Nuovi strumenti di controllo e punizione in mano agli agenti nelle grandi e medie città. Mentre è atteso in Senato il cosiddetto decreto sicurezza (l’ex 1660), il Governo procede all’implementazione delle “zone rosse” nelle aree urbane.
Che tipo di strumento assumono le “zone rosse” per il governo delle città? A Radio Onda d’Urto per commentare i dati Italo di Sabato, dell’Osservatorio Repressione
https://www.radiondadurto.org/2025/01/09/nuovi-strumenti-di-controllo-nelle-citta-implementate-le-zone-a-vigilanza-rafforzata-centinaia-di-allontamenti-coatti/
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Che tipo di strumento assumono le “zone rosse” per il governo delle città? A Radio Onda d’Urto per commentare i dati Italo di Sabato, dell’Osservatorio Repressione
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Giovani solidali hanno bloccato stamattina l'imbarco della Turkish Airlines all’aeroporto di Milano Malpensa in risposta ai continui attacchi della Turchia alla Amministrazione Autonoma Democratica del Nord Est della Siria (Rojava, DAANES e.per richiamare l'attenzione di chi viaggia e del resto della società sul ruolo del governo AKP/MHP di Erdogan e dei suoi comparti strategici nella guerra in corso a diverse latitudini del medio-oriente.
La risposta ricevuta da parte del personale dell’aeroporto e delle forze dell’ordine è stata l’accerchiamento e l’abuso di violenza sui giovani manifestanti. Alcuni attivisti sono stati separati violentemente dal resto del gruppo e sequestrati. Uno di loro è stato isolato e portato in uno stanzino: quando è stato rilasciato ha dichiarato di essere stato preso a pugni e sbattuto contro il muro. L’intero gruppo è stato circondato dalle forze dell’ordine e per cinque ore gli è stato impedito di lasciare l’aeroporto.
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#accaddeoggi - Parigi, 10 gennaio 2013: Assassinate Sakine, Fidane e Leyla
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Osservatorio Repressione
Parigi, 10 gennaio 2013: Assassinate Sakine, Fidane e Leyla
La mattina del 10 gennaio 2013 milioni di curdi si svegliarono con le terribili notizie dell’assassinio di Sakine Cansız (Sara), Leyla Şaylemez (Ronahî) e Fidan Doğan (Rojbîn) nel Centro di …
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Cadute tutte le accuse a carico degli studenti per le tensioni del 16 aprile scorso all'università Sapienza a Roma. L'avvocato Romeo: «Questo processo non doveva iniziare, è stato frutto di una gestione isterica delle forze dell’ordine»
https://www.osservatoriorepressione.info/studenti-assolti-per-la-protesta-in-solidarieta-con-la-palestina-alluniversita-sapienza/
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Continua la repressione della dissidenza nella Repubblica islamica. Pena capitale all'attivista curda Pakhshan Azizi confermata dalla Corte suprema
https://www.osservatoriorepressione.info/iran-confermata-la-condanna-a-morte-per-lattivista-curda-pakhshan-azizi/
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Le ordinanze prefettizie che istituiscono le “zone rosse” giocano con la percezione della sicurezza
https://www.osservatoriorepressione.info/il-triste-spettacolo-delle-zone-rosse/
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Il decreto sicurezza disegnato dal ministro dell’Interno Piantedosi suscita preoccupazione anche negli atenei. L’associazione italiana per la Scienza Aperta (Aisa) ha segnalato i pericoli per la libertà della ricerca contenuti nel dispositivo ora in discussione al Senato.
https://www.osservatoriorepressione.info/i-servizi-segreti-infiltrano-le-universita/
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Torino: archiviate decine di denunce ai movimenti ecologisti
La Procura di Torino ha archiviato decine di denunce per reati come “manifestazione non preavvisata, imbrattamento, invasione, violenza privata e detenzione abusiva d'armi” ai movimenti ecologisti torinesi.
I reati imputati si riferivano a fatti avvenuti durante il Climate Social Camp del luglio 2023 e proteste di Extinction Rebellion nei confronti della Regione Piemonte e del G7 Ambiente, Energia e Clima dello scorso aprile.
Le motivazioni della PM, convalidate dal GIP, sottolineano il diritto costituzionale e democratico al dissenso e smontano, accusa dopo accusa, ogni denuncia.
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La Procura di Torino ha archiviato decine di denunce per reati come “manifestazione non preavvisata, imbrattamento, invasione, violenza privata e detenzione abusiva d'armi” ai movimenti ecologisti torinesi.
