Karma, ma con calma: Firefox potrebbe essere destinato al fallimento senza l'accordo con Google Search. Ecco a cosa porta essere complici di monopolisti criminali
Il Dipartimento di Giustizia USA non vuole che Google paghi i browser di terze parti, tra cui Firefox, per affermare il proprio monopolio illegale nella ricerca ottenuto grazie ad accordi di questo tipo
https://www.theverge.com/news/660548/firefox-google-search-revenue-share-doj-antitrust-remedies
Il Dipartimento di Giustizia USA non vuole che Google paghi i browser di terze parti, tra cui Firefox, per affermare il proprio monopolio illegale nella ricerca ottenuto grazie ad accordi di questo tipo
https://www.theverge.com/news/660548/firefox-google-search-revenue-share-doj-antitrust-remedies
The Verge
Firefox could be doomed without Google search deal, says executive
“We would be really struggling to stay alive.”
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Forwarded from 📢 Etica Digitale
🇮🇳 Portatili Frankenstein: come in India si sta ridando vita ai vecchi dispositivi
Piccole officine in India hanno dato vita ai "portatili Frankenstein", portatili composti dalle parti riciclate di vecchi dispositivi. Il costo di un frankenstein si aggira attorno ai €100, 8 volte in meno rispetto al prezzo medio di un portatile nuovo: in India tale divario può far la differenza nel poter continuare a permettersi un corso di studi, senza contare che il riuso delle parti di dispositivi contribuisce a diminuire i rifiuti elettronici.
Le aziende che producono tali dispositivi, tuttavia, tentano in ogni modo di rendere i loro prodotti irriparabili, così da forzare l'acquisto dell'ultimo arrivato e complicare la vita a chi tenta di ripararli. L'uso di viti personalizzate e lo scarso accesso ai pezzi di ricambio sono alcune dellle strategie impiegate (abbiamo parlato del diritto alla riparazione qui).
Inoltre, per ottenere parti riciclate bisogna rovistare tra i rifiuti ed entrare in contatto con elementi come piombo, mercurio e cadmio, tossici per la salute. Se venissero impiegate protezioni adeguate questo non sarebbe un problema, ma in un Paese dove a rovistare sono anche minorenni, le protezioni non sono all'ordine del giorno. "Tossisco molto", ammette un diciottenne. "Ma che ci posso fare? Questo lavoro dà da mangiare alla mia famiglia".
https://www.theverge.com/tech/639126/india-frankenstein-laptops
#Notizia #Lavoro #Ecologia
@EticaDigitale
Piccole officine in India hanno dato vita ai "portatili Frankenstein", portatili composti dalle parti riciclate di vecchi dispositivi. Il costo di un frankenstein si aggira attorno ai €100, 8 volte in meno rispetto al prezzo medio di un portatile nuovo: in India tale divario può far la differenza nel poter continuare a permettersi un corso di studi, senza contare che il riuso delle parti di dispositivi contribuisce a diminuire i rifiuti elettronici.
Le aziende che producono tali dispositivi, tuttavia, tentano in ogni modo di rendere i loro prodotti irriparabili, così da forzare l'acquisto dell'ultimo arrivato e complicare la vita a chi tenta di ripararli. L'uso di viti personalizzate e lo scarso accesso ai pezzi di ricambio sono alcune dellle strategie impiegate (abbiamo parlato del diritto alla riparazione qui).
Inoltre, per ottenere parti riciclate bisogna rovistare tra i rifiuti ed entrare in contatto con elementi come piombo, mercurio e cadmio, tossici per la salute. Se venissero impiegate protezioni adeguate questo non sarebbe un problema, ma in un Paese dove a rovistare sono anche minorenni, le protezioni non sono all'ordine del giorno. "Tossisco molto", ammette un diciottenne. "Ma che ci posso fare? Questo lavoro dà da mangiare alla mia famiglia".
https://www.theverge.com/tech/639126/india-frankenstein-laptops
#Notizia #Lavoro #Ecologia
@EticaDigitale
The Verge
The rise of ‘Frankenstein’ laptops in New Delhi’s repair markets
Technicians in India’s refurbished laptop shops give discarded electronics a new life.
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Forwarded from Ossessioni e contaminazioni (Francesco Mazzetta)
C’è un algoritmo che decide cosa può essere detto e cosa no. Non una persona, non un giornalista, non un moderatore preparato, ma una macchina senza volto, senza contesto, senza discernimento. È così che Meta ha riscritto le regole del dibattito pubblico: togliendo di mezzo la responsabilità umana e affidando il controllo delle informazioni a un’intelligenza artificiale incapace di distinguere tra verità e menzogna, tra notizia e pericolo, tra libertà e “contenuto non conforme”.
