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Appello urgente!
Mobilitazione per Mansour Doghmosh

Nonostante la scarcerazione disposta dal Tribunale del Riesame dell'Aquila nell’udienza di ieri, lunedì 9 settembre, Mansour Doghmosh è stato trasferito in un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri). Oltre l’assurdità dell’accanimento, è necessario porsi una domanda: un rimpatrio dove? Mansour ha moglie e tre figli piccoli, e non può essere rimpatriato in Palestina, dove da 11 mesi si sta consumando un genocidio nel quale oltre 40mila palestinesi sono stati uccisi e dove rischierebbe la detenzione politica in un carcere israeliano dove – per la stessa Corte d’Appello dell’Aquila – torture e trattamenti inumani e degradanti sono la prassi.

Il trasferimento di Mansour nel CPR rappresenta una grave violazione dei diritti umani, una decisione che lo espone al rischio di subire ulteriori persecuzioni e violenze. Non possiamo rimanere in silenzio.

Chiediamo a tutte e tutti di unirsi nel chiedere l’immediata liberazione di Mansour e il riconoscimento della protezione umanitaria per lui e per la sua famiglia. Non possiamo permettere che un palestinese venga ulteriormente vessato da ulteriori ingiustizie, dopo la detenzione.

Chiediamo a tutte le organizzazioni politiche e sindacali, comitati e coordinamenti solidali con il popolo palestinese di mobilitarsi in presìdi davanti alle Prefetture delle diverse città italiane.

Libertà per Mansour Doghmosh!

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#accaddeoggi - Cile, 11 settembre 1973: il colpo di Stato di Pinochet e il laboratorio di sperimentazione neoliberista

https://www.osservatoriorepressione.info/cile-11-settembre-1973-colpo-pinochet-laboratorio-sperimentazione-neoliberista/

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La stretta sicuritaria imposta dal nuovo pacchetto sicurezza, la cui discussione in aula è iniziata ieri, è un ulteriore tassello nel mosaico repressivo del governo

Il commento a Radio Black Out dell’avvocato Gianluca Vitale del Legal Team Italia

https://radioblackout.org/2024/09/pacchetto-sicurezza-una-camicia-di-forza-per-i-movimenti/

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La Questura di Roma ha richiesto la sorveglianza speciale per un attivista di Ultima Generazione. Un altro tentativo di intimidazione nei confronti delle pratiche di azioni non violente e di disobbedienza civile

https://www.osservatoriorepressione.info/sorveglianza-speciale-intimidire-gli-ambientalisti/

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Ancora persecuzione contro Mansour Doghmosh. Le autorità italiane si accaniscono ancora contro un palestinese in Italia, padre di tre figli, appena scarcerato perché il tribunale non ha ritenuto valide le accuse contro di lui.

https://www.osservatoriorepressione.info/esce-dal-carcere-lo-sbattono-un-cpr/

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Ddl 1660 una legge liberticida da fermare”. Audio del seminario che si è tenuto a Roma domenica 8 settembre

https://www.radiondadurto.org/2024/09/11/ddl-1660-una-legge-liberticida/

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Via libera dell'Aula della Camera senza modifiche all'articolo 10 del ddl 1660 sulla sicurezza che introduce nell'ordinamento un nuovo reato, il 634-bis, 'l'occupazione arbitraria di un immobile destinato a domicilio altri'.
La pena prevista è il carcere da due a sette anni.
L'articolo prevede che "chiunque, mediante violenza o minaccia, occupa o detiene senza titolo un immobile destinato a domicilio altrui o sue pertinenze, ovvero impedisce il rientro nel medesimo immobile del proprietario o di colui che lo detiene legittimamente, è punito con la reclusione da due a sette anni. Alla stessa pena soggiace chiunque si appropria di un immobile altrui o di sue pertinenze con artifizi o raggiri ovvero cede ad altri l'immobile occupato". L'emendamento prevede anche l'articolo 321-bis che consente, su indicazione del giudice, alle forze dell'ordine di intervenire in tempi rapidi per lo sgombero.

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In Ungheria evidentemente c’è un problema e non riguarda solo la vicenda di Ilaria Salis.
Sotto il regime di Orban nessun antifascista, nessun oppositore politico è al sicuro.
Speriamo che questo bel servizio di VD News possa aiutare a comprendere meglio la gravità della situazione. Buona visione.

https://www.youtube.com/watch?v=H8G0_LWHAzY

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Australia, proteste contro la guerra a Gaza: cariche di polizia e arresti

Oggi a Melbourne, in Australia, sono scoppiate delle proteste contro la guerra davanti alla sede che ospita l’esposizione biennale internazionale sulle forze di difesa terrestri, e si sono verificati scontri tra polizia e manifestanti. Secondo i media australiani, si tratterebbe della più grande operazione della polizia nella città dal 2000, anno in cui Melbourne ospitò il World Economic Forum. La polizia ha usato granate non letali e spray irritanti e 39 persone sono state arrestate. (fonte l’Indipendente)

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DDL 1660: Carcere per chi blocca strade e ferrovie, ok della Camera

Chi blocca una strada o una ferrovia rischia il carcere fino a un mese, se nel farlo si è in più persone riunite si rischia la reclusione da sei mesi a due anni.

Lo prevede l'articolo 14 del ddl Sicurezza approvato nella tarda serata di ieri 11 settembre dalla Camera senza modifiche, una norma ribattezzata "anti-Gandhi".

