Osservatorio Repressione – Telegram
Osservatorio Repressione
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OSSERVATORIO REPRESSIONE - Aps
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Prorogate fino al 30 settembre le 5 cosiddette zone rosse istituite a Milano il 1 gennaio, aree da cui le forze dell’ordine possono allontanare, più a meno a piacimento, chi ritengano a loro dire “minaccioso e pericoloso per la sicurezza pubblica”. Non solo: il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico del capoluogo lombardo ha pure esteso le zone coinvolte, inglobando via Padova, Colonne di San Lorenzo e quartiere dei Fiori, nel vicino Comune di Rozzano

https://www.osservatoriorepressione.info/milano-zone-rosse-attive-per-altri-sei-mesi-e-si-aggiungono-altre-tre-aree/


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Cpr Milo di Trapani: Rappresaglia con i manganelli per aver sorpreso un migrante che con uno smartphone tentava di denunciare un tentativo di suicidio per impiccagione. “Aiuto! Aiuto! No, no!”. Sono grida disperate. I trattenuti più giovani volevano parlare con i genitori, ma i telefoni sono sistematicamente sequestrati o danneggiati


https://www.osservatoriorepressione.info/pestaggio-brutale-al-cpr-di-trapani/


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Forwarded from Radio Onda D'Urto
IL PROCESSO CONTRO ASKATASUNA E NOTAV “RIGUARDA TUTTI”. SOTTO ACCUSA IL DIRITTO AL DISSENSO, LUNEDÌ LA SENTENZA

Lunedì 31 di marzo è una giornata importante per le persone che si rivedono nelle lotte e nei movimenti nati attorno alla storia dei centri sociali in Italia: è il giorno in cui il Tribunale di Torino deciderà sul destino di 28 persone, 16 delle quali accusate di associazione a delinquere, legate…
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Rumeysa Ozturk, 30 anni, master in psicologia alla Columbiae che attualmente frequenta la Tufts University in Massachusetts, era ferma su un marciapiede, fuori dal campus universitario, quando è stata circondata dapersone che avevano il capo coperto da un cappuccio, ed è stata fermata portata via da agenti in borghese dell'ufficio immigrazione, per le sue posizioni insolidarietà con il popolo palestinese
(video ripreso da La Stampa)


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Andate via o vi daremo la caccia”: il video choc della segretaria Usa nella prigione di El Salvador


In visita nel centro di confinamento per il terrorismo dove vengono deportati i migranti, la segretaria del dipartimento per la Sicurezza interna Kristi Noem mostra le celle sui social e avverte: “Ecco cosa vi aspetta


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La vicenda giudiziaria che vede coinvolto il centro sociale torinese Askatasuna non è solo cittadina o nazionale, fa parte di una deriva autoritaria globale

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La tesi dei pm: nel centro sociale Askatasuna c’è un nucleo che ha il solo fine della violenza. La risposta delle difese: cancellate le ragioni politiche, sotto accusa è il conflitto. Alla sbarra un’intera stagione di movimenti: per Torino si inizia dal G8 dell’Onda del 2009, per la Val Susa dal 2011. La storia scritta a colpi di indagini


https://www.osservatoriorepressione.info/askatasuna-a-delinquere-i-nodi-del-maxi-processo/


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Cartellino rosso a Israele, tifoserie in campo per la Palestina. L'idea è partita dalla Green Brigade, tifoseria del Celtic di
Glasgow: una campagna internazionale di pressione su Fifa e Uefa e di boicottaggio verso la Federazione Calcistica Israeliana. A oggi sono centinaia le tifoserie che hanno aderito in 32 paesi di tutto il mondo


https://www.osservatoriorepressione.info/cartellino-rosso-a-israele-tifoserie-in-campo-per-la-palestina/


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Da oggi nelle librerie
POLICE ABOLITION Corso di base sull’abolizione della Polizia


Edizione italiana a cura di Italo di Sabato
Postfazione di Italo di Sabato e Turi Palidda

Tutte le info sul sito di Momo
https://momoedizioni.it/catalogo/police-abolition/

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo. BOLOGNA.
Appello alla cittadinanza per chiedere il ritiro delle sanzioni disciplinari comminate contro gli studenti occupanti del Liceo Minghetti