I reati imputati si riferivano a fatti avvenuti durante il Climate Social Camp del luglio 2023 e proteste di Extinction Rebellion nei confronti della Regione Piemonte e del G7 Ambiente, Energia e Clima dello scorso aprile.
Le motivazioni della PM, convalidate dal GIP, sottolineano il diritto costituzionale e democratico al dissenso e smontano, accusa dopo accusa, ogni denuncia.
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#accaddeoggi - 11 gennaio 1999: Muore Fabrizio De Andrè
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Osservatorio Repressione
11 gennaio 1999: Muore Fabrizio De Andrè
Fabrizio De André nasce il 18 febbraio 1940 a Genova (Pegli). Nella primavera del 1941, il padre, il professor De André, antifascista, visto l’aggravarsi della situazione a causa della guerra, …
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Sei suicidi da inizio anno nelle carceri. Amnistia e indulto, parole bandite. La premier Giorgia Meloni in conferenza stampa conferma la scelta del populismo penale
https://www.osservatoriorepressione.info/nelle-carceri-la-strage-continua/
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Osservatorio Repressione
Nelle carceri la strage continua «
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I morti a Gaza sono molti più di quelli ufficiali. «Lancet» alza il totale a oltre 70mila. Ma sono numeri che non smuovono i governi occidentali. Che ignorano la Corte penale internazionale
https://www.osservatoriorepressione.info/lancet-70mila-le-vittime-a-gaza/
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Osservatorio Repressione
Lancet: 70mila, le vittime a Gaza «
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Remigrazione è la nuova parola d’ordine dell’internazionale nera.
https://www.osservatoriorepressione.info/remigrazione-e-la-nuova-parola-dordine-dellinternazionale-nera/
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#accaddeoggi - 12 gennaio 1976: I Proletari in divisa
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Osservatorio Repressione
12 gennaio 1976: I Proletari in divisa
In quasi tutte le caserme del Nord Italia moltissimi soldati scendono in sciopero bianco contro i trasferimenti: è solo il primo episodio di lotta di un anno che vedrà numerose …
Sabato 11 gennaio sono statx arrestatx 4 compagnx durante il corteo per Ramy, ragazzo ucciso pochi giorni fa a Milano dai carabinieri, per questo oggi in Piazza Roosevelt per sostenere lx compagnx arrestatx! Ci vediamo lì! LIBERX TUTTX SUBITO
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Cariche della polizia durante la manifestazione organizzata a Roma per la morte di Ramy
https://www.osservatoriorepressione.info/roma-cariche-della-polizia-al-corteo-per-ramy/
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Report assemblea nazionale Rete liberi/e di lottare. No DDL 1660 – Firenze 11 gennaio 2025
Grande partecipazione alla 3° assemblea nazionale della Rete “Fermiamo il DDL1660 - Libere/i di lottare": condivisa la necessità di continuare nell'impegno collettivo, assunto da Luglio scorso fino ad oggi, di moltiplicare e sostenere le mobilitazioni contro la guerra, l’economia di guerra, le politiche del Governo, il ddl1660, al fianco della resistenza palestinese.
L’assemblea nazionale ha condiviso alcune indicazioni:
1) Assumere, come prima giornata unitaria, quella convocata dai Giovani Palestinesi d’Italia per il 25 Gennaio, con mobilitazioni locali al fianco della resistenza palestinese e contro il DDL 1660;
2) Utilizzare tutto il mese di Febbraio per moltiplicare le iniziative in scuole, università, città e luoghi di lavoro.
In particolare, si dà indicazione per la prima settimana (3 - 9 Febbraio) di promuovere giornate di attivazione contro l’istituzione delle zone rosse; per l’ultima settimana (24 Febbraio – 2 Marzo) di promuovere giornate di mobilitazione contro la guerra, le fabbriche di morte e la militarizzazione delle scuole;
3) Facciamo appello al sindacalismo di classe a verificare le possibilità di uno sciopero generale a ridosso dell’approvazione del Ddl al Senato per dare centralità al blocco delle attività produttive e merci;
4) Essere pronti/e alla mobilitazione nazionale a ridosso dell’approvazione del voto al Senato;
5) Rilanciare la solidarietà a tutte le compagne e i compagni colpiti/e dalla repressione, sotto processo, in carcere o in attesa della possibilità di estradizione come Gino ( renderemo pubblici tutti gli appuntamenti di presidi e iniziative);
6) La Rete produrrà un manifesto ed altro materiale unitario di agitazione da diffondere in tutte le città, provando a mobilitare sempre più persone;
7) La Rete si assume la responsabilità di organizzare, potenziare e sviluppare stabilmente gli elementi di opposizione, insubordinazione, contestazione e solidarietà, nella consapevolezza che la lotta e la battaglia è già in corso e proseguirà anche dopo l'iter parlamentare al di là del suo esito.
