Marwan Barghouti è stato aggredito dalle guardie israeliane nella cella di isolamento dove è recluso e il pestaggio avrebbe provocato “ferite multiple al corpo, alle costole e agli arti, oltre a una emorragia nell’orecchio destro, una ferita al braccio destro e forti dolori alla schiena”.
https://www.osservatoriorepressione.info/marwan-barghouti-picchiato-dalle-guardie-carcerarie-israeliane/
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Marwan Barghouti picchiato dalle guardie carcerarie israeliane «
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L’assemblea nazionale di domenica 27 Ottobre ha visto partecipare circa 200 persone provenienti da varie città. Un’assemblea promossa dalla Rete “Libere/i di Lottare – Fermiamo il DDL 1660” e che ha rilanciato le ragioni della mobilitazione contro il nuovo pacchetto sicurezza e lo stato di polizia anticipato dai precedenti governi e che ora il governo Meloni tenta di suggellare allo scopo di sostenere lo sforzo bellico e l’economia di guerra.
L’assemblea ha rilanciato una lotta generale per contrastare l’accelerazione repressiva messa in campo dagli organismi dello stato.
Gli attacchi repressivi sono portati nei confronti di chi si è battuto contro la guerra e contro le fabbriche di morte in questi anni, la criminalizzazione degli scioperi e dei picchetti operai, la misure preventive sempre più frequenti che bollano come “socialmente pericoloso” chi si mobilita contro le grandi opere, la crisi climatica, la devastazione ambientale, il diritto alla casa e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, al fine di annullare ogni mobilitazione contro la guerra e il genocidio a Gaza e ogni possibilità di migliorare le condizioni di vita e di lavoro con pratiche conflittuali.
L’apparato messo in campo per giornate come quella del 5 Ottobre è al contempo una riprova materiale e un’anticipazione della volontà di questo governo; di converso, proprio la piazza del 5 ottobre a Roma ha rappresentato un crocevia fondamentale dell’opposizione non solo al DDL, ma anche ai dispositivi repressivi già in vigore che ne rappresentano la base e il presupposto, non limitandosi a denunciare la chiusura degli spazi di agibilità, ma praticando la rottura e l’insubordinazione ai divieti e alla criminalizzazione delle opinioni incompatibili, su tutte il sostegno alla resistenza del popolo palestinese.
Dopo il 5 ottobre non si sono fermate le lotte e le mobilitazioni: lo sciopero del 18 Ottobre, che ha visto in campo migliaia di lavoratori della logistica che fuori ai magazzini hanno risposto coi fatti alla criminalizzazione dei picchetti, la successiva giornata di mobilitazione nazionale a Roma e in altre piazze locali, i segnali di ripresa dell’opposizione sociale evidenziate anche dallo sciopero in Stellantis e dalle piazze pacifiste, hanno dimostrato che c’è ancora, in questo paese, un’ampia fetta di lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, disoccupati/e, attivisti/e che non abbassa la testa di fronte a questo salto di qualità della repressione statale.
La guerra, il carovita, le condizioni di vita, le conseguenze del collasso climatico, impongono l’impossibilità di mettere da parte iniziative e pratiche di lotta radicali che anzi andranno moltiplicate già a partire dai prossimi mesi.
L’attacco portato da questure e procure lo rende sempre più chiaro: le lotte messe in campo in questi mesi sono indissolubilmente intrecciate, e in tal senso l’assemblea considera rilanciare una mobilitazione unitaria, a carattere nazionale.
Questa necessità si lega alla disponibilità, riscontrata negli interventi e dal lavoro quotidiano dei nodi della Rete e delle organizzazioni presenti, di un’ampia fetta della popolazione che è contro questo decreto e che specialmente si oppone ai piani bellici dei governi imperialisti e del governo Meloni.
Per far fronte a questa prospettiva, condivisa e determinata, l’assemblea ha sottolineato la necessità di un allargamento della mobilitazione mantenendo centrali le colonne che hanno fatto partire la battaglia contro questo disegno legge: la sua irriformabilità e l’opposizione alla guerra.
Per questo l’assemblea propone di lanciare un appello a tutte le organizzazioni sindacali e politiche, le associazioni e gli organismi studenteschi e giovanili, le RSU e le lavoratrici e i lavoratori combattivi per la convocazione di una mobilitazione unitaria contro il DDL e contro le politiche guerrafondaie del governo Meloni.
