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Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini http://www.antoniodini.com
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Microsoft ha fatto qualche aggiornamento alla sua PowerShell, il secondo ambiente a riga di comando dopo cmd (il prompt del Dos, tipo). Mentre cmd rimane per motivi di compatibilità, PowerShell è il futuro della strategia di apertura e potenziamento di Windows 10 e successivi: crea un ambiente secondo loro molto più potente di Bash o altre shell per Unix/Linux (macOS incluso).

Sono curioso, visto che è anche compatibile trasversalmente con Linux e macOS, ma non ho nessuna intenzione di installare software Microsoft sul mio computer (non uso nessuno dei loro prodotti, né Office né Outlook né altre cose).

Come fare allora? Da utente basico di Docker, che uso per capire un po' di cose sul funzionamento dei container e giocare in libertà con le app trasformate in servizi, ho scoperto che esiste un container per Docker con la PowerShell, disponibile liberamente (ci mancherebbe altro).

Money quote: "The release containers derive from the official distribution image, such as centos:7, then install dependencies, and finally install the PowerShell package.

These containers live at hub.docker.com/r/microsoft/powershell.

At about 440 megabytes, they are decently minimal, with their size being the sum of the base image (200 megabytes) plus the uncompressed package (120 megabytes), and about 120 megabytes of .NET Core and bootstrapping dependencies."

https://github.com/PowerShell/PowerShell/tree/master/docker

Per adesso non ho idee precise, se non che l'assunto di fondo della PowerShell, cioè che si possano passare non solo testo ma anche oggetti. Già questo non mi piace tanto. Anche la filosofia di fondo di Unix/Linux, di avere uno sciame di programmi semplici che fanno poche cose e lavorano assieme, evapora.

Perché dentro un container se comunque faccio girare PowerShell sulla mia macchina? La risposta è semplice: quando sono stanco

docker rmi microsoft/powershell

e scompare tutto senza problemi...
Siete rincoglioniti perché dormite male, ecco.

Money quote: "The study was the result of an effort to understand how the sleeping brain turns short-term memories into memories that can last a lifetime, says Walker, the author of the book Why We Sleep. "What is it about sleep that seems to perform this elegant trick of cementing new facts into the neural architecture of the brain?""

https://www.npr.org/sections/health-shots/2017/12/18/571120472/older-adults-forgetfulness-tied-to-faulty-brain-rhythms-in-sleep
Oltre alle scie chimiche, ai vaccini killer e alle cure del diabete tenute nascoste, c'è anche un bel po' di ignoranza diffusa sulla genetica. Qui invece il racconto è molto bello, anche se a tratti terribile: la persistenza del materiale genetico dei figli nel corpo della madre (che a sua volta contiene materiale genetico anche dei propri genitori). I motivi sono i più vari, e la logica, una volta usciti dalle sovrastrutture sociali della "mamma", diventa piuttosto complessa e a tratti violenta. La placenta come separatore in un conflitto tra esseri uniti dal bisogno ma separati profondamente dagli obiettivi e dal desiderio di vita. Eppure, anche questa sarebbe una lettura riduttiva. Perché cercare congiure quando la meraviglia di quel che esiste è così tanta?

Money quote: "The phenomenon, believed to have developed in mammals some 93 million years ago, is common to placental mammals to this day. Its persistence and reach was made astonishingly clear in 2012, when Nelson and colleagues analysed brain samples drawn from dozens of deceased women, ranging in age from 32 to 101. They found that the majority contained male DNA, presumably picked up from past pregnancies. And some of these Y chromosome cells had apparently been there for decades: the oldest subject was 94, meaning that male DNA that transferred during gestation would have persisted for more than half a century."

https://aeon.co/essays/microchimerism-how-pregnancy-changes-the-mothers-very-dna
Eh si: la biologia, la nostra biologia, è davvero affascinante... (sempre lo stesso articolo)

Money quote: "Far from drifting at random, human and animal studies have found foetal origin cells in the mother’s bloodstream, skin and all major organs, even showing up as part of the beating heart. This passage means that women carry at least three unique cell populations in their bodies – their own, their mother’s, and their child’s – creating what biologists term a microchimera, named for the Greek fire-breathing monster with the head of a lion, the body of a goat, and the tail of a serpent."

https://aeon.co/essays/microchimerism-how-pregnancy-changes-the-mothers-very-dna
Arriva l'influenza, quella dura, quella stagionale, quella per la quale alcuni di noi si sono vaccinati (io l'ho fatto per la prima volta quest'anno). Ovviamente il vaccino funziona solo se il ceppo che ci becchiamo è quello giusto. Se ne arriva un altro (le probabilità sono alte), ci ammaliamo lo stesso. Quest'anno pare, da quanto sta succedendo in Australia, che il vaccino non sia particolarmente efficace. (Tra l'altro, la storia e il modo di funzionare dell'influenza è affascinante. Ne parliamo un'altra volta. Questa volta c'è da leggere con spirito critico un articolo terrorista su Medium che, dopo che l'hai letto, ti suicidi perché tanto è tutto inutile e l'influenza ci distruggerà tutti).

