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Osservatorio Repressione
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Il Parlamento israeliano (Knesset) ha approvato una legge che mette al bando l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) dal condurre “qualsiasi attività” o fornire qualsiasi servizio all’interno di Israele nonostante le pressioni internazionali.

https://www.osservatoriorepressione.info/il-parlamento-israeliano-mette-fuorilegge-lunrwa/

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DDL SICUREZZA. Elogio del conflitto contro il diritto del nemico

Interventi di :

Alessandra Algostino (Docente diritto Costituzionale UniTo)
Gianluca Vitale (avvocato – copresidente Legal Team Italia)
Italo Di Sabato (Coordinatore Osservatorio Repressione)
Francesca Frediani (Movimento NoTav Valsusa)

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Dall'università del Molise parte un appello, già firmato da oltre 200 intellettuali, che invita tutti a disertare l’inaugurazione dell’anno accademico inaugurato il 30 ottobre dal ministro Piantedosi

https://www.osservatoriorepressione.info/la-liberta-accademica-di-dire-no-alle-controriforme-del-governo-meloni/

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Nuova aggressione a un operaio pakistano che aveva denunciato al Sudd Cobas turni di 12-14, lavoro nero e abusi di ogni genere da parte di un'azienda di confezionamento di divani a Quarrata, gestita da imprenditori cinesi. Scioperi e manifestazioni anche in altre due ditte riconducibili alla stessa proprietà

https://www.osservatoriorepressione.info/operaio-preso-a-bastonate-nella-piana-toscana/

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Marwan Barghouti è stato aggredito dalle guardie israeliane nella cella di isolamento dove è recluso e il pestaggio avrebbe provocato “ferite multiple al corpo, alle costole e agli arti, oltre a una emorragia nell’orecchio destro, una ferita al braccio destro e forti dolori alla schiena”.

https://www.osservatoriorepressione.info/marwan-barghouti-picchiato-dalle-guardie-carcerarie-israeliane/

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L’assemblea nazionale di domenica 27 Ottobre ha visto partecipare circa 200 persone provenienti da varie città. Un’assemblea promossa dalla Rete “Libere/i di Lottare – Fermiamo il DDL 1660” e che ha rilanciato le ragioni della mobilitazione contro il nuovo pacchetto sicurezza e lo stato di polizia anticipato dai precedenti governi e che ora il governo Meloni tenta di suggellare allo scopo di sostenere lo sforzo bellico e l’economia di guerra.

L’assemblea ha rilanciato una lotta generale per contrastare l’accelerazione repressiva messa in campo dagli organismi dello stato.
Gli attacchi repressivi sono portati nei confronti di chi si è battuto contro la guerra e contro le fabbriche di morte in questi anni, la criminalizzazione degli scioperi e dei picchetti operai, la misure preventive sempre più frequenti che bollano come “socialmente pericoloso” chi si mobilita contro le grandi opere, la crisi climatica, la devastazione ambientale, il diritto alla casa e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, al fine di annullare ogni mobilitazione contro la guerra e il genocidio a Gaza e ogni possibilità di migliorare le condizioni di vita e di lavoro con pratiche conflittuali.

L’apparato messo in campo per giornate come quella del 5 Ottobre è al contempo una riprova materiale e un’anticipazione della volontà di questo governo; di converso, proprio la piazza del 5 ottobre a Roma ha rappresentato un crocevia fondamentale dell’opposizione non solo al DDL, ma anche ai dispositivi repressivi già in vigore che ne rappresentano la base e il presupposto, non limitandosi a denunciare la chiusura degli spazi di agibilità, ma praticando la rottura e l’insubordinazione ai divieti e alla criminalizzazione delle opinioni incompatibili, su tutte il sostegno alla resistenza del popolo palestinese.

