/22/il-caso-jacques-baud-perche-lue-e-ridicola-anche-quando-e-autoritaria/
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Emanuele Maggio
L’omicidio civile di Jacques Baud, per mano dell’Unione Europea, preoccupa tutte le persone con un QI pari o superiore alla temperatura ambiente (in Celsius, non in Kelvin), di qualunque schieramento politico.
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Forwarded from Lorna_toon 🦊
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LE LORO GUERRE COI NOSTRI FIGLI
Scusate se torno a battere sempre lo stesso chiodo! 🔨
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2003102619632365836?s=20
Mattarella: «Spese per la difesa mai così necessarie, anche se poco popolari».
Una frase a dir poco insultante.
Voi, popolino, gentarella, persone da poco, non sapete di cosa avete realmente bisogno. Siete lì a pensare al cenone di Natale. Lasciate che sia qualcun altro a badare a voi, lasciatevi commissariare dal vincolo esterno e dal suo pilota automatico. Non vi servono i soldi per crescere i vostri figli o per il vostro welfare: ciò di cui avete disperatamente bisogno – senza saperlo – è la difesa comune.
Solo, voi siete troppo sciocchi per capirlo.
Dopotutto, come dice #Zelensky, dopo l’#Ucraina toccherà alla #Polonia. E, come ricorda appunto il leader polacco #Tusk, dovete scegliere tra i soldi oggi... o qualcosa di molto peggio domani.
In tutto ciò, che fine ha fatto la democrazia?
#Mattarella #SergioMattarella #Quirinale #PresidenteDellaRepubblica
Mattarella: «Spese per la difesa mai così necessarie, anche se poco popolari».
Una frase a dir poco insultante.
Voi, popolino, gentarella, persone da poco, non sapete di cosa avete realmente bisogno. Siete lì a pensare al cenone di Natale. Lasciate che sia qualcun altro a badare a voi, lasciatevi commissariare dal vincolo esterno e dal suo pilota automatico. Non vi servono i soldi per crescere i vostri figli o per il vostro welfare: ciò di cui avete disperatamente bisogno – senza saperlo – è la difesa comune.
Solo, voi siete troppo sciocchi per capirlo.
Dopotutto, come dice #Zelensky, dopo l’#Ucraina toccherà alla #Polonia. E, come ricorda appunto il leader polacco #Tusk, dovete scegliere tra i soldi oggi... o qualcosa di molto peggio domani.
In tutto ciò, che fine ha fatto la democrazia?
#Mattarella #SergioMattarella #Quirinale #PresidenteDellaRepubblica
X (formerly Twitter)
Savino Balzano (@SavinoBalzano) on X
Mattarella: «Spese per la difesa mai così necessarie, anche se poco popolari».
Una frase a dir poco insultante.
Voi, popolino, gentarella, persone da poco, non sapete di cosa avete realmente bisogno. Siete lì a pensare al cenone di Natale. Lasciate che…
Una frase a dir poco insultante.
Voi, popolino, gentarella, persone da poco, non sapete di cosa avete realmente bisogno. Siete lì a pensare al cenone di Natale. Lasciate che…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
La drone de guerre
Di Marco Travaglio
Mannaggia: era tutto così perfetto che sembrava vero. A noi italiani i (presunti) attacchi ibridi della Russia che invade l’Europa un millimetro quadrato al giorno a suon di droni, curiosamente mai identificati né abbattuti, quasi fossero roba nostra, facevano una pippa. Perché il Drone Zero, il padre di tutti i droni, Putin l’aveva mandato proprio sull’Italia. L’aveva avvistato in primavera sul lago Maggiore il poderoso sistema di sicurezza dell’Jrc, il Centro comune di ricerca della Commissione Ue a Ispra (Varese), che è più sveglio di Ursula e della Kallas. E mica una volta sola: 9 volte fra il 20 marzo e il 14 aprile e 13 volte fra il 16 aprile e il 27 maggio. Che ci faceva lì? Ma è ovvio, dissero tg, giornaloni e giornalini in stereo: spiava con sguardo lubrico sia i laboratori Ue sia la Divisione elicotteri di Leonardo, orgoglio e vanto dell’industria militare, che ha sede lì vicino a Vergiate (Varese). Gli occhi di lince del Corriere avevano visto non solo il velivolo, ma pure la targa: “Il drone, secondo gli esperti, sarebbe di fabbricazione russa. Una presenza che preoccupa, e tanto, visto che droni di questo genere possono essere equipaggiati con telecamere e strumentazioni digitali capaci di riprendere un obiettivo nei minimi dettagli, anche di notte, e di eseguire mappature tridimensionali”. Rep e il Giorno notarono “l’ombra della guerra ibrida”, Rep smascherò le “attività di intelligence e in particolare a Mosca”, il Messaggero dopo acute perlustrazioni svelò la “sospetta presenza di filorussi nel Varesotto”. Roba grossa. Infatti la Procura di Milano aprì tosto un’indagine per “spionaggio politico o militare”, “associazione a delinquere con finalità di terrorismo o eversione” e “attentato alla sicurezza dei trasporti”. E Calenda preallertò il tatuatore.