Il risultato è gravissimo: un potere privato, sottratto a ogni forma di controllo democratico, che censura, oscura, riduce al silenzio. E lo fa nel modo più pericoloso: senza dirlo, senza spiegarlo, senza assumersene la responsabilità.
Nel nome della “sicurezza informatica”, Facebook ha rimosso diversi post di Collettiva che raccontavano la realtà: una frase del Papa sulla pace, la cronaca di tre morti sul lavoro in Sicilia, l’annuncio di uno sciopero dei metalmeccanici. Nessuna violazione. Nessun contenuto d’odio. Solo informazione. Ma per l’algoritmo, evidentemente, raccontare il mondo com’è rappresenta un problema.
E allora interviene: cancella, nasconde, penalizza. In automatico. In silenzio. In assenza totale di trasparenza. La giustificazione, ogni volta, è la stessa: “errore tecnico”. Ma non è un errore. È il sintomo di un sistema costruito per disinnescare il conflitto, sterilizzare il dibattito, rendere il mondo uniforme, addomesticato, privo di domande scomode.
Il danno è profondo. Il prezzo lo paga la libertà di informazione. Lo paga la democrazia. Perché se un algoritmo può decidere quali voci possono circolare e quali no, se può oscurare contenuti senza dare conto a nessuno, allora non siamo più in uno spazio pubblico. Siamo in un recinto privato, dove la parola è concessa a condizione che non disturbi.
Collettiva è stata colpita duramente. Post cancellati, anche a distanza di mesi, contenuti oscurati, visibilità azzerata. Nessun preavviso, nessuna spiegazione. Solo una constatazione inquietante: se racconti il lavoro, se dai voce alle lotte sociali, se parli di diritti, l’algoritmo ti punisce.
E così la realtà viene espulsa dal dibattito. Il dissenso viene declassato a disturbo. L’informazione indipendente viene silenziata non con la forza, ma con un clic. Non da uno Stato autoritario, ma da una multinazionale senza volto.
Questa è la nuova frontiera della censura. Subdola, asettica, sistematica. E chi oggi non se ne accorge o minimizza, domani rischia di trovarsi nella stessa rete, privato del diritto di parola, della possibilità di informare, del potere di esistere nel discorso pubblico.
https://www.collettiva.it/copertine/diritti/e-lalgoritmo-bruttezza-sa744qj6
Il risultato è gravissimo: un potere privato, sottratto a ogni forma di controllo democratico, che censura, oscura, riduce al silenzio. E lo fa nel modo più pericoloso: senza dirlo, senza spiegarlo, senza assumersene la responsabilità.
Nel nome della “sicurezza informatica”, Facebook ha rimosso diversi post di Collettiva che raccontavano la realtà: una frase del Papa sulla pace, la cronaca di tre morti sul lavoro in Sicilia, l’annuncio di uno sciopero dei metalmeccanici. Nessuna violazione. Nessun contenuto d’odio. Solo informazione. Ma per l’algoritmo, evidentemente, raccontare il mondo com’è rappresenta un problema.
E allora interviene: cancella, nasconde, penalizza. In automatico. In silenzio. In assenza totale di trasparenza. La giustificazione, ogni volta, è la stessa: “errore tecnico”. Ma non è un errore. È il sintomo di un sistema costruito per disinnescare il conflitto, sterilizzare il dibattito, rendere il mondo uniforme, addomesticato, privo di domande scomode.
Il danno è profondo. Il prezzo lo paga la libertà di informazione. Lo paga la democrazia. Perché se un algoritmo può decidere quali voci possono circolare e quali no, se può oscurare contenuti senza dare conto a nessuno, allora non siamo più in uno spazio pubblico. Siamo in un recinto privato, dove la parola è concessa a condizione che non disturbi.
Collettiva è stata colpita duramente. Post cancellati, anche a distanza di mesi, contenuti oscurati, visibilità azzerata. Nessun preavviso, nessuna spiegazione. Solo una constatazione inquietante: se racconti il lavoro, se dai voce alle lotte sociali, se parli di diritti, l’algoritmo ti punisce.
E così la realtà viene espulsa dal dibattito. Il dissenso viene declassato a disturbo. L’informazione indipendente viene silenziata non con la forza, ma con un clic. Non da uno Stato autoritario, ma da una multinazionale senza volto.