Money quote: "Question: Why bother getting the shot then, if I can still get the flu?

Answer: Even just a ‘simple’ hospitalization from the flu will cost on average up to $4,000, and that number doesn’t include your lost wages! Flu makes you miserable! And don’t forget, it is a DEADLY disease. On average 40,000 people die every year from the flu."

https://medium.com/the-method/how-to-die-of-the-flu-4b1b349ec8a9
Programmate qualcosa, anche poco, ma insomma un po'? Una delle tre caratteristiche importanti per un progammatore secondo me è quanto conosce bene le API con cui lavora. Qui, una serie di bigini niente male.

Money quote: "It’s rather impossible to remember all the APIs by heart. This is when cheatsheets jump in! Here are the best front-end cheatsheets I’ve gathered"

https://medium.freecodecamp.org/modern-frontend-hacking-cheatsheets-df9c2566c72a
Un turista britannico si è perso forse di proposito nel deserto attorno a Israele. Potrebbe essersi convinto di essere un profeta o anche il nuovo Gesù. Anche se lo ritrovano, non sta bene.

Money quote: “Moshe Kalian, the former district psychiatrist for Jerusalem, told the Telegraph: “From the reports that he was involved in some kind of religious experience in the desert, it certainly sounds like it could be a case of Jerusalem syndrome.””

https://www.theguardian.com/uk-news/2018/jan/16/british-tourist-missing-in-israel-may-have-jerusalem-syndrome
#Welfare
Dalla Gran Bretagna arriva una notizia che in molti ha suscitato ilarità ma che, in realtà, ha a che fare con una questione dannatamente seria e attuale. Il governo britannico ha deciso di istituire il Ministero per la Solitudine che avrà il compito di promuovere politiche di contrasto all’isolamento sociale. Un ministero unico al mondo che nasce su proposta della Commissione Jo Cox, creata in onore della parlamentare laburista uccisa nel giugno del 2016 e che a lungo si era impegnata su questo tema. La commissione ha lavorato per un anno ascoltando decine di esperti, enti e associazioni e raccogliendo dati e idee. Secondo, infatti, uno studio della Croce Rossa, la solitudine e l’isolamento affliggono oltre 9 milioni di cittadini inglesi, soprattutto anziani e disabili, producendo danni alla salute paragonabili al fumo di 15 sigarette al giorno e aumentando il rischio di morte prematura di circa un terzo. Il tempo ci dirà se l’istituzione del ministero è stata una buona idea ma intanto è senz’altro una buona notizia che un governo abbia inserito nella propria agenda una questione sociale di questa portata.
In Lombardia, quando si è votato per il referendum sull'autonomia, una presunta grande conquista è stata l'implementazione del voto elettronico (che poi è stato fatto male e con strumenti obsoleti oltre che costosi, girati in seguito alle scuole lombarde). No buono. La tendenza al voto elettronico in Italia è diventata parte del dibattito sulla digitalizzazione della PA e dello Stato. Ma è un errore, secondo alcuni (me incluso).

Le elezioni americane ne sono abbastanza la prova e non c'è esperto in buona fede che non sostenga il rischio di un voto elettronico nel quale non ci sono poi pezzi di carta sui quali poter effettuare riconteggi, verifiche etc.

Money quote: "The first objective is to get rid of paperless electronic voting machines. Computer scientists have been warning for more than a decade that these machines are vulnerable to hacking and can't be meaningfully audited. States have begun moving away from paperless systems, but budget constraints have forced some to continue relying on insecure paperless equipment. The Secure Elections Act would give states grants specifically earmarked for replacing these systems with more secure systems that use voter-verified paper ballots.

The legislation's second big idea is to encourage states to perform routine post-election audits based on modern statistical techniques. Many states today only conduct recounts in the event of very close election outcomes. And these recounts involve counting a fixed percentage of ballots. That often leads to either counting way too many ballots (wasting taxpayer money) or too few (failing to fully verify the election outcome)."

https://arstechnica.com/tech-policy/2018/01/new-bill-could-finally-get-rid-of-paperless-voting-machines/

Qui una spiegazione di come si fanno a fregare i voti quando a registrarli sono i computer e non le schede elettorali cartacee.