Abbiamo bisogno, tutte e tutti, di una grande giornata di mobilitazione che possa riunire le decine di migliaia di persone che si sono attivate in questi mesi contro questo disegno di
L’assemblea ha rilanciato una lotta generale per contrastare l’accelerazione repressiva messa in campo dagli organismi dello stato.
Gli attacchi repressivi sono portati nei confronti di chi si è battuto contro la guerra e contro le fabbriche di morte in questi anni, la criminalizzazione degli scioperi e dei picchetti operai, la misure preventive sempre più frequenti che bollano come “socialmente pericoloso” chi si mobilita contro le grandi opere, la crisi climatica, la devastazione ambientale, il diritto alla casa e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, al fine di annullare ogni mobilitazione contro la guerra e il genocidio a Gaza e ogni possibilità di migliorare le condizioni di vita e di lavoro con pratiche conflittuali.
L’apparato messo in campo per giornate come quella del 5 Ottobre è al contempo una riprova materiale e un’anticipazione della volontà di questo governo; di converso, proprio la piazza del 5 ottobre a Roma ha rappresentato un crocevia fondamentale dell’opposizione non solo al DDL, ma anche ai dispositivi repressivi già in vigore che ne rappresentano la base e il presupposto, non limitandosi a denunciare la chiusura degli spazi di agibilità, ma praticando la rottura e l’insubordinazione ai divieti e alla criminalizzazione delle opinioni incompatibili, su tutte il sostegno alla resistenza del popolo palestinese.
Dopo il 5 ottobre non si sono fermate le lotte e le mobilitazioni: lo sciopero del 18 Ottobre, che ha visto in campo migliaia di lavoratori della logistica che fuori ai magazzini hanno risposto coi fatti alla criminalizzazione dei picchetti, la successiva giornata di mobilitazione nazionale a Roma e in altre piazze locali, i segnali di ripresa dell’opposizione sociale evidenziate anche dallo sciopero in Stellantis e dalle piazze pacifiste, hanno dimostrato che c’è ancora, in questo paese, un’ampia fetta di lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, disoccupati/e, attivisti/e che non abbassa la testa di fronte a questo salto di qualità della repressione statale.
La guerra, il carovita, le condizioni di vita, le conseguenze del collasso climatico, impongono l’impossibilità di mettere da parte iniziative e pratiche di lotta radicali che anzi andranno moltiplicate già a partire dai prossimi mesi.
L’attacco portato da questure e procure lo rende sempre più chiaro: le lotte messe in campo in questi mesi sono indissolubilmente intrecciate, e in tal senso l’assemblea considera rilanciare una mobilitazione unitaria, a carattere nazionale.
Questa necessità si lega alla disponibilità, riscontrata negli interventi e dal lavoro quotidiano dei nodi della Rete e delle organizzazioni presenti, di un’ampia fetta della popolazione che è contro questo decreto e che specialmente si oppone ai piani bellici dei governi imperialisti e del governo Meloni.
Per far fronte a questa prospettiva, condivisa e determinata, l’assemblea ha sottolineato la necessità di un allargamento della mobilitazione mantenendo centrali le colonne che hanno fatto partire la battaglia contro questo disegno legge: la sua irriformabilità e l’opposizione alla guerra.
Per questo l’assemblea propone di lanciare un appello a tutte le organizzazioni sindacali e politiche, le associazioni e gli organismi studenteschi e giovanili, le RSU e le lavoratrici e i lavoratori combattivi per la convocazione di una mobilitazione unitaria contro il DDL e contro le politiche guerrafondaie del governo Meloni.
Abbiamo bisogno, tutte e tutti, di una grande giornata di mobilitazione che possa riunire le decine di migliaia di persone che si sono attivate in questi mesi contro questo disegno di
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legge.
Per far questo, l’Assemblea rilancia un calendario di mobilitazioni in vista di questa mobilitazione:
- Settimana di azioni ed iniziative contro la guerra e contro la NATO dal 2 al 9 novembre;
- Sciopero studentesco del 15 novembre contro la scuola del merito, la repressione e per far vivere la mobilitazione contro il DDL 1660;
- Azioni locali di solidarietà internazionale alla resistenza palestinese il 21/22 novembre;
Inoltre, esprimeremo la nostra vicinanza e solidarietà per le giornate di udienza per Luigi, il 6 novembre, e per Tiziano, il 14 novembre.