Questa è la nuova frontiera della censura. Subdola, asettica, sistematica. E chi oggi non se ne accorge o minimizza, domani rischia di trovarsi nella stessa rete, privato del diritto di parola, della possibilità di informare, del potere di esistere nel discorso pubblico.
https://www.collettiva.it/copertine/diritti/e-lalgoritmo-bruttezza-sa744qj6
www.collettiva.it
È l’algoritmo, bruttezza!
Meta rimuove da Facebook post di Collettiva senza spiegazione, poi le scuse: “Errore tecnico”. Ma sotto si nasconde altro e il prezzo lo paga la libertà di informazione
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Forwarded from Le Alternative
📣 Cassandra Crossing 619/ Apocalisse Bitcoin
La disponibilità di computer quantistici permetterà di rubare i bitcoin? E basteranno il Falco, la Sfinge ed il Cristallo di Dilitio a salvarci?
👉 https://www.lealternative.net/2025/05/05/cassandra-crossing-619-apocalisse-bitcoin/
La disponibilità di computer quantistici permetterà di rubare i bitcoin? E basteranno il Falco, la Sfinge ed il Cristallo di Dilitio a salvarci?
👉 https://www.lealternative.net/2025/05/05/cassandra-crossing-619-apocalisse-bitcoin/
Le Alternative
Cassandra Crossing 619/ Apocalisse Bitcoin - Le Alternative
La disponibilità di computer quantistici permetterà di rubare i bitcoin? E basteranno il Falco, la Sfinge ed il Cristallo di Dilitio a salvarci?
“Pay or ok”, il Garante avvia una consultazione pubblica
Il #GarantePrivacy ha avviato una consultazione pubblica volta a valutare la liceità del consenso per trattamenti di profilazione raccolto da diversi titolari, ed innanzitutto dagli editori di giornali, attraverso l’adozione del cosiddetto modello “pay or ok” (anche denominato “pay or consent” o “consent paywall” etc.).
https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10127405
Il #GarantePrivacy ha avviato una consultazione pubblica volta a valutare la liceità del consenso per trattamenti di profilazione raccolto da diversi titolari, ed innanzitutto dagli editori di giornali, attraverso l’adozione del cosiddetto modello “pay or ok” (anche denominato “pay or consent” o “consent paywall” etc.).
https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10127405
GPDP
COMUNICATO STAMPA - “Pay or ok”, il Garante avvia una consultazione pubblica
“Pay or ok”, il Garante avvia una consultazione pubblica
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Forwarded from Feddit
Privacy e selezione del personale: qualche consiglio per recruiter (e uno per i candidati)
https://feddit.it/post/17254644
Il nuovo post di macfranc è su feddit.it/c/privacypride
Privacy e selezione del personale: qualche consiglio per recruiter (e uno per i candidati)
ℹ️ il processo di selezione è un’attività di trattamento di dati personali, quindi i candidati vanno informati correttamente a riguardo
👉 oltre al CV, sono oggetto di trattamento anche le note di colloquio e eventuali informazioni raccolte
☝️ nella sezione “lavora con noi” e nell’annuncio, l’informativa deve sempre essere inserita
🚫 è vietato raccogliere informazioni su “fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore” (*)
🔜 nel caso della ricezione di candidature spontanee, l’informativa può essere differita al primo contatto utile successivo
👎 non serve chiedere il consenso, anche perché è invalido in quanto non libero (dato che condiziona la partecipazione al processo di selezione)
👍 la base giuridica corretta è l’applicazione di misure precontrattuali su [...]