Poi, ieri, la ferale notizia: i pm han chiesto l’archiviazione perché il drone russo non era russo e non era neanche un drone. Un Ufo? Un pipistrello? Un tafano? Magari. Nei cieli di Ispra e Vergiate non volava nulla. Ma i sagaci ricercatori Ue, grazie a un sistema di sicurezza tedesco con software lettone, hanno scambiato per effetti di un drone (ovviamente russo) le interferenze causate da un aggeggio che una famigliola in un villino lì vicino aveva comprato su Amazon per amplificare il segnale Gsm, visto che i cellulari prendevano male. Intanto, in attesa di nuovi avvistamenti di droni russi causati da Minipimer impazziti, aspirapolvere Folletto inceppate, lavatrici in tilt, ma soprattutto abusi di bellicismo e altre sostanze stupefacenti, i nostri amici di Kiev continuano a rivendicare attentati terroristici a petroliere nel Mediterraneo, assassini di generali russi e dissidenti ucraini, sempre in attesa di farci saltare un altro gasdotto. Ma quelli sono attacchi veri, ergo chi se ne frega.
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Di Marco Travaglio
Mannaggia: era tutto così perfetto che sembrava vero. A noi italiani i (presunti) attacchi ibridi della Russia che invade l’Europa un millimetro quadrato al giorno a suon di droni, curiosamente mai identificati né abbattuti, quasi fossero roba nostra, facevano una pippa. Perché il Drone Zero, il padre di tutti i droni, Putin l’aveva mandato proprio sull’Italia. L’aveva avvistato in primavera sul lago Maggiore il poderoso sistema di sicurezza dell’Jrc, il Centro comune di ricerca della Commissione Ue a Ispra (Varese), che è più sveglio di Ursula e della Kallas. E mica una volta sola: 9 volte fra il 20 marzo e il 14 aprile e 13 volte fra il 16 aprile e il 27 maggio. Che ci faceva lì? Ma è ovvio, dissero tg, giornaloni e giornalini in stereo: spiava con sguardo lubrico sia i laboratori Ue sia la Divisione elicotteri di Leonardo, orgoglio e vanto dell’industria militare, che ha sede lì vicino a Vergiate (Varese). Gli occhi di lince del Corriere avevano visto non solo il velivolo, ma pure la targa: “Il drone, secondo gli esperti, sarebbe di fabbricazione russa. Una presenza che preoccupa, e tanto, visto che droni di questo genere possono essere equipaggiati con telecamere e strumentazioni digitali capaci di riprendere un obiettivo nei minimi dettagli, anche di notte, e di eseguire mappature tridimensionali”. Rep e il Giorno notarono “l’ombra della guerra ibrida”, Rep smascherò le “attività di intelligence e in particolare a Mosca”, il Messaggero dopo acute perlustrazioni svelò la “sospetta presenza di filorussi nel Varesotto”. Roba grossa. Infatti la Procura di Milano aprì tosto un’indagine per “spionaggio politico o militare”, “associazione a delinquere con finalità di terrorismo o eversione” e “attentato alla sicurezza dei trasporti”. E Calenda preallertò il tatuatore.
Poi, ieri, la ferale notizia: i pm han chiesto l’archiviazione perché il drone russo non era russo e non era neanche un drone. Un Ufo? Un pipistrello? Un tafano? Magari. Nei cieli di Ispra e Vergiate non volava nulla. Ma i sagaci ricercatori Ue, grazie a un sistema di sicurezza tedesco con software lettone, hanno scambiato per effetti di un drone (ovviamente russo) le interferenze causate da un aggeggio che una famigliola in un villino lì vicino aveva comprato su Amazon per amplificare il segnale Gsm, visto che i cellulari prendevano male. Intanto, in attesa di nuovi avvistamenti di droni russi causati da Minipimer impazziti, aspirapolvere Folletto inceppate, lavatrici in tilt, ma soprattutto abusi di bellicismo e altre sostanze stupefacenti, i nostri amici di Kiev continuano a rivendicare attentati terroristici a petroliere nel Mediterraneo, assassini di generali russi e dissidenti ucraini, sempre in attesa di farci saltare un altro gasdotto. Ma quelli sono attacchi veri, ergo chi se ne frega.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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Quando decidono gli altri
Michele Agagliate
Non serviva andare lontano per accorgersene. Bastava uscire la sera, camminare, guardarsi intorno. Ma a volte serve cambiare aria per capire quanto l’aria che respiriamo sia diventata irrespirabile.