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Presidio per Mansour Doghmosh

Domattina si terrà l'udienza di Mansour Doghmosh il quale, dopo essere stato scarcerato dal carcere di Rossano Calabro da parte del Tribunale del Riesame dell'Aquila, è stato rinchiuso dentro un CPR. l'Italia dimostra nuovamente di prendere gli strumenti repressivi israeliani come modello - laddove non si riesce a utilizzare il diritto penale per reprimere si ricorre a quello amministrativo, in maniera simile al regime di detenzione amministrativa israeliano.

È convocato un presidio per domattina davanti al Tribunale Civile di Roma in concomitanza con l'udienza di Mansour.

L'appuntamento è per domani:
Venerdì 13 settembre - Ore 09:00
Viale Giulio Cesare 54 ROMA


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Mentre decine di organizzazioni di difesa dei diritti umani chiedono l'annullamento della condanna a morte per Pexşan Ezîzî, la prigioniera curda - insieme ad altre quattro compagne detenute a Evin - rifiuta di testimoniare davanti al procuratore. Come protesta per le condanne a morte inflitte ai prigionieri politici.

https://www.osservatoriorepressione.info/iran-cinque-prigioniere-politiche-rifiutano-confronto-procuratore-protestare-le-condanne-morte/

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Dietro l’arresto dell’ex brigatista, oggi settantaduenne, Leonardo Bertulazzi ci sarebbe un patto tra Meloni e MIlei per salvare dalla giustizia argentina un prete italo-argentino coinvolto nei crimini della dittatura sudamericana degli anni 70. Il suo nome è Franco Reverberi, ultraottantenne emigrato giovanissimo in Argentina dove la sua famiglia si trasferì nel secondo dopoguerra in cerca di fortuna

https://www.osservatoriorepressione.info/linconfessabile-scambio-favori-meloni-milei-dietro-larresto-dellex-brigatista-leonardo-bertulazzi/

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Forwarded from Radio Onda D'Urto
CARCERE: ANDREA IN UN PENTENZIARIO IN BELGIO. “LIBERATELO HA BISOGNO DI CURE”

Era prevista per l’11 settembre, ma è stata rinviata al 16, la sentenza al processo che vede imputato Andrea, giovane genovese arrestato il 16 maggio, e un carcere a Hasselt in Belgio con l’accusa di aver sottratto alcune catenine nel corso di un festival. Andrea soffre di gravi problemi psichiatrici e tossicodipendenza e le…
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Il prigioniero politico curdo Naif Işçi, in carcere dal 2010 e ora in sciopero della fame, dovrebbe – ai termini di legge – essere già tornato in libertà. Ma la sua pena viene prolungata di tre mesi in tre mesi in quanto non si sarebbe “pentito”.

https://www.osservatoriorepressione.info/prigioniero-politico-curdo-sciopero-della-fame-la-sua-pena-stata-nuovamente-prolungata/

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Forwarded from Radio Blackout 105.250FM
Resistere alla macchina delle espulsioni. Misure cautelari per i fatti del 28 febbraio

All’alba del 10 settembre 2024 la Digos di Torino ha notificato misure cautelari (firme quotidiane e per alcunx due volte al giorno) emesse ai danni di 12 compagnx. Tuttx accusatx di resistenza a pubblico ufficiale con le aggravanti di violenza e minaccia, tutto in concorso in più di dieci. Alcunx a vario titolo anche di violenza privata, lesioni e danneggiamento. I fatti si riferiscono al 28 febbraio 2024 quando un nutrito gruppo di compagnx, amicx e solidali si é messo in mezzo durante il trasferimento del nostro compagno Jamal dalla Questura di Torino (lì trattenuto in seguito a un fermo in strada) al CPR di Milano via Corelli, tentando quello che riteniamo ancora il possibile: inceppare la macchine delle espulsioni. A chi di noi qualche settimana dopo ha corso all’areoporto di Malpensa, nel tentativo di fermare la deportazione di Jamal, bloccandone poi di fatto, quella di un’altra persona, l’aggravante relativa a quei fatti ha portato il GIP a stabilire la peculiare misura delle due firme quotidiane. Ancora una volta il PM Scafi non ha mancato di chiedere carcere e domiciliari per i fatti in questione portandone a casa un magro bottino. Mettersi in mezzo al trasferimento in veri e propri lager – quello di via Corelli e di Gradisca d’Isonzo – e alla deportazione di Jamal era il minimo che si potesse fare – e purtroppo troppo poco – al fianco di un compagno e un amico. Il minimo contro il sistema razzista e torturatore, che detiene e deporta. Provare ad inceppare la macchina delle espulsioni è possibile. Fuoco ai CPR. Al fianco di chi lotta, si ribella e resiste nelle galere.

La voce di una compagna ai mic di Blackout:
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Maysoon Majidi, 28enne curdo-iraniana prigioniera da 9 mesi in Calabria: «È estremamente depressa». Dubbi sui testimoni e sui traduttori. All’udienza di mercoledì saranno ascoltati i poliziotti, la sentenza è attesa per il 5 novembre. La madre "Imprigionata con accuse assurde". Zerocalcare: " «È una delle poche volte che conosciamo la biografia di una persona accusata di essere scafista. Sappiamo tutto di lei, il suo lavoro artistico è pubblico così come il suo attivismo nelle rivolte delle donne iraniane, e sappiamo che il suo profilo non è certo compatibile con l'attività di scafista. Eppure appena arrivata in Italia scatta l'accusa e viene messa in galera»

https://www.osservatoriorepressione.info/maysoon-majidi-imprigionata-accuse-assurde/

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