https://feddit.it/post/17254644
Il nuovo post di macfranc è su feddit.it/c/privacypride
Privacy e selezione del personale: qualche consiglio per recruiter (e uno per i candidati)
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👉 oltre al CV, sono oggetto di trattamento anche le note di colloquio e eventuali informazioni raccolte
☝️ nella sezione “lavora con noi” e nell’annuncio, l’informativa deve sempre essere inserita
🚫 è vietato raccogliere informazioni su “fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore” (*)
🔜 nel caso della ricezione di candidature spontanee, l’informativa può essere differita al primo contatto utile successivo
👎 non serve chiedere il consenso, anche perché è invalido in quanto non libero (dato che condiziona la partecipazione al processo di selezione)
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feddit.it
Privacy e selezione del personale: qualche consiglio per recruiter (e uno per i candidati) - Feddit.it
Privacy e selezione del personale: qualche consiglio per recruiter (e uno per i
candidati)
[https://www.linkedin.com/posts/stefano-gazzella_gdpr-privacy-selezionepersonale-activity-7322877664057274368-_li4/]
========== ℹ️ il processo di selezione è un’attività…
candidati)
[https://www.linkedin.com/posts/stefano-gazzella_gdpr-privacy-selezionepersonale-activity-7322877664057274368-_li4/]
========== ℹ️ il processo di selezione è un’attività…
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Agenti dormienti. Un malware, in letargo per sei anni, colpisce Magento: centinaia di e-commerce a rischio
Identificata una backdoor in grado di colpire gli e-commerce basati su piattaforma Magento. Il malware, dormiente per sei anni, è stato attivato lo scorso aprile e consente agli attaccanti di prendere il controllo dei negozi online. I dettagli di questo nuovo attacco alla supply chain
https://www.cybersecurity360.it/news/malware-in-letargo-per-sei-anni-colpisce-magento-centinaia-di-e-commerce-a-rischio/
Identificata una backdoor in grado di colpire gli e-commerce basati su piattaforma Magento. Il malware, dormiente per sei anni, è stato attivato lo scorso aprile e consente agli attaccanti di prendere il controllo dei negozi online. I dettagli di questo nuovo attacco alla supply chain
https://www.cybersecurity360.it/news/malware-in-letargo-per-sei-anni-colpisce-magento-centinaia-di-e-commerce-a-rischio/
Cyber Security 360
Malware in letargo per sei anni colpisce Magento: centinaia di e-commerce a rischio - Cyber Security 360
Identificata una backdoor in grado di colpire gli e-commerce basati su piattaforma Magento. Il malware, dormiente per sei anni, è stato attivato lo scorso aprile e consente agli attaccanti di prendere il controllo dei negozi online. I dettagli di questo nuovo…
A Rovereto un incontro su come cambiare sistema operativo sia meglio che cambiare PC: "Non cambiare PC, passa a Linux invece"
Serata a tema che si terrà martedì 13 maggio 2025, dalle ore 18.00 alle ore 19.30, presso lo Sportello Linux di Rovereto
https://www.linuxtrent.it/non-cambiare-pc-passa-a-linux-invece/
Grazie a Marco per la segnalazione
Serata a tema che si terrà martedì 13 maggio 2025, dalle ore 18.00 alle ore 19.30, presso lo Sportello Linux di Rovereto
https://www.linuxtrent.it/non-cambiare-pc-passa-a-linux-invece/
Grazie a Marco per la segnalazione
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Il giudice ha affermato che Meta ha utilizzato illegalmente i libri per costruire la sua intelligenza artificiale
Meta è nei guai legali con autori come Sarah Silverman e Ta-Nehisi Coates per una disputa sul copyright.
Gli strumenti AI di Meta, avrebbero usato illegalmente opere prese da "shadow libraries" come LibGen per sviluppare AI generativa. Meta non nega l’uso delle opere, ma si difende invocando il "fair use". Ma ci si chiede: danneggia le vendite dei libri? Ecco che, infatti, il giudice Vince Chhabria ha torchiato gli avvocati, puntando sull’impatto economico per gli autori.
Il caso Kadrey v. Meta potrebbe fare scuola per future battaglie legali su copyright e AI generativa.
https://www.wired.com/story/meta-lawsuit-copyright-hearing-artificial-intelligence/
Meta è nei guai legali con autori come Sarah Silverman e Ta-Nehisi Coates per una disputa sul copyright.
Gli strumenti AI di Meta, avrebbero usato illegalmente opere prese da "shadow libraries" come LibGen per sviluppare AI generativa. Meta non nega l’uso delle opere, ma si difende invocando il "fair use". Ma ci si chiede: danneggia le vendite dei libri? Ecco che, infatti, il giudice Vince Chhabria ha torchiato gli avvocati, puntando sull’impatto economico per gli autori.
Il caso Kadrey v. Meta potrebbe fare scuola per future battaglie legali su copyright e AI generativa.
https://www.wired.com/story/meta-lawsuit-copyright-hearing-artificial-intelligence/
WIRED
A Judge Says Meta’s AI Copyright Case Is About ‘the Next Taylor Swift’
Meta’s contentious AI copyright battle is heating up—and the court may be close to a ruling.