Sofia, per esempio. Una capitale europea che non dovrebbe insegnare nulla a nessuno. E invece insegna. Insegna senza parlare; insegna col silenzio, con la normalità; con… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/23/quando-decidono-gli-altri/
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Michele Agagliate
Non serviva andare lontano per accorgersene. Bastava uscire la sera, camminare, guardarsi intorno. Ma a volte serve cambiare aria per capire quanto l’aria che respiriamo sia diventata irrespirabile.
Sofia, per esempio. Una capitale europea che non dovrebbe insegnare nulla a nessuno. E invece insegna. Insegna senza parlare; insegna col silenzio, con la normalità; con… Continua... 👇
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Austerità di guerra
Giuseppe Gagliano
C’è un’Europa che predica bene quando deve punire i deboli e razzola malissimo quando deve obbedire ai forti. È la stessa Europa che ieri spiegava ai greci, agli italiani, agli spagnoli e ai portoghesi che “non ci sono pasti gratis”, che il debito è peccato mortale e che la spesa pubblica è un vizio… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/23/austerita-di-guerra/
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Giuseppe Gagliano
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Sostiene Marcello. Conversazione con Dario Ferrari
Lorenzo Serra
«La ricreazione è finita», edito da Sellerio nel 2023, è un libro che ci ha affascinato sin da subito perché abbiamo ritrovato qualcosa delle nostre esistenze, per l’intreccio forte con i problemi di una generazione. Come se questo testo squadernasse apertamente una Cultura in crisi – una generazione che, svincolata ormai da qualsiasi collocazione… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/23/sostiene-marcello-conversazione-con-dario-ferrari/
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Lorenzo Serra
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Mosca, l’autobomba e la soglia invisibile della guerra
Giuseppe Gagliano
L’attentato che colpisce la struttura
L’uccisione del tenente generale Fanil Sarvarov, avvenuta il 22 dicembre in un parcheggio residenziale nel sud di Mosca, segna un passaggio ulteriore nella trasformazione del conflitto russo-ucraino. Non è soltanto l’eliminazione di un alto ufficiale, ma un colpo portato alla spina dorsale organizzativa delle Forze armate russe. Sarvarov, responsabile… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/24/mosca-lautobomba-e-la-soglia-invisibile-della-guerra/
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L’attentato che colpisce la struttura
L’uccisione del tenente generale Fanil Sarvarov, avvenuta il 22 dicembre in un parcheggio residenziale nel sud di Mosca, segna un passaggio ulteriore nella trasformazione del conflitto russo-ucraino. Non è soltanto l’eliminazione di un alto ufficiale, ma un colpo portato alla spina dorsale organizzativa delle Forze armate russe. Sarvarov, responsabile… Continua... 👇
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L’ora di sionismo? I disegni di legge sull’antisemitismo e la scuola
Diego Melegari
«Ho parlato con Delrio, abbiamo intenzione di trovare dei punti di intesa […] I dettagli li discuteremo. Ci sono molte cose che coincidono, come la definizione dell’antisemitismo, che deriva da organismi internazionali […] Anche il governo Conte II, di cui Boccia faceva parte, l’aveva adottata. Quindi stanno facendo una recita pro Pal. Stanno alimentando… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/27/lora-di-sionismo-i-disegni-di-legge-sullantisemitismo-e-la-scuola/
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Diego Melegari
«Ho parlato con Delrio, abbiamo intenzione di trovare dei punti di intesa […] I dettagli li discuteremo. Ci sono molte cose che coincidono, come la definizione dell’antisemitismo, che deriva da organismi internazionali […] Anche il governo Conte II, di cui Boccia faceva parte, l’aveva adottata. Quindi stanno facendo una recita pro Pal. Stanno alimentando… Continua... 👇
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🤨Ursula von der Pfizer ci fa sapere che non basta più il debunking: bisogna passare al prebunking, cioè al controllo a monte dell’informazione, sia mediatica sia social, per ‘vaccinarsi’ (sic) contro la disinformazione che minaccerebbe la (post)democrazia europea in guerra 🙄🤦🏻♂️
@lafionda
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Forwarded from Andrea Zhok
A quanto pare alcune associazioni italiane hanno raccolto nel corso di 20 anni fino a 7 milioni di euro per sostenere Hamas.