Lanciamo questo invito a tutti gli organismi con la proposta di verificare la possibilità di convergere sulla manifestazione nazionale unitaria convocata dalle realtà ed organizzazioni palestinesi per il 30 novembre a Roma in occasione della giornata internazionale di solidarietà al popolo palestinese. Quella giornata potrà già stesso essere un appuntamento a cui chiamare ad una convergenza unitaria per una grande manifestazione nazionale contro il genocidio, contro la guerra e contro il DDL 1660.
Fermiamo il DDL 1660 e il governo della guerra!
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Per far questo, l’Assemblea rilancia un calendario di mobilitazioni in vista di questa mobilitazione:
- Settimana di azioni ed iniziative contro la guerra e contro la NATO dal 2 al 9 novembre;
- Sciopero studentesco del 15 novembre contro la scuola del merito, la repressione e per far vivere la mobilitazione contro il DDL 1660;
- Azioni locali di solidarietà internazionale alla resistenza palestinese il 21/22 novembre;
Inoltre, esprimeremo la nostra vicinanza e solidarietà per le giornate di udienza per Luigi, il 6 novembre, e per Tiziano, il 14 novembre.
Lanciamo questo invito a tutti gli organismi con la proposta di verificare la possibilità di convergere sulla manifestazione nazionale unitaria convocata dalle realtà ed organizzazioni palestinesi per il 30 novembre a Roma in occasione della giornata internazionale di solidarietà al popolo palestinese. Quella giornata potrà già stesso essere un appuntamento a cui chiamare ad una convergenza unitaria per una grande manifestazione nazionale contro il genocidio, contro la guerra e contro il DDL 1660.
Fermiamo il DDL 1660 e il governo della guerra!
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#accaddeoggi - 30 ottobre 1949 – Isola Capo Rizzuto (Crotone): La polizia spara sui braccianti
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30 ottobre 1949 – Isola Capo Rizzuto (Crotone): La polizia spara sui braccianti
La polizia apre il fuoco sui partecipanti ad una manifestazione di braccianti, uccidendo Matteo Aceto, organizzatore di occupazioni di terre. Un altro bracciante viene assassinato a Bondeno. Nel solo crotonese, …
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I bombardamenti israeliani fanno una nuova strage. L’episodio più grave nel nord, dove è stato raso al suolo un palazzo di cinque piani: oltre cento morti
https://www.osservatoriorepressione.info/gaza-ancora-strage-di-sfollati/
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Gaza: ancora strage di sfollati «
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Nelle carceri italiane ci sono 14mila persone in più rispetto ai posti regolamentari. Le condizioni di vita sono inumane. Da gennaio, oltre 70 detenuti e 7 agenti di polizia penitenziaria si sono tolti la vita. Una legge di amnistia e di indulto per i reati e i residui pena fino a due anni è, oggi, una necessità assoluta per ripristinare condizioni di umanità. Non solo ma è anche uno strumento che aiuta a contenere la recidiva
https://www.osservatoriorepressione.info/lamnistia-e-oggi-una-necessita/
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L’amnistia è, oggi, una necessità «
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La procura di Torino non è solita indagare sulle violenze della polizia nelle piazze e contro i dissenzienti, ma quando è costretta a farlo in seguito a denunce personali archivia. Ha sempre archiviato. E’ vero mancano i codici identificativi degli agenti. Ma evidentemente manca anche la volontà, visto il numero di archiviazioni che da sempre caratterizzano queste inchieste. Le mamme in piazza per il diritto al dissenso si chiede da quale parte sta la procura torinese, perché una parte l’ha scelta
https://www.osservatoriorepressione.info/torino-la-polizia-e-violenta-la-procura-archivia/
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Torino: La polizia è violenta, la procura archivia «
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Il quartiere sicuro lo fanno le persone, non la repressione!
Domenica 3 novembre ci ritroviamo a Bologna in piazza XX Settembre alle ore 16 per un presidio contro le recenti ordinanze che prevedono l'allontanamento immediato di persone con precedenti penali dal centro, dalla stazione e dalla Bolognina e contro il ddl 1660.
Davanti alla guerra a chi è più povero, ritorniamo nelle strade e riappropriamoci di una città sempre più respingente!
I fascisti e gli sbirri sono il vero degrado
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Domenica 3 novembre ci ritroviamo a Bologna in piazza XX Settembre alle ore 16 per un presidio contro le recenti ordinanze che prevedono l'allontanamento immediato di persone con precedenti penali dal centro, dalla stazione e dalla Bolognina e contro il ddl 1660.
Davanti alla guerra a chi è più povero, ritorniamo nelle strade e riappropriamoci di una città sempre più respingente!