Money quote: "It's easier to rig an electronic voting machine than a Las Vegas slot machine, says University of Pennsylvania visiting professor Steve Freeman."

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/graphic/2006/03/16/GR2006031600213.html
Da anni uso VIm, un editor di testo anti o e particolare: potente, spartano, difficile, funziona dalla riga di comando e utilizza il concetto di
"modi" (più avanti spiego meglio). C'è da secoli una cupa guerra di religione con emacs, il sistema operativo Gnu che per combinazione fa anche da editor testuale, ma per quanto mi riguarda non è molto rilevante. Non ho praticamente mai usato questo secondo programma (che per esempio Neal Stephenson ha usato per scrivere il biblico -come dimensione- Cryptonomicon).

Nei giorni scorsi, per suggestione da parte dell'amico Giovanni, ho voluto fare l'esperimento e provare emacs nella variante "spacemacs", un superset di funzionalità e accrocchi vari che rende ancora più potente e funzionale emacs, con in aggiunta (come alternativa) la compatibilità ai comandi VIm per chi non vuole sentirsi troppo spaesato. In pratica, c'è una track dedicata a chi va su spacemacs venendo da VIm. Interessante.

Money quote: "Spacemacs was initially intended to be used by Vim users who want to go to the next level by using Emacs (see guide for Vimmers). But it is now perfectly usable by non Vim users by choosing the emacs editing style."

Com'è andata. L'installazione richiede alcuni prerequisiti, ma è facile. Su macOS servono Homebrew e Git, e poi una versione ben strutturata di emacs. Ho messo emacs-plus con brew (edizione di cui si parla bene) e poi spacemacs, sempre con brew da GitHub e non con il file binario disponibile sul sito ufficiale.

Spacemacs basato su due idee: la prima è quella che ci sia un sistema di configurazione enorme, con i layer che permettono di scaricare e attivare i vari pacchetti. I configuration layers sono dentro ~/.spacemacs.d e sono milioni. Spiazzante. Se, in fase di avvio la prima volta scegliete di usare la parte con i comandi VIm e non quella emacs, grazie a EVIL, il plugin per ibridare cose di VIm dentro emacs, avrete se non altro un insieme di comandi famigliari. Ma non sono gli unici da conoscere (sennò sarebbe VIm, no?).

La seconda idea è che tutto ruota attorno al tasto spazio. Perché, mentre VIm è modale e quindi le scorciatoie da tastiera sono semplicemente lettere da premere nel modo visuale, Emacs è modeless e richiede l'uso di tasti meta per "liberare" la scorciatoia. Per dire: sono modeless macOS (e anche su Windows), per cui le scorciatoie da tastiera si fanno utilizzando il tasto Mela con una lettera (Mela-q per chiudere una app) oppure si va con il mouse sull'apposito menu e si seleziona la voce che si vuole. Invece, VIm (che non ha mouse o menu a tendina) ha invece un modo per inserire il testo e un modo differente per navigarlo e manipolarlo (più un terzo modo per inserire i comandi nella riga in fondo). Nella seconda modalità di navigazione (o visuale, da cui il nome originale, VIsual), che si raggiunge con il tasto Escape, tutti i tasti sono liberi perché non si scrive più nel file, e quindi le combinazioni diventano molto semplici e veloci, con una lettera sola. Tanto che se ne possono creare di nuove, vere proprie azioni, mettendo assieme più tasti con una sintassi basata sull'idea di "motion", ma questo è il livello 3.0 per i ninja di VIm, dimenticatevi che l'ho citato, se ne può fare serenamente a meno.

Spacemacs, che mantiene un doppio modo alla VIm, richiede però anche l'uso del tasto Spazio per i keybindings, cioè per evocare le combinazioni sulla falsariga, invece, di Emacs. La conseguenza è che in Spacemacs quando si preme spazio si evoca un primo livello di menu (visibile nella parte bassa dello schermo) con vari elementi richiamabili premendo direttamente la lettera assegnata a ciascuno item, che spesso apre un secondo livello di menu in cui, premendo un'altra lettera, si può richiamare un'altra funzione più specifica, e così via per vari livelli. Quando impari le combo poi vai veloce, ma il sistema è veramente un altro modo di pensare e un altro mondo di complicazioni e schermate su schermate che esplodono da tutte le parti.
Un esempio: "Spazio - f - e - d" (spazio e poi si premono in sequenza "f", "e", "d") apre il file di configurazione, facendo nel contempo ballare due livelli di menu nella parte bassa dello schermo. Poi spacemacs come ambiente di lavoro, sia per chi scrive codice che per chi scrive prosa (magari in markdown) è molto potente, con una serie di layer preconfigurati (to-do, calendari, visione di tutta la struttura del progetto, gestione di repository e via dicendo) e sulla carta come lui non ce n'è nessuno. Se uno per esempio lo utilizza assieme a Git, si apre un intero nuovo mondo di keybindigs che, secondo me, la metà basterebbero.