Orsù indigniamoci tutti in coro.
Non si fa!
Non si fa perché Hamas è un gruppo armato che ha commesso atti terroristici.
Nel frattempo, solo dal 7 ottobre 2023 ad oggi gli Stati Uniti hanno trasferito 21 miliardi di dollari in aiuti militari ad Israele, che li ha usati per bombardare 7 paesi, aggredirli unilateralmente, commettere omicidi mirati di militari e civili, uccidere al minimo 65.000 palestinesi (di cui 18.400 bambini).
Questo naturalmente non è terrorismo, è legittima difesa. Se un bambino ti guarda storto una sventagliata di Uzi è il minimo.
In sostanza, se ho capito bene, 7 milioni in 20 anni per un gruppo armato a sostegno dei palestinesi è uno scandalo immorale, mentre 21 miliardi di armi in 2 anni per uno stato che ha ripetutamente agito in forme terroristiche è un lodevole dettaglio.
Non bisogna armare Hamas, i palestinesi devono solo porgere l'altra guancia - quando hanno la fortuna di averne ancora una - mentre i soldi si potevano raccogliere legittimamente solo per l'acquisto dei sacchi per le salme.
E' davvero scandaloso che questa gente non si lasci ammazzare e imbustare in silenzio.
......
......
Ma voi, sepolcri imbiancati del giornalismo e della politica, riuscite ancora a vergognarvi o dovete pagare qualcuno per farlo al vostro posto?
Orsù indigniamoci tutti in coro.
Non si fa!
Non si fa perché Hamas è un gruppo armato che ha commesso atti terroristici.
Nel frattempo, solo dal 7 ottobre 2023 ad oggi gli Stati Uniti hanno trasferito 21 miliardi di dollari in aiuti militari ad Israele, che li ha usati per bombardare 7 paesi, aggredirli unilateralmente, commettere omicidi mirati di militari e civili, uccidere al minimo 65.000 palestinesi (di cui 18.400 bambini).
Questo naturalmente non è terrorismo, è legittima difesa. Se un bambino ti guarda storto una sventagliata di Uzi è il minimo.
In sostanza, se ho capito bene, 7 milioni in 20 anni per un gruppo armato a sostegno dei palestinesi è uno scandalo immorale, mentre 21 miliardi di armi in 2 anni per uno stato che ha ripetutamente agito in forme terroristiche è un lodevole dettaglio.
Non bisogna armare Hamas, i palestinesi devono solo porgere l'altra guancia - quando hanno la fortuna di averne ancora una - mentre i soldi si potevano raccogliere legittimamente solo per l'acquisto dei sacchi per le salme.
E' davvero scandaloso che questa gente non si lasci ammazzare e imbustare in silenzio.
......
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Ma voi, sepolcri imbiancati del giornalismo e della politica, riuscite ancora a vergognarvi o dovete pagare qualcuno per farlo al vostro posto?
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Logica sacrificale e cattiva coscienza
Geminello Preterossi
La logica sacrificale perseguita Aldo Moro: dal “deve accettare di morire” alla liquidazione dell’art. 32 II comma, causa Covid, sancito dalla Consulta. È un paradosso amaro: monumentalizzazione retorica e rimozione etico-politica vanno di pari passo. Un atteggiamento che serba quasi un accanimento sospetto, un bisogno inconscio di negare, rivelativo di un modo complessivo di… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/29/logica-sacrificale-e-cattiva-coscienza/
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Geminello Preterossi
La logica sacrificale perseguita Aldo Moro: dal “deve accettare di morire” alla liquidazione dell’art. 32 II comma, causa Covid, sancito dalla Consulta. È un paradosso amaro: monumentalizzazione retorica e rimozione etico-politica vanno di pari passo. Un atteggiamento che serba quasi un accanimento sospetto, un bisogno inconscio di negare, rivelativo di un modo complessivo di… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
«Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici».
Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus di Santo Stefano, avevano una portata gigantesca. E ovviamente sono state assai poco commentate, quasi marginalizzate dalla nostra informazione.