I fascisti e gli sbirri sono il vero degrado
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Campobasso: Contestato Piantedosi, cantano 'Bella ciao' e citano Gaber. All'università di Campobasso poi dibattito su ddl sicurezza
Almeno un centinaio di persone hanno partecipato questa mattina a Campobasso alla manifestazione di protesta contro il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, presente all'università del Molise per la cerimonia di apertura dell'anno accademico.
Rappresentanti del collettivo universitario, di associazioni e movimenti, ma anche alcuni amministratori locali, hanno partecipato all'iniziativa, che si è tenuta nel parcheggio dell'ateneo, cantando "Bella ciao" all'arrivo del ministro ed esponendo uno striscione che rimanda al testo de 'La libertà' di Giorgio Gaber.
E' seguito poi un dibattito sul ddl sicurezza e sulle politiche del Governo Meloni. "Siamo convinti - hanno spiegato i promotori - del bisogno di costruire momenti di confronto, per sapere cosa comportano le norme del nuovo Ddl sicurezza e tutte le politiche repressive messe in atto in questi due anni di legislatura del governo Meloni, che portano di fatto alla trasformazione del nostro ordinamento in uno stato penale di polizia".
"Di questo passo - hanno concluso - lo Stato sociale è sostituito dallo Stato penale. Di nemico in nemico, l'espulsione e la stigmatizzazione sociale e politica chiudono all'alternativa, alla lotta nel presente, al cambiamento del futuro". Nei giorni scorsi oltre 200 persone avevano sottoscritto una petizione che contestava la presenza di Piantedosi all'ateneo molisano. (fonte ANSA).
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Almeno un centinaio di persone hanno partecipato questa mattina a Campobasso alla manifestazione di protesta contro il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, presente all'università del Molise per la cerimonia di apertura dell'anno accademico.
Rappresentanti del collettivo universitario, di associazioni e movimenti, ma anche alcuni amministratori locali, hanno partecipato all'iniziativa, che si è tenuta nel parcheggio dell'ateneo, cantando "Bella ciao" all'arrivo del ministro ed esponendo uno striscione che rimanda al testo de 'La libertà' di Giorgio Gaber.
E' seguito poi un dibattito sul ddl sicurezza e sulle politiche del Governo Meloni. "Siamo convinti - hanno spiegato i promotori - del bisogno di costruire momenti di confronto, per sapere cosa comportano le norme del nuovo Ddl sicurezza e tutte le politiche repressive messe in atto in questi due anni di legislatura del governo Meloni, che portano di fatto alla trasformazione del nostro ordinamento in uno stato penale di polizia".
"Di questo passo - hanno concluso - lo Stato sociale è sostituito dallo Stato penale. Di nemico in nemico, l'espulsione e la stigmatizzazione sociale e politica chiudono all'alternativa, alla lotta nel presente, al cambiamento del futuro". Nei giorni scorsi oltre 200 persone avevano sottoscritto una petizione che contestava la presenza di Piantedosi all'ateneo molisano. (fonte ANSA).
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Un aspetto rilevante di come la guerra si sia propagata in questi anni non è solo dato dal numero dei conflitti bellici e dall'aumento dei morti civili con l'uso di nuove tecnologie e della intelligenza artificiale, a partire dagli anni novanta è avvenuta una sorta di privatizzazione della guerra con ampio utilizzo di militari di professione al soldo di multinazionali e singoli stati
https://www.osservatoriorepressione.info/la-privatizzazione-della-guerra/
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La privatizzazione della guerra «
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#accaddeoggi - 31 ottobre 2005: Val di Susa “Non passa il celerino”
https://www.osservatoriorepressione.info/31-ottobre-2005-val-susa/
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Osservatorio Repressione
31 ottobre 2005 – Val di Susa “Non passa il celerino”
Il 31 ottobre Ltf deve per la prima volta espropriare tre terreni in alcune località sopra Mompantero.. “Alle 6,30 il ritrovo lanciato dalla comunità montana è al cimitero di Mompantero, …
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TAGLI ALLA SPESA SOCIALE, MILIARDI DI EURO PER LE SPESE MILITARI
Nel 2025, per la prima volta nella storia, l’Italia supererà la soglia dei 30 miliardi di spesa per il settore della Difesa.
Lo rileva l’Osservatorio Milex, che ha esaminato il disegno di legge di bilancio, stimando un aumento della spesa per la Difesa di oltre 2 miliardi e arrivando così al nuovo record di 32,023 miliardi, segnando un incremento del 12% in dieci anni.
