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Osservatorio Repressione
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Almasri, passaporto della Dominica, otto carte bancarie, patente e cittadinanza turca. Società e case all’estero. Il generale libico poteva muoversi con disinvoltura, tra inganni e complicità internazionali

https://www.osservatoriorepressione.info/tutti-gli-affari-di-almasri-il-torturatore-trafficante-dello-scandalo/

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Fermato ed espulso dalla Turchia il Presidente del municipio VIII di Roma, Amedeo Ciaccheri al ritorno della settimana trascorsa nei territori dell’Amministrazione autonoma della Siria del nord-est in occasione del decennale della liberazione di Kobane dall’Isis con una delegazione internazionale

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A Napoli la polizia attacca il picchetto operaio alla GLS e ferma il coordinatore provinciale del SI Cobas, Peppe D’Alesio

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Forwarded from Free All Antifas - Italy
CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELLE SPESE LEGALI PER GINO

L'obiettivo della campagna è raccogliere fondi per pagare le spese legali, sostenere Gino in carcere e permettere alla famiglia di stargli vicino.

In continuità con la raccolta fondi per gli altri imputati italiani al processo di Budapest, l'associazione Brigate Volontarie per l'Emergenza ha messo a disposizione un conto dedicato per la gestione delle spese.

Per donare puoi effettuare un versamento tramite PayPal all'indirizzo https://paypal.me/brigatevolontarie?country.x=IT&locale.x=it_IT o un bonifico con le seguenti coordinate 
c/c bancario presso Credit Agricole intestato a
Brigate Volontarie per l’Emergenza OdV
IBAN
IT20Z0623001616000015293082
BIC/SWIFT CRPPIT2PXXX

In entrambi i casi specifica nella causale "Free Gino"


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Noi vittime delle torture di Almasri ci siamo illusi che l’Italia potesse fare giustizia
Conferenza stampa alla Camera alcune vittime del torturatore libico Almasri, scarcerato e rimpatriato dall’Italia nonostante l’arresto diposto dalla Corte penale internazionale, hanno raccontato i crimini del capo della polizia giudiziaria di Tripoli e i sistemi con cui governa i campi libici. Pubblichiamo la loro lettera, indirizzata a Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Alfredo Mantovano

Egregio presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ministro Matteo Piantedosi, ministro Carlo Nordio e sottosegretario Alfredo Mantovano,
vi scriviamo in qualità di portavoce dei Rifugiati in Libia ma anche come vittime e sopravvissuti di Osama Najim Almasri. I nostri corpi portano i segni dei suoi crimini e le nostre menti sono piene di ricordi che nessun essere umano dovrebbe sopportare. Quando Almasri è stato arrestato a Torino, abbiamo creduto, anche se per poco, che la giustizia potesse raggiungere quelli di noi che hanno conosciuto solo la sofferenza. Ma voi ci avete tolto questa speranza, rispedendolo in Libia, dove continuerà a fare del male ad altri, come ha fatto a noi.
Il dolore per questo tradimento è profondo. È lo stesso dolore che ci portiamo dietro da anni. Siamo venuti in Italia in cerca di protezione e siamo grati per la sicurezza che abbiamo trovato. Ma la nostra dignità, rubata in Libia, è stata rubata di nuovo qui. L'Italia era un Paese in cui credevamo, un Paese che parlava di giustizia e di diritti umani. Ma la giustizia non ci è stata data. Al contrario, abbiamo assistito alla liberazione dell'uomo che ci ha torturato.
E mentre scriviamo questa lettera, altri stanno ancora soffrendo sotto lo stesso sistema che ci ha brutalizzato. Oggi i migranti in Libia vivono in condizioni peggiori delle prigioni. Vengono torturati per ottenere un riscatto, venduti come proprietà, violentati, affamati e lasciati morire. Quelli che si trovano ancora nella prigione di Mitiga, dove Almasri ha costruito il suo impero di crudeltà, non conoscono altro che il dolore. La stessa Libia con cui lavorate, finanziate e a cui stringete la mano è diventata una terra di sofferenza infinita per chi non ha potere.
Ora sappiamo che l'Italia non ha solo le dita in Libia, ma ha le mani intere sepolte nei suoi affari e può dire chi è libero o meno. Non siete solo testimoni di ciò che accade in quel Paese, ma contribuite a plasmarlo. Non si può affermare di combattere il traffico di esseri umani mentre si fanno accordi con chi ne trae profitto. Non potete definire Almasri “pericoloso” mentre lo proteggete dalla giustizia. Non potete definirvi difensori dei diritti umani mentre lasciate le persone a marcire nelle prigioni libiche.
Pertanto, Vi chiediamo:
1.La cessazione immediata di tutti gli accordi tra Italia e Libia che consentono abusi nei confronti dei migranti.
2.Un impegno pubblico per chiedere il rilascio di tutti coloro che sono ancora imprigionati a Mitiga e in altri centri di detenzione in Libia.
3.Una spiegazione ufficiale del perché Almasri, che il vostro stesso Governo ha definito pericoloso, sia stato rilasciato invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale.
4.Un percorso legale per i migranti intrappolati nei centri di detenzione libici, compresa la riapertura dell'Ambasciata Italiana a Tripoli per l'ottenimento di visti umanitari.
La giustizia non può essere selettiva. Non può servire i potenti mentre gli impotenti vengono scartati. L'Italia deve rispondere delle sue scelte.