Dopo il 5 ottobre non si sono fermate le lotte e le mobilitazioni: lo sciopero del 18 Ottobre, che ha visto in campo migliaia di lavoratori della logistica che fuori ai magazzini hanno risposto coi fatti alla criminalizzazione dei picchetti, la successiva giornata di mobilitazione nazionale a Roma e in altre piazze locali, i segnali di ripresa dell’opposizione sociale evidenziate anche dallo sciopero in Stellantis e dalle piazze pacifiste, hanno dimostrato che c’è ancora, in questo paese, un’ampia fetta di lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, disoccupati/e, attivisti/e che non abbassa la testa di fronte a questo salto di qualità della repressione statale.

La guerra, il carovita, le condizioni di vita, le conseguenze del collasso climatico, impongono l’impossibilità di mettere da parte iniziative e pratiche di lotta radicali che anzi andranno moltiplicate già a partire dai prossimi mesi.

L’attacco portato da questure e procure lo rende sempre più chiaro: le lotte messe in campo in questi mesi sono indissolubilmente intrecciate, e in tal senso l’assemblea considera rilanciare una mobilitazione unitaria, a carattere nazionale.
Questa necessità si lega alla disponibilità, riscontrata negli interventi e dal lavoro quotidiano dei nodi della Rete e delle organizzazioni presenti, di un’ampia fetta della popolazione che è contro questo decreto e che specialmente si oppone ai piani bellici dei governi imperialisti e del governo Meloni.

Per far fronte a questa prospettiva, condivisa e determinata, l’assemblea ha sottolineato la necessità di un allargamento della mobilitazione mantenendo centrali le colonne che hanno fatto partire la battaglia contro questo disegno legge: la sua irriformabilità e l’opposizione alla guerra.

Per questo l’assemblea propone di lanciare un appello a tutte le organizzazioni sindacali e politiche, le associazioni e gli organismi studenteschi e giovanili, le RSU e le lavoratrici e i lavoratori combattivi per la convocazione di una mobilitazione unitaria contro il DDL e contro le politiche guerrafondaie del governo Meloni.

Abbiamo bisogno, tutte e tutti, di una grande giornata di mobilitazione che possa riunire le decine di migliaia di persone che si sono attivate in questi mesi contro questo disegno di
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legge.
Per far questo, l’Assemblea rilancia un calendario di mobilitazioni in vista di questa mobilitazione:
- Settimana di azioni ed iniziative contro la guerra e contro la NATO dal 2 al 9 novembre;
- Sciopero studentesco del 15 novembre contro la scuola del merito, la repressione e per far vivere la mobilitazione contro il DDL 1660;
- Azioni locali di solidarietà internazionale alla resistenza palestinese il 21/22 novembre;
Inoltre, esprimeremo la nostra vicinanza e solidarietà per le giornate di udienza per Luigi, il 6 novembre, e per Tiziano, il 14 novembre.
Lanciamo questo invito a tutti gli organismi con la proposta di verificare la possibilità di convergere sulla manifestazione nazionale unitaria convocata dalle realtà ed organizzazioni palestinesi per il 30 novembre a Roma in occasione della giornata internazionale di solidarietà al popolo palestinese. Quella giornata potrà già stesso essere un appuntamento a cui chiamare ad una convergenza unitaria per una grande manifestazione nazionale contro il genocidio, contro la guerra e contro il DDL 1660.

Fermiamo il DDL 1660 e il governo della guerra!

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I bombardamenti israeliani fanno una nuova strage. L’episodio più grave nel nord, dove è stato raso al suolo un palazzo di cinque piani: oltre cento morti

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Nelle carceri italiane ci sono 14mila persone in più rispetto ai posti regolamentari. Le condizioni di vita sono inumane. Da gennaio, oltre 70 detenuti e 7 agenti di polizia penitenziaria si sono tolti la vita. Una legge di amnistia e di indulto per i reati e i residui pena fino a due anni è, oggi, una necessità assoluta per ripristinare condizioni di umanità. Non solo ma è anche uno strumento che aiuta a contenere la recidiva

https://www.osservatoriorepressione.info/lamnistia-e-oggi-una-necessita/

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La procura di Torino non è solita indagare sulle violenze della polizia nelle piazze e contro i dissenzienti, ma quando è costretta a farlo in seguito a denunce personali archivia. Ha sempre archiviato. E’ vero mancano i codici identificativi degli agenti. Ma evidentemente manca anche la volontà, visto il numero di archiviazioni che da sempre caratterizzano queste inchieste. Le mamme in piazza per il diritto al dissenso si chiede da quale parte sta la procura torinese, perché una parte l’ha scelta

https://www.osservatoriorepressione.info/torino-la-polizia-e-violenta-la-procura-archivia/