ORGANIZZIAMO LA LOTTA CONTRO LA GUERRA E LO STATO DI GUERRA
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Grande partecipazione alla 3° assemblea nazionale della Rete “Fermiamo il DDL1660 - Libere/i di lottare": condivisa la necessità di continuare nell'impegno collettivo, assunto da Luglio scorso fino ad oggi, di moltiplicare e sostenere le mobilitazioni contro la guerra, l’economia di guerra, le politiche del Governo, il ddl1660, al fianco della resistenza palestinese.
L’assemblea nazionale ha condiviso alcune indicazioni:
1) Assumere, come prima giornata unitaria, quella convocata dai Giovani Palestinesi d’Italia per il 25 Gennaio, con mobilitazioni locali al fianco della resistenza palestinese e contro il DDL 1660;
2) Utilizzare tutto il mese di Febbraio per moltiplicare le iniziative in scuole, università, città e luoghi di lavoro.
In particolare, si dà indicazione per la prima settimana (3 - 9 Febbraio) di promuovere giornate di attivazione contro l’istituzione delle zone rosse; per l’ultima settimana (24 Febbraio – 2 Marzo) di promuovere giornate di mobilitazione contro la guerra, le fabbriche di morte e la militarizzazione delle scuole;
3) Facciamo appello al sindacalismo di classe a verificare le possibilità di uno sciopero generale a ridosso dell’approvazione del Ddl al Senato per dare centralità al blocco delle attività produttive e merci;
4) Essere pronti/e alla mobilitazione nazionale a ridosso dell’approvazione del voto al Senato;
5) Rilanciare la solidarietà a tutte le compagne e i compagni colpiti/e dalla repressione, sotto processo, in carcere o in attesa della possibilità di estradizione come Gino ( renderemo pubblici tutti gli appuntamenti di presidi e iniziative);
6) La Rete produrrà un manifesto ed altro materiale unitario di agitazione da diffondere in tutte le città, provando a mobilitare sempre più persone;
7) La Rete si assume la responsabilità di organizzare, potenziare e sviluppare stabilmente gli elementi di opposizione, insubordinazione, contestazione e solidarietà, nella consapevolezza che la lotta e la battaglia è già in corso e proseguirà anche dopo l'iter parlamentare al di là del suo esito.
ORGANIZZIAMO LA LOTTA CONTRO LA GUERRA E LO STATO DI GUERRA
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Una società sicuritaria ha bisogno di costruire delle narrazioni a senso unico per costruire carceri e militarizzare la società facendo leva sulla insicurezza sociale
https://www.osservatoriorepressione.info/la-retorica-della-certezza-della-pena/
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Venerdì 17 gennaio a LIVORNO c/o Teatro Officina Refugio scali del Refugio 8 alle ore 18:30
Sabato 18 gennaio a PISA c/o Spazio Antagonista Newroz via Garibaldi 72 alle ore 17:30
Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta:
DUE INCONTRI CON RENATO CURCIO
e la presentazione del suo ultimo libro:
INTELLIGENZE ARTIFICIALI E INTELLIGENZE SOCIALI
di Renato Curcio edizioni Sensibili Alle Foglie
Sarà presente l’autore
per info:
antipsichiatriapisa@inventati.org
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Sabato 18 gennaio a PISA c/o Spazio Antagonista Newroz via Garibaldi 72 alle ore 17:30
Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta:
DUE INCONTRI CON RENATO CURCIO
e la presentazione del suo ultimo libro:
INTELLIGENZE ARTIFICIALI E INTELLIGENZE SOCIALI
di Renato Curcio edizioni Sensibili Alle Foglie
Sarà presente l’autore
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2025: 18 anni di attività dell’Osservatorio Repressione.
In questi anni abbiamo sempre considerato il sostegno di tutte/i voi un tratto costitutivo del nostro lavoro, autonomia e indipendenza dei nostri strumenti di comunicazione e informazione.
Come sapete la nostra attività è totalmente autofinanziata da quanti credono in questo progetto altrimenti irrealizzabile
L’esigenza di essere al passo con i tempi, senza arretrare né soccombere al cospetto dell’incessante implementazione dei dispositivi di repressione, sorveglianza e militarizzazione delle coscienze e dei territori, chiede sempre maggiore impegno.