La ragione è semplicissima: il rimprovero del #Papa – perché di questo si tratta – era rivolto principalmente a coloro i quali detengono le redini di ciò che definisce il discorso pubblico. I giornali, i telegiornali, i media tradizionali.
E ha perfettamente ragione il Pontefice: tutti quelli che in questi anni hanno previsto quanto sarebbe accaduto e quanto è sotto i nostri stessi occhi ormai da mesi, e ancor di più in queste ore, sono stati insultati, sbattuti in prima pagina e messi al bando, esposti al pubblico ludibrio. Di coloro i quali, per semplice ragionevolezza o buonsenso, sostenevano le ragioni della pace si è fatto un vero e proprio bersaglio propagandistico.
https://x.com/SavinoBalzano/status/2005597720011034884?s=20
Pensateci. Quelli che sostengono le posizioni di #Zelensky e del suo governo – l’agenda che fu di #Biden e che ora è di #VonDerLeyen – vengono presentati come irriducibili eroi. Tutti gli altri sono traditori, putiniani (o filoputiniani o filoputinisti: espressioni, peraltro, logicamente e grammaticalmente senza senso. Come dire "filo-comunista" o "filo-fascista": comunista e basta; fascista e basta. No?).
Oggi succede che persino Zelensky ci stia scaricando, allineandosi – come prevedibilissimo – ai dettami statunitensi e sostenendo che il 90% ormai è fatto.
Eppure si continua a parlare a vanvera nei telegiornali delle 20, affermando che chiunque ritenga inutile il perdurare del conflitto sia più sensibile alle ragioni di Mosca e di #Putin. Così dicono: "più sensibile". Gli stessi, magari, che parlavano di "violazione delle acque internazionali": una sorta di diritto internazionale casereccio, da trattoria, elaborato probabilmente in preda ai deliri prodotti dall’alcol.
Le parole di Leone, che peraltro ha ricordato il martoriato popolo ucraino (così lo ha giustamente definito), però restano e pesano come pietre: a essere ridicoli erano coloro i quali sostenevano e sostengono la necessità di vincere militarmente sulla #Russia; che i russi combattessero con pale e microchip, a dorso di muli; che l’#Ucraina fosse parte dell’UE e che fosse necessario scendere in guerra come se fosse anche membro della #NATO; che fosse in atto una guerra di civiltà, con buoni e cattivi divisi dal filo di ferro.
Argomentazioni surreali, erette e pompate fino a toccare il cielo, e che oggi ci crollano addosso, sotterrandoci sotto il peso delle nostre ipocrisie. E ancora qualcuno vaneggia della conferenza di Monaco del ’38, con parallelismi storici semplicemente grotteschi, da circo.
Ma se davvero di civiltà era questa guerra, come giustificheremo a noi stessi, ai nostri figli e al mondo intero di averla persa? Vorrà forse dire che la civiltà stessa muore con un ipotetico accordo? Come proseguiremo il racconto occidentale, adesso, dopo tutte le balle raccontate?
Forse come sempre abbiamo fatto: mentendo, sapendo di mentire.
Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus di Santo Stefano, avevano una portata gigantesca. E ovviamente sono state assai poco commentate, quasi marginalizzate dalla nostra informazione.
La ragione è semplicissima: il rimprovero del #Papa – perché di questo si tratta – era rivolto principalmente a coloro i quali detengono le redini di ciò che definisce il discorso pubblico. I giornali, i telegiornali, i media tradizionali.
E ha perfettamente ragione il Pontefice: tutti quelli che in questi anni hanno previsto quanto sarebbe accaduto e quanto è sotto i nostri stessi occhi ormai da mesi, e ancor di più in queste ore, sono stati insultati, sbattuti in prima pagina e messi al bando, esposti al pubblico ludibrio. Di coloro i quali, per semplice ragionevolezza o buonsenso, sostenevano le ragioni della pace si è fatto un vero e proprio bersaglio propagandistico.
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Pensateci. Quelli che sostengono le posizioni di #Zelensky e del suo governo – l’agenda che fu di #Biden e che ora è di #VonDerLeyen – vengono presentati come irriducibili eroi. Tutti gli altri sono traditori, putiniani (o filoputiniani o filoputinisti: espressioni, peraltro, logicamente e grammaticalmente senza senso. Come dire "filo-comunista" o "filo-fascista": comunista e basta; fascista e basta. No?).
Oggi succede che persino Zelensky ci stia scaricando, allineandosi – come prevedibilissimo – ai dettami statunitensi e sostenendo che il 90% ormai è fatto.