Conclusioni. Tutto molto bello, ma non mi interessa. VIm è il mio giardino zen e, se anche emacs/spacemacs è un ambiente più ricco, potente e apparentemente completo (ma direi soprattutto "più esplicito"), non ne ho bisogno. La cosa vale ovviamente per me ma non è detto che sia così per tutti. Quindi, se volete farvi un'idea in prima persona, qui sotto ci sono un po' di risorse utili, nel caso vogliate cimentarvi.

https://medium.com/usevim/spacemacs-review-and-introduction-for-vim-users-cecb0df0fc5

https://github.com/syl20bnr/spacemacs

http://spacemacs.org

http://spacemacs.org/doc/QUICK_START.html

http://spacemacs.org/layers/+source-control/git/README.html

https://ontologicalblog.com/2016/10/14/an-absolute-beginners-guide-to-spacemacs-for-academic-writing/

http://spacemacs.org/doc/DOCUMENTATION#orgheadline5

https://www.prismnet.com/~dierdorf/emacsvi.html
Nei giorni scorsi sono stato per lavoro a Venezia. Un mordi-e-fuggi (come sempre accade) che però mi ha permesso di passare una notte e mezza giornata lavorativa dentro una struttura alberghiera e per conferenze piuttosto singolare: l'Hilton Molino Stucky sull'isola della Giudecca. Tutti gli amici veneziani erano piuttosto stupiti perché, dal 2007 quando ha aperto, pare che il Molino Stucky sia il posto "figo" in cui stare. Incuriosito, sono andato a cercare un po' di informazioni e in effetti la storia architettonica, industriale e sociale dei molini Stucky è abbastanza particolare: un vero e proprio "castello in laguna" con un ruolo di tutto rilievo. Lo metto qui, a futura memoria.

Money quote: "La svolta per questo complesso industriale avviene tra il 1895 e il 1897 quando Giovanni Stucky affida la costruzione del silos e della torre d’angolo all’architetto tedesco Ernst Wullekopf di Hannover. Nonostante l’opposizione della Commissione d’ornato, il progetto è rivoluzionario, si rifà infatti ad un modello di sviluppo longitudinale di reminiscenza tedesco- medievale. Uso a vista del cotto, pinnacoli e torricelle desunti da cattedrali e municipi medievali: un vero esempio di eclettismo architettonico. Il complesso Stucky inserisce così, in questa parte di paesaggio veneziano, elementi di indiscussa novità e instaura una vitale dialettica formale e ambientale con il resto della città. Venezia vede dunque sul finire del XIX secolo un’architettura tipicamente nordica in stile neogotico regalando all’archeologia industriale italiana uno dei siti più prestigiosi dell’archeologia industriale italiana."

https://archeologiaindustriale.net/1521_il-molino-stucky-a-venezia-ora-hilton-molino-stucky-venice/
Amazon negli Usa aumenta il costo mensile di Prime, lasciando inalterato quello annuale.

Money quote: "Amazon is increasing the monthly price option for Prime from $10.99 to $12.99 as it continues to expand the reach and benefits of the popular fast-shipping program.

Amazon said the price increase does not affect the annual membership option, which will remain at $99. With the price increase, the monthly option will now equal slightly less than $156 for a year. Amazon has been investing heavily in Prime, bringing it to new markets and creating additional benefits and original content. Those moves, plus regular increases in fees from shipping partners, are among the factors contributing to the price increase."

https://www.geekwire.com/2018/amazon-upping-monthly-prime-membership-cost-99-annual-fee-will-remain-unchanged/
La storia delle icone e delle interfacce grafiche dei vari sistemi operativi. Graze a Gabriele per la segnalazione: davvero un bel racconto per immagini!

https://historyoficons.com/
Philip Roth ha 80 anni, non scrive più, riceve premi e riconoscimenti ogni giorno (con fare piuttosto distaccato e critico) ma dispensa pareri. Ad esempio, gli è piaciuta moltissimo l’autobiografia di Bruce Springsteen. Un po’ meno l’edizione prestigiosa nei Meridiani di Mondadori (le “Pleiades” di qua d’Alpe).

Money quote: ““Just look at this,” he said to me last month, holding up the ornately bound Mondadori volume, as thick as a Bible and comprising noscripts like “Lamento di Portnoy” and “Zuckerman Scatenato.” “Who reads books like this?””

https://www.nytimes.com/2018/01/16/books/review/philip-roth-interview.html