I suggerimenti dell'intelligenza artificiale rendono la scrittura più generica e occidentale
Gli assistenti di scrittura AI spopolano, ma uno studio della Cornell rivela che producono testi generici, svantaggiando gli utenti del Sud globale. Ad esempio, questi strumenti hanno reso lo stile di scrittura di indiani e americani più simile, a scapito dell’originalità indiana. Gli indiani, poi, ci guadagnano meno in produttività rispetto agli americani, perché devono correggere spesso i suggerimenti dell’AI, che stereotipa la cultura indiana, tralascia dettagli culturali, insomma il risultato sugli utenti è che descrivono le loro stesse tradizioni con un filtro occidentale.
Questo trend, ribattezzato “AI colonialism”, nasce perché le aziende tech trascurano aspetti linguistici e culturali.
https://news.cornell.edu/stories/2025/04/ai-suggestions-make-writing-more-generic-western
Gli assistenti di scrittura AI spopolano, ma uno studio della Cornell rivela che producono testi generici, svantaggiando gli utenti del Sud globale. Ad esempio, questi strumenti hanno reso lo stile di scrittura di indiani e americani più simile, a scapito dell’originalità indiana. Gli indiani, poi, ci guadagnano meno in produttività rispetto agli americani, perché devono correggere spesso i suggerimenti dell’AI, che stereotipa la cultura indiana, tralascia dettagli culturali, insomma il risultato sugli utenti è che descrivono le loro stesse tradizioni con un filtro occidentale.
Questo trend, ribattezzato “AI colonialism”, nasce perché le aziende tech trascurano aspetti linguistici e culturali.
https://news.cornell.edu/stories/2025/04/ai-suggestions-make-writing-more-generic-western
Cornell University
AI suggestions make writing more generic, Western
A new study from Cornell on AI writing assistants finds these tools have the potential to function poorly for billions of users in the Global South by generating generic language that makes them sound more like Americans.
"Assurdità pericolose": libri sull'ADHD scritti da intelligenza artificiale in vendita su Amazon
Amazon è sotto accusa per la vendita di libri sull’ADHD, apparentemente scritti da chatbot, che offrono consigli fuorvianti o pericolosi.
Analisi hanno dato un punteggio di 100% di rilevamento AI, confermando la loro origine artificiale. È abbastanza vero che l’AI generativa può produrre contenuti dannosi, ad esempio su sostanze tossiche o linee guida sanitarie, e l’assenza di regolamentazioni favorisce la diffusione di disinformazione.
Richard Wordsworth, dopo aver acquistato un libro sull’ADHD, ha denunciato informazioni errate e contenuti pericolosi. Le critiche puntano al modello di business di Amazon, che prioritizza le vendite senza verificare l’affidabilità dei contenuti. Al momento, non esiste una legge che obblighi a etichettare i libri generati da AI.
https://www.theguardian.com/technology/2025/may/04/dangerous-nonsense-ai-authored-books-about-adhd-for-sale-on-amazon
Amazon è sotto accusa per la vendita di libri sull’ADHD, apparentemente scritti da chatbot, che offrono consigli fuorvianti o pericolosi.
Analisi hanno dato un punteggio di 100% di rilevamento AI, confermando la loro origine artificiale. È abbastanza vero che l’AI generativa può produrre contenuti dannosi, ad esempio su sostanze tossiche o linee guida sanitarie, e l’assenza di regolamentazioni favorisce la diffusione di disinformazione.
Richard Wordsworth, dopo aver acquistato un libro sull’ADHD, ha denunciato informazioni errate e contenuti pericolosi. Le critiche puntano al modello di business di Amazon, che prioritizza le vendite senza verificare l’affidabilità dei contenuti. Al momento, non esiste una legge che obblighi a etichettare i libri generati da AI.
https://www.theguardian.com/technology/2025/may/04/dangerous-nonsense-ai-authored-books-about-adhd-for-sale-on-amazon
the Guardian
‘Dangerous nonsense’: AI-authored books about ADHD for sale on Amazon
Experts say online retailer has ethical responsibility to guard against chatbot-generated work on sensitive topics
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Un appello alle aziende che si occupano di intelligenza artificiale
Le big tech non capiscono perché l’AI faccia storcere il naso a tanti. Un sondaggio di Jetbrains rivela che le preoccupazioni etiche vengono spesso ignorate.
C'entra poco la singolarità, i robot ribelli, o la questione lavorativa, ma si teme l’impatto sulle industrie creative.
I veri problemi sembrano essere comportamenti antisociali abilitati dall’AI, come disinformazione, pornografia non consensuale, campagne inautentiche e la sostituzione di interi settori senza alternative di reddito.
