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CIAO ARNALDO

Ci ha lasciato il compagno Arnaldo Cestaro, torturato alla scuola Diaz a Genova, fece condannare Italia presso la Corte Europea

Arnaldo Cestaro, militante di Rifondazione Comunista * partecipò alle giornate del luglio 2001 quando centinaia di migliaia contestavano il G8 e le politiche neoliberiste che producono la catastrofe climatica, la crescita delle disuguaglianze e la guerra globale.
Arnaldo fu una delle vittime della violenza scatenata su regia degli 8 potenti della terra e di Gianni De Gennaro
È grazie a lui che l'Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti Umani per i pestaggi della polizia alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001 con una sentenza storica.

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Bologna – Parco Don Bosco

La “democratica” Bologna….. manganelli e violenze di polizia su chi difende l’ambiente

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È mancato il militante cui si deve la prima condanna inflitta al nostro Paese per aver permesso e non punito in modo adeguato la pratica della tortura. È il caso della scuola Diaz di Genova, nel 2001, dove Arnaldo fu tra le vittime della “macelleria” commessa dalla polizia. Il ricordo di Lorenzo Guadagnucci, con lui quella notte di luglio e poi in tante altre battaglie

https://www.osservatoriorepressione.info/arnaldo-cestaro-storia-un-uomo-buono-un-rivoluzionario/

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Bologna: Parco Don Bosco

Decine e decine di feriti, 4 persone in stato di fermo, alberi tagliati in mezzo alla gente o con attiviste ancora sopra. Cariche e abusi di polizia dalle 6 del mattino. Ma per il questore, il sindaco Lepore e i media di regime “La polizia ha cercato il dialogo

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📍Parco Don Bosco

Decine e decine di feriti, 4 persone in stato di fermo, alberi tagliati in mezzo alla gente o con attiviste ancora sopra. Cariche no stop dalle 6 del mattino.
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ROMA – CPR PONTE GALERIA

Dopo i pestaggi delle forze dell'ordine contro le persone imprigionate, domenica 23 giugno presidio al CPR di Ponte Galeria.

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Venerdì 21 giugno 2024 - Concentramento ore 18.30 Piazza Castello, Stazione FS Monza

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Bologna – Parco Don Bosco

Il sindaco Lepore, sostenuto da Pd e Coalizione Civica, parla come la Meloni

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Ilaria Salis: rivendico di aver militato nel movimento per la casa

Sì, lo confesso!

Sono stata una militante del movimento di lotta per la casa che negli anni ha dato battaglia sul tema del diritto all'abitare, a Milano e in tutta Italia.

Se qualcuno pensava di fare chissà quale scoop scavando nel mio passato, è solo perché è sideralmente lontano dalla realtà sociale di tale movimento, che si compone di decine di migliaia di abitanti delle case popolari e attivisti, i quali, per aver affermato il semplice principio di avere un tetto sulla testa, sono incappati in qualche denuncia.

Sarebbe auspicabile che l'informazione, piuttosto che gettare fango sul mio conto, si dedicasse al contesto di grave povertà e precarietà abitativa nel quale si ritrovano ampie fasce di popolazione.

Le pratiche collettive dell'occupazione di case sfitte, il blocco degli sfratti, la resistenza agli sgomberi, gli sportelli di ascolto e la lotta per la sanatoria rappresentano un'alternativa reale e immediata all’isolamento sociale e alla guerra tra poveri, strumentalizzate tanto dalle forze politiche razziste quanto dal racket.

Dare una risposta concreta al bisogno dell'abitare significa non solo trovare qui e ora una soluzione, benché precaria e provvisoria, ad una questione lasciata irrisolta dalla politica istituzionale, ma anche indicare una prospettiva politica di trasformazione delle condizioni materiali di vita nel segno della giustizia sociale.

E' con grande orgoglio, dunque, che rivendico di aver fatto parte di questo movimento e di continuare a sostenerlo!

Voglio anche fare chiarezza sulla mia situazione.