Eppure si continua a parlare a vanvera nei telegiornali delle 20, affermando che chiunque ritenga inutile il perdurare del conflitto sia più sensibile alle ragioni di Mosca e di #Putin. Così dicono: "più sensibile". Gli stessi, magari, che parlavano di "violazione delle acque internazionali": una sorta di diritto internazionale casereccio, da trattoria, elaborato probabilmente in preda ai deliri prodotti dall’alcol.
Le parole di Leone, che peraltro ha ricordato il martoriato popolo ucraino (così lo ha giustamente definito), però restano e pesano come pietre: a essere ridicoli erano coloro i quali sostenevano e sostengono la necessità di vincere militarmente sulla #Russia; che i russi combattessero con pale e microchip, a dorso di muli; che l’#Ucraina fosse parte dell’UE e che fosse necessario scendere in guerra come se fosse anche membro della #NATO; che fosse in atto una guerra di civiltà, con buoni e cattivi divisi dal filo di ferro.
Argomentazioni surreali, erette e pompate fino a toccare il cielo, e che oggi ci crollano addosso, sotterrandoci sotto il peso delle nostre ipocrisie. E ancora qualcuno vaneggia della conferenza di Monaco del ’38, con parallelismi storici semplicemente grotteschi, da circo.
Ma se davvero di civiltà era questa guerra, come giustificheremo a noi stessi, ai nostri figli e al mondo intero di averla persa? Vorrà forse dire che la civiltà stessa muore con un ipotetico accordo? Come proseguiremo il racconto occidentale, adesso, dopo tutte le balle raccontate?
Forse come sempre abbiamo fatto: mentendo, sapendo di mentire.
X (formerly Twitter)
Savino Balzano (@SavinoBalzano) on X
«Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici».
Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus…
Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus…
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Capodanno armato, masochismo antistatalista e Università sotto assedio
Federico Giusti
Premessa
In questi giorni di festa, per molti popoli e ampi strati delle società capitaliste c’è ben poco da celebrare, tra guerre, politiche coercitive, erosione del potere di acquisto, precarietà e tagli al welfare sociale. Non si tratta della consueta retorica buonista di sinistra, di quella solidarietà rivolta alle classi meno abbienti o ai… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/30/capodanno-armato-masochismo-antistatalista-e-universita-sotto-assedio/
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In questi giorni di festa, per molti popoli e ampi strati delle società capitaliste c’è ben poco da celebrare, tra guerre, politiche coercitive, erosione del potere di acquisto, precarietà e tagli al welfare sociale. Non si tratta della consueta retorica buonista di sinistra, di quella solidarietà rivolta alle classi meno abbienti o ai… Continua... 👇
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L’Unione Europea come forma storica del neoliberismo
Luigi Pandolfi
Nel saggio Eurosuicidio. Come l’Unione Europea ha soffocato l’Italia e come possiamo salvarci (Fazi Editore, 2025, con una prefazione di Lucio Caracciolo), Gabriele Guzzi sviluppa una critica radicale dell’Unione Europea che si colloca deliberatamente fuori dal perimetro interpretativo dominante. Contro l’idea largamente condivisa secondo cui le difficoltà dell’Europa sarebbero il risultato di fattori… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/30/lunione-europea-come-forma-storica-del-neoliberismo/
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Navigare contro i venti di guerra
Leonardo Noschese
Il 2025 ha portato profonde rotture negli argini degli equilibri mondiali. Da un lato i pesi si spostano per ragioni di declino, con le crescenti difficoltà degli Stati Uniti che al loro interno vedono divisioni sempre più nette e un comparto industriale in cronica difficoltà, dove le tensioni sociali hanno portato allo stanziamento nelle… Continua... 👇
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Quando è troppo è troppo!
Alberto Bradanini
1. Nel cosiddetto Regno del Bene il dissenso, proprietà assiologica qualificante del termine Democrazia, non è solo demonizzato, ma ormai criminalizzato. I detentori del potere – da non confondersi col governo, dei quali questo non è altro che un obbediente servitore, pronto a tutto in cambio di un… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/12/31/quando-e-troppo-e-troppo/
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1. Nel cosiddetto Regno del Bene il dissenso, proprietà assiologica qualificante del termine Democrazia, non è solo demonizzato, ma ormai criminalizzato. I detentori del potere – da non confondersi col governo, dei quali questo non è altro che un obbediente servitore, pronto a tutto in cambio di un… Continua... 👇
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