I cambiamenti negli incentivi spingono comportamenti discutibili, e certi fan dell’AI mostrano un disprezzo preoccupante per l’umanità. Altro tasto dolente: la privacy, specie nelle app di messaggistica criptate.
https://soatok.blog/2025/05/04/tech-companies-apparently-do-not-understand-why-we-dislike-ai/
Le big tech non capiscono perché l’AI faccia storcere il naso a tanti. Un sondaggio di Jetbrains rivela che le preoccupazioni etiche vengono spesso ignorate.
C'entra poco la singolarità, i robot ribelli, o la questione lavorativa, ma si teme l’impatto sulle industrie creative.
I veri problemi sembrano essere comportamenti antisociali abilitati dall’AI, come disinformazione, pornografia non consensuale, campagne inautentiche e la sostituzione di interi settori senza alternative di reddito.
I cambiamenti negli incentivi spingono comportamenti discutibili, e certi fan dell’AI mostrano un disprezzo preoccupante per l’umanità. Altro tasto dolente: la privacy, specie nelle app di messaggistica criptate.
https://soatok.blog/2025/05/04/tech-companies-apparently-do-not-understand-why-we-dislike-ai/
Dhole Moments
Tech Companies Apparently Do Not Understand Why We Dislike AI - Dhole Moments
It’s becoming increasingly apparent that one of the reasons why tech companies are so enthusiastic about shoving AI into every product and service is that they fundamentally do not understand…
ProtectEU: strategia europea di sicurezza interna. Comunicazione al Parlamento Europeo, al Consigliò, al Comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni
La Commissione intende:
·presentare una tabella di marcia che definisca il percorso da seguire per l'accesso legittimo ed effettivo ai dati nelle attività di contrasto nel 2025;
·preparare se del caso una valutazione d'impatto nel 2025 al fine di aggiornare le norme sulla conservazione dei dati a livello dell'UE;
·presentare una tabella di marcia tecnologica sulla cifratura per individuare e valutare soluzioni tecnologiche che consentano alle autorità di contrasto di accedere legalmente ai dati nel 2026;
·lavorare all'istituzione di un gruppo ad alto livello per rafforzare la cooperazione operativa nell'attività di contrasto;
·creare un campus per la ricerca e l'innovazione nel settore della sicurezza presso il Centro comune di ricerca nel 2026.
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025PC0148
La Commissione intende:
·presentare una tabella di marcia che definisca il percorso da seguire per l'accesso legittimo ed effettivo ai dati nelle attività di contrasto nel 2025;
·preparare se del caso una valutazione d'impatto nel 2025 al fine di aggiornare le norme sulla conservazione dei dati a livello dell'UE;
·presentare una tabella di marcia tecnologica sulla cifratura per individuare e valutare soluzioni tecnologiche che consentano alle autorità di contrasto di accedere legalmente ai dati nel 2026;
·lavorare all'istituzione di un gruppo ad alto livello per rafforzare la cooperazione operativa nell'attività di contrasto;
·creare un campus per la ricerca e l'innovazione nel settore della sicurezza presso il Centro comune di ricerca nel 2026.
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025PC0148
Forwarded from "Ciao, Internet!" » Matteo Flora
“Ma tanto basta la VPN.”
Se lo pensi, non hai capito nulla.
La Francia introdurrà l’autenticazione obbligatoria per accedere ai siti p*rnografici.
L’Italia seguirà a breve, con AGCOM pronta ad agire.
🗣 E molti rispondono con estrema leggerezza: “Userò una VPN o Tor.”
Ma questo approccio, tecnicamente semplicistico, ignora completamente la vera pericolosità della misura: la normalizzazione di meccanismi coercitivi di controllo, che partono dai siti pornografici per poi essere estesi nel tempo a tutti quei servizi come VPN, DNS e Tor.
Questo porta, passo dopo passo, alla cancellazione degli strumenti che tutelano l’anonimato e la libertà digitale, mentre si costruiscono enormi database governativi con dati personali estremamente sensibili: preferenze sessuali, opinioni politiche, convinzioni religiose.
Non si tratta dunque solo di trovare una soluzione tecnica al blocco del p*rno, ma di difendere il principio stesso di una rete libera come diritto digitale fondamentale.
👉 Guarda il video https://link.mgpf.it/YBCj
Se lo pensi, non hai capito nulla.
La Francia introdurrà l’autenticazione obbligatoria per accedere ai siti p*rnografici.
L’Italia seguirà a breve, con AGCOM pronta ad agire.