Di questi, 13 miliardi andranno all’industria militare per nuove armi.
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Nel 2025, per la prima volta nella storia, l’Italia supererà la soglia dei 30 miliardi di spesa per il settore della Difesa.
Lo rileva l’Osservatorio Milex, che ha esaminato il disegno di legge di bilancio, stimando un aumento della spesa per la Difesa di oltre 2 miliardi e arrivando così al nuovo record di 32,023 miliardi, segnando un incremento del 12% in dieci anni.
Di questi, 13 miliardi andranno all’industria militare per nuove armi.
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La rete liberi/e di lottare, No al ddl sicurezza è anche su instagram
NASCE LA PAGINA INSTAGRAM DELLA RETE Fermiamo, tutti e tutte assieme, il DDL 1660 https://www.instagram.com/noddl1660
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NASCE LA PAGINA INSTAGRAM DELLA RETE Fermiamo, tutti e tutte assieme, il DDL 1660 https://www.instagram.com/noddl1660
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La finanziaria varata dal governo Meloni non destina fondi dove serve (ricerca, lavoro, welfare e sanità) ma si mostra fin troppo attenta alla spesa militare
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Osservatorio Repressione
Una finanziaria di guerra «
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L'uso degli strumenti penitenziari nella logica della guerra interna e le violazioni dei più fondamentali diritti del detenuto
https://www.osservatoriorepressione.info/41bis-ed-ergastolo-ostativo-come-dispositivi-di-ricatto/
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41bis ed ergastolo ostativo come dispositivi di ricatto «
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Forwarded from Boccaccio Lovers 🏴☠
AVANTI A TESTA ALTA dentro e fuori al Tribunale
Breve cronaca dall'udienza del 30.10
La giornata di mercoledì 30 ottobre presso il Tribunale di Monza è stata scandita da due momenti.
Alle ore 12, nella piazza antistante al Tribunale, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della campagna "170kperunfilm" alla presenza di numerosi giornalisti.
Era atteso anche l'intervento di Skyler Grey, regista del film COLPO DI GRAZIA, la quale, rinunciando a presenziare fisicamente, ha inoltrato un audio messaggio rivolto ai presenti.
https://www.170kperunfilm.it/articoli/comunicato-skyler-grey/
Successivamente, alle ore 13, all'interno delle aule del Tribunale, si è svolta l'udienza del processo per diffamazione al film, che vede imputati due tecnici coinvolti nella fase di distribuzione dell'opera, per la quale l'ex Sindaco Dario Allevi (Fratelli d'Italia) e l'ex Assessore alla Sicurezza Federico Arena (Lega Nord) chiedono 170mila euro di risarcimento.
Durante l'udienza sono stati sentiti proprio l'ex Sindaco e l'ex Assessore, i quali hanno genericamente ricostruito le ipotesi di danno subito dalla diffusione del film, in parte per eventuali imbarazzi nella vita privata, in parte per una presunta perdita di credibilità di fronte ad alte cariche istituzionali, fino a non escludere un possibile concorso del film nella sconfitta della loro coalizione nel 2022 nella tornata elettorale cittadina.
La seduta si è conclusa con la lettura da parte degli imputati di una dichiarazione spontanea nella quale si è ribadita invece la legittimità del progetto COLPO DI GRAZIA, come opera creativa e di finzione in cui un lungo elenco di elementi narrativi crea un profondo distaccamento dalla realtà. Allo stesso tempo si è sottolineata l'importanza di tutelare la satira come strumento di dibattito e intervento nel discorso pubblico, come dispositivi necessari in un sistema di libertà di espressione.
Ora tutto è rinviato al 27 di febbraio 2025, quando si terrà l'ultima discussione e, plausibilmente, verrà emessa la sentenza.
Nel corso dei prossimi mesi la campagna "170kperunfilm" continuerà quindi ad alimentare il proprio percorso, invitando persone e realtà a prendere parola sulla vicenda: le vostre riflessioni sono la forma di supporto più preziosa per rafforzare il movimento che si rispecchia nel valore di progetti artistici come COLPO DI GRAZIA e intende difenderlo a testa alta dentro e fuori le aule di Tribunale.
Come ha detto Skyler Grey nel suo ultimo messaggio, "170kperunfilm" non è una raccolta fondi, bensì una campagna di opinione sulla libertà di espressione: non stiamo raccogliendo soldi perché nostro obiettivo è di essere assolti e respingere in toto le accuse contro l'opera cinematografica.
Invitiamo quindi tutt* a stare sintonizzati sui canali della campagna e a sviluppare testi e riflessioni sul tema!
Breve cronaca dall'udienza del 30.10
La giornata di mercoledì 30 ottobre presso il Tribunale di Monza è stata scandita da due momenti.
Alle ore 12, nella piazza antistante al Tribunale, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della campagna "170kperunfilm" alla presenza di numerosi giornalisti.
Era atteso anche l'intervento di Skyler Grey, regista del film COLPO DI GRAZIA, la quale, rinunciando a presenziare fisicamente, ha inoltrato un audio messaggio rivolto ai presenti.
https://www.170kperunfilm.it/articoli/comunicato-skyler-grey/
Successivamente, alle ore 13, all'interno delle aule del Tribunale, si è svolta l'udienza del processo per diffamazione al film, che vede imputati due tecnici coinvolti nella fase di distribuzione dell'opera, per la quale l'ex Sindaco Dario Allevi (Fratelli d'Italia) e l'ex Assessore alla Sicurezza Federico Arena (Lega Nord) chiedono 170mila euro di risarcimento.
Durante l'udienza sono stati sentiti proprio l'ex Sindaco e l'ex Assessore, i quali hanno genericamente ricostruito le ipotesi di danno subito dalla diffusione del film, in parte per eventuali imbarazzi nella vita privata, in parte per una presunta perdita di credibilità di fronte ad alte cariche istituzionali, fino a non escludere un possibile concorso del film nella sconfitta della loro coalizione nel 2022 nella tornata elettorale cittadina.
La seduta si è conclusa con la lettura da parte degli imputati di una dichiarazione spontanea nella quale si è ribadita invece la legittimità del progetto COLPO DI GRAZIA, come opera creativa e di finzione in cui un lungo elenco di elementi narrativi crea un profondo distaccamento dalla realtà. Allo stesso tempo si è sottolineata l'importanza di tutelare la satira come strumento di dibattito e intervento nel discorso pubblico, come dispositivi necessari in un sistema di libertà di espressione.
Ora tutto è rinviato al 27 di febbraio 2025, quando si terrà l'ultima discussione e, plausibilmente, verrà emessa la sentenza.
Nel corso dei prossimi mesi la campagna "170kperunfilm" continuerà quindi ad alimentare il proprio percorso, invitando persone e realtà a prendere parola sulla vicenda: le vostre riflessioni sono la forma di supporto più preziosa per rafforzare il movimento che si rispecchia nel valore di progetti artistici come COLPO DI GRAZIA e intende difenderlo a testa alta dentro e fuori le aule di Tribunale.
Come ha detto Skyler Grey nel suo ultimo messaggio, "170kperunfilm" non è una raccolta fondi, bensì una campagna di opinione sulla libertà di espressione: non stiamo raccogliendo soldi perché nostro obiettivo è di essere assolti e respingere in toto le accuse contro l'opera cinematografica.
Invitiamo quindi tutt* a stare sintonizzati sui canali della campagna e a sviluppare testi e riflessioni sul tema!
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Una sentenza imbarazzante quella emessa dal Tribunale di Udine che rende ancora più pesante la morte di Lorenzo Parelli, studente di 18 anni morto il 21 gennaio del 2022, all’ultimo giorno di stage alla Burimec. Il sistema penale ancora una volta colpisce chi è alla base dell' organizzazione e non chi la dirige e ne trae profitto
https://www.osservatoriorepressione.info/la-sentenza-sul-caso-parelli-e-un-attacco-ai-lavoratori/
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La sentenza sul caso Parelli è un attacco ai lavoratori
Una sentenza imbarazzante quella emessa dal Tribunale di Udine che rende ancora più pesante la morte di Lorenzo Parelli, studente di 18 anni morto il 21 gennaio del 2022, all’ultimo …
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Il 29 ottobre una classe di un liceo di Genova è stata all’Expo Training 2024 di Milano per completare il PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Negli stand delle forze dell’ordine si parla di uso «gratificante» del taser, si fanno battute sessiste e si insegna a manganellare. Allibito dalla scena, qualcuno ha iniziato a filmare, chiedendosi se non si trattasse di istigazione alla violenza
https://www.osservatoriorepressione.info/allexpo-di-milano-a-lezione-di-manganello-dalla-polizia/
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All’Expo di Milano a lezione di manganello dalla polizia
Il 29 ottobre una classe di un liceo di Genova è stata all’Expo Training 2024 di Milano per completare il PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Negli stand delle …
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