Siamo gli studenti del Liceo Minghetti che martedì 18 Marzo hanno deciso di occupare la propria scuola per esprimere il nostro dissenso al riarmo europeo, al DDL sicurezza 1660, alla riforma della scuola Valditara e alle complicità del nostro governo con la pulizia etnica in corso contro il popolo Palestinese, in particolare in questo difficile momento dopo la rottura della tregua operata da Israele.
Queste questioni incombono sul nostro futuro come una spada di Damocle e abbiamo sentito la necessità, ma anche il dovere, di far sentire la nostra voce. È proprio la nostra scuola che ci ha fornito gli strumenti di riflessione e critica della realtà che ci hanno spinto a mettere in discussione il nostro presente: strumenti come la Filosofia, la Storia e la grande letteratura del passato. Ma in una scuola che ci insegna a interrogare e contestare, con impegno e coraggio, il mondo che ci circonda, il nostro gesto ha incontrato un atteggiamento opposto.
Già nei giorni precedenti, mentre girava la voce di una possibile occupazione, il Preside aveva minacciato conseguenze legali per chi vi avesse preso parte e, a occupazione cominciata, invece di fare denuncia contro ignoti come da prassi consolidata per le occupazioni ha deciso di denunciare arbitrariamente pochi di noi (ancora ignoti) come responsabili dell’atto. Questa settimana inoltre il collegio docenti si è espresso a favore di sospensioni e 6 in condotta a una dozzina di studenti, nonostante nessuno fuorché il preside sia a conoscenza di chi siano questi “colpevoli” o secondo quale criterio siano stati individuati.
Questa reazione ci ha profondamente delusi: con questo gesto chiaramente non si vuole né insegnare né educare. Si vuole piuttosto punire la protesta e l’espressione del proprio dissenso facendo di pochi un esempio per intimidire tutti, tutto dietro la già vista retorica reazionaria della "maggioranza silenziosa", che secondo il Preside avrebbe voluto andare a lezione.
Sì, abbiamo lasciato la scuola per quattro giorni senza latino e greco e Dante e Ariosto. In quei quattro giorni abbiamo discusso tra noi, mettendo in dubbio la realtà che ci circonda, imparando a solidarizzare per agire nel concreto. L’abbiamo fatto perché la democrazia non sta nel crudo volere della maggioranza, ma anche nella possibilità di contestarla. Chiediamo quindi scusa se Cicerone per qualche giorno non ha potuto parlare nelle nostre aule, ma il nostro agire ci è sembrato più importante ed urgente, perché sentiamo di dover prendere in mano il nostro futuro.
Con questa lettera intendiamo rivolgerci a tutti i cittadini e i sinceri democratici che provano come noi disappunto ed indignazione per le cinque denunce e desiderano aderire, firmando questo appello, ad una richiesta alla scuola di ritirare le sanzioni disciplinari proposte dal collegio docenti.

Grazie dell'attenzione

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSewbfd067xw4p-pYp4tIajpCI3c2G-mFt9rM92Qgg3HVw_5zQ/viewform?pli=1&pli=1
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La lotta armata, il carcere e le torture di Stato. Il racconto di quegli anni sfrontati e disperati. Anni con cui l’Italia tutta,
dalle vittime ai carnefici, da quelli che c’erano a quelli che sono venuti dopo, non riesce ancora oggi a fare i conti con la lucidità e la distanza che sarebbero necessarie. Recensione di Roberta Cospito al libro di Francesco Barilli, "Il silenzio di Sabina", Momo Edizioni


https://www.osservatoriorepressione.info/il-silenzio-di-sabina/

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Mentre assistiamo desolati alla più clamorosa manifestazione della disperazione nella quale è precipitata l’istituzione carceraria nel nostro Paese e della sua incapacità di intercettare il disagio dei più deboli e dei più fragili, si continua a perseguire l’idea del carcere come rigida risposta contenitiva per il timore di apparire deboli.


https://www.osservatoriorepressione.info/la-formula-piu-carcere-piu-sicurezza-smentita-dallesperienza-e-dalle-statistiche/


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Le detenute palestinesi nella prigione israeliana di Damon sono state sottoposte a un’aggressione violenta e degradante, tra cui perquisizioni fisiche forzate, secondo una dichiarazione rilasciata mercoledì dall’ufficio stampa dei prigionieri palestinesi


https://www.osservatoriorepressione.info/prigioniere-palestinesi-perquisite-e-denudate-nella-prigione-di-damon/


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Continuano le manifestazioni indette dalle opposizioni turche a sostegno di Ekrem Imamoglu.
Pubblichiamo l’importante reportage redatto da un docente dell’Università Jean Jaurès di Tolosa che vi vive da oltre 20 anni ad Istanbul


https://www.osservatoriorepressione.info/turchia-la-rivolta-sociale-e-politica-onnicomprensiva/


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Contestata a Firenze Silvia Guerini alla presentazione allo spazio ‘Tutto è uno’ di un suo libro scritto con Costantino Ragusa. Abbiamo interrotto la presentazione del libro dopo che ci è stata negata la possibilità di esporre domande e criticità riguardo le posizioni transfobiche e antiabortiste della Guerini. Abbiamo deciso di interrompere la presentazione del libro perché la critica della Guerini al transumanesimo e al controllo biopolico - opinabile in più punti - si trasforma in un’arma contro categorie oppresse, come la comunità trans, che esiste da ben prima del capitalismo o della società della tecnica e che il potere biopolitico stesso invisibilizza, opprime e cerca di invalidare. Inoltre abbiamo deciso di fare questa cosa anche perché nel clima attuale di crescente transfobia riteniamo che vada toltocon ogni mezzo necessario ogni spazio, visibilità e credibilità che persone come Guerini e Ragusa possano occupare con i loro discorsi d’odio.
Quando ci è stata negata la possibilità di esprimerci cisiamo alzatx distribuendo volantini mentre ci avvicinavamo al palco, per poi interrompere la discussione con i nostri corpi, interventi e fischietti. Lareazione del pubblico, una trentina di persone, è stata di forte indignazione.
Hanno risposto con insulti, commenti ageisti, misgendering, mansplaining, urla e in particolare da parte di Costantino Ragusa con minacce e un atteggiamento fisicamente violento. Siamo riuscitx a interrompere l’evento e a non far continuare la presentazione, quando abbiamo deciso di andarcene la grande maggioranza del pubblico era già andato via. Pensiamo che questo tipo di azione sia efficace e tutto sommato a basso rischio e incoraggiamo a riproporle per quanto possibile in altre città dove vengono ospitate figure simili.
Vale tutto contro le terf!
- favolosk3

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