Cordiali saluti,

David Yambio, Lam Magok e le vittime di Osama Najim Almasri

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Il comunicato scritto dal collegio difensivo del “processo Sovrano”, alle ultime battute (la sentenza è prevista a fine febbraio). Un atto di accusa molto forte che denuncia ingerenze non legittime sul Tribunale che è chiamato ad esprimersi sull’accusa di associazione a delinquere ed altri reati di cui sono accusati attivisti del Movimento No Tav e del centro Sociale Askatasuna

https://www.osservatoriorepressione.info/comunicato-dei-difensori-notav-su-ingerenze-illegittime-nel-processo-sovrano/

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I racconti da brivido dei Refugees in Libya nella sala stampa della Camera. Le opposizioni: questa l’unica vera informativa. I ministri Nordio e Piantedosi disertano l’Aula: «Ora c’è il segreto istruttorio»

https://www.osservatoriorepressione.info/almasri-le-accuse-dei-torturati-litalia-ci-ha-negato-giustizia/

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Dialoghi Abolizionisti

Come si inserisce la questione dei reati politici in una prospettiva del superamento del carcere?

Vincenzo Scalia, docente di Sociologia del diritto e della devianza presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze.

https://www.spreaker.com/episode/vincenzo-scalia--64014945

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Migranti che tentavano di varcare il confine tra Turchia e Bulgaria lasciati morire di freddo dalla polizia di frontiera bulgara.

https://www.osservatoriorepressione.info/bulgaria-la-polizia-di-frontiera-ha-lasciato-morire-di-freddo-tre-adolescenti-migranti/

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A Barcellona la politica degli sgomberi non vede battute d’arresto. Nella giornata del 28 gennaio, i locali dell’Antiga Massana, luogo simbolo della resistenza cittadina e sede del Sindicat de l’Habitatge del Raval (Sindacato della Casa), nel quartiere del Raval, sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine senza alcun tipo d’avvertimento

https://www.osservatoriorepressione.info/barcellona-cariche-scontri-e-resistenza-contro-lo-sgombero-dellantiga-massana/

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Luisa Morgantini, ex vicepresidente dell'Europarlamento, è stata fermata dalla polizia israeliana a Tuba (a sud di Hebron), perché sarebbe entrata in una "zona militare". Arrestato anche un giornalista del Sole 24ore, Roberto Bongiorni

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Luisa Morgantini, ex vicepresidente dell'Europarlamento, è stata fermata dalla polizia israeliana a Tuba (a sud di Hebron), perché sarebbe entrata in una "zona militare". Arrestato anche un giornalista del Sole 24ore, Roberto Bongiorni Segui @ossrepressione
NOTA FARNESINA

Sono stati rilasciati dalla polizia israeliana Luisa Morgantini, 84 anni, ex vicepresidente dell'Europarlamento e nota attivista italiana, e il giornalista del Sole 24ore Roberto Bongiorni, fermati stamane a Tuba (a sud di Hebron), perché sarebbero entrati in una "zona militare". Entrambi sono stati portati alla stazione di polizia della colonia di Kiryat Arba per essere poi rilasciati anche grazie all’intervento della ambasciata d’Italia a Tel Aviv e del Consolato a Gerusalemme
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
NAPOLI: OPERAI GLS PRIMA LICENZIATI, POI CARICATI E SGOMBERATI DALLA POLIZIA. LA CONFERENZA STAMPA DI DENUNCIA

Conferenza stampa di denuncia da parte dei lavoratori GLS di Napoli sostenuti dal sindacato di classe Si Cobas, a seguito delle cariche e dello sgombero del presidio avvenute mercoledì ai danni del picchetto al magazzino GLS di Gianturco. Da mesi, sia a Napoli città che Provincia, va avanti la…
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Salvatore Rosano, detenuto nel carcere a Vigevano per una rapina da 55 euro si è tolto la vita.

https://www.osservatoriorepressione.info/in-carcere-per-una-rapina-da-55-euro-restituiti-si-toglie-la-vita/

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Tutti liberi i 43 migranti portati in Albania. Anche stavolta i migranti dovranno tornare in Italia
La Corte di appello di Roma non ha convalidato il trattenimento di 43 persone, sempre per via della questione dei “paesi sicuri” di provenienza

La Corte d’appello di Roma non ha convalidato il trattenimento dei 43 migranti detenuti nel centro per richiedenti asilo voluto dal governo italiano a Gjader, in Albania. Domani, sabato 1 febbraio, faranno ritorno in Italia e attendere la fine delle procedure relative alle loro richieste di asilo. Già nel caso dei due precedenti gruppi di richiedenti asilo portati in Albania, a ottobre e a novembre, i giudici avevano deciso di non convalidare il trattenimento.

I centri di detenzione in Albania operano nella totale illegalità. Il governo sta bruciando milioni di euro in Albania per una scelta irragionevole, illogica, illegale di Giorgia Meloni, Piantedosi e Nordio

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Per la terza volta i giudici smontano il «modello Albania». Ordinano di riportare in Italia e liberare 43 richiedenti asilo deportati fuori dai confini. A nulla serve cambiare la competenza delle corti. È la legge, ma per la destra è un altro complotto delle toghe

https://www.osservatoriorepressione.info/tutti-liberi-i-43-richiedenti-asilo-governo-bocciato-anche-in-appello/

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Napoli: Coordinatrice Si Cobas aggredita dai vigilantes di temi e costretta alle cure ospedaliere!

Ieri sera, durante il tentativo di ingresso dei licenziati ai cancelli della GLS di Gianturco, la coordinatrice provinciale Mimì Ercolano è stata strattonata e spinta a terra dalla vigilanza.
Poco dopo essere giunta a Mariglianella assieme ai licenziati, Mimì ha avvertito un malore a seguito delle contusioni subite, ed è stata soccorsa dal 118.
A due giorni dal fermo dell'altro coordinatore provinciale, Peppe D'Alesio, durante lo sgombero del picchetto in via Ferrante Imparato, continua l'azione di aggressione e intimidazione nei confronti del SI Cobas.

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