Riprende concetti più vecchi della sua discografia con palette sonora e idee più moderne, probabilmente figlie delle soundtrack che ha prodotto in questi anni.
È fondamentalmente un album stanco, sterile, che vorrebbe non emozionarti e che se lo fa vuole volontariamente portarti in una direziona imprecisata (negativa, positiva o una terza misteriosa opzione).
Sono ogni volta indeciso se reputarlo un buono o cattivo album, e questa creda che sia la perfetta idea che Tim vuole evocare in chi lo ascolta: vuole in qualche modo confondere e sopprimere la facoltà di giudizio di chi ascolta con una raccolta spiazzante in varie direzioni; come suoni utilizzati, come progressione delle tracce singole, come progressione di tracklist, come payoff delle tracce (stranamente in media poco soddisfacente), come esperienza che ti lascia un sapore ricordandoti qualcosa, ma non sai con precisione cosa.
Ma capire quest'album è sapere che se avesse voce direbbe "queste sono discorsi che non vale la pena fare".
È sicuramente una delle esperienze più "immateriali" che si possono fare nel suo catalogo.
È fondamentalmente un album stanco, sterile, che vorrebbe non emozionarti e che se lo fa vuole volontariamente portarti in una direziona imprecisata (negativa, positiva o una terza misteriosa opzione).
Sono ogni volta indeciso se reputarlo un buono o cattivo album, e questa creda che sia la perfetta idea che Tim vuole evocare in chi lo ascolta: vuole in qualche modo confondere e sopprimere la facoltà di giudizio di chi ascolta con una raccolta spiazzante in varie direzioni; come suoni utilizzati, come progressione delle tracce singole, come progressione di tracklist, come payoff delle tracce (stranamente in media poco soddisfacente), come esperienza che ti lascia un sapore ricordandoti qualcosa, ma non sai con precisione cosa.
Ma capire quest'album è sapere che se avesse voce direbbe "queste sono discorsi che non vale la pena fare".
È sicuramente una delle esperienze più "immateriali" che si possono fare nel suo catalogo.
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Lizerposting
Penso di essere un po' ossessionato da Hunt
Se me la sento ne parlo con la psicologa domani
Lizerposting
Se me la sento ne parlo con la psicologa domani
Mi ha ripetuto che è pro videogiochi LOLZE però le ho detto "vorrei trovare un limite sano" e le è piaciuta la frase
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Forwarded from Twongo (Nico)
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Lizerposting
Hunt in realtà mi ha insegnato delle cose
In Hunt la maggior parte dei giocatori (soprattutto quelli inesperti) tende ad avere un approccio molto passivo, magari accovacciandosi per lunghissime distanze e rendendosi iper vulnerabili a chi li vede per primi.
Per contro giocatori migliori sono quelli che hanno tendenzialmente un approccio attivo, muovendosi loro per primi (non in modo efferato ma comunque calcolato) e comunque sfruttando i momenti giusti per mettere pressione e rimanere aggressivi di fronte agli altri cacciatori.
In determinate situazioni se vuoi avere più successo non devi aspettare che gli altri facciano la prima mossa ma devi essere tu a farla (se questa mossa non è camminare di fronte ad un fucile a doppia canna che tu sai esserci dall'altra parte).
Cosa ottieni stando fermo? Che sei fermo e nient'altro.
A volte prendere dei rischi anche non 100% calcolati può aiutare nelle situazioni statiche dove si rischia poco, il peggio che può succedere è rimanere dov'eri prima.
Questo ovviamente funziona per determinati scenari, perché nel gioco il peggio che può succedere è perdere un cacciatore, cosa che ovviamente non si può equiparare per esempio all'abbandonare un lavoro sicuro quando si hanno persone, debiti e responsabilità a carico.
Vedo che questo approccio per le situazioni "low risk" mi sta fruttando: mi ha permesso di smuovermi con il lavoro, con mio padre e nell'ambito sociale, quindi grazie Hunt, penso (e spero) sarai il mio gioco preferito per molto tempo.
Per contro giocatori migliori sono quelli che hanno tendenzialmente un approccio attivo, muovendosi loro per primi (non in modo efferato ma comunque calcolato) e comunque sfruttando i momenti giusti per mettere pressione e rimanere aggressivi di fronte agli altri cacciatori.
In determinate situazioni se vuoi avere più successo non devi aspettare che gli altri facciano la prima mossa ma devi essere tu a farla (se questa mossa non è camminare di fronte ad un fucile a doppia canna che tu sai esserci dall'altra parte).
Cosa ottieni stando fermo? Che sei fermo e nient'altro.
A volte prendere dei rischi anche non 100% calcolati può aiutare nelle situazioni statiche dove si rischia poco, il peggio che può succedere è rimanere dov'eri prima.
Questo ovviamente funziona per determinati scenari, perché nel gioco il peggio che può succedere è perdere un cacciatore, cosa che ovviamente non si può equiparare per esempio all'abbandonare un lavoro sicuro quando si hanno persone, debiti e responsabilità a carico.
Vedo che questo approccio per le situazioni "low risk" mi sta fruttando: mi ha permesso di smuovermi con il lavoro, con mio padre e nell'ambito sociale, quindi grazie Hunt, penso (e spero) sarai il mio gioco preferito per molto tempo.
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