Come è stato ampiamente sbandierato sui media di destra, Aler reclama un credito di 90.000 euro nei miei confronti come "indennità" per la presunta occupazione di una casa in via Giosuè Borsi a Milano, basandosi esclusivamente sul fatto che nel 2008 sono stata trovata al suo interno. Sebbene nei successivi sedici anni (!) non siano mai stati svolti ulteriori controlli per verificare la mia permanenza, né sia mai stato avviato alcun procedimento civile o penale a mio carico rispetto a quella casa, Aler contabilizza tale credito e non si fa scrupolo a renderlo pubblico tramite la stampa il giorno prima delle elezioni.

Un gran numero di individui e famiglie, spesso prive dei mezzi necessari per reagire adeguatamente, sono tormentate da richieste infondate di questo genere. Il totale dei crediti contabilizzati da Aler ammonta infatti ad oltre 176 milioni di euro! La pratica di richiedere esose "indennità di occupazione" agli inquilini, basata su presupposti a dir poco incerti, è una strategia utilizzata sistematicamente per spaventare gli occupanti e tentare di fare cassa.

Mentre molte, troppe persone non vedono garantito il proprio diritto all'abitare e non hanno alternative dignitose se non occupare - in una della città con gli affitti più cari, ricordiamolo sempre -, l'ente che dovrebbe tutelare questo diritto sembra essere più interessato a criminalizzare il movimento di lotta per la casa e gli inquilini piuttosto che a trovare soluzioni concrete.

Nei prossimi giorni condividerò alcuni dati e spunti di riflessione sulla questione abitativa a Milano e in Italia.

Ringrazio Libero & co. per avermi servito questo assist per riportare l'attenzione mediatica su un tema che mi sta molto a cuore, perché così cruciale per le classi popolari e i giovani.

MAI PIÙ GENTE SENZA CASA, MAI PIÙ CASE SENZA GENTE!



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Omicidio di Satnam Singh.
Martedi 25 giugno manifestazione a Latina.

“Come Comunità Indiana del Lazio, non possiamo accettare una morte come questa di Satnam. C’eravamo già trovati di fronte a veri e propri atti disumani nei confronti dei tanti fratelli indiani che abitano e lavorano nella Provincia di Latina, ma mai avremmo pensato di trovarci addirittura davanti una morte. Una morte che forse si sarebbe potuta e si sarebbe dovuta evitare. Invece no.

Satnam dopo due giorni di agonia non ce l’ha fatta. Già nel passato come Comunità Indiana ci siamo trovati a subire situazioni di particolare gravità, ma mai avremmo pensato di trovarci di fronte ad un atto di questa ferocia, a tal punto da piangere la morte di un fratello, che, era venuto in Italia con la sua famiglia, per lavorare e certamente non per morire.

Tutte le manifestazioni effettuate negli anni precedenti contro lo sfruttamento dei nostri fratelli che lavorano in agricoltura, insieme a quelle in cui abbiamo manifestato contro politiche immigratorie che non danno nessuna risposta alle nostre necessità insieme al ritardo e/o il mancato rilascio di un permesso di soggiorno, sono da sempre state considerate da parte nostra come il primo passo verso lo sfruttamento ma, nonostante questo, ancora una volta chi ci ha rimesso, e stavolta con la vita, è stato Satnam, uno dei tanti lavoratori indiani che vengono in Italia per lavorare e per essere pagati correttamente, ma certamente non per essere sfruttati o addirittura morire ammazzati.

È per tutto questo che, come Comunità Indiana del Lazio, abbiamo deciso di non rimanere a guardare mentre tutta la nostra comunità continua a piangere i suoi fratelli. Per questo motivo abbiamo deciso di tornare in piazza a manifestare la nostra rabbia verso chi commette questi sfruttamenti e queste barbarie. Per tutti questi motivi, ma soprattutto per Satnam, martedì

25 giugno 2024 effettueremo una grande manifestazione in cui, alla conclusione, chiederemo di essere accolti dal Prefetto di Latina a cui lasceremo una lettera aperta per denunciare tutto quello che succede ogni giorno per cercare di arrivare, una volta per tutte, al punto in cui queste cose non accadano più.

Invitiamo tutte le comunità indiane del Lazio a partecipare a questa manifestazione ed invitiamo anche tutti i sindacati e tutte le associazioni che si occupano dei diritti dei lavoratori a proclamare per quel giorno una giornata di sciopero generale per i lavoratori agricoli della Provincia di Latina così da far sentire forte la loro voce e per far sì che tragedie come quella di Satnam non accadano mai più”.


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