🗣 E molti rispondono con estrema leggerezza: “Userò una VPN o Tor.”
Ma questo approccio, tecnicamente semplicistico, ignora completamente la vera pericolosità della misura: la normalizzazione di meccanismi coercitivi di controllo, che partono dai siti pornografici per poi essere estesi nel tempo a tutti quei servizi come VPN, DNS e Tor.
Questo porta, passo dopo passo, alla cancellazione degli strumenti che tutelano l’anonimato e la libertà digitale, mentre si costruiscono enormi database governativi con dati personali estremamente sensibili: preferenze sessuali, opinioni politiche, convinzioni religiose.
Non si tratta dunque solo di trovare una soluzione tecnica al blocco del p*rno, ma di difendere il principio stesso di una rete libera come diritto digitale fondamentale.
👉 Guarda il video https://link.mgpf.it/YBCj
link.mgpf.it
No, non basta la VPN. E se lo dici non hai capito NULLA di cosa sta succedendo... #1402
La Francia ha deciso di richiedere un'autenticazione certa per accedere ai siti pornografici, una scelta politica che verrà presto adottata anche in Italia dalla AGCOM. Molti commenti hanno risposto con leggerezza sostenendo che 'basta usare VPN o Tor
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Forwarded from Stefano Quintarelli Weblog
Elon Musk’s Grok AI Will ‘Remove Her Clothes’ In Public, On X
May 7, 2025
L’Intrepido, 45 anni dopo
(questa e’ per i piu’ anziani tra noi…)
Source: 404 media
📢 @ilquinta
May 7, 2025
L’Intrepido, 45 anni dopo
(questa e’ per i piu’ anziani tra noi…)
Source: 404 media
Elon Musk’s Grok, an AI chatbot that people can interact with via X, is being used to undress photos women are posting to the social media platform, as first flagged t0 404 Media by Kolina Koltai,…
📢 @ilquinta
404 Media
Elon Musk's Grok AI Will 'Remove Her Clothes' In Public, On X
Elon Musk’s AI bot is undressing women on X.
Forwarded from Stefano Quintarelli Weblog
L’ondata Slop che riempie l’Open Source e relazione con identità digitale
May 7, 2025
Questo articolo sotto mi ha dato da pensare
Così come il costo trascurabile di SMS, mail, telefonate ha portato allo spam di sms, mail, telefonate, il costo ridotto per produrre codice “slop” (neologismo gergale per qualificare contenuti di bassa qualità generati con l’AI) porta a una inondazione dei repository open source e i manutentori…
📢 @ilquinta
May 7, 2025
Questo articolo sotto mi ha dato da pensare
Così come il costo trascurabile di SMS, mail, telefonate ha portato allo spam di sms, mail, telefonate, il costo ridotto per produrre codice “slop” (neologismo gergale per qualificare contenuti di bassa qualità generati con l’AI) porta a una inondazione dei repository open source e i manutentori…
📢 @ilquinta
Smascherato MrDeepFakes: Farmacista canadese collegato al più famoso sito di porno deepfake del mondo
MrDeepFakes, principale sito di pornodeepfake con 70.000 video non consensuali di donne (99%), era gestito da David Do, farmacista canadese 36enne.
Identificato tramite analisi di violazioni di dati, Do aveva collegamenti con altre piattaforme pornografiche e forum di pirateria.
Dopo l'esposizione, ha cancellato i social e si è trasferito in Portogallo e il sito è stato chiuso quando i fornitori di servizi hanno ritirato il supporto.
https://www.bellingcat.com/news/2025/05/07/canadian-pharmacist-linked-to-worlds-most-notorious-deepfake-porn-site/
MrDeepFakes, principale sito di pornodeepfake con 70.000 video non consensuali di donne (99%), era gestito da David Do, farmacista canadese 36enne.
Identificato tramite analisi di violazioni di dati, Do aveva collegamenti con altre piattaforme pornografiche e forum di pirateria.
Dopo l'esposizione, ha cancellato i social e si è trasferito in Portogallo e il sito è stato chiuso quando i fornitori di servizi hanno ritirato il supporto.
https://www.bellingcat.com/news/2025/05/07/canadian-pharmacist-linked-to-worlds-most-notorious-deepfake-porn-site/
bellingcat
Unmasking MrDeepFakes: Canadian Pharmacist Linked to World’s Most Notorious Deepfake Porn Site - bellingcat
Double life: open source investigation reveals Canadian hospital pharmacist's links to MrDeepFakes, the most notorious deepfake porn website in the world.
