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⚠️Quorum raggiunto? NO, NON ADESSO! Non smettete di firmare per il #ReferendumGiustizia

Il raggiungimento del 100% è SALVO BUON FINE: in quel 100% potrebbero esserci ⚠️molte firme duplicate!⚠️

Non smettete di firmare: prendete SPID o la CIE e datevi da fare!

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open
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Apple sta lottando per la capacità di TSMC mentre Nvidia prende il centro della scena

Il boom dell’intelligenza artificiale sta gonfiando prezzi e margini del colosso taiwanese, con Nvidia che sembra avviata a superare Apple come peso specifico tra i clienti.
Apple, un tempo cliente dominante della Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, la più grande fonderia di semiconduttori al mondo, oggi si ritrova a contendersi la capacità produttiva sui nodi più avanzati con Nvidia.
TSMC, dal canto suo, non può premere l’acceleratore a casaccio sull’espansione delle fabbriche: per tirarne su una servono anni, e una corsa sconsiderata la esporrebbe a rischi enormi se la domanda di chip AI dovesse rallentare.

https://www.culpium.com/p/exclusiveapple-is-fighting-for-tsmc
Pechino ordina alle aziende cinesi di abbandonare i software di cybersecurity made in USA e Israele

Reuters rivela una mossa drastica delle autorità cinesi, che hanno notificato a numerose imprese domestiche di interrompere l’uso di soluzioni di sicurezza informatica prodotte da oltre una dozzina di vendor stranieri, motivata da preoccupazioni per la sicurezza nazionale.

Le aziende americane colpite includono VMware di proprietà Broadcom, Palo Alto Networks con i suoi firewall next-generation e piattaforme XDR, Fortinet nota per i suoi FortiGate e soluzioni SD-WAN integrate, CrowdStrike con il suo endpoint detection and response Falcon basato su AI per threat hunting, SentinelOne per la protezione autonoma degli endpoint, Recorded Future per l’intelligence sulle minacce, McAfee, Claroty specializzata in OT security, Rapid7 con i tool di vulnerability management come InsightVM, oltre a Mandiant di Alphabet e Wiz per la cloud security. Tra le israeliane figurano Check Point con Harmony e Quantum per protezione perimeter e endpoint, CyberArk acquisita da Palo Alto per privileged access management, Orca Security per agentless cloud scanning, Cato Networks per SASE e Imperva di Thales per web application firewall e data masking. 


https://insicurezzadigitale.com/pechino-ordina-alle-aziende-cinesi-di-abbandonare-i-software-di-cybersecurity-made-in-usa-e-israele/
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☝️ UPDATE 🗞

Come state vedendo, ho aggiunto ai post automatici in questo canale anche le vittime italiane di attacchi ransomware, direttamente dal feed della piattaforma RansomFeed.
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La corte francese ordina alle VPN più diffuse di bloccare altri siti pirata, nonostante l'opposizione

Una nuova ordinanza del Tribunal Judiciaire de Paris impone a diverse VPN popolari di bloccare l'accesso ai siti di streaming sportivo in diretta. L'ordinanza, rivolta a CyberGhost, ExpressVPN, NordVPN, ProtonVPN e Surfshark, conferma che le VPN sono ora classificate come "intermediari tecnici" ai sensi del Codice dello Sport francese. Inoltre, la "difesa no-log" non è considerata un ostacolo al blocco da parte del tribunale.

https://torrentfreak.com/french-court-orders-popular-vpns-to-block-more-pirate-sites-despite-opposition/
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐮𝐦 𝐞̀ 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐢𝐧𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨. Il post di Maria Laura Mantovani

Abbiamo superato 𝐥𝐞 𝟓𝟏𝟐.𝟎𝟗𝟖 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐞 (alle ore 17:23), e si continua a firmare 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝟑𝟎 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨, ma la cosa importante da capire è questa: con il quorum raggiunto, i promotori possono depositare le firme in Cassazione e diventare a tutti gli effetti 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐞, cioè un soggetto riconosciuto dall’ordinamento che rappresenta direttamente la 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 e che ha quindi titolo per pretendere 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, regole di parità e strumenti di campagna, come avviene in tutte le consultazioni referendarie.
Se poi il Governo, fissando il voto al 22 e 23 marzo e comprimendo i tempi del confronto, limita di fatto la possibilità di far conoscere ai cittadini cosa c’è davvero nella riforma, il Comitato può anche aprire un fronte istituzionale ulteriore, il cosiddetto 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 davanti alla Corte costituzionale, che in parole semplici significa chiedere: chi decide cosa e con quali limiti, quando è in gioco un potere riconosciuto direttamente ai cittadini.
C’è poi un altro punto molto concreto. 𝐈𝐥 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐝𝐚 non è un dettaglio: oggi quello ammesso richiama soprattutto il titolo della legge, mentre i promotori sostengono che debba essere più chiaro e indicare esattamente 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 vengono modificati, così che tutti possano capire davvero cosa stanno approvando o respingendo.
Insomma, 𝐥𝐞 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐨, sono 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐚, con strumenti veri.
E adesso il passaggio decisivo è trasformare questa energia in 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐫𝐧𝐞, perché alla fine 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞: bisogna andare a votare e 𝐯𝐨𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐍𝐎

Questo il link per firmare: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034