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Il quartiere sicuro lo fanno le persone, non la repressione!
Domenica 3 novembre ci ritroviamo a Bologna in piazza XX Settembre alle ore 16 per un presidio contro le recenti ordinanze che prevedono l'allontanamento immediato di persone con precedenti penali dal centro, dalla stazione e dalla Bolognina e contro il ddl 1660.

Davanti alla guerra a chi è più povero, ritorniamo nelle strade e riappropriamoci di una città sempre più respingente!

I fascisti e gli sbirri sono il vero degrado

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Campobasso: Contestato Piantedosi, cantano 'Bella ciao' e citano Gaber. All'università di Campobasso poi dibattito su ddl sicurezza

Almeno un centinaio di persone hanno partecipato questa mattina a Campobasso alla manifestazione di protesta contro il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, presente all'università del Molise per la cerimonia di apertura dell'anno accademico.
Rappresentanti del collettivo universitario, di associazioni e movimenti, ma anche alcuni amministratori locali, hanno partecipato all'iniziativa, che si è tenuta nel parcheggio dell'ateneo, cantando "Bella ciao" all'arrivo del ministro ed esponendo uno striscione che rimanda al testo de 'La libertà' di Giorgio Gaber.
E' seguito poi un dibattito sul ddl sicurezza e sulle politiche del Governo Meloni. "Siamo convinti - hanno spiegato i promotori - del bisogno di costruire momenti di confronto, per sapere cosa comportano le norme del nuovo Ddl sicurezza e tutte le politiche repressive messe in atto in questi due anni di legislatura del governo Meloni, che portano di fatto alla trasformazione del nostro ordinamento in uno stato penale di polizia".
"Di questo passo - hanno concluso - lo Stato sociale è sostituito dallo Stato penale. Di nemico in nemico, l'espulsione e la stigmatizzazione sociale e politica chiudono all'alternativa, alla lotta nel presente, al cambiamento del futuro". Nei giorni scorsi oltre 200 persone avevano sottoscritto una petizione che contestava la presenza di Piantedosi all'ateneo molisano. (fonte ANSA).

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Un aspetto rilevante di come la guerra si sia propagata in questi anni non è solo dato dal numero dei conflitti bellici e dall'aumento dei morti civili con l'uso di nuove tecnologie e della intelligenza artificiale, a partire dagli anni novanta è avvenuta una sorta di privatizzazione della guerra con ampio utilizzo di militari di professione al soldo di multinazionali e singoli stati

https://www.osservatoriorepressione.info/la-privatizzazione-della-guerra/

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TAGLI ALLA SPESA SOCIALE, MILIARDI DI EURO PER LE SPESE MILITARI

Nel 2025, per la prima volta nella storia, l’Italia supererà la soglia dei 30 miliardi di spesa per il settore della Difesa.
Lo rileva l’Osservatorio Milex, che ha esaminato il disegno di legge di bilancio, stimando un aumento della spesa per la Difesa di oltre 2 miliardi e arrivando così al nuovo record di 32,023 miliardi, segnando un incremento del 12% in dieci anni.
Di questi, 13 miliardi andranno all’industria militare per nuove armi.

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La rete liberi/e di lottare, No al ddl sicurezza è anche su instagram

NASCE LA PAGINA INSTAGRAM DELLA RETE Fermiamo, tutti e tutte assieme, il DDL 1660 https://www.instagram.com/noddl1660

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La finanziaria varata dal governo Meloni non destina fondi dove serve (ricerca, lavoro, welfare e sanità) ma si mostra fin troppo attenta alla spesa militare

https://www.osservatoriorepressione.info/una-finanziaria-di-guerra/

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