Come si muovono i criminali informatici nel 2025?
Oggi, i criminali informatici sfruttano servizi di hosting gratuiti di governi e università, approfittando della loro debole sicurezza informatica.
Si concentrano su contenuti popolari come account OnlyFans, Robux, buoni regalo Amazon e film gratuiti, usando tecniche SEO avanzate per colpire i loro target.
I link pericolosi, spesso mascherati su domini fidati, sfuggono ai strumenti di sicurezza aziendale. Le tecniche includono plugin WordPress obsoleti, avvelenamento della cache, credential stuffing e takeover di sottodomini.
I file compromessi, pur non essendo sempre malware, portano a reti di affiliazione per profitti o a phishing, come quelli che prendono di mira bambini in cerca di Robux gratuiti. Un post del 2020 descriveva già dinamiche simili.
https://vin01.github.io/piptagole/cybcecrime/security/cybersecurity/2025/05/05/state-cyber-security.html
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Si concentrano su contenuti popolari come account OnlyFans, Robux, buoni regalo Amazon e film gratuiti, usando tecniche SEO avanzate per colpire i loro target.
I link pericolosi, spesso mascherati su domini fidati, sfuggono ai strumenti di sicurezza aziendale. Le tecniche includono plugin WordPress obsoleti, avvelenamento della cache, credential stuffing e takeover di sottodomini.
I file compromessi, pur non essendo sempre malware, portano a reti di affiliazione per profitti o a phishing, come quelli che prendono di mira bambini in cerca di Robux gratuiti. Un post del 2020 descriveva già dinamiche simili.
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Vin01’s Blog
How are cyber criminals rolling in 2025?
Speaking of earning a living, would you expect them to pay for web hosting/ cloud providers?
La pace, l'unità della Chiesa e l'importanza di Maria: due anni fa, l'anticipo dei temi del discorso di insediamento di Papa Leone XIV
Domenica 14 maggio 2023 presso la Cattedrale di San Pietro a #Bologna, durante le Celebrazioni in onore della Madonna di San Luca, l'omelia dell'allora non ancora Cardinale Mons. Robert F. Prevost, nella Messa concelebrata dal Card. Matteo Zuppi
https://youtu.be/s17a8xKd1Qg?si=agPc3gFNg7iBwi6D
Domenica 14 maggio 2023 presso la Cattedrale di San Pietro a #Bologna, durante le Celebrazioni in onore della Madonna di San Luca, l'omelia dell'allora non ancora Cardinale Mons. Robert F. Prevost, nella Messa concelebrata dal Card. Matteo Zuppi
https://youtu.be/s17a8xKd1Qg?si=agPc3gFNg7iBwi6D
YouTube
2023: l'omelia di mons. Prevost (oggi Leone XIV) a Bologna
domenica 14 maggio 2023
Cattedrale di San Pietro
Celebrazioni in onore della Madonna di San Luca
Presiede S.E. Mons. Robert F. Prevost, concelebra S.E. Card. Matteo Zuppi
Cattedrale di San Pietro
Celebrazioni in onore della Madonna di San Luca
Presiede S.E. Mons. Robert F. Prevost, concelebra S.E. Card. Matteo Zuppi
Il Fediverso a scuola: uno strumento didattico per la cittadinanza digitale
Il Fediverso offre strumenti di web sociale interoperabili per supportare attività didattiche, simulazioni, educazione civica e competenze tecnologiche, promuovendo consapevolezza digitale e responsabilizzazione degli studenti in un ambiente di apprendimento aperto
https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/il-fediverso-a-scuola-uno-strumento-didattico-per-la-cittadinanza-digitale/
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Agenda Digitale
Il Fediverso a scuola: uno strumento didattico per la cittadinanza digitale
Il Fediverso può trasformarsi in uno strumento didattico innovativo per sviluppare competenze digitali e cittadinanza consapevole. Scopri come
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“Tech e Privacy”, la newsletter di Claudia Giulia, è online!
Tecnologia, geopolitica e società si intrecciano sempre di più.
Questa settimana parliamo della supremazia della Cina, dei problemi di Tesla, e poi NVIDIA e DOGE.
La NL è uscita eccezionalmente oggi, e non perderla
https://claudiagiulia.substack.com/p/newsletter-tech-e-privacy-settimana
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Substack
Newsletter - Tech e Privacy - settimana di FINE APRILE - INIZIO MAGGIO 2025
di Claudia Giulia Ferraùto - 2 MAGGIO 2025
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