Per tutto questo vi chiediamo di continuare a sostenerci con una donazione una tantum, e soprattutto, per chi lo volesse, di aderire e partecipare direttamente alle attività dell’Osservatorio sulla Repressione – Aps. Richiedi il modulo di iscrizione alla mail: segreteria@osservatoriorepressione.info
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In questi anni abbiamo sempre considerato il sostegno di tutte/i voi un tratto costitutivo del nostro lavoro, autonomia e indipendenza dei nostri strumenti di comunicazione e informazione.
Come sapete la nostra attività è totalmente autofinanziata da quanti credono in questo progetto altrimenti irrealizzabile
L’esigenza di essere al passo con i tempi, senza arretrare né soccombere al cospetto dell’incessante implementazione dei dispositivi di repressione, sorveglianza e militarizzazione delle coscienze e dei territori, chiede sempre maggiore impegno.
Per tutto questo vi chiediamo di continuare a sostenerci con una donazione una tantum, e soprattutto, per chi lo volesse, di aderire e partecipare direttamente alle attività dell’Osservatorio sulla Repressione – Aps. Richiedi il modulo di iscrizione alla mail: segreteria@osservatoriorepressione.info
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Forwarded from NO DDL SICUREZZA - Rete Nazionale “A pieno regime”
ASSEMBLEA NAZIONALE RETE NO DDL SICUREZZA – A Pieno Regime
12 gennaio 2025
DOCUMENTO FINALE
Chiudiamo questa assemblea di oggi con una convinzione: se la piazza del 14 dicembre ha mostrato la capacità di questo percorso in termini di mobilitazione di massa, questa due giorni ci restituisce il fatto che quella giornata ci ha consegnato una responsabilità collettiva, quella di essere l’opposizione sociale a questo governo. Bisogna rivendicarlo con chiarezza: se i tempi di approvazione del DDL si sono dilatati è stato perché abbiamo messo centomila granelli di sabbia in un ingranaggio reazionario che fino a pochi mesi fa sembrava perfetto, è stato perché nei mesi precedenti c’è stata un’attivazione territoriale che ha consentito un continuo accumulo.
Se il 14 dicembre è stato uno spartiacque, lo è stato soprattutto in termini di possibilità: è stato aperto uno spazio concreto che ribalta la narrazione dominante, ossia che l’attacco alla democrazia, ai diritti, alla libertà sia un passaggio storico ineluttabile. La forza di questo percorso ci consegna - in realtà - la consapevolezza che nel nostro Paese ci troviamo di fronte a un governo che è uno dei principali interpreti a livello internazionale del superamento in termini autoritari dello Stato di diritto, ma allo stesso tempo è un esempio di come il potere si regga su dinamiche fragili, talvolta ingovernabili. E noi dobbiamo essere in grado di sedimentare e organizzare proprio questa ingovernabilità, a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e della formazione, dai tanti presidi di lotta che costellano il Paese.
Tutto questo è emerso con chiarezza anche nel dibattito di ieri, che è stato un momento importante e all’altezza della manifestazione del 14 dicembre e di tutto il percorso che stiamo facendo. Questo perché non è stato solo un momento di approfondimento teorico-giuridico-politico, ma ci ha dato una vera e propria indicazione strategica: se questo DDL è il manifesto politico e culturale di un intero ciclo reazionario e di un mondo che si regge sempre più attorno al regime di guerra, ribaltarlo significa creare una frattura storica nel rapporto tra governanti e governati, tra capitale e lavoro.
Dall’assemblea di oggi emerge la necessità di sedimentare, allargare, continuare a convergere. Lo facciamo guardando alle piazze che in questi giorni si sono date appuntamento in molte città d’Italia per chiedere “giustizia per Ramy”, perché l’ennesimo omicidio di Stato, tra l’altro con un chiaro connotato razziale, non può che avere come risposta la rabbia diffusa. Lo facciamo guardando ad altri percorsi di lotta contro le leggi di questo governo che si stanno dando– dal DDL Bernini al DDL Valditara, passando per il contrasto alla legge sull’autonomia differenziata e alla stagione referendaria che si aprirà in primavera – con cui c’è una necessità concreta di trovare momenti di convergenza e mobilitazione comune proprio per fare in modo che lo spazio di opposizione sociale al governo si allarghi ogni giorno di più.
Da oggi emerge anche un altro aspetto fondamentale. L’opposizione al Governo Meloni deve coinvolgere anche gli amministratori locali delle forze politiche che hanno dichiarato di voler contrastare il Ddl Sicurezza: questo significa assumersi la responsabilità di disobbedire all’istituzione di “zone rosse” nelle nostre città, che sono la forma più becera, classista e razzista di trasformare i diritti in privilegi. La battaglia contro le “zone rosse” è naturalmente legata a quella contro il Ddl e la rete A pieno regime la assume nella sua interezza.
Questo percorso sta avendo la capacità di tenere al suo interno soggetti sociali reali. Ognuno deve essere capace di mettere il proprio dentro questa lotta unitaria: movimenti, associazioni, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, docenti, giuristi e tutto il mondo del lavoro. Dai nodi della logistica ai cancelli delle fabbriche ai “non luoghi” del lavoro precario, l’opposizione sociale deve passare sempre di più dal coinvolgimento dei soggetti vivi di questa società.
12 gennaio 2025
DOCUMENTO FINALE
Chiudiamo questa assemblea di oggi con una convinzione: se la piazza del 14 dicembre ha mostrato la capacità di questo percorso in termini di mobilitazione di massa, questa due giorni ci restituisce il fatto che quella giornata ci ha consegnato una responsabilità collettiva, quella di essere l’opposizione sociale a questo governo. Bisogna rivendicarlo con chiarezza: se i tempi di approvazione del DDL si sono dilatati è stato perché abbiamo messo centomila granelli di sabbia in un ingranaggio reazionario che fino a pochi mesi fa sembrava perfetto, è stato perché nei mesi precedenti c’è stata un’attivazione territoriale che ha consentito un continuo accumulo.
Se il 14 dicembre è stato uno spartiacque, lo è stato soprattutto in termini di possibilità: è stato aperto uno spazio concreto che ribalta la narrazione dominante, ossia che l’attacco alla democrazia, ai diritti, alla libertà sia un passaggio storico ineluttabile. La forza di questo percorso ci consegna - in realtà - la consapevolezza che nel nostro Paese ci troviamo di fronte a un governo che è uno dei principali interpreti a livello internazionale del superamento in termini autoritari dello Stato di diritto, ma allo stesso tempo è un esempio di come il potere si regga su dinamiche fragili, talvolta ingovernabili. E noi dobbiamo essere in grado di sedimentare e organizzare proprio questa ingovernabilità, a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e della formazione, dai tanti presidi di lotta che costellano il Paese.
Tutto questo è emerso con chiarezza anche nel dibattito di ieri, che è stato un momento importante e all’altezza della manifestazione del 14 dicembre e di tutto il percorso che stiamo facendo. Questo perché non è stato solo un momento di approfondimento teorico-giuridico-politico, ma ci ha dato una vera e propria indicazione strategica: se questo DDL è il manifesto politico e culturale di un intero ciclo reazionario e di un mondo che si regge sempre più attorno al regime di guerra, ribaltarlo significa creare una frattura storica nel rapporto tra governanti e governati, tra capitale e lavoro.
Dall’assemblea di oggi emerge la necessità di sedimentare, allargare, continuare a convergere. Lo facciamo guardando alle piazze che in questi giorni si sono date appuntamento in molte città d’Italia per chiedere “giustizia per Ramy”, perché l’ennesimo omicidio di Stato, tra l’altro con un chiaro connotato razziale, non può che avere come risposta la rabbia diffusa. Lo facciamo guardando ad altri percorsi di lotta contro le leggi di questo governo che si stanno dando– dal DDL Bernini al DDL Valditara, passando per il contrasto alla legge sull’autonomia differenziata e alla stagione referendaria che si aprirà in primavera – con cui c’è una necessità concreta di trovare momenti di convergenza e mobilitazione comune proprio per fare in modo che lo spazio di opposizione sociale al governo si allarghi ogni giorno di più.
Da oggi emerge anche un altro aspetto fondamentale. L’opposizione al Governo Meloni deve coinvolgere anche gli amministratori locali delle forze politiche che hanno dichiarato di voler contrastare il Ddl Sicurezza: questo significa assumersi la responsabilità di disobbedire all’istituzione di “zone rosse” nelle nostre città, che sono la forma più becera, classista e razzista di trasformare i diritti in privilegi. La battaglia contro le “zone rosse” è naturalmente legata a quella contro il Ddl e la rete A pieno regime la assume nella sua interezza.
Questo percorso sta avendo la capacità di tenere al suo interno soggetti sociali reali. Ognuno deve essere capace di mettere il proprio dentro questa lotta unitaria: movimenti, associazioni, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, docenti, giuristi e tutto il mondo del lavoro. Dai nodi della logistica ai cancelli delle fabbriche ai “non luoghi” del lavoro precario, l’opposizione sociale deve passare sempre di più dal coinvolgimento dei soggetti